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Valvole o transistor?

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 19 aprile 2009 ore 13:15

Questa domanda l'ho posta ad un vecchio chitarrista da matrimoni la cui musica spaziava dal valzer alla mazurka passando per il tango e la polka.

Solamente lui avrebbe potuto darmi una risposta e con cognizione di causa dato che suonava praticamente tutto scegliendo le sonorità brano dopo brano e cambiando settaggio come cambiava lo spartito.

Le valvole hanno una bellissima voce - diceva convinto - ma non sono adatte per tutti gli stili. Quando c'è un solista di sax ci vogliono i transistor ed anche quando il brano è jazzato ed il batterista suona con le spazzole e così anche in presenza di sequenze di sincopi.

Il basso deve essere amplificato a valvole o bisogna fare uso di uno strumento acustico - continuava - badando di usare sempre la sezione centrale del manico "per non far tintinnare i bicchieri nello scaffale che non sono accordati e che non seguono la partitura".

Ma nell'ambito di una festa dove l'unico scopo è quello di stare allegri chi noterebbe queste sottili differenze, chi sarebbe in grado di diversificare le frequenze udibili e sopratutto chi risulterebbe infastidito dall'improbabile accordatura dei calici da champagne?

Sicuramente nessuno ma per chi ha studiato chitarra classica in altri tempi e che è in grado di modificare una partitura in funzione di chi lo ascolta questo non ha importanza perchè essere un musicista è un affare serio.


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Uhm... Ci sono così
di E! [user #6395]
commento del 19/04/2009 ore 20:2
Uhm... Ci sono così tante tesi contrarie a quella del "vecchio chitarrista da matrimoni", che non mi va proprio di citarle tutte. Solo, tanto per fare un esempio tra un milione, quando ho sentito (2 volte) in concerto Mike Stern con Bob Franceschini (il suo sassofonista) sentivo solo uno splendido suono valvolare, anche quando Dave Weckl usava le spazzole.. Mi sa un po' di "ipse dixit" che lascia il tempo che trova.. Intendo dire che ci sono molti modi di usare (e regolare) strumenti e ampli, probabilmente nessuno ha "il verbo", neanche il signore che ti ha risposto. Ciao
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di gwynnett [user #9523]
commento del 19/04/2009 ore 21:5
vai al link vai al link
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di E! [user #6395]
commento del 19/04/2009 ore 23:4
Non capisco cosa li metti a fare questi link, lo so benissimo che suonava con quell'ampli, tant'è che mi aspettavo di trovarlo sul palco, solo che nelle 2 volte in cui l'ho visto io ha suonato appunto con un ampli valvolare (contraddicendo il "dogma" che hai elencato....). Lo stesso vale per Scofield, puoi mettermi tutti i link che vuoi che dimostrano che suonava con un JC-120, ma se oggi lo vai a vedere (e se ci parli) , ti rendi conto che usa Vox AC30, Matchless o Mesa Boogie. Gilmour non è che quando entrava il sassofonista per fare Shine on you crazy diamond cambiava il suo Hiwatt per suonare con un transistor. Insomma, premesso che ci sono ampli a transistor che mi piacciono moltissimo, gli esempi che dimostrano che quella teoria è sballata sono davvero tanti. Tuttavia se vuoi convincerti che: 1) valvole e sax non suonano bene assieme ( ??) 2)valvole e spazzole non suonano bene assieme ( ??!!!??) 3)servono i transistor in presenza di sequenze di sincopi (questa me la scrivo, è davvero un'enormità). 4)il basso deve usare sempre la sezione centrale del manico (altra enormità.. Ah se ti sentisse Richard Bona..) Fai pure. A me sembra una collezione di castronerie grossolane, però io non ho il "dogma". Un consiglio: non pendere dalle labbra della prima persona che ti da la sua opinione, potrebbe (dico "potrebbe", non "è") essere anche una (scusate..) stronzata abissale. Ciao
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di coldshot [user #15902]
commento del 20/04/2009 ore 01:1
Sinceramente anche a me sembra un'pò strana questa considerazione, si sà che nel jazz il transistor va bene quanto il valvolare, a volte anche di più ma questa dichiarazione mi sembra un'pò esagerata. Ps. ero innamoratissimo di Mike Stern fino ad un paio di anni fà, non sò perchè ma non riesco più ad ascoltarlo, nei soli mi sembra molto ripetitivo e anche il suo suono mi stucca quasi subito, al contrario Scofield mi piace sempre di più, lo ho sempre ritenuto superiore sia come compositore che come tocco e suono. Non mi spiego proprio questa cosa con Stern. Mah i misteri della fusion.............. ciao.
