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La giusta evoluzione

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 15 gennaio 2009 ore 12:29

Dalla fine degli anni 50 e per circa vent'anni si è fatto uso di una chitarra e di un ampli per qualunque esecuzione cercando il suono solamente agendo sull'equalizzatore e facendo uso di sparute scatoline a transistor chiamate solamente "distorsore" di bassissimo prezzo e di altrettanto basse prestazioni che a volte collassavano in vistosi cortocircuiti riposizionandosi da sole in bypass e trasformando in una pacata melodia un brano sfrenatamente rock.

La sfera era dominata dai marchi italiani come Davoli ed FBT perchè il prodotto di oltreoceano era troppo costoso ed i britannici di difficile reperibilità tuttavia la costante era il prezzo veramente alto per tutto quello riguardasse l'amplificazione.

Molti di questi apparecchi sopravvivono ancora oggi collocandosi nell'area puramente vintage ed alcuni sono ancora assolutamente originali e questo si deve all'alta qualità  delle componenti usate.

Da un po' di anni il discorso è cambiato, non è più possibile suonare con chitarra ed amplificatore fatta eccezione per alcuni stili ed il mercato offre una vasta letteratura di modificazioni del suono originale proposta in varie forme, dall'effettino singolo, a pedale, e di prezzo abbastanza contenuto a vere e proprie macchine del suono dotate di elettroniche digitali molto sofisticate che aprono ad una gamma infinita di variazioni.

Qualcuno ha anche pensato di non limitarsi ad una serie considerevole di effetti progettando queste sofisticate macchine ma ha ritenuto opportuno aggiungere un preamplificatore completamente avulso e quindi isolabile da tutto il resto e qualcun altro ha ritenuto che questo pre potesse essere gestito da tubi termoionici creando un sistema che potesse accogliere direttamente il segnale dello strumento rendendo facoltativa la possibilità di processarlo.

Alcune di queste macchine hanno la capacità di generare un suono stereofonico o pseudo stereofonico sdoppiando comunque l'uscita in due segnali non identici che possono dar vita ad un sistema cosidetto "dual mono" con risultati a dir poco strabilianti.

Naturalmente questo discorso non lo sto inventando io in questo momento dato che esistono da tempo valide unità di potenza stereo adatte allo scopo ma se si usassero finali diversi, con diverse valvole e diversi coni quale sarebbe il risultato? Ve lo dico io: una gamma di suoni inimmaginabile ed al contempo gestibilissima unita ad un'ottima pianificazione dei volumi conferendo il giusto privilegio ad una sezione senza affievolire l'altra perchè si farebbe uso di due trasformatori di uscita contrariamente al mixaggio delle valvole che rappresenta pur sempre un compromesso.

A questo si unirebbe il vantaggio di poter sostituire la prima sezione con un'altra tecnologicamente più avanzata conservando inalterati i due finali con i relativi coni che rappresentano la parte più costosa del sistema e che avrebbero bisogno soltanto di essere periodicamente rivalvolati.

Si potrebbero realizzare unità diverse per 20 watt di potenza ad esempio usando el84 e 6v6 oppure per 50 watt con 6l6 ed el34 o anche 100 watt inserendo quattro valvole nel finale ed il risultato non cambierebbe perchè due finali di diversa concezione aprirebbero comunque ad infinite varianti rendendo unico questo sistema.


