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Io

di giorgio montanari [user #6752] - pubblicato il 13 ottobre 2005 ore 00:09
Io penso, io ho tanti, tantissimi pensieri. Io ho delle sensazioni, come un animale: sono felice, sono triste a volte, sento il piacere e il dolore. Io ho le mie paranoie, le mie ansie. Io ho anche aspirazioni, desideri - velleità, forse.Io non so, però, se ho dei sentimenti. Sentimenti. La parola mi suona incomprensibile. Una costruzione, una menzogna. Eppure, mi sento vuoto. Inspiegabilmente vuoto.Sapessi almeno cosa voglio potrei adeguarmi. Ma la volontà mi fa difetto, quando serve.Forse sono stato messo di fronte ad una verità oppure solo di fronte ad un problema, ad un nodo da sbrogliare. Forse si è arrivati vicini ad una conclusione, complice, ora me ne accorgo, il Fato: l'intenzione nel dire le cose, le aspettative nascoste e tradite, il rimedio cercato, la felicità effimera che ci porta di fronte ad altri problemi. Forse, invece, si attraversa un brutto periodo. Chissà, magari necessario ad arrivare a qualcosa di meglio, ad una maggiore conoscenza l'uno dell'altro. Non mi rimprovero niente, o forse qualcosa, ma non so: a volte, l'effetto desiderato nasconde un percorso poco virtuoso, le piccole bugie che diciamo, prima di tutti, a noi stessi. Eppure, anche se non mi rimprovero niente, mi sento male. Vuoto di me stesso e pieno di dolore. Le paranoie si confondono alle paure, alle sensazioni; i desideri, i sogni sembrano... temo che siano frutto dell'inerzia, dell'abitudine, della voglia di stabilità.Che buffo, mi ha sempre divertito notare come le cose vengano guardate, perché è tanto facile farlo, in modi diversi a seconda del risultato, a seconda delle parole che si usano cambiano come il giorno si tramuta in notte. L'amor proprio diventa orgoglio o testardaggine, il coraggio diventa avventatezza, l'onestà diventa faccia tosta, l'amore diventa bisogno di attenzione o di possesso, e così via... Le parole mi hanno sempre intrigato: pensare, pensare - questo mi dicevo e mi dico, a questo non posso rinunciare. Ma le parole mi intrigano come maglie di una tela di ragno, invischiano le mie sensazioni, i miei desideri e mi frenano. Ma, lo so, la purezza dell'Io non esiste, al di fuori delle convenioni, del linguaggio e delle sue ambiguità. Cosa c'è di certo se non il modo in cui definiamo le cose. Forse bisogna essere più decisi. Di sicuro, funziona. Ma non mi sento a casa. Almeno su cose così complicate.Gli impegni presi, i programmi fatti a fronte dell'incertezza contingente per il domani. I desideri e le mezze promesse e, adesso, il vuoto, come se non ci fosse mai stato un passato, come dover ricominciare da capo, come estranei. Eppure non sembra sia cambiato niente, non è successo davvero qualcosa che ha cambiato le cose, è come se avessimo abbiamo aperto gli occhi. Oppure li abbiamo chiusi ed abbiamo iniziato a sognare.E' difficile. Oppure troppo facile.

Io penso, io ho tanti, tantissimi pensieri. Io ho delle sensazioni, come un animale: sono felice, sono triste a volte, sento il piacere e il dolore. Io ho le mie paranoie, le mie ansie. Io ho anche aspirazioni, desideri - velleità, forse.

Io non so, però, se ho dei sentimenti. Sentimenti. La parola mi suona incomprensibile. Una costruzione, una menzogna. Eppure, mi sento vuoto. Inspiegabilmente vuoto.

Sapessi almeno cosa voglio potrei adeguarmi. Ma la volontà mi fa difetto, quando serve.

