Dalla fine degli anni 50 e per circa vent'anni si è fatto uso di una chitarra e di un ampli per qualunque esecuzione cercando il suono solamente agendo sull'equalizzatore e facendo uso di sparute scatoline a transistor chiamate solamente "distorsore" di bassissimo prezzo e di altrettanto basse prestazioni che a volte collassavano in vistosi cortocircuiti riposizionandosi da sole in bypass e trasformando in una pacata melodia un brano sfrenatamente rock.
La sfera era dominata dai marchi italiani come Davoli ed FBT perchè il prodotto di oltreoceano era troppo costoso ed i britannici di difficile reperibilità tuttavia la costante era il prezzo veramente alto per tutto quello riguardasse l'amplificazione.
Molti di questi apparecchi sopravvivono ancora oggi collocandosi nell'area puramente vintage ed alcuni sono ancora assolutamente originali e questo si deve all'alta qualità delle componenti usate.
Da un po' di anni il discorso è cambiato, non è più possibile suonare con chitarra ed amplificatore fatta eccezione per alcuni stili ed il mercato offre una vasta letteratura di modificazioni del suono originale proposta in varie forme, dall'effettino singolo, a pedale, e di prezzo abbastanza contenuto a vere e proprie macchine del suono dotate di elettroniche digitali molto sofisticate che aprono ad una gamma infinita di variazioni.
Qualcuno ha anche pensato di non limitarsi ad una serie considerevole di effetti progettando queste sofisticate macchine ma ha ritenuto opportuno aggiungere un preamplificatore completamente avulso e quindi isolabile da tutto il resto e qualcun altro ha ritenuto che questo pre potesse essere gestito da tubi termoionici creando un sistema che potesse accogliere direttamente il segnale dello strumento rendendo facoltativa la possibilità di processarlo.
Alcune di queste macchine hanno la capacità di generare un suono stereofonico o pseudo stereofonico sdoppiando comunque l'uscita in due segnali non identici che possono dar vita ad un sistema cosidetto "dual mono" con risultati a dir poco strabilianti.
Naturalmente questo discorso non lo sto inventando io in questo momento dato che esistono da tempo valide unità di potenza stereo adatte allo scopo ma se si usassero finali diversi, con diverse valvole e diversi coni quale sarebbe il risultato? Ve lo dico io: una gamma di suoni inimmaginabile ed al contempo gestibilissima unita ad un'ottima pianificazione dei volumi conferendo il giusto privilegio ad una sezione senza affievolire l'altra perchè si farebbe uso di due trasformatori di uscita contrariamente al mixaggio delle valvole che rappresenta pur sempre un compromesso.
A questo si unirebbe il vantaggio di poter sostituire la prima sezione con un'altra tecnologicamente più avanzata conservando inalterati i due finali con i relativi coni che rappresentano la parte più costosa del sistema e che avrebbero bisogno soltanto di essere periodicamente rivalvolati.
Si potrebbero realizzare unità diverse per 20 watt di potenza ad esempio usando el84 e 6v6 oppure per 50 watt con 6l6 ed el34 o anche 100 watt inserendo quattro valvole nel finale ed il risultato non cambierebbe perchè due finali di diversa concezione aprirebbero comunque ad infinite varianti rendendo unico questo sistema.