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di valeriomas [user #8328]
commento del 15/01/2009 ore 13:3
Ciao Gwynn, interessante l'idea di tenere un pre valvolare nella pedaliera che riversa il segnale in due coppie finale/cono differenti. In effetti oltre alla resa sonora si unirebbe una maggiore versatilita': si potrebbero utilizzare diversi pre, o addirittura sostituirli (in caso di guasto alla pedaliera o per altri motivi) con aggeggi digitali dotati di uscita preamplificata. Il fatto che utilizzando valvole finali e coni diversi, mixati fra di loro, arricchisca parecchio il suono lo dimostra il fatto che molti artisti (che io sappia prevalentemente nel metal) nelle loro registrazioni entrino col la loro chitarra in ampli differenti. Mi pare che le chitarre degli Evanescence negli ultimi album vengano registrate cosi' (e' comunque il concetto che conta): CANALE 1: Mix fra un Diezel e un Mesa Boogie Triple Rectifier CANALE 2: Mix fra un Bogner e sempre un Mesa Boogie Triple Rectifier Il genere puo' piacere come non piacere, ma la resa sonora e' comunque strepitosa. Ciao, Valerio.
Rispondi
Praticamente è esplosa una bomba...
di strato78 [user #17091]
commento del 15/01/2009 ore 14:3
Secondo un mio modestissimo parere, questo post meriterebbe ben altro spazio. Dal titolo, prima ancora che dai contenuti, si deduce la potenziale portata di una filosofia più onesta che nuova. Le riflessioni che potrebbero scaturire da un post come questo sono molteplici e si muovono in direzioni differenti che: - sfiorano quelli che sono gli elementi (spesso più emozionali che tecnici...) che inducono alla scelta di una filosofia tra le tante disponibili quando si deve scegliere la propria amplificazione; - evidenziano come esistano alternative, spesso gettonate in ambito pro, ma che inspiegabilmente passano in sordina presso il pubblico più grande; - mostrano come il mercato risponda ad esigenze dettate dai due punti di cui sopra anche se, tutto sommato, non sempre queste risultano essere un "ottimo" in termini di praticità e/o economicità. La portata innovativa di questo post, secondo me, consiste nell'allargamento di questo discorso ad un pubblico più ampio di quello che ha avuto in un passato recente, solleticando il senso critico anche di chi risulta spesso "assopito". Quello che trovo esemplare, è l'educazione con la quale Gwynn (che rientra nel popolo degli "...anta anni") ha sottolineato un'evoluzione possibile senza darsi arie da guru o attribuendosi il merito di intuizioni altrui e, soprattutto, nel rispettoso mondo dei diari, senza ricercare (contrariamente a quanto avrebbero fatto altri) il sensazionalismo in home page: non credo che, se avesse voluto, avrebbe incontrato grossi problemi nel farlo, data anche la disponibilità finora accordata dalla redazione a chi redige articoli di una certa qualità e dal contenuto innovativo. Le icone che il mercato offre, spesso, si adorano con gli occhi più che con le orecchie. Forse ho preso spunto da quella che era una semplice opinione con il rischio di renderla polemica, ma ho trovato l'argomento di notevole interesse. Spero che Gwynn perdoni questa piccola invasione.
Rispondi
Re: Praticamente è esplosa una bomba...
di raw utente non più registrato
commento del 15/01/2009 ore 14:5
Quoto e sottolineo in pieno quello che hai detto. un "anta"
Rispondi
Re: Praticamente è esplosa una bomba...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 15/01/2009 ore 15:1
poteva un'altro "anta" esimersi dal quotare quello che hai quotato ?! ;) ;)
Rispondi
Re: Praticamente è esplosa una bomba...
di Cryst975 [user #11528]
commento del 16/01/2009 ore 00:1
Può un umile "enta" unirsi al "quotamento"?
Rispondi
Ciao Valerio, non
di gwynnett [user #9523]
commento del 15/01/2009 ore 14:5