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di gwynnett [user #9523]
commento del 20/04/2009 ore 19:5
"Sinceramente anche a me sembra un'pò strana questa considerazione" E' certamente strana e non solo un po', io l'ho riportata fedelmente evidenziandola con il corsivo e non condividendola come non l'hai condivisa tu. L'analisi del testo porterebbe ad un non riconoscimento di professionalità specialmente per la questione dei bicchieri disaccordati ma riconosco che da sempre alcuni chitarristi che suonano prevalentemente jazz mi hanno parlato di un eccessivo "colore" nel suono valvolare che non sempre accondiscende a precise esigenze di espressione. Io sono un bassista e non so valutare a fondo queste sfumature ma ho tanto ascolto dalla mia e sinceramente penso che qualcosa di vero ci sia come ad esempio una scelta più accurata della cassa per evitare un evidente rotolamento dei bassi. Nel jazz quello che è profondamente diverso è il tocco e Scofield ne è la prova come tu dici giustamente e mi sento di confermare la sua continua progressione nello stile.
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di gwynnett [user #9523]
commento del 20/04/2009 ore 10:5
Mi sono limitato a citare un semplice dialogo, uno scambio di opinioni, un modo di vedere evidenziando con il corsivo le testuali parole del chitarrista senza mai dare cenni di assenso per quello che diceva ma aprendo ad eventuali commenti che mi aspettavo dissenzienti ma nell'ambito di una pacata discussione che non avrebbe mai dovuto contenere termini quali "castronerie grossolane" o "stronzate abissali". Mike Stern usa prevalentemente i transistor, Scofield anche - ad Atina Jazz ne aveva due ed uno era un Matchless - quindi un motivo c'è che conduce a questa scelta e di questo argomento avrei voluto trattare ma con questo clima non mi sembra il caso.
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di E! [user #6395]
commento del 21/04/2009 ore 18:5
Ma quale clima? Sarebbe bene non travisare quello che ho scritto, non mi sembra sinceramente che "castronerie grossolane" sia un termine che instaura chissà quale clima apocalittico.. Quanto alle "stronzate abissali" , erano 2 parole inserite in contesto molto generale, non penso sia utile farci un casino attorno. Se poi sei rimasto offeso mi dispiace, non è mia abitudine nè era mia intenzione. La tua ultima frase del post d'apertura comunque mi lasciava intendere che sei d'accordo con quanto asseriva "un chitarrista serio" (lasciando intendere che chi non la pensa in un certo modo non lo sia...). Per chiudere, il fatto che alcuni chitarristi di altissimo rango usino ampli valvolari in qualunque situazione dovrebbe indurre a pensare che il discorso che hai riportato è molto lontano dall'essere "esatto". Ciao
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di strato78 [user #17091]
commento del 20/04/2009 ore 14:4
Non ti pare di essere un pò troppo categorico oltre che eccessivo e colorito nel linguaggio? Hai letto bene quello che l'autore ha scritto? Riportare una testimonianza, oltretutto di un musicista esperto, navigato, non è prenderne le difese o condividerne in toto le opinioni. Se nessuno possiede il Verbo, ricordatene anche quando sei tu a parlare: catalogare le opinioni altrui come castronerie, enormità o stronzate non è meno offensivo se preceduto o seguito da un "potrebbe" o da uno "scusate". Non so se l'amico di Gwynnett suona Stern, Scofield, Gilmour: di sicuro questi ultimi non si occupano di matrimoni ed è quanto basta a rendere il confronto titanicamente inopportuno, ti pare? Circa gli amplificatori, ci sarebbe un universo di cose da dire: se si provassero transistor e valvole in un blind test o se si aprissero alcuni blasonati valvolari (trovandoli pieni di fet ed operazionali sul percorso del segnale, a quel punto bello e processato prima di giungere sul finale) sai quanta gente si prenderebbe a sberle da sola alla scoperta di ciò che ha suonato e magari gradito? Questa è la differenza che c'è tra il look ed il suono di un ampli, ma il mondo dei chitarristi sembra diventare sempre più fashion e meno sostanziale per rendersene conto. Prima di dare consigli, dai il buon esempio: leggi per bene prima di rispondere, misura bene gli interlocutori magari tenendo anche in considerazione la loro età e l'ipotetica esperienza, poi procedi con educazione e rispetto, perché anche così si può esprimere il dissenso rendendolo più piacevole per le terze persone che leggono. Non obietto sui contenuti del tuo intervento, ma solo sulla forma. Non è un consiglio fraterno (o paterno), ma semplicemente una norma di buona educazione che fa sì che Accordo possa essere luogo di confronto ed arricchimento piuttosto che di sentenze impertinenti o battibecchi sterili. Una buona risposta può essere formulata con garbo senza perdere forza.