Forse sono stato messo di fronte ad una verità oppure solo di fronte ad un problema, ad un nodo da sbrogliare. Forse si è arrivati vicini ad una conclusione, complice, ora me ne accorgo, il Fato: l'intenzione nel dire le cose, le aspettative nascoste e tradite, il rimedio cercato, la felicità effimera che ci porta di fronte ad altri problemi. Forse, invece, si attraversa un brutto periodo. Chissà, magari necessario ad arrivare a qualcosa di meglio, ad una maggiore conoscenza l'uno dell'altro. Non mi rimprovero niente, o forse qualcosa, ma non so: a volte, l'effetto desiderato nasconde un percorso poco virtuoso, le piccole bugie che diciamo, prima di tutti, a noi stessi. Eppure, anche se non mi rimprovero niente, mi sento male. Vuoto di me stesso e pieno di dolore. Le paranoie si confondono alle paure, alle sensazioni; i desideri, i sogni sembrano... temo che siano frutto dell'inerzia, dell'abitudine, della voglia di stabilità.

Che buffo, mi ha sempre divertito notare come le cose vengano guardate, perché è tanto facile farlo, in modi diversi a seconda del risultato, a seconda delle parole che si usano cambiano come il giorno si tramuta in notte. L'amor proprio diventa orgoglio o testardaggine, il coraggio diventa avventatezza, l'onestà diventa faccia tosta, l'amore diventa bisogno di attenzione o di possesso, e così via... Le parole mi hanno sempre intrigato: pensare, pensare - questo mi dicevo e mi dico, a questo non posso rinunciare. Ma le parole mi intrigano come maglie di una tela di ragno, invischiano le mie sensazioni, i miei desideri e mi frenano. Ma, lo so, la purezza dell'Io non esiste, al di fuori delle convenioni, del linguaggio e delle sue ambiguità. Cosa c'è di certo se non il modo in cui definiamo le cose. Forse bisogna essere più decisi. Di sicuro, funziona. Ma non mi sento a casa. Almeno su cose così complicate.

Gli impegni presi, i programmi fatti a fronte dell'incertezza contingente per il domani. I desideri e le mezze promesse e, adesso, il vuoto, come se non ci fosse mai stato un passato, come dover ricominciare da capo, come estranei.

Eppure non sembra sia cambiato niente, non è successo davvero qualcosa che ha cambiato le cose, è come se avessimo abbiamo aperto gli occhi. Oppure li abbiamo chiusi ed abbiamo iniziato a sognare.

E' difficile. Oppure troppo facile.


