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Le scale modali

di Bluman [user #3800] - pubblicato il 17 maggio 2006 ore 09:25
Sul diario di alfio, si legge questa frase:Mi ha trascinato in improvvisazioni basate su strani accordi jazz, territorio a me del tutto sconosciuto e mi sono reso conto che le pentatoniche non bastavano proprio! Mi sono rifugiato nelle modali e in qualche bending in cui la nota di partenza era stabilita, ma quella di arrivo era da scoprire!Ogni volta che leggo qualcosa sulla tecnica chitarristica e sull'armonia, mi interesso e cerco di saperne di più, o cerco conferme su quello che già sò. Allora mi piacerebbe che l'amico alfio, se ne avesse voglia, approfondisse di più questa esperienza, che lui stesso definisce sconosciuta, ed entrasse nei particolari. Per esempio, che vuol dire: la nota di partenza era stabilita, ma quella di arrivo da scoprire? e in quali modali ti sei "rifugiato"? e su quali accordi?Io, come molti, so cosa sono i modi, conosco molti schemi e relative diteggiature. Diciamo che potrei anche sapere come suonare sui cambi di accordo, però all'atto pratico mi rifugio nella solita universale pentatonica, perchè suonando appunto le scale modali, tutto risulta scontato e impersonale.Mi faccio mille domande sull'argomento, e se qualcun altro avesse voglia di scambiare le proprie esperienze sarebbe sicuramente proficuo per me. Per esempio: evitando la pentatonica, cosa suonate su un classico II-V-I?; e su un semplice accordo maggiore in prima posizione? dovrebbe essere facile, ma si cade facilmente in una banalità insentibile; e su un VI minore? sempre evitando la pentatonica; e la locria, c'è qualcuno che sà dove infilarla senza farla sembrare stonata?I libri che ho letto, e i maestri che ho avuto sicuramente mi hanno fornito una certa base, ma ho scoperto anche che più sai e più sai di non sapere.

Sul diario di alfio, si legge questa frase:

Mi ha trascinato in improvvisazioni basate su strani accordi jazz, territorio a me del tutto sconosciuto e mi sono reso conto che le pentatoniche non bastavano proprio! Mi sono rifugiato nelle modali e in qualche bending in cui la nota di partenza era stabilita, ma quella di arrivo era da scoprire!

Ogni volta che leggo qualcosa sulla tecnica chitarristica e sull'armonia, mi interesso e cerco di saperne di più, o cerco conferme su quello che già sò. Allora mi piacerebbe che l'amico alfio, se ne avesse voglia, approfondisse di più questa esperienza, che lui stesso definisce sconosciuta, ed entrasse nei particolari. Per esempio, che vuol dire: la nota di partenza era stabilita, ma quella di arrivo da scoprire? e in quali modali ti sei "rifugiato"? e su quali accordi?

Io, come molti, so cosa sono i modi, conosco molti schemi e relative diteggiature. Diciamo che potrei anche sapere come suonare sui cambi di accordo, però all'atto pratico mi rifugio nella solita universale pentatonica, perchè suonando appunto le scale modali, tutto risulta scontato e impersonale.

Mi faccio mille domande sull'argomento, e se qualcun altro avesse voglia di scambiare le proprie esperienze sarebbe sicuramente proficuo per me. Per esempio: evitando la pentatonica, cosa suonate su un classico II-V-I?; e su un semplice accordo maggiore in prima posizione? dovrebbe essere facile, ma si cade facilmente in una banalità insentibile; e su un VI minore? sempre evitando la pentatonica; e la locria, c'è qualcuno che sà dove infilarla senza farla sembrare stonata?

I libri che ho letto, e i maestri che ho avuto sicuramente mi hanno fornito una certa base, ma ho scoperto anche che più sai e più sai di non sapere.