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di E! [user #6395]
commento del 21/04/2009 ore 19:0
"Riportare una testimonianza, oltretutto di un musicista esperto, navigato, non è prenderne le difese o condividerne in toto le opinioni." Ma allora a che scopo riportarla? Per esporla al pubblico ludibrio? "Se nessuno possiede il Verbo, ricordatene anche quando sei tu a parlare: " Io ho appunto detto esplicitamente di non avere il "verbo". Sugli ampli e i blind test sono totalmente d'accordocon quello che dici , è per questo che fare distinzioni tra le due (o più) categorie di ampli mi sembra proprio inutile e soprattutto fuorviante. Sull'educazione e discorsi annessi e connessi, non mi sembra di aver ingiuriato nessuno. Se ci si scandalizza per "stronzate abissali" (peraltro inserite in un consiglio, non riferite direttamente alla situazione) siamo messi male. Non posso dare un consiglio dicendo "Tizio, stai attento a quello che senti in giro, perchè si sentono stronzate abissali" ? Non mi sembra sinceramente un linguaggio volgare.. Comunque porgo le mie scuse a chiunque si sia sentito offeso dal queste due parole. "Riportare una testimonianza, oltretutto di un musicista esperto, navigato, non è prenderne le difese o condividerne in toto le opinioni." Rimane il fatto che per altri musicisti esperti e navigati (non mi ci sto includendo)le opinioni riportate potrebbero (è il verbo che ho usato) essere assolutamente sbagliate. Spero così vada meglio. Ciao
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di strato78 [user #17091]
commento del 21/04/2009 ore 21:2
Se tu esponessi ad altri una teoria (che potresti anche non condividere) di un tuo amico musicista, potresti farlo solo per esporlo al pubblico ludibrio? Magari ci sono altre possibili motivazioni: curiosità, stima, dubbio ispirato, spunto per una discussione più ampia chiamando in raccolta le diverse opinioni... Non fraintendermi, ma le parole hanno un peso diverso per ognuno di noi e quello che talvolta diciamo (con leggerezza, anche senza malizia) potrebbe assumere un peso diverso per altri: ecco perché anche la forma ed il modo hanno la loro importanza. Considera anche che sul sito circolano diverse generazioni di musicisti, appassionati, persone più o meno esperte. L'amico musicista esperto con formazione classica e vertebre schiacciate da anni di matrimoni e piano bar, non sarà certo IL musicista, ma è comunque UN musicista. cioè uno dei tantissimi che probabilmente hanno un'idea differente a testa di strumentazione ottimale, ma che sapranno senza dubbio motivare solidamente il perché delle loro scelte. La risposta a quanto potesse essere potenzialmente offensivo o caustico il tuo intervento precedente, l'hai data tu stesso, riformulando la questione in termini più appropiati ad un sito che, grazie ai motori di ricerca, riporta opinioni alle quali attingono molti più utenti di quanti risultino iscritti. Alla fine nessuno si scandalizza per le parole, ma per l'ipotetico atteggiamento che si assume nell'usarle. Voglio concludere dicendoti che, se mi fossi sembrato un perfetto demente, non ti avrei nemmeno fatto notare il tenore del tuo primo intervento, magari da te usato per leggerezza, in buona fede. Ciao e scusate l'OT.