Ciao Valerio, non è una questione di piacere o non piacere ma di accettare o meno un modo almeno inusuale di suonare. Nella vita di un chitarrista ci sono due tappe: la prima è quella di imparare, quindi acquisire una tecnica per la quale sono necessari anni di studio e di dedizione ed anche una certa predisposizione, la seconda è quella di suonare facendolo per diletto o per professione e servendosi di mezzi che hanno una tecnologia che non ha nulla a che vedere con la loro preparazione. Proprio in questa fase lo strumentista, specialmente se non professionista, viene fortemente influenzato dal mercato che lo aggiorna quotidianamente con le ultime novità proponendo soluzioni sempre in linea con i tempi ed ottenendo per le grandi linee le risposte previste in fase di pianificazione. Poi ci sono le mode e le soluzioni di tendenza che riversano gran parte del budget sugli aspetti esteriori di un sistema che dovrebbe essere rivolto solo ad ottenere una qualità di suono ineccepibile e qui le chitarre che escono dalla fabbrica graffiate tutte nello stesso posto e le riedizioni degli amplificatori dove "reissue" significa "non è proprio uguale a quello famoso ma molto simile" oppure "quello vecchio non potete acquistarlo, dovete accontentarvi di questo". Poi un'altra cosa che mi manda in bestia: se un marchio famoso riedita ad esempio una chitarra mai uguale all'edizione originale questa è ottima per definizione e non soggetta assolutamente a critiche, se invece un ignoto autocostruttore (non sono io) ripete un famoso e mitico ampli migliorandolo con il senno di poi si tratta solo di un pessimo clone acquistabile solo se a quattro soldi. Naturalmente la mia notazione sul diario di questa mattina ha un fondamento, non è soltanto una ipotesi, quindi ho naturalmente già montato i finali in questione ma questa volta aspetto per un video che non è assolutamente realizzabile nell'antro per questioni di condominio dato che la dimostrazione deve essere eseguita beneficiando di un certo volume, almeno 18 watt, ed ha bisogno di una sala che eviti echi e rimbalzi indesiderati.
Rispondi
Re: Ciao Valerio,non
di valeriomas [user #8328]
commento del 15/01/2009 ore 16:4
E' chiaro che i fabbricanti di chitarre, di amplificatori ed affini devono sopravvivere...loro ne' piu' ne' meno perseguono la strategia che gli permette di avere degli indici di bilancio i piu' positivi possibile. Possono fare imbestialire certe cose, ma onestamente non mi scandalizzerei piu' di tanto. La grande utilita' di articoli come questo e di siti come Accordo sta proprio nell'informare, nel fare conoscere le cose al di la' delle logiche del commercio, nel condividere bagagli di esperienza. Lo strumentista non professionista che tu citi dovrebbe seguire un percorso di crescita "tecnologica" che gli permetta di arrivare ad avere una visione critica delle cose. In base a quello che deve fare, al suono che vuole ottenere, dovrebbe essere in grado di capire cio' che gli serve e cio' che non gli e' utile o e' solo marketing. Articoli come questo, secondo me sono molto utili per questo arricchimento. Molto probabilmente l'utente medio di accordo non andra' in giro a suonare con due finali valvolari diversi e due casse diverse, ma sicuramente avra' ampliato il suo bagaglio culturale e piu' difficilmente sara' vittima di commercianti senza scrupoli. Valerio.
Rispondi
Re: Ciao Valerio,non
di gwynnett [user #9523]
commento del 15/01/2009 ore 18:0
Questa volta non mi trovi d'accordo Valerio, un fabbricante deve sopravvivere quando propone innovazioni oppure quando ripete oggetti che sono stati pietre miliari con le stesse garanzie di qualità e di affidabilità che lo hanno contraddistinto in precedenza, altrimenti va collocato tra le cose che non servono più con l'intento di ripescarlo non appena rinsavisce. Un nome prestigioso rappresenta un'arma letale nei confronti dell'utente finale se non soddisfa quelle condizioni che gli hanno conferito notorietà ed un acquisto errato non ha vie d'uscita nel mondo della musica se viene classificato come non idoneo e questo trova riscontro nelle migliaia di oggetti invenduti nei vari mercatini e che nessuno comprerà mai magari perchè qualcuno ne ha fatto una severe recensione.
Rispondi
Re: Ciao Valerio,non
di valeriomas [user #8328]
commento del 16/01/2009 ore 11:5