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1 cosa alla volta!
di Magnetico [user #1483]
commento del 17/05/2006 ore 09:5
Se vuoi, con grande spocchiosità provo a rispondere ad alcune delle domande da te poste! Eh eh! Mi piace parlare di questi argomenti teorici/armonici/pratici!1) Evitando la pentatonica, cosa suonate su un classico II-V-I? Potresti suonare gli arpeggi dei singoli accordi, che è la cosa pi jazzy ed al contempo più in linea con l'armonia, perchè ti limiti a suonar le note dell'accordo. Quindi in un II-V-I maggiore suoneresti IImi7 V7 e Ima7. Per il II-V-I minore suoneresti i seguenti arpeggi: IImi7(b5) V7 Imi7. Sul V7 Puoi suonare anche l'arpeggio diminuito costruito un semitono avanti alla tonica. Quest'ultima è una soluzione che uso spesso. Come scale potresti suonare sul II-V-I maggiore il dorico sul II, misolidio sul V oppure se vuoi alterare c'è la diminuita ST o la scala alterata o l'esatonale. Sul primo puoi suonare ionico oppure lidio. Come scale sul minore puoi usare il locrio sul IImi(b5) e sul V puoi usare frigio maggiore o superlocrio.2) Su un semplice accordo maggiore in prima posizione? Beh, come arpeggi puoi suonare la triade Ima o l'arpeggio di Ima7, Vma o V7, IIImi o IIImi7 per aprire di più aggiungendo anche la nona. Come scale lo puoi suonare ionico o lidio. Se l'accordo è breve puoi suonarlo sempre ionico; se dura molto è interessante suonare anche delle dominanti fandasma: in pratica puoi disegnare un V che non c'è per creare movimento ed evitare la staticità di suonare sempre la stessa scala/arpeggio.3) Su un VI minore? Sempre evitando la pentatonica? A mio personale avviso il VI minore lo sento sempre come dorico! Io sono contento quando posso infilare il dorico in ogni salsa! Eh eh! Oltre al dorico ed allo scontato modo ionico puoi suonare la pentatonica minore o l'arpeggio mi7 sul V grado: così aggiungi la nona! Puoi ancora suonare l'arpeggio di ma7 sul terzo grado. Per sottolineare il dorico puoi suonare l'arpeggio mi7(b5) sulla sesta maggiore.4) E la locria, c'è qualcuno che sà dove infilarla senza farla sembrare stonata? La puoi suonare sulle classiche progressioni Imi-bIIma oppure Ima-bIIma. Hai presente quel suono spagnoleggiante?!Ti ho scritto le soluzioni base, ma ce ne sono anche delle altre. E' meglio non dilungarsi, perchè già saper suonare queste è un bel traguardo! E' importante lavorarci singolarmente, settimane sulla stessa scala o soluzione, di modo che diventi automatica e la mano vada là per abitudine, perchè quando improvvisi tu non debba pensare alla scala, ma solo alle idee melodiche che vuoi sviluppare! Spero di essere stato chiaro ed utile! Ciao e buon divertimento!"
Rispondi
visto che mi hai citato
di alfio [user #7386]
commento del 17/05/2006 ore 11:2
...sappi che io non sono assolutamente in grado di rispondere a domande di questo genere (e ringrazio Magnetico per averdato una risposta piuttosto esauriente). Diciamo che conosco bene solo tutte le pentatoniche maggiori e minori. Per quanto riguarda le modali le ho studicchiate cercando di memorizzarne le diteggiature, cosa per altro non completata. Sui fondamenti teorici di armonia invece sto quasi a zero. Perciò uso le modali in modo più che altro istintivo. Di solito parto dalla solita pentatonica e cerco di scoprire (con una combinazione di gusto personale e culo) quali sono le altre note che ci stanno bene. Di li, quindi, mi ritrovo ad usare un modo che magari non so neanche qual è ma che mi permette di divertirmi (che è ben diverso da fare qualcosa di artistico). Quindi io non sono proprio la persona adatta ad una domanda del genere! Il discorso dei bending che non si sa dove finiscono fa parte della ricerca delle note aggiuntive, che se dissonanti vengono rapidamente rimosse o usate come passaggio per arrivare ad altre, altrimenti vengono "adottate" per il proseguio dell'improvvisazione. E' evidente quindi la differenza tra conoscere la scala da usare su un determinato giro armonico ed usare una sorta di "algoritmo di apprendimento" come faccio io.Rinnovo l'invito a scrivere articoli su argomenti come questo, invito rivolto ovviamente a chi è dotato di conoscenze sufficienti per farlo.