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di E! [user #6395]
commento del 22/04/2009 ore 20:1
Grazie per il "non demente". Sicuramente c'è stato un po' di fastidio per quello che è stato presentato come un ipse dixit.. Ovviamente ognuno ha la sua opinione, però se anche viene un musicista che ha fatto 450 matrimoni e dice una cosa che per quanto mi riguarda è un'inesattezza pazzesca (meglio di castroneria grossolana? che tra l'altro è u termine simpaticamente mutuato da un famoso trio di comici, non certo offensivo) non manco di fargliela notare. Per fare un esempio, dire che per andare su strade di montagna "ci vogliono" i fuoristrada, è sbagliato. Ci puoi andare benissimo con una Panda, con un BMW, con una Porsche, con una Bugatti e così via. Se io lo dicessi, intendo anche se io fossi un pilota di rally, commetterei uno sbaglio (e non me la prenderei se qualcuno mi dicesse di aver detto una castroneria). Nello specifico, esistono tanti, troppi chitarristi che non usano solo transistor quando suonano con i sassofonisti o con batteristi che usano le spazzole, o quando suonano "sequenze di sincopi".. Con risultati eccezionali. Quindi un'opinione del tipo "ci vogliono i transistor" è sbagliata. Se ci fosse stato scritto "io preferisco i transistor" oppure anche solo "sarebbe meglio usare i transistor" sarebbe stato diverso. Mi permetto di fare notare che ho letto non bene, ma benissimo il post a cui ho risposto. Ed è proprio la categoricità del post che mi ha infastidito. Quella conclusione "perchè fare musica è un affare serio" cosa vuole significare? Che io (e altre svariate centinaia di musicisti) che suono con un quartetto in cui c'è un sax e un batterista che suona con le spazzole (e uso un valvolare) non sono un musicista serio, no? Mi pare un sillogismo difficilmente negabile. "Alla fine nessuno si scandalizza per le parole, ma per l'ipotetico atteggiamento che si assume nell'usarle" Guarda, sinceramente non mi è sembrato che nessuno si sia scandalizzato.. Inoltre non ci si può scandalizzare per un atteggiamento "ipotetico". Ma certo non posso correggere il tono dell'articolo, visto che io stesso non sono stato un esempio di aulicità, seppur il mio tono era scherzoso; ho usato parole che avrei usato "faccia a faccia" con qualunque mio amico o collega. Dobbiamo in futuro evitare anche il famoso "eccheccazzo"? O è meno volgare di "stronzate abissali"? O ancora, dipende da chi è a proferire parole del genere? Spero di no.. Ripeto, ho letto e riletto il mio commento e sinceramente non mi sembra di essere stato "volgare" (magari senza troppo "stile" si), però se è stata avvertita come tale, mi dispiace. Ciao
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di strato78 [user #17091]
commento del 23/04/2009 ore 10:3
---Quella conclusione "perchè fare musica è un affare serio" cosa vuole significare? Che io (e altre svariate centinaia di musicisti) che suono con un quartetto in cui c'è un sax e un batterista che suona con le spazzole (e uso un valvolare) non sono un musicista serio, no? Mi pare un sillogismo difficilmente negabile.--- Ecco perché ti sei sentito infastidito... Ne hai fatto una questione personale ed hai letto con un pizzico di risentimento quelle parole sentendoti tirato in ballo come se appartenessi ai musicisti "non seri". Il senso però credo fosse un altro: per ogni musicista che si rispetti "fare musica è un affare serio", quindi ognuno si dà empiricamente le risposte che reputa più adeguate in funzione delle esigenze personali.... chi fa i matrimoni evidentemente non è esente da (giuste o futili) masturbazioni mentali da "performance ideale perseguita" e può avere un certo rispetto reverenziale anche per le problematiche dolorose dei bicchieri nella cristalliera, dellle posate sui vassoi e magari pure per il tintinnio degli orecchini a tre livelli delle signore attempate! :) Circa le opinioni che hai espesso nulla da eccepire nella sostanza. Forse sono stato caustico sulla "forma", ma non perché mi scandalizzi facilmente (se mi conoscessi capiresti il perché....) quanto perché questa, se ben curata, rende le opinioni più piacevoli