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I legni la hit parade pV

di Enzzosab [user #16838] - pubblicato il 23 settembre 2009 ore 19:06
la risposta dinamica continuiamo a cercare di definire quelli che dovrebbero essere i parametri da usare nel giudicare il suono di una chitarra acustica

pV la risposta dinamica continuiamo a cercare di definire quelli che dovrebbero essere i parametri da usare nel giudicare il suono di una chitarra acustica. dopo il volume, le doti di proiezione, le componenti armoniche e le risonanze del corpo, ci pare sia giunto il momento di prendere in considerazione la risposta alla dinamica esecutiva. si tratta della capacità dello strumento di seguirci nei pianissimi e nei fortissimi senza tentennamenti, buchi, incertezze. si dice che ciò che distingue un buon chitarrista da un "chitarrista della domenica" sia l'uso delle tecniche espressive e tra queste il buon uso della dinamica. una chitarra che restituisca adeguatamente i pianissimi e i fortissimi deve possedere ottime doti di riproposta sia delle note quasi impercettibili, che non devono perdersi, sia degli attacchi vigorosi che non devono soffrire di fastidiosi ritardi o ridimensionamento del vigore. la cosa, come capirete, non è facile ma una sottile tavoletta del nostro caro abete, o di altra essenza, adeguatamente lavorata e attrezzata quale piano armonico, può fare il miracolo. o far gridare allo scandalo! la risposta alla dinamica esecutiva è più pronta quanto più sottile è il piano armonico poichè un piano armonico sottile ha meno problemi nel vincere l'inerzia iniziale e a mettersi in movimento "rispondendo" alla richiesta dell'esecutore. lo spessore della tavola va, però, commisurato alle doti di flessibilità e robustezza del legno impiegato, tenendo in debito conto che essa deve anche garantire una adeguata opposizione alla trazione delle corde. un piano armonico fragile, destinato a cedere e a deformarsi, non è certo desiderabile ma d'altro canto un suo eccessivo irrobustimento tramite la catenatura sottostante va a detrimento della risposta dinamica e più, in generale, delle sue capacità vibratorie. che fare? la buona risposta di un piano armonico è il risultato di interventi equilibrati e di compromessi. la cosa migliore è scegliere una tavola di abete che sia dotata di grande elasticità e robustezza in modo da poterla renderla sottile (vibrerà al meglio) e catenarla il meno possibile garantendone l'integrità nel tempo. l'abete, come avrete capito, è l'essenza che per le sue doti sta al primo posto tra i legni usati per il piano armonico. per esempio, per avere la stessa robustezza di una tavola di abete da 3 millimetri una tavola in cedro dovrà essere più spessa di 1/10 di millimetro e una tavola di sequoia 2/10. riguardo la tavola armonica il liutaio david russell young condensa la cosa in poche parole: più tenero il legno, maggiore il suo spessore. esigenze di produzione fanno applicare agli strumenti economici e di classe medio-bassa catenature standardizzate ma ogni piano armonico andrebbe accordato e attrezzato individualmente per ottenere il meglio, con interventi di scallopping, di alleggerimento, su ogni singola catena. dunque, se possibile, fate cadere la vostra scelta su strumenti con catene che hanno subito un intervento di festonatura, di accordatura fine. anche la risposta dinamica, grazie allo "smagrimento", sarà migliore. un campione di magrezza è senza dubbio rappresentato dalla chitarra flamenco. esigenze di percussività, proiezione (per rivaleggiare con la voce del cantante e il battito delle mani) e, non ultima, di economicità (il flamenco è nato come espressione popolare) hanno fatto preferire una catenatura alleggerita sotto un piano di abete (di solito cinque catene a ventaglio al posto delle solite 7 di scuola torres) e un corpo di cipresso spagnolo (attualmente anche acero) al posto del palissandro. le doti di lavorabilità e robustezza del cipresso hanno permesso di costruire strumenti dal fondo e le fasce molto sottili, molto vibranti, ben rispondenti dinamicamente e dotati della tipica voce aspra, ricca di acuti. tali esigenze di percussività, apertura e dinamica hanno spesso generato chitarre super leggere, lavorate con grande maestria di cui, però, alcune sono arrivate ai giorni nostri con le deformazioni tipiche causate da una catenatura sottodimensionata. i bassi, i medi, gli acuti: l'equilibrio e