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ECL86 la regina delle fonovaligie

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 12 aprile 2021 ore 10:03
ECL86 la regina delle fonovaligieECL86 la regina delle fonovaligieECL86 la regina delle fonovaligie

agli inizi degli anni sessanta era frequente la sera del sabato riunirsi su una terrazza, ragazzi e ragazze, per discorrere, mangiare qualcosa, ballare, stare insieme

lampadine dipinte con il pennello di colori tenui ed incerti, un giallo che il calore virava nell'ocra, un rosso che subito sgalveriva, un verde che a metà serata colava una goccia che si espandeva sul pavimento, dolcetti meravigliosi, fatti di crema e di frutta, gustosi ed irrinunciabili, come i deliziosi profumi delle ragazze, senza trucco, pudiche e scornose, ma con lo stesso desiderio dei maschietti di essere abracciate, guardate negli occhi grandi e sognanti, ascoltare parole dolci ed accorate, le prime passioni, il primo respiro affannoso, ma soltanto quello, null'altro

l'intento primario era quello di ballare, magari sulle note di uno svelto o di un lento struggente e lo si faceva poggiando un disco sul piatto di uno strano oggetto dai colori vivaci che produceva una musica a volte roca e claudicante, non molto definita ed assai lontana dal concetto di alta fedeltà o comunque da quella definizione di cui oggi possiamo godere semplicemente usando il nostro smartphone

ma il fascino di quelle timide macchine da suono, così accattivanti nelle forme e nei colori, non si trova più nei mezzi moderni di riproduzione, tanto che quelle rimaste affollano ancora il mercato del vintage, a volte a prezzi importanti, specialmente quelle che usavano la tecnologia valvolare e che hanno conservato le bellissime coperture in tolex, lo stesso materiale usato per gli amplificatori che noi ben conosciamo

quelle fonovaligie avevano un amplificatore costituito da una sola valvola, la mitica ecl86 che ho citato nel titolo, un tubo che aveva la peculiarità di contenere due entità distinte al suo interno, un triodo da usare come preamplificatore, ed un pentodo, che costituiva il finale ed il solo potenziometro del volume, senza la regolazione dei toni

nel coperchio c'era l'altoparlante e potevano riprodurre anche i disci a 33 e 78 giri che ancora erano in uso all'epoca

lo schema mostra come si poteva realizzare con veramente poche componenti un amplificatore di circa 4 watt di potenza ed a volte ve ne erano due identici per "simulare" una stereofonia, soltanto simulare, nel senso che si trattava più di un dual mono che di uno stereo

se ne potrebbe ricavare un piccolo ampli per chitarra, magari usando due valvole, ci penso e qualore lo realizzassi potrei mostrarvelo

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di TidalRace [user #16055]
commento del 12/04/2021 ore 10:55:40
Io ne avevo realizzato uno per chitarra pochi anni fa con una ECL82 Nos della Philips, con circa 2-3 watt. Già ampiamente utilizzabile in casa.
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 12/04/2021 ore 11:00:29
Meraviglioso racconto del nostro Gwynnett, toni letterari nella prima parte (il verbo sgalverare lo trovo sublime) e squisite fragranze tecniche nella seconda. Giù il cappello, altrochè.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 12/04/2021 ore 11:21:25
All'inizio degli anni '60 stavo nascendo, delle fonovalige ho un ricordo sbiadito, come un qualcosa di soppiantato, perché quando mi trovavo il sabato sera nelle terrazze (o appartamenti, mio o degli amici) erano già i fine '70 inizio '80, e gli impianti stereo erano già in auge... sempre con i mitici vinili però.
Per il resto, anche negli '80 era veramente tutto uguale... che nostalgia....
Bel racconto, grazie.
Rispondi
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 12/04/2021 ore 11:26:36
Ciao Paolo! Proprio in questi giorni ripensavo ai tuoi magnifici amplificatori, che purtroppo a causa degli impegni e della pandemia in atto, non sto sfruttando come vorrei

Ho una fonovaligia Geloso praticamente identica a quella della seconda foto, ma di colore grigio. Era di mia nonna, che la usò durante il suo viaggio di nozze :-)