da leggere a prescindere dall'età, formazione, educazione e gusti del lettore ed evita possibili equivoci o rimbalzi sulla altrui suscettibilità. Posso essere sincero? Il tuo primo intervento mi è sembrato irriverente, saccente e caustico ed il termine "ipotetico" l'ho usato per pura cortesia, confidando nel fatto che potessi essere mosso da uno spirito differente rispetto alle apparenze e difatti, come hai precisato, reputavi il tuo tono scherzoso, informale, come si parla tra amici. Giusto? Tra amici, così com'è lecito dire "attento a quello che senti in giro..." è lecito anche dire "stai attento a come esprimi le tue opinioni poiché, anche se validissime, potrebbero essere equivocate...". Esprimiti come vuoi, non è me che irriti e magari non hai irritato nessuno visto che sembro l'unico a risponderti in questo senso: con i miei due interventi precedenti avrei voluto solo che notassi come la validità di una tua legittima osservazione potesse perdere mordente o essere messa in discussione solo per il modo in cui era espressa. Condivido il fatto che avere gusti differenti non ci rende meno o più seri di altri, come giustamente rivendichi. Riguardo alla volgarità nulla da dire, non mi sei sembrato volgare piuttosto direi le stesse cose che hai scritto in questi ultimi tre righi. Con amicizia e simpatia (entrambi valvolari). Peace&Love
Rispondi
Re: Uhm... Ci sono così
di E! [user #6395]
commento del 25/04/2009 ore 14:5
"Con amicizia e simpatia (entrambi valvolari)" E pensa che io AMO il mio ampli a transistor... Amicizia e simpatia completamente ricambiate, che estendo pubblicamente anche a Paolo (Gwynnett) per la sua bella risposta alla mia mail.
Rispondi
Ho capito cosa vuole dire...
di Ozkar [user #777]
commento del 19/04/2009 ore 23:1
Detta così è un po' semplicistica, un po' "rimedio della nonna", però ho capito. Lui vuole dire che dove c'è un solista che spicca o una batteria sottile, il suono valvolare per la ritmica esce troppo, spicca troppo nel suono complessivo "piatto" di un'orchestra di mazurka. E' una visione rispettabile perchè viene da un professionista, ma un po' limitata.
Rispondi
Re: Ho capito cosa vuole dire...
di gwynnett [user #9523]
commento del 20/04/2009 ore 19:2
E' senz'altro semplicistica, forse troppo, ma vedo che ne ha colto il senso ed i limiti che provengono da una visione troppo ristretta della musica anche se da parte di un diplomato al conservatorio.
Rispondi
Non sono d'accordo l
di substratos [user #11149]
commento del 19/04/2009 ore 23:5
Non sono d'accordo le valvole ci insegnano la dinamica, puoi suonare dolce o grintoso semplicemente dosando la forza della mano che plettra. Quello che contradistingue il suono valvolare è la richezza di armoniche più una naturale compressione quando si raggiunge la soglia di headroom. Se vuoi suonare pulito basta non superare quella soglia e avrai tutta la nitidezza dei solid state con solo un po' piu di "calore" rock & roll forever
Rispondi
Re: Non sono d'accordo l
di gwynnett [user #9523]
commento del 20/04/2009 ore 19:1
"Quello che contradistingue il suono valvolare è la richezza di armoniche più una naturale compressione quando si raggiunge la soglia di headroom. Se vuoi suonare pulito basta non superare quella soglia e avrai tutta la nitidezza dei solid state con solo un po' piu di "calore" Ottima considerazione, neppure io sono d'accordo su tutto quello che ha detto il chitarrista ma qualcosa di vero penso che ci sia.
Rispondi
suoni puliti DOC
di Floyd [user #143]
commento del 20/04/2009 ore 08:2
anche io sono troppo affezzionato alle valvole, ma mi piace il suono pulito di alta qualità, e da quando ho scoperto quello dei "veri" Hiwatt, non ce n'è per nessuno. d'altro canto, se dovessi fare il chitarrista da matrimonio, l'ampli non lo porterei neppure, piuttosto cercherei di arrangiarmi con un simulatore da collegare direttamente all'amplificazione generale, tanto nessuno in quelle circostanze sta lì a badare a certe sfumature, meglio invece ridurre l'ingombro al minimo. per fortuna ho un lavoro e la musica è solo una passione, quindi posso suonare tranquillamente con il mio quasi coetaneo!
