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Siamo molto fortunati

di aleck [user #22654] - pubblicato il 29 ottobre 2016 ore 11:40
Dieci o forse quindici anni fa, mio padre volle ampliare il proprio parco strumenti con un mandolino. Era influenzato dallo splendido DVD di No Quarter, registrato tra India e Gran Bretagna dalla splendida coppia Page/Plant, e dalla musica della nostra tradizione popolare. Purtroppo all'epoca ancora non era esploso il fenomeno folk-country, ne' tanto meno avevano raggiunto il mainstream in italia la musica indie o il celtic metal, ergo trovare un mandolino in un negozio di strumenti musicali non specializzato era un miraggio. Contrattando un po' col suo negoziante riuscì a farsene procurare uno, non un modello irlandese o americano come desiderava, ma quantomeno dal prezzo tutto sommato abbordabile, venduto al negoziante da una azienda napoletana - ditta Gaetano Miroglio - che lo descriveva come prodotto di liuteria artigianale. Dopo alcune settimane lo strumento arrivò in negozio e mio padre lo portò a casa, ingenuamente felice. Iniziato lo studio, dopo poco, tutti i limiti dello strumento furono evidenti: la tastiera era più stretta del normale, soli 2,4cm al capotasto; il manico era leggermente imbarcato, causando un'azione da tiro con l'arco; i tasti erano realizzati in un materiale indegno, tanto che in un mese di utilizzo già risultavano ossidati e, anche se lievemente, segnati dalle corde; le finiture erano ben più che semplicemente approssimative, le definirei proprio grossolane; le meccaniche erano dure da azionare e incapaci di tenere l'accordatura e, soprattutto, lo strumento era inesorabilmente stonato. Caduto presto in disuso rimase abbandonato in un angolo della casa dietro una valanga di roba.

Siamo molto fortunatiSiamo molto fortunati

Pochi giorni fa, avendo voglia di sperimentare alcune cose, ho recuperato lo strumento che, nel tempo, ha visto solo peggiorate le proprie condizioni. Per partire ho allentato completamente le corde, che ormai scorrevano a un centimetro dalla tastiera, e messo il manico sotto morse, per una sola giornata. Poi ho dato una pulita generale al tutto e ho oliato leggermente le meccaniche, pur senza grande successo a causa del grasso solidificatosi nel tempo. Per finire, una volta mollate le morse sul manico, ho provato a suonare lo strumento: restava il problema dell'intonazione. Staccato il ponte - pur se debolmente, incollato - l'ho dovuto arretrare di un centimetro prima di raggiungere il giusto compromesso tra intonazione ed action! A questo fine, per evitare che le corde frustassero sul manico ancora leggermente incurvato, ho spessorato la base del ponte con un sottile foglio di legno dolce. Rimesso il tutto in tensione lo strumento è diventato di nuovo suonabile, dotato di una voce almeno godibile, pur dovendo accettare qualche difficoltà di esecuzione dovuta ai difetti di costruzione maggiori. Non escludo nel prossimo futuro di rimetterci le mani: mantarci una muta di corde fresche, dare una lucidata ai tasti, ripulire o sostituire le meccaniche e, perchè no, anche il ponte. Per il momento strimpello lo strumento resuscitato a costo zero dopo un coma durato dieci anni.

Siamo molto fortunati
Siamo molto fortunati

Tutto questo mi ha ricordato per l'ennesima volta quanto siamo fortunati noi a suonare e comprare strumenti nel 2016. Anche il più scarso mandolino da 50 euro, ad oggi, è mediamente suonabile e godibile; anche con un budget limitatissimo ci si può permettere una chitarra degna di questo nome. Tutta questa nostalgia notrita da molti per bei tempi andati - da questo punto di vista - io non la capisco e non la capirò mai: per quanto ami strumenti storici, non solo d'alta fascia, non baratterei mai gli standard qualitativi raggiunti dalla produzione industriale negli ultimi anni. La "fascia bassa" fino a pochi anni fa era una palude indegna, oggi la stessa offre un parco strumenti finanche vasto e generalmente valido in cui scegliere. Fino a pochi anni fa non avrei mai acquistato "al buio", non avrei mandato un amico inesperto da solo in negozio, oggi sono abbastanza sicuro che in entrambi i casi il rischio di beccare una ciofeca è limitatissimo. Appena 15 anni fa spendendo 200 euro non si prendeva che uno sgorbio insuonabile, oggi è ben più facile trovare uno strumento capace di accompagnare lo studente nel suo percorso offrendogli anche più che qualche soddisfazione. Questo, per me, è un immenso passo avanti.