Rispondi
proposta indecente
di Bluman [user #3800]
commento del 17/05/2006 ore 13:5
Intanto grazie per l'interessamento e le risposte. Ora mi stampo la risposta di Magnetico e stasera me la rileggo attentamente con la chitarra in mano!! In quelle "poche" righe mi hai fatto tanti di quegli esempi che ti fischieranno le orecchie per parecchio :). Non vedo l'ora di provarli.Per rimanere nell'argomento, vorrei fare una "proposta indecente". Indecente perchè sarebbe un'operazione alquanto laboriosa e meticolosa, ma se qualcuno si prestasse, sarebbe una delle cose più utili e interessanti che girano su tutta internet. Non solo, ma è rivolta a chi ha capacità tecniche e una grande conoscenza degli interpreti e della loro produzione musicale. La proposta è questa: si dovrebbe associare la spiegazione di una scala in relazione ad un accordo, o ad una cadenza (come ha fatto Magnetico 2 post sopra), e cercare il relativo esempio pratico di qualche famoso chitarrista, citando il brano, l'album nel quale si può ascoltare, e il momento (in minuti e secondi) nel quale si sente. Faccio un esempio esclusivamente inventato: si parla di modo frigio? se ne può ascoltare un uso su un Dm7 in seconda posizione su "Song in the wind" di Santana su Caravanserai, precisamente a 1min e 20sec. Oppure: Magnetico dice che oltre al dorico ed allo scontato modo ionico puoi suonare la pentatonica minore o l'arpeggio mi7 sul V grado: così aggiungi la nona. Bene, puoi sentire che Pat Metheny usa questo in American Garage, ecc. ecc. Penso che nel jazz ce ne siano molti di questi esempi, no?Mi sà che è una follia vero? Non abbiate timore, se lo pensate ditemi apertamente: tu sei pazzo!! Oppure: si vabbè, ma quanto ci dai??
Rispondi
Molto più semplice...
di Magnetico [user #1483]
commento del 17/05/2006 ore 14:5
... si potrebbero fare delle lezioncine con relativi esempi musicali! Ci ho pensato un po' e forse si può fare, partendo dalle basi dell'improvvisazione! Diversi amici accordiani mi hanno sollecitato diverse volte a fare qualcosa del genere. E' utile fare una serie di articoli progressivi, perchè un'insalatona come quella che ti ho scritto sopra è pressochè inutilizzabile per la maggior parte dei lettori, soprattutto per il fatto che c'è troppa roba messa tutta insieme ed alla rinfusa! L'apprendimento va fatto a piccoli bocconcini! Eh eh! Ciao!"
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Ancora più semplice...
di black poodle [user #1259]
commento del 17/05/2006 ore 16:0
scusate la brutalità ma vai al linksoundme.com> no ?Per iniziare, poi è chiaro che qualcosa scritto da te sarebbe meglio e anche più Accordiano :))
Rispondi
Re:Ancora più semplice...
di Magnetico [user #1483]
commento del 17/05/2006 ore 17:4
Mi sa che hai proprio ragione! Ho dato uno sguardo rapido agli articoli e paiono ben fatti! Basta solo indirizzarsi nella maniera giusta per studiare in maniera progressiva e capire quali sono gli argomenti da trattare per primi e quali quelli più avanzati. Infatti il tutto mi pare messo solo in ordina alfabetico! Grazie Black! Ciao!"
Rispondi
Re:Ancora più semplice...
di Bluman [user #3800]
commento del 18/05/2006 ore 09:4
Si si, certo. Devo dire che conoscevo già Soundme, ma era un pò che non lo consultavo, e mi sembra che ora sia migliorato (ancora un grazie a Black). In effetti già un sito così può dare bei riferimenti, e l'aggiunta di esempi in mp3 e mid aiuta molto, oltre alle partiture. Come dice Magnetico, bisognerebbe però seguire una progressione didattica, invece di affidarsi all'ordine alfabetico degli argomenti. Comunque sia, dato per scontata l'efficacia di siti come questo e di altri (siete mai andati su Jazzitalia nella sezione lezioni?), sarebbe interessante andare ad ascoltare "sul campo" come i big della chitarra mettono in pratica le teorie scritte a penna.Mi permetto di aggiungere una mia personale osservazione: per migliorare il modo di suonare la chitarra (come per qualsiasi strumento) e potenziare il bagaglio tecnico, occorrono ore di studio, sullo strumento e sui libri. Ma anche il semplice scambiare idee con voi, contribuisce. Non c'è dubbio!! Quindi... grazie!
Rispondi
a proposito di ore di studio
di Bluman [user #3800]
commento del 18/05/2006 ore 10:2
Piccolo aneddoto a proposito delle ore di studio. Un paio d'anni fà, leggevo su una rivista specializzata di musica, un'intervista a Pino Daniele, che se è sempre un bel sentire quando suona, non si può considerarlo il n.1 al mondo tra i virtuosi. Tra le varie domande, il giornalista gli chiede anche quanto tempo dedicava allo studio della chitarra. Bè, sapete cosa ha risposto il grande Pino? "in questo momento nel quale non mi sto dedicando totalmente a scrivere e ai dischi, sto cercando di migliorare lo studio della chitarra, e perciò studio non meno di 8 - 10 ore tutti i giorni"Questo per dire che se lui per "migliorare" studia 10 ore al giorno, io per migliorare, forse, manco dovrei andare a dormire...
Rispondi
Re:Ancora più semplice...
di Magnetico [user #1483]
commento del 18/05/2006 ore 12:1
Guarda, facciamo così: se vuoi approfondire degli argomenti puoi vedere sul sito consigliato da BlackPoddle! Se vuoi posso darti delle dritte per creare un percorso progressivo! Infatti se non ci fosse stato quel sito, nello scrivere articoli sullo studio dell'improvvisazione sarei partito dalle triadi. Io sono sempre a tua completa disposizione per qualsisasi domanda, nei limiti delle mie possibilità e capacità! Nel caso sono sempre disponibile a registrare per te esempi pratici in mp3, qualora l'argomento sia alla mia portata. Di più non so! Amichevolmente Magnetico!"
Rispondi
Re:Ancora più semplice...
di Bluman [user #3800]
commento del 18/05/2006 ore 13:0
Intanto ti ringrazio ancora per la cortesia e le disponibilità. Mi sono andato a vedere più nel dettaglio gli esempi di Soundme e devo dire che in effetti c'è molto materiale utile. In fondo non sono proprio alle prime armi e penso che non avrò difficoltà a selezionare quello che mi interessa. In ogni caso, se ho qualche dubbio, vorrà dire che saprò a chi rivolgermi :)Mi sono collegato al tuo blog e ho scaricato gli mp3. Bè, complimenti.
Rispondi
Re:Ancora più semplice...
di Magnetico [user #1483]
commento del 18/05/2006 ore 13:1
Prego, figurati! E' un piacere! Mi fa piacere che ti siano piaciute le registrazioni! Se vuoi ho questablackpoodles.info> che è più recente anche se registrata frettolosamente e con delle imprecisioni! Fammi sapere che ne pensi! Ciao!"
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 11/03/2022 ore 07:32:45
Pino Daniele ma mica soltanto lui studiava quando studiava tutto il giorno. Ma tutti i musicisti professionisti se studiano cercano di farlo tutto il giorno senza farsi ovviamente venire una tendinite
Noi che lo facciamo per diletto basta la costanza quotidiana, anche trenta minuti
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