... mi caccio sempre in queste situazioni?
Partiamo da principio: due anni e mezzo fa mi laureo (laurea triennale) con un lavoro sulle sedute angeliche di John Dee, pazzoide inglese del '500.
Il tempo passa e, a fianco degli studi dei corsi e delle letture accademiche più private, continuo a lavorare su manoscritti vari.
Bene, in un momento di entusiasmo, scrivo una sessantina di pagine teoriche che vorrebbero riassumere ciò che penso sulle cose, partendo dalle riflessioni sui manoscritti, ma non includendo alcun dato.
Certo, non è una bella cosa non avere dati, soprattutto quando si hanno pretese scientifiche di un certo tipo, ma mi rendo conto che per fare qualsiasi ricerca 1) devo avere una teoria per mettere insieme e ordinare i dati, 2) pur avendo una teoria completa, dovrei affrontare un lavoro di diversi anni per fare un lavoro scientifico e significativo.
Allora, mi rivolgo a due diversi professori per sapere se vogliono farmi da relatore - nel frattempo ho scoperto che la burocrazia mi impone di laurearmi a luglio e di far firmare le carte entro venerdì. Entrambi non si dicono entusiasti: il lavoro è lontanissimo dalle loro prospettive teoriche, più tante altre piccole critiche generali.
Sceglierò uno dei due. Poi si vedrà. Ma queste cose le devo dire e questa testi voglio scriverla.
Ah, nel frattempo dovrò dire a quello a cui avevo chiesto di farmi da relatore, in un primo tempo, che non farò più la tesi con lui sui manoscritti e la cosa mi imbarazza un po'.