Gwynn, forse non mi sono spiegato. Io sono d'accordissimo con te. Anch'io non sopporto questo modo di operare delle aziende. Il problema pero' e' il seguente: oltre ad avere una corposa incazzatura (che alla fine poi resta comunque fine a se stessa) che cosa possiamo fare noi per "costringere" le grosse aziende a modicare il loro modo di operare basato prevalentemente su logiche di bilancio? E' un po' come lamentarsi continuamente dell'operato del governo e poi non fare assolutamente niente per cercare di cambiare la situazione e magari poi continuare a votarlo! Secondo me le uniche armi a nostra disposizione sono il boicottaggio di questi prodotti e cercare di favorire fra il popolo dei musicisti una certa coscienza tecnologica critica. Sai meglio di me che loro continuano a sparare sul mercato certi prodotti proprio perche' e' il mercato stesso a richiederli. Ciao, Valerio.
Rispondi
Re: Ciao Valerio,non
di gwynnett [user #9523]
commento del 16/01/2009 ore 21:1
E' vero Valerio, scusami, le uniche armi sono quelle e la colpa è anche di gente come me che suggerisce innovazioni senza suffragarle professionalmente.
Rispondi
Ciao gwynnett ;))
di Kata_ts [user #2290]
commento del 15/01/2009 ore 15:2
Ciao gwynnett ;)) Approfitto di questo tuo diario-articolo per dirti che pure a me sono venute in mente "sperimentazioni alternative" - te pareva ! - come appunto prendere un finale, tipo MESA Dynawatt o Marshall, che essendo stereo ha già due canali separati. Poi appunto due casse diverse, una 1x12" closed ed un'altra 2x12" semiopen e utilizzando il preamp, che appunto è 'stereo' inviare dall'uscita destra solo i suoni clean, che andrebbero sul canale del finale che pilota la 2x12" e dall'altra solo i suoni distorti che andrebbero sul canale che pilota la 1x12" Bella ideuzza no ?!?! ;)))) E sfruttiamola stà tecnologia no !? heheeh (Un gande saluto e ........... resto in attesa della tua 'sperimentazione' sul SOMA84 !) RiCiao
Rispondi
Re: Ciao gwynnett ;))
di smilzo [user #428]
commento del 15/01/2009 ore 16:4
Fai prima a fare uno switch per le casse! L'idea è quella di avere il 50w 2x12 (magari Jensen) da suonare a 18 w pulito, ed il 15W da suonare a 18w distorto, con coni Celestion. Io trovo che l'idea non sia originale: è alla base dei rack. La trovo limitante in ambito live, ottima per uno studio di registrazione. Per il live meglio prendersi un buon pre o combo a due canali, o sfruttare il digitale e farsi tutti i setup necessari, perdendoci il tempo mecessario... per farli suonare bene! :D
Rispondi
Re: Ciao gwynnett ;))
di gwynnett [user #9523]
commento del 15/01/2009 ore 19:0
Ciao Antonello, certamente un'idea ma io non intendevo questo bensì la completa differenziazione dei finali come tipologia per far passare le stesse frequenze attraverso placche griglie e catodi aventi durezze diverse nell'ambito di diversi rapporti tra corrente e tensione in ogni unità usando addirittura condensatori le cui armature siano immerse in dielettrici differenti. Nessuna serie nè parallelo per gli altoparlanti ma trasformatori con uscite bifilari prelevate sugli estremi di inversione oppure una sola impedenza sul secondario per un solo speaker che riveli tutta la gamma. Un pot di volume in serie all'ingresso e solo un presence di tipo sottrattivo con una controreazione perfettamente accordata e tutto nell'ambito di un inverter a "coda lunga" sia per i tetrodi che per i pentodi. La portata di suono sarebbe micidiale ed anche la capacità di percezione non sarebbe uguale ad un normale amplificatore anche se con due o quattro coni.
Rispondi
Ci manca solo di asc
di valvetone [user #15970]
commento del 15/01/2009 ore 19:4
Ci manca solo di ascoltarlo in funzione. Questa sperimentazione mi interessa assai
Rispondi
bel post davvero...m
di Fireball76 [user #3432]
commento del 16/01/2009 ore 19:3
bel post davvero...ma un sistema simile non lo utlizza il Roadking della Mesa con valvole e finali diversi (su casse diverse,anche) a seconda della sonorità che si vuole? A me non piace il suono Mesa ma un passo avanti nella direzione del post sembrerebbe fatto proprio dalla Mesa...o non ho capito nulla :)?
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mmm...rileggendo ben
di Fireball76 [user #3432]
commento del 16/01/2009 ore 19:3
mmm...rileggendo bene mi sa che stato proponendo qualcosa di piu complicato e VERAMENTE ECCEZIONALE...a quando la messa sul mercato (sarei gia un possibile acquirente di sta cosa)
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