Spero tanto di rivederti presto, stavamo per organizzare ma poi è successo il finimondo!
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 12/04/2021 ore 11:59:56
ciao Pierluigi, ben ritrovato, volevo chiederti se usi ancora il mio Twiggy, te lo chiedo perché Lorenzo ne è entusiasta
Lorenzo è un bassista come sai ma quando suona la chitarra usa soltanto il piccolo mostriciattolo
Rispondi
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 12/04/2021 ore 13:15:33
Certo che lo uso! lo abbino ad una cassa chiusa fatta da me e un cono tipo greenback ma con una maggiore sensibilità, è molto grintoso con questo abbinamento, abbinato a quelle vecchie valvole che mi selezionasti tira fuori un suono quasi fuzzoso ad alti livelli di gain, di gusto squisitamente Hendrixiano
Rispondi
di adriphoenix [user #11414]
commento del 12/04/2021 ore 11:35:01
Sempre bello leggere/ascoltare i tuoi racconti... curioso del progetto ambizioso che hai descritto, ora che hai lanciato il sasso, non puoi più nascondere la mano... ti aspettiamo al varco ;D
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 12/04/2021 ore 11:56:47
ti ringrazio per l'apprezzamento ma non si tratta di un progetto ambizioso, tutt'altro, sarebbe semplicissimo, dieci componenti soltanto
sarebbe più interessante usarlo in push-full utilizzando una coppia di ecl86, i due triodi come sfasatrice ed i due pentodi come finale, ma non vi è nulla di nuovo, è stato già fatto già negli anni 50 sempre ad uso di riproduzione dei dischi, l'unico mezzo, oltre la radio, per ascoltare musica
Rispondi
di vicky utente non più registrato
commento del 12/04/2021 ore 12:47:20
Bel post.
Voglio solo sollevare un warning a chi volesse autocostruire un amplificatore partendo da pezzi recuperati da fonovalige o radio a valvole.
Attenzione che per la stragrande maggioranza delle volte il trasformatore di alimentazione non ha il primario (220V) isolato dal secondario perchè è un AUTOTRASFORMATORE. Purtroppo in quegli anni era uso montare autotrasformatori, sinceramente non ho mai capito il motivo di questa moda....
Qual'è il problema, molti si chiederanno. Il negativo della tensione del secondario raddrizzata viene collegato al telaio e non essendo galvanicamente isolato dal primario mette il telaio in tensione con conseguente fulminazione del cristiano che tocca il telaio stesso. Se poi, come deve essere fatto, il telaio lo colleghiamo a terra, salta il differenziale salvavita.
In effetti se si osserva con più attenzione come venivano costruite fonovaligie e radio a valvole, si può notare che il telaio in metallo è inaccessibile e non toccabile, quasi sempre inglobato nel case in legno/plastica. I potenziometri finiscono sempre con manopole in plastica e mai in metallo.
Ne parlo per esperienza xchè frequentando i mercatini dell'usato di oggetti del genere ne ho portati a casa un po' (si portano via a anche a 10 o 15 euro) ma in tutti ho sempre trovato l'autotrasformatore.
Inoltre nelle fonovaligie il motore del giradischi spesso fa anche da trasformatore.
Solo un volta ho veramente fatto l'affare comprando un amplificatore Siemens stereo (una versione lusso per quei tempi) con 2 ECL86 e trasformatore vero di alimentazione
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 12/04/2021 ore 14:18:20
è proprio come dici tu carissimo Vicky, quasi tutte hanno l'autotrasformatore, ma la spiegazioni, se mi consenti, posso dartela io
alla fine della guerra gli americani non hanno riportato nulla in patria lasciando in Europa enormi quantità di ricambi elettronici e non, oltre a macchine agricole, motociclette, e perfino trattori, non so per quale uso li abbiano portati, forse per delimitare trincee ed accampamenti
in occasione dello sbarco in Normandia hanno lasciato nel sud dell'Inghilterra forse centinaia di migliaia di vinili con i relativi grammofoni e tutto l'occorrente per la riparazione sul campo delle trasmittenti e degli interfono e questo materiale è stato usato fino ai tardi anni 70
ho nel mio antro diverse casse con materiale di ogni genere tra cui i famosi autotrasformatori
il rivestimento delle fonovaligie era di legno e tolex ed il braccio che sosteneva la puntina era in bachelite ma era pericoloso toccare anche una vite metallica, per il discorso che facevi tu
Rispondi
di vicky utente non più registrato
commento del 12/04/2021 ore 17:43:33
grazie della delucidazione, fin da ragazzo studente di elettronica all'itis (prima metà anni '80) mi capitavano in mano le fonovaligie (ne buttavano via a tonnellate, scoppiava a moda dell'hifi stereo e la roba mono non la voleva più nessuno) e da allora mi sono sempre chiesto questa cosa sugli autotrasformatori.
Posso però contraccambiare riguardo ai trattori.
Nella seconda guerra mondiale una "invenzione" che si rivelò vincente fu quella dell'utilizzo del bulldozer, un trattore con davanti una robusta pala e magari dei cingoli al posto delle ruote.
Con esso era molto veloce spianare terreni per preparare piste per gli aerei, anche in zone boscose.
Soprattutto nel pacifico fu utilizzatissimo nelle isole conquistate ai giapponesi. E la superiorità aerea era fondamentale
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 12/04/2021 ore 21:56:46
è vero, l'uso del trattore con la lama montata per preparare il terreno alle necessità impellenti, è questo il motivo
pare che non abbiano riportato in patria le attrezzature per risparmiare carburante ed essere più veloci alleggerendo il carico
dicono che la sola azione di riportare i soldati in patria sia costata diversi milioni di dollari
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 12/04/2021 ore 13:29:47
Io su una bancarella di un mercatino domenicale, a Battipaglia, ho trovato una fonovaligia Geloso G294-V dei primissimi anni 60 che monta un'unica valvola triodo-pentodo ECL82 (potenza dichiarata 3 W); ma dopo anni di HI-FI estremo, infatti conservo ancora gli ultimi miei acquisti del periodo maniacale, cioè un ampli stereo Marantz PM550 ed un giradischi Thorens TD 125 MK II, oltre ad un complesso Sansui del 1982, più un valvolare della Sinthesis, il modello Nimis, il ricordo della mia prima fonovaligia, una Europhon, non si era attenuato (ho ancora molti 45 giri e quasi 150 Album a 33 giri storici, Shadows, Deep Purple, Santana e Beatles in testa), FBASS.
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 12/04/2021 ore 16:05:12
Mi mancava leggerti caro Paolo, e' davvero un piacere leggere come riesci a dipingere situazioni, stati d'animo quasi fossimo li.
Tra una settimana saro' in Italia e mi dovro' ricostruire due casse 8 Ohm, 1 x 12" per l'ampli che mi hai fatto, cosa mi consiglieresti? ero orientato sui Jensen C12R vai al link , che ne pensi?
Un abbraccio a te ed alla tua Signora
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 12/04/2021 ore 21:21:39
ciao Paolo, ben ritrovato, ascolta, se vuoi proprio strafare monta un Blackbirds della Jensen, costa un pò ma è veramente valido e può essere montato in una cassa non molto grande dato che è carenato
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 14/04/2021 ore 09:26:21
Grazie...intendi questo? vai al link
Un abbraccio
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 14/04/2021 ore 11:52:39
questo andrebbe bene perché 12 pollici e con 96 db di sensitivity ma devi fare una cassa con tutti i canoni perché non è carenato
vedi qualche esempio di litraggio ed usa un multistrato di betulla da 1,8
se puoi usa dell'impregnante, non il tolex perché ha più respiro
non sono idoneo a darti consigli sulla cassa, posso dirti solo queste poche cose
oppure acquista una cassa già fatta, Harley Benton ad esempio ne ha di buone ed il costo è onesto
guarda su Thomann che ha una spedizione molto rapida ed economica
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 22/04/2021 ore 22:36:36
Sempre esaustivo...grazie Maestro
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 12/04/2021 ore 17:31:52
Questo racconto mi è stato fatto, molto simile, da mia madre, anzi se io sto qui probabilmente è per una "fonovaligia" del genere... 😅
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 12/04/2021 ore 21:17:39
guarda, questo tuo commento è semplicemente immenso e basterebbero queste due righe per rendermi orgoglioso di aver scritto questo piccolo diario

ci tengo comunque e dirti che i figli delle fonovaligie sono numerosissimi, nel senso che almeno 14 o 15 coppie di miei amici, felicemente sposati da circa 50 anni e tutti con prole si sono conosciuti nella discreta oscurità di una festa in terrazza, con la complicità di una grande e bellissima luna e con la melodia un pò incerta e claudicante di una fonovaligia

che fosse Rita Pavone o Gianni Morandi o il grandissimo Frank Sinatra non ha importanza, quello che contava era l'atmosfera, i profumi, le parole tenere e struggenti, le unghia dipinte di colori tenui, gli occhi smarriti e sognanti e quell'incredibile desiderio di appartenenza affettiva
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 12/04/2021 ore 22:48:27
esattamente. se non erro i miei si conobbero su una terrazza, di pomeriggio/sera, complice un cugino, mettevano le luci colorate nei fischi di vetro (parole di mia madre) e ascoltavamo gianni morandi e rita pavone e tuo padre se ne stava in disparte... :-D
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 12/04/2021 ore 18:45:01
Bei ricordi da venire in mente pure il registratore Gelosino! Grazie per la bellissima descrizione di quei tempi :) Ho anche provato a massacrare un amplificatorino Geloso per ottenere un sound simul overdrive - si era sui 4-5W! La cassa era in cartone. Cmq OK quando mio padre era in viaggio per lavoro. Il mio primo combo è stato un FBT a transistors col fronte un pochettino riverso verso l'alto. Credevo di essere in testa alla corsa non avendo fiducia nelle valvole - roba antiquata, valvole che saltano. Invece...
Rispondi
di simonec78 utente non più registrato
commento del 12/04/2021 ore 19:36:33
Ma che bell'articolo.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 12/04/2021 ore 19:44:28
Bellissimo racconto e soprattutto....ho imparato un termine nuovo (fonovaligia mai sentito prima...lo ammetto).
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 12/04/2021 ore 20:49:07
Bellissimo racconto, grazie!
Mi hai riportato ai miei primi ricordi musicali: la fonovaligia in tolex rosso scuro di mia madre (Philips?) con cui passavo le giornate ad ascoltare "Il leprotto Pim Pum Pam", "Sitting Bull" e altre "hit" dello Zecchino d'Oro. "Asylum rock", insomma...
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 12/04/2021 ore 22:14:35
mille ricordi e mille racconti su quelle scatole magiche che potevano rievocare la sensazione di ascoltare un artista o un celebre gruppo come fosse nella nostra stanza

vorrei ricordare che prima della fonovaligia c'era solamente la radio, o lo spettacolo dal vivo spesso irraggiungibile
ai giovani di oggi può sembrare assurdo e li comprendo perfettamente ma vorrei dire che proprio attraverso dischi graffiati con copertine lacere che noi "popolo vintage" abbiamo potuto comprendere le incredibili sfumature del jazz e rimanere estasiati dalla voce di Billie Holiday e dai toni splendidi della grande Edith Piaf, con quelle innaturali rocità ancora oggi inspiegabili e mai più eguagliate
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 13/04/2021 ore 10:21:17
Come raccomandava il buon vecchio "Michele Campovecchio" sul suo "Campane Tubolari": se avete una diavoleria del genere non utilizzatela per ascoltare i dischi. Conservatela, guardatela, mettetela sotto a un faretto come cimelio o quello che volete. Ma NON utilizzatela per ascoltare i dischi. A parte il fatto che si sente uno schifo, il braccio ha un peso di tracciatura eccessivo e la puntina è sostanzialmente un chiodo. Dopo tre ascolti in croce avete un disco completamente arato. Stesso vale per quelle schifezze moderne tipo "Crosley" che costano un'inezia. Sono degli aratri inutili e dannosi.
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 13/04/2021 ore 11:26:25
verissimo, praticamente la puntina, praticamente un chiodo come dice l'amico, allarga il solco con il suo peso e dopo due o tre volte non ascoltate più lo stesso disco
allora c'era soltanto quello e nessuno pensava all'azione devastante sui solchi
c'era qualcosa di migliore, dal peso più tarato del braccio, ma costava un occhio ed anche allora c'erano gli audiofili convinti ma i dischi erano inservibili dopo qualche tempo
ricordo di aver acquistato per ben tre volte Sergeant Pepper dei Beatles ed ancora li conservo, non gelosamente perché non sono un maniaco ma mi piace averli

praticamente dopo aver ascoltato il disco in maniera pessima sarebbe possibile seminarci il grano
ma hanno quel fascino di cui si diceva ed hanno contribuito all'incremento delle nascite, quindi rimangono importantissimi
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 13/04/2021 ore 13:57:32
è per questo che bisogna conservarli e tenerseli cari cari. Uno li spolvera, se li guarda... magari studia anche come erano fatti (puleggia) per cultura. Basta non utilizzarli per ascoltare.
Rispondi
di vicky utente non più registrato
commento del 13/04/2021 ore 13:45:0
taci che a Natale mia figlia ha voluto il giradischi e i vinili........
Allora io da buon vecchio venuto su a quei tempi mi sono messo a cercare su subito un usato in buone condizioni (non una fonovaligia eh...). Perchè con un po' di revisione le meccaniche sono senz'altro migliori dei plasticoni che vendono oggi. L'ho trovato, un bel modello anni 70, in ottime condizioni, amplificato.
Beh, non c'è stato verso di spiegare, non gli è piaciuto e ha voluto il Crosley.......... attendo sulla riva del fiume.....
Progettare e costruire il giradischi era un'arte, Thorens docet, ed erano meccaniche che non avevano niente da invidiare agli orologi svizzeri; non parliamo poi delle testine......
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 13/04/2021 ore 13:59:56
Non dici male. I Thorens infatti erano fatti o in Germania o in Svizzera. Macchine eccezionali. Ma anche oggi esistono ottimi apparecchi a prezzi contenutissimi. I piatti economici Audio Technica come anche le testine sono dignitosissimi apparecchi. Poi lascia stare che c'è sempre il "cork sniffer" di turno che rompe le palle. Ma quello ti critica anche il THORENS TD160 o TD125 perchè ti dice che "è una cosa casalinga, niente di che".
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 14/04/2021 ore 11:54:4
Lord Gwynnett, che piacere leggerti.
Come sempre sai ammaliare e far sognare.
Ho chiesto ed ottenuto una fonovaligia (non così preziosa e non certo valvolare) come regalo per la mia Cresima.
L'ho usata per anni, consumandoci i pochi dischi che all'epoca mi potevo permettere.
Il primo che ho ascoltato, a ripetizione perchè avevo solo quello, era il 45 giri "Nata per me" di Celentano (1961, lo trovo ancora bellissimo): lo aveva regalato mio padre a mia madre quando si sono conosciuti, era la loro canzone.
Poi sono arrivati i "miei", molti dei quali sono sopravvissuti fino ad oggi.
La fonovaligia è stata messa in pensione da un volgare registratore a cassette, ma successivamente ha avuto una seconda -seppur breve- giovinezza come amplificatore per chitarra. Una ciofeca, ma è servito allo scopo: infatti sono ancora qui.

Boia, che ricordi mi hai tirato fuori. Sei un demonio :)
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 14/04/2021 ore 12:24:38
ciao Carminiello, quindi anche tu potresti essere figlio di una fonovaligia come tanti altri
certo che i costruttori di quei gingilli si portano addosso responsabilità incredibili
leggi il meraviglioso commento di Pelgas un po' più su
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 14/04/2021 ore 12:29:22
Può essere. E ne sarei felice.
Anche le lampadine colorate a mano me le ricordo bene... come gli impianti di luci psichedeliche fatte in casa sui progetti di Nuova Elettronica, che qualche amico sapeva realizzare.
Non so quale nume tutelare ci abbia protetti dalle innumerevoli occasioni di incendio e folgorazione che abbiamo causato allora :)
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 14/04/2021 ore 12:30:36
San Salvatore ???
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 14/04/2021 ore 12:36:55
Lui.
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 14/04/2021 ore 12:40:37
due sono i principali responsabili: LESA e Don Peppino Garibaldi, senza di essi l'Italia sarebbe senz'altro migliore
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 14/04/2021 ore 12:45:33
Concordo in toto.
Ho avuto anche un Lesa. Per Garibaldi sono arrivato troppo tardi, non c'era più niente da fare.
Rispondi
di gwynnett [user #9523]
commento del 14/04/2021 ore 13:55:5
dico io, in Sardegna il mare è sempre mosso, se in quella occasione fossero colate a picco quelle due navi ora qui sarebbe zona di frontiera, El Paso
Rispondi
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