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di aghiasophia utente non più registrato
commento del 29/10/2016 ore 11:50:59
Condivido ogni singola parola delle conclusioni a questo post.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 29/10/2016 ore 12:06:45
[OT] Comunque No Quarter è stato registrato tra Marocco e Inghilterra... non India... ho anche visto il tuor dal vivo con tutta l'orchestra egiziana nel '95 a Milano, esperienza indimenticabile... :o) [/OT]

Per il resto d'accordissimo sul grande passo avanti degli strumenti entrylevel.
Ho ancora la simil-strato su cui ho mosso i primi passi... comprata fine anni 80/inizio 90... sconosciuta marca asiatica (credo)... veramente insuonabile... meccaniche pessime, pickup ridicoli, verniciatura spessa e gommosa... terribile... non ne fanno più chitarre così... :o))))
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 29/10/2016 ore 12:30:
Eheheh, giusto OT, errore mio! :)
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 30/10/2016 ore 10:09:47
Condivido tutto, ma... quel ponte l'aveva messo in un posto a caso?
É vero che oggi siamo bombardati di informazioni e, a differenza di 15 anni fa, tutti abbiamo gli strumenti per capire se uno strumento é intonato, ma un liutaio (o sedicente tale), avrebbe dovuto sapere dove mettere il ponte. Premesso che non conosco il liutaio in questione, che puó essere bravissimo e che cmq lo strumento sembra meritare una revisione, aggiungo, a quanto hai detto, che prima c'era anche troppo spazio per le approssimazioni.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 30/10/2016 ore 11:14:20
Assolutamente d'accordo: poca scelta, poca concorrenza, poca spinta a far bene le cose quando si trattava di cifre non troppo importanti.

Lo strumento non ha un pessimo suono, la proiezione e il timbro sono anche buoni ma, purtroppo, ha un paio di importanti difetti strutturali. Sinceramente, vista la posizione del ponte buttata li a caso (al 12° tasto la nota era più di un tono sopra al dovuto!) il manico incollato con una certa approssimazione, i tasti non lucidati, il binding che non ho ancora ben capito come è stato realizzato (dato che in certi punti è più sottile, in altri più spesso, in certi punti aderisce alla tavola, in altri n), mi vien da pensare che in realtà questo strumento non sia figlio della liuteria nostrana quanto piuttosto delle manine di qualche cinese di 15 anni fa, messo lì a fare un lavoro che non aveva idea di come si facesse... Non sarebbe novità applicare "il marchio" a strumenti di provenienza incerta.

Comunque, appena avrò tempo, lo strumento sarà revisionato al meglio, sempre spendendoci quanto meno mi è possibile.

PS. ho fatto un paio di ricerche... I miei dubbi si fanno sempre più solidi: guarda questo vai al link ...

PPS. altro campanello di allarme: il m° Miroglio dovrebbe essere un liutaio catanese, ecco alcuni dei suoi lavori vai al link , mentre il negoziante parlò di una ditta napoletana... Chissà :)
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 30/10/2016 ore 18:15:11
Effettivamente la tua supposizione è verosimile, con tanto di faccia da @ manderei le foto al liutaio e gli chiederei se quello strumento può essere il suo :D

Al di la della fattura approssimativa, magari con un pò di cure, se c'è qualcosa di buono, viene fuori!

Ma si, gli strumenti meritano tutti una seconda possibilità :D

Ultimamente ho sistemato una Samick metà anni 90 di un amico a dir poco disastrata (paletta spezzata e giuntata prima di me con colla vinilica e delle piastre d'acciaio a vista :D). Tolta la piantagione di funghi dalla tastiera, ruggine a meccaniche e tasti, rifatto capotasto e ponte, tutto per il semplice gusto di risentirla suonare!!!
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 31/10/2016 ore 11:39:50
Purtroppo è raggiungibile solo telefonicamente... è uno "vecchio stampo" :) ho trovato questa discussione a riguardo vai al link
Rispondi
di ENZ0 [user #37364]
commento del 01/11/2016 ore 12:07:21
Incredibile internet!!!
Pare che a qualcun altro sia capitata la tua stessa cosa; e soprattutto che il Maestro Miroglio faccia buoni strumenti e sia vittima di contraffazioni!
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