la naturalezza come abbiamo già accennato, alla "voce" dello strumento concorrono, in misura diversa, tutte le parti che lo compongono ma tra queste la più importante è sicuramente la tavola armonica. questa ha una sua particolare risposta in frequenza (variabile a seconda del tipo di legno, dello spessore, ecc.) e in base a questa, e al risultato sonoro finale che vuole ottenere a strumento finito (ci sarà anche il contributo del corpo), il liutaio opererà alcuni interventi di catenatura in modo da ottenere la risposta in frequenza che desidera. per esempio: i bassi attenuati (normalmente è così), i medi ben presenti ma non esagerati, acuti in evidenza ma non troppi, in modo che risultino arrotondati, cremosi. immaginatelo a trasformare il piano armonico in un woofer, un midrange e un tweeter e nell'intento di equilibrare le loro emissioni. il compito non è facile perchè ogni singolo pezzo di legno ha la propria unicità e di pezzi di legno che costruiscono il suono finale ce ne sono molti in una chitarra. anche l'uso di legni diversi per il manico (acero al posto di mogano), che ai più parrebbe non condizionare la risposta dello strumento, comporta di certo un diverso risultato, non macroscopico ma avvertibile. l'equilibrio tra quelle che per comodità chiamiamo le tre principali bande di emissione, genera una sensazione di naturalezza timbrica che fa sì che quel determinato strumento abbia un suono che non stanchi. in ciò, vorremmo azzardare, c'entra l'assenza di distorsione, l'avvenuta eliminazione cioè di quelle frequenze più difficili da riproporre per il piano armonico. e l'intermodulazione? sta di fatto che, se non si è fatti di gesso, ci si accorge se uno strumento suona naturale o se dopo un po' stancherà. l'eccesso timbrico, i picchi troppo pronunciati nella risposta, la personalità esagerata andranno bene per un certo genere ma non possono costituire le caratteristiche dello strumento ideale. e allora qual è questo strumento ideale? lo strumento acustico che mostri al meglio le caratteristiche fin qui analizzate si avvicina di molto al trono. quel qualcosa in più che può mettergli la corona in testa e renderlo "bellissimo" è, secondo noi, la grande dote di riuscire a seguire il suo "padrone" nei sentieri dell'esecuzione; di fare, quindi, da perfetto megafono alle nuances interpretative, aggiungendo anche quel qualcosa in più che possa "coprire" inevitabili attimi di stanchezza o disorientamento. facile, direte ; a parole, è facile dire "coprire" inevitabili... ecc. ma cosa significa? uno strumento "bellissimo" riesce a fare quello che spesso fa il riverbero con la voce: allontanandola un po' rende accettabili i piccoli errori, le imprecisioni, la dinamica leggermente fuori luogo. ecco: lo strumento bellissimo regala risonanze tali che da un lato esaltano le doti, per così dire, canoniche e, dall'altro, creano un ambiente intorno alle note che le rende più suggestive ed evocative di quello che in realtà sono. mutuando la frase dall'alta fedeltà, si potrebbe dire che lo strumento "bellissimo" ha doti di introspezione tali da capire l'esecutore e diventarne il perfetto compagno di viaggio magnificando sì il paesaggio ma evidenziandogli anche le myricae (piccole cose) di pascoliana memoria. riassunto dei parametri dopo quanto detto, si consiglia, nel caso dobbiate giudicare uno o più strumenti, di usare i parametri di cui ora disponiamo, attribuendo a essi un voto o una descrizione. la valutazione può ricevere un grande aiuto dalla comparazione dello strumento o degli strumenti da valutare con uno strumento ben conosciuto: volume, personalità, proiezione, armoniche, risonanze e code sonore, risposta dinamica, equilibrio e naturalezza


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Ciao, ma perchè non
di Robertocaster [user #1945]
commento del 24/09/2009 ore 00:0
Ciao, ma perchè non pubblichi sotto forma di articolo? Ci sono un sacco di spunti interessanti ma nel diario è un pò dispersiva la lettura.
Rispondi
Re: Ciao, ma perchè non
di anton90 [user #13082]
commento del 24/09/2009 ore 20:2
Mi associo a Roberto scritto sotto forma di articolo e corredato di qualche immagine la lettura sarebbe più... diciamo "vivace e fluida"
Rispondi
OK, seguirò il Vs s
di Enzzosab [user #16838]
commento del 25/09/2009 ore 07:0
OK, seguirò il Vs suggerimento. Saluti, Cordialmente Enzo.
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