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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

i legni la hit parade pIV

di Enzzosab [user #16838] - pubblicato il 23 settembre 2009 ore 18:50
la hit parade

la hit parade

se dovessimo stilare una specie di hit parade dei legni che, utilizzati per

il fondo e le fasce, regalano (a parità di forma del corpo, catenatura,

ecc.) maggior volume e proiezione, la faremmo così:

1 – palissandro brasiliano/ebano striato

2 - palissandro indiano

3 - acero

4 - noce/koa

5 -mogano/korina

6 - betulla/ciliegio

7 - cipresso.

Aver compilato una hit

parade di questo tipo  potrà , si sa, non solo a qualche

critica ma anche a un miliardo di precisazioni più o

meno dotte oppure a inviti a variare ora una posizione ora l'altra. chi

volesse farlo, sentendosi equipaggiato di qualche buona argomentazione, lo

faccia.

 

 

I laminati

due parole per il fondo e le fasce delle chitarre acustiche costituite da un

laminato. di solito si tratta di tre/quattro fogli dello stesso legno o di

legni diversi, incollati in modo che le fibre si incrocino così da

aumentarne la robustezza. la risposta molto spesso manca di calore, gli

acuti sono esagerati e vi è, nel peggiore dei casi, una qualche presenza di

distorsione sugli acuti. le doti di riflessione sono buone,

l'indeformabilità garantita ma la maturazione è inesistente. abbinato a un

piano armonico solido, un fondo e fasce in laminato possono dare risultati

anche buoni. una chitarra interamente in laminato può fornire prestazioni

anche accettabili ma va valutata, data l'impossibilità di "migliorar

invecchiando", per quello che da in quel momento poichè il suo suono così è

, a meno di un miracolo, resterà per sempre . leggermente diverso il discorso

dei laminati usati (per esempio, da gibson) nelle arch top di classe. si

tratta di fogli di essenze di qualità scelte per dare un buon contributo

acustico a un suono che rimane, comunque, per la gran parte elettrico.

le armoniche in parole semplici, le armoniche sono quelle componenti del suono (la fondamentale e le armoniche superiori) che, a seconda del loro "livello di presenza" (numero, intensità e associazione), contribuiscono a formarne il colore tonale, il particolare timbro. assieme ad altre caratteristiche

(attacco, sostegno, decadimento, eventuali componenti di rumore, ecc.)

costituiscono l'impronta sonora di un determinato strumento e ne permettono

l'immediata identificazione. sentendoli suonare, infatti, riconosciamo

facilmente un trombone da una chitarra. il "livello di presenza" delle

componenti armoniche varia, comunque, anche tra due strumenti della stessa

famiglia. il suono di una chitarra classica è decisamente diverso da quello

di una chitarra con corde metalliche. ciò è dovuto, oltre al diverso tipo di

costruzione e ai diversi tipi di legni impiegati, alla presenza delle corde

in nailon che generano un numero sensibilmente inferiore di armoniche di

grado elevato. sono queste ultime a dare al suono quella metallicità, a

volte sgradevole, che fa distinguere una chitarra classica da una steel

string. ma non è finita. anche nell'ambito delle chitarre dotate di corde

metalliche le differenze timbriche ci sono. anzi, possiamo senz'altro dire

che ogni chitarra possiede un suo suono e a formarlo concorrono tutti gli

elementi che la compongono e i materiali di cui questi sono fatti: in prima

fila il piano armonico; poi, le catenature, le corde, il fondo e le fasce; e

ancora, il manico, il ponte, il capotasto, le barrette dei tasti e così via.

insomma, tutto partecipa a creare l'unicità del timbro. certo, per la gran

parte degli strumenti questa unicità non è così prorompente ma per alcuni di

essi, quelli di qualità, essa è ben avvertibile, specialmente durante un

test multiplo in cui si ascoltino in sequenza i loro suoni. il differente

"livello di presenza" delle armoniche farà sì che si rendano evidenti le

diversità timbriche e ci darà una mano (a volte, però, la scelta non è così

facile) a capire quale, fra gli strumenti sottoposti alla prova, è di nostro

gradimento o quale non fa proprio al caso nostro. per inciso va detto che

una chitarra acustica rivela una buona personalità timbrica e una buona

capacità di proiezione quando in ogni nota emessa la fondamentale e le prime

quattro, cinque armoniche risultano ben presenti. questo risultato si

ottiene di norma utilizzando una tavola armonica di qualità con ottime

capacità vibratorie e attrezzata con una catenatura finemente accordata.

torniamo alle armoniche.