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Pensare pensare
di njuletto [user #7504]
commento del 13/10/2005 ore 09:1
Ciao Giorgio, lo stato d'animo che ti pervade ha per me un sapore piuttosto familiare. L'ho provato spesso, soprattutto per questioni affettive nei rapporti con l'altro sesso, trovandomi sfiancato e disorientato come ti trovi tu. Il problema fondamentale e' che la razionalita' che cerchiamo di mettere in pratica per sbrogliare alcune questioni, si scontra nettamente con cio' che il cuore ci detta. Una distrazione potrebbe forse aiutarti a prendere energie per affrontare i tuoi scheletri. Ma distrarti dipende anche dalla volonta' di farlo, poiche anche stando in mezzo ad una festa o una discoteca potresti sentirti ancora piu' solo. Quindi credo il tipo di distrazione che ti serve e' sentire l'affetto degli amici e parlaro con loro, cosi' come fai con noi. Forse, in poco tempo, raggiungerai una consapevolezza tale da farti rendere conto di quale strada devi intraprendere, per avere quella risolutezza che al momento ti fa paura. O forse capirai che i problemi che ora vedi insormontabili in realta' non lo sono, e forse la tua storia potrebbe avere una svolta positiva che non ritenevi piu' possibile. Ma non avere fretta perche' e' difficile essere lucidi in questi momenti. Un abbraccio e spero di non aumentato soltanto il caos dentro di te (che comunque serve a volte come diceva qualcuno..). Ciao,      Angelo
Rispondi
Re:Pensare pensare
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 13/10/2005 ore 10:0
Grazie mille! Accordo è un'ottima distrazione, per fortuna. Poi ho un lavoro da fare per la tesi che credo mi distrarrà parecchio: devo trascrivere un mucchio di manoscritti del '500!!! Il fatto è che mi sento molto apatico, dopo tanto tempo di felicità quasi costante. Quasi quasi metto su un gruppo metal di quelli seri, con squartamenti di capre e grigliata delle suddette. ;-)Grazie ancora a te come a tutti quelli che sul sito mi stanno vicino!
Rispondi
Re:Pensare pensare
di njuletto [user #7504]
commento del 13/10/2005 ore 10:3
"Beh, signora sono momenti sa'..." La trovo molto interessante l'attivita' che ti accingi ad operare, spero non sia noiosa per te. Comunque una suonata nel gruppo metalsanguinariosquartacaprette la farei anch'io. Soprattutto per la grigliata finale;-)A presto,      Angelo
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Re:Non voglio fare il Maestro di Vita....
di boogiebeppe [user #7048]
commento del 13/10/2005 ore 11:2
...Ma visto che vivi cose in passato ho attraversato anche io (e la collocazione temporale degli accadimenti -il tutto mentre ti accingi a fare una cosa importante come una tesi ,chiusura e apertura di un certo momento della vita - non fa altro che rendere le cose ancora + coincidenti) mi fa ritornare a quei giorni.Si stava insieme da 5anni. Io ero a Parma in quel periodo e non tornavo spessissimo a Milano. Lei a Parigi per concludere gli studi. La lontananza, forse, o forse semplicemente il bisogno di altre esperienze ci allontanò da noi stessi. Fu doloroso per entrambi, ma buttarmi nelle mie cose fu salutare e rigenerante. Poi, anche tu corri e ti alleni: beh in quel periodo tra nuovo lavoro in IBM, tesi nelle ore notturne, quel poco che rimaneva per prendere almeno la chitarra per 5 minuti, la corsa alla sveglia x mantenermi fisicamente fu davvero importante.Non è facile, magari ci si indurisce un pò, ma poi alla fine, se si vuole andare olre, si supera anche questo.
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Vicinanza
di Lauro utente non più registrato
commento del 13/10/2005 ore 18:0
Sono ... allibito. Ed è dire poco perchè proprio poco tempo fa nel mio diario ho "trattato" di una situazione del genere e boogiebeppe, lauro/alecb ecc ... ecc ... mi hanno fatto sentire la loro vicinanza. So per esperienza personale che ben poco di quello che possiamo dire può cambiare le cose in qualche modo ma la vicinanza di "web friends" può aiutare a sentirsi meno soli.Orbene, dopo otto anni mi buttai a capofitto nel lavoro, nella ripresa di una attività fisico/sportiva e nella scrittura per accordo.Furono la mia salvezza ma ritengo che lo furono anche perchè ero stanco di compromessi, di mezze verità, di mezze bugie, di mezze situazioni in cui non ti senti male ma neanche bene; tutto questo mi è servito per capire quale direzione prendere, cosa e chi scegliere da conservare "vicino".Take the right time for yourself, prenditi il tempo giusto a te necessario, leggi dei buoni libri, scrivi, ascolta buona musica ... rinnova lo spirito, ma non smettere MAI di credere e non perdere mai di vista chi sei e da dove vieni.Ti auguro le cose migliori e ti abbraccio. Lauro
Rispondi
Re:Vicinanza
di Billino [user #8118]
commento del 13/10/2005 ore 19:4
Sta accadendo anche a me. E non riesco a fare nulla. Sono più o meno paralizzato. Ho tre cose da finire di scrivere e non riesco mai a trovare la concentrazione giusta. L'unica cosa che mi dà sollievo è suonare. Ascoltare musica mi emoziona alle lacrime. Mi sono iscritto, dopo qualche anno che non lo facevo, in palestra. Quando ne esco ho dei giramenti di testa pazzeschi. Non so che fare. Non ho a fuoco nulla. Mi sento come in un campo minato. Il prossimo passo potrebbe essere l'ultimo. Ti auguro tutto il bene.
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Re:gli angeli
di Lauro utente non più registrato
commento del 15/10/2005 ore 13:1
Potevo risponderti ovunque, ma è più giusto farlo qui. Per una maledettissima gara che stiamo chiudendo per lunedì, non riesco a seguire un paio di diari di amici più o meno formali che hanno bisogno di "serrare i ranghi" e non hai idea di QUANTO MI FACCIA INCAZZARE STA' COSA, mi pesa di più del dover venire in ufficio sabato e domenica ... e non so se mi spiego ... ):-( Ho stampato il tuo articolo sul post-rock, sto ascoltando Sigur Ros e Slaint anche in ufficