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Solo l'alimentazione può richiedere sostituzioni

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 18 febbraio 2009 ore 14:16

Nel corso di una delle tante discussioni sulla validità del point to point rispetto al pcb molti accordiani hanno centrato il discorso su una più semplice capacità di intervento in caso di guasto usando il primo sistema. Ma un ampli ben progettato non deve guastarsi perchè non ci sono in molte parti del circuito elementi di una tale criticità da richiedere sostituzioni.

Quindi nel caso si privilegiasse il pcb ritenuto da molti una soluzione alternativa e di poco pregio vi assicuro che basterebbe solamente isolare l'alimentazione certo che mai si interverrebbe su altre sezioni del circuito.

Cosa potrebbe deteriorarsi in una sezione preamplificatrice dove i massimi assorbimenti di corrente non superano le 5 milliampere anche per due valvole assieme o per una sezione finale dove le anodiche sono direttamente collegate al trasformatore e le resistenze di griglia nel caso delle 6l6 sono scelte per 1 solo watt di dissipazione. Anche usando le el34 così avide di tensione e corrente si ricorrerebbe ad un collegamento diretto al traformatore per quanto riguarda le anodiche e si doterebbero le griglie schermo di robuste resistenze da 5 watt a filo di tipo ceramico che, se distanziate dalla piastra, offrono incredibili capacità di dissipazione e di durata.

I condensatori di accoppiamento  presenti nel circuito non hanno altra funzione che quella di bloccare la tensione continua sulla prima armatura e lasciar passare invece quella alternata (segnale) nel cammino che li conduce a potenziometri o ad altri stadi di amplificazione, quindi, una volta scelti nel range giusto di tensione stanno lì una vita e lavorano magnificamente.

Se si adottano resistenze idonee (1/2 o 1 watt) per disaccoppiare le anodiche o per esaurire i catodi a massa non si correranno mai rischi di guasto per l'esiguità degli assorbimenti in corrente come detto prima mentre per un eventuale finale che monti grosse resistenze di catodo (ad esempio due o quattro EL84) sarebbe opportuno ricorrere ad un parallelo ponendo due resistenze di valore ommico doppio e con una capacità di dissipazione un pochino superiore a quella richiesta. Un esempio: se si richiede per due el84 una resistenza da 130 ohm - 3 watt sarebbe opportuno montarne due da 270 in parallello e che abbiano capacità di dissipazione di 3 watt ognuna. In questo modo il valore resistivo risultante sarebbe di 135 ohm (accettabile) ed i watt a disposizione sarebbero sei assicurando una lunga vita al finale in questione.

Alla luce di quanto detto le spine nel cuore rimarrebbero solo le grosse capacità di filtro nell'alimentazione che sarebbe opportuno, come per le resistenze, dividere in due o in tre dimezzandone il valore o riducendolo ad un terzo collocandole sempre in parallelo in modo che la risultante sia la somma dei singoli valori scelti in un range compatibile di tensione. Ad esempio: per ottenere 100 microfarad -450 volt collegarne in parallelo due da 47 mf sempre da 450 volt o 3 da 33 mf - 450 volt. In questo modo la capacità reale risultante sarà sempre di 100 mf (piccole differenze non influiscono), i volts saranno sempre 450, ma il carico di lavoro verrà ripartito su tre unità distinte, su tre corpi separati che risentiranno in maniera diversa del calore generatosi all'interno dell'ampli e che in definitiva lavoreranno meno. E' come se tentassimo di spingere da soli, in due o in tre la stessa auto rimasta senza benzina.


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tnks
di Floyd [user #143]
commento del 19/02/2009 ore 08:4
sempre molto interessato da queste discussioni, pur non essendo un tecnico e neanche qualcosa che si avvicina. negli ultimi anni, uso come ampli un DR-504 del 1971, e mi sono dovuto documentare proprio su questi argomenti, perchè costretto a sostituire tutti gli elettrolitici e le resistenze dello schermo di griglia. un lavoro facile da fare in casa su ampli del genere, grazie al PTP più ordinato che si sia mai visto su un amplificatore. credo nel caso dell'Hiwatt, un PTP del genere superi di gran lunga la realizzazione su PCB, e lo dimostra la durata e la qualità del suono di questi gioielli. ciao
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Re: tnks
di strato78 [user #17091]
commento del 19/02/2009 ore 12:2
Come essere in disaccordo? Un point to point del genere è IL point to point per eccellenza: grande qualità, pulizia nei cablaggi, trasformatori eccezionali e componenti di primissimo ordine... senza risparmio e si vede, oltre a sentirsi. Anche se non ti ritieni un esperto, trovo molto intelligente l'osservazione fatta circa il sistema ptp di Hiwatt, perché va detto che moltissimi ptp decantati sono caotici nei cablaggi e non sempre hanno una componentistica all'altezza dell'assemblaggio, comportando anche la caduta del mito secondo il quale "sul point to point gli interventi di modifica/riparazione sono sempre di facilissima realizzazione...": si comincia con il "disseppellire" dai cavi i componenti da misurare e sostituire, senza considerare che per sostituirne uno a volte se ne devono staccare diversi (incroci di resistenze, condensatori di filtro solder lugs ecc.) e poi non va sottovalutato che i ronzii (se i percorsi dei cavi di alimentazione e di segnale non sono impeccabili) sono sempre in agguato. Insomma, c'è ptp e ptp: o siamo davanti allo stato dell'arte (e si può svenire per la goduria nel vederlo- Hiwatt docet) o siamo davanti ad una spietata operazione di marketing che serve più per colpire al cuore gli amanti di un certo vintage piuttosto che a conseguire un evidente risultato. Lo stesso vale per il pcb: se fatto con criterio, senza risparmio, con cognizioni esatte sui percorsi di segnale, di alimentazione anodica, dei filamenti, senza lesinare sulla componentistica interna e le basette, può durare comunque una vita e non richiedere mai interventi complicati, relegando le possibili rogne principalmente allo stadio di alimentazione, il quale non varia in funzione di un assemblaggio in ptp o pcb, dipendendo dal decadimento della componentistica, specialmente per i condensatori elettrolitici, la cui durata copre comunque l'arco temporale di una generazione quasi! Circa la sicurezza, il pcb risulta una soluzione più praticabile, mentre sul ptp non è impossibile, ma comunque rognosa abbastanza.
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Re: tnks
di Floyd [user #143]
commento del 19/02/2009 ore 13:4
pienamente d'accordo su tutto. mi piacerebbe capirne di più, ma già al mio livello queste discussioni mi appassionano sempre. il circuito Hiwatt ha un solo "sgambetto" per i riparatori che non lo conoscono alla perfezione: le resistenze a filo avvolto tipo Vishay (vetrificate, al silicone...quelle verdi cilindriche insomma), poste nel circuito di alimentazione dell'anodica, non sono sostituibili con le comuni resistenze ceramiche, infatti queste ultime dopo un pò di tempo saltano. io mi stavo preoccupando molto inizialmente finchè ho scoperto che la funzione di queste resistenze è praticamente quella di agire come un fusibile a protezione del trafo d'uscita. se non ho capito male le ceramiche saltano all'atto dell'apertura dell'interruttore di standby, per un picco di tensione...o roba del genere. scusate l'OT
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Re: tnks
di strato78 [user #17091]
commento del 19/02/2009 ore 14:2
Non sei OT secondo me, perché hai puntato l'attenzione su uno degli argomenti in questione: la qualità dei componenti. Probabilmente ti riferivi alle resistenze da 5 Watt: quella da 100 ohm nell'alimentazione serve a determinare una caduta di tensione tra l'uscita che va al trasformatore d'uscita e gli stadi di alimentazioni successivi (griglie schermo e preamp). Le altre da 1k - 5 Watt servono le griglie schermo delle valvole finali (sulle EL34 devono poter dissipare tanto). Hanno tutte un'importanza fondamentale, ma non sono proprio insostituibili. Unico neo è che andrebbero sostituite con resistenze a filo da almeno 5 Watt di concezione militare, reperibili solo come surplus: possono arrivare a "fumare" letteralmente senza bruciare. Qualche bella Seci ad esempio. La stessa Vishay produce ancora resistenze analoghe conservando standard conformi alle specifiche militari, anche se non sono di facilissima reperibilità. In ogni caso (prima che finisca io in OT!) è la qualità dei componenti, oltre all'assemblaggio, a rendere performante o meno un apparecchio: sostituendo alle originali delle resistenze scadenti o non idonee, non sarà il ptp a salvarti da imprevisti! Idem per il pcb.
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Re: tnks
di Floyd [user #143]
commento del 20/02/2009 ore 08:2
esattamente a quelle mi riferivo. io le Vishay le ho reperite online, anche se con un pò di difficoltà. le vende anche TAD ma a prezzi elevati. nel mio DR-504 c'erano ancora le originali, e una si è bruciata a causa di valvola difettosa, quindi le ho sostituite tutte, ma con quelle ceramiche comuni. le resistenze di schermo stanno reggendo, quella da 100R ha ceduto dopo un annetto circa. adesso c'è una bella vishay (che però è da 6 watt, da 5 non c'era) e penso che durerà per altri 35 anni.
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Re: tnks
di gwynnett [user #9523]
commento del 19/02/2009 ore 15:0
Forse la durata Floyd, e dico forse, ma la qualità del suono dipende solo dalla validità del progetto e dalle componenti usate.
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Re: tnks
di Floyd [user #143]
commento del 20/02/2009 ore 08:3
d'accordissimo, io non sono contro le realizzazioni pcb, volevo solo mettere in evidenza quello che secondo me è: - un grande progetto; - una perfetta realizzazione; - componenti al top selezionati perfettamente nei valori. dopo Reeves, nessun altro ha fatto amplificatori con queste specifiche, anche le copie attuali non reggono il confronto.
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Re: tnks
di Kata_ts [user #2290]
commento del 19/02/2009 ore 16:3
Dici poco Floyd ! Ho una serie di foto ad alta definizione dell'interno di un modello DR Hiwatt e .... E' UNO SPETTACOLO ;)))) Ci passavo anche 40 minuti - un'ora a guardarlo (sì lo sò che sono .... svalvolato eh eh eh) Ciao
Rispondi
Re: tnks
di Floyd [user #143]
commento del 20/02/2009 ore 08:3
allora sono svalvolato anch'io :-)
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