Rispondi
Re: suoni puliti DOC
di gwynnett [user #9523]
commento del 20/04/2009 ore 19:2
"mi piace il suono pulito di alta qualità, e da quando ho scoperto quello dei "veri" Hiwatt, non ce n'è per nessuno" L'hai detta bene Floyd, il suono dei VERI Hiwatt dei quali abbiamo già avuto modo di parlare in un'altra occasione. Per quanto riguarda l'affetto per le valvole non venirlo a dire me che le amo da quarant'anni e penso ancora di non conoscerle a fondo.
Rispondi
sai che non capito bene il senso di questo post?
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 20/04/2009 ore 10:0
sai che non capito bene il senso di questo post? Certo che sei fai liscio o cmq musica , non so, classica naopoletana, molto meglio i transistor. in quei generi la distorsione centra come i cavoli a merenda, senza parlare del fatto che gli ampli a valvole sono pesanti da scarrozzare. Ma anche la chitarra secondo me va scelta in funzione. Secondo me vanno bene le semiacustiche o le casse alte da jazz, o meglio ancora una bella Godin con pure il piezo per avere un suono acustico. No strato, no Les Paul, no Ibanez. Io la penso così.
Rispondi
Re: sai che non capito bene il senso di questo post?
di gwynnett [user #9523]
commento del 20/04/2009 ore 19:1
"Secondo me vanno bene le semiacustiche o le casse alte da jazz, o meglio ancora una bella Godin con pure il piezo per avere un suono acustico. No strato, no Les Paul, no Ibanez. Io la penso così". E la pensi bene Pearly, se incontro di nuovo il chitarrista gli chiederò quale chitarra usi visto che me ne sono dimenticato.
Rispondi
Certi musicisti sono
di slowfingers utente non più registrato
commento del 22/04/2009 ore 22:4
Certi musicisti sono da rispettare, sono animali da palchetto che hanno consumato i tre quarti delle loro notti per farci star meglio. Mi pare l'anno scorso, ad una convention, mi trovai a cena con un gruppo di colleghi e sul palco suonava una piccola band. Naturalmente i miei occhi e orecchie erano per il chitarrista, anziano , vecchia Fender con molletta e spartito sulla paletta. Niente di eccezzionale, si capiva che suonava meccanicamente e magari in realtà stava pure recuperando ore di sonno, però c'era un certo stile e quindi andai a parlargli alla fine del cenone. Rimasi impressionato dalle dita deformate dall'artrosi ed ingiallite dalla nicotina, anche dal particolare curioso che ogni tre parole ci ficcava in mezzo un " mo va a cagher..", aveva sgamato il mio essere un incompetente di quel mondo. Ogni mio tentativo di approccio era frustrato..."mo va a cagher...questa Fender l'è un cess...mo va a cagher ...ti e i pestalini.." alla fine tentai un commento sul piccolo combo valvolare ..." ma va a cagher...va bene quando fa freddo". Me ne tornai tra i colleghi alticci e non smisi di ridere tutta la notte.
Rispondi
tesi tesi....
di madguitar78 utente non più registrato
commento del 05/05/2009 ore 19:5
beh diciamo che ci sono anche valvolari e valvolari come transistor e transistor...E' sempre un po difficile generalizzare in questi discorsi... Ci sono ampli a transistor che suonano da paura e valvolari che fanno pena e ovviamente il contrario (sopratutto se saliamo di prezzo in fascia masotti o slo-100 almeno per me suoni migliori non ne esistono) ma per esempio tra un laney lc o peavey 30 (cioè i soliti combettini in classe A con el84 che proprio non mi piacciono...) e un roland-cube per me conviene di brutto il secondo!!...Ci sono infatti un sacco di altre cose che bisogna considerare tipo facilità di trasporto robustezza vs/delicatezza, e prestazioni offerte in funzione del prezzo. Credo che i musicisti non debbano più ragionare in questo modo valvola o transistor...analogico o digitale...ma piuttosto concentrarsi sulla musica vanno bene entrambe le cose dipende da chi le usa!! Ciao
Rispondi
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