 

fingerpicker

se siamo dei fingerpicker e ci piace il suono arrotondato, sceglieremo lo

strumento con un buon equilibrio timbrico, senza troppe armoniche superiori,

senza "vuoti" di frequenze ( abbassamenti di volume in certe zone

della tastiera) e con bassi adeguati: vellutati o pianistici, a seconda del

genere che eseguiamo. con molta attenzione dovremo giudicare il livello di

emissione perchè il fingerpicking, specialmente se eseguito con unghie

naturali, necessita di uno strumento con un buon volume (fondo e fasce in

palissandro?). se suoniamo da soli, basterà che la personalità timbrica ci

soddisfi ma, se suoniamo in un gruppo o se utilizziamo la chitarra per

registrare, dovremo considerare anche le sue capacità di convivenza con

altri strumenti, cioè, nel primo caso, se la sua capacità di proiezione è

sufficiente a farla sentire in ambiti sonori più o meno affollati (fondo e

fasce in acero?) o, nel caso della registrazione, se la sua personalità

sonora è tale da ritagliarsi una personale nicchia di udibilità (in questo

potremo aiutarla con l'equalizzazione) in mezzo agli altri suoni (sintetici

o naturali) che normalmente utilizziamo, nel primo caso (quello del gruppo),

uno strumento dal timbro alquanto dolce (fondo e fasce in koa?) e non

sufficientemente caratterizzato avrà possibilità di sopravvivenza

decisamente inferiori rispetto a uno strumento dal timbro banjistico o

dobroistico (fondo e fasce in ciliegio?). dunque, abbiate bene in mente

quale sarà l'ambito di azione della chitarra che dovete scegliere. nei casi

disperati, scegliete una chitarra di alta qualità e pregate!

flat-picker

se, per esempio fate del flat-picking, potrete gradire una certa metallicità

nel suono (fondo e fasce in mogano?), una buona penetrazione sonora e un

punch che sappia interpretare il vostro vigore esecutivo. in questo caso,

dovrete preferire uno strumento con una buona dose di armoniche superiori

(il troppo, comunque, stroppia sempre) ma dovrete fare attenzione anche al

decadimento del suono. se questo è troppo lungo (un corpo in acero potrebbe

fare al caso vostro), rischia di creare un effetto "accavallamento" con la

coda sonora che va a infastidire il nuovo suono. ciò creerà, durante gli

accompagnamenti, una "marmellata" da evitare. se, da un lato, un decadimento

corto è desiderabile per chi pratica uno strumming vigoroso o per un

fingerpicker funambolico, dall'altro lato può essere deludente per un

fingerpicker che si accompagna cantando il quale probabilmente gradirebbe

una bella ricchezza di armonici e un decadimento sufficientemente lungo. il

tutto per vestire lo spazio intorno alla sua voce di gradevoli

"suppellettili sonore" o di belle risonanze evocative.

il chitarrista solitario forse dico una stupidaggine ma  pare di aver notato che il chitarrista solitario (agisca egli sul palco o fra le pareti domestiche) gradisca uno strumento con il suono ricco di armoniche e di lunghe risonanze.  pare,

inoltre, che questa sua amorevole attenzione lo porti spesso a fare scelte

più felici rispetto a quelle dei chitarristi acustici che suonano in gruppo.

é, in sostanza,  il più capace a giudicare la maggiore o minore

bellezza sonora di uno strumento e a fare buone scelte. la ragione risiede

probabilmente in questa sua più fitta frequentazione con il suono puro, non

mescolato ad altri suoni. in effetti, secondo la nostra modesta esperienza,

i bei suoni di chitarra acustica li abbiamo quasi sempre sentiti ascoltando

lupi solitari. james taylor, può essere uno.  pare, cioè, che il

chitarrista acustico che suona in un gruppo, dovendo fare più attenzione

alla funzionalità del timbro del suo strumento, sia in parte obbligato a non

correr dietro al "suono bellissimo" data la "poco socievole" complessità di

quest'ultimo, la sua "completezza" mangia-spazio-altrui. ciò non significa

che si dovrà accontentare di un brutto suono ma di un suono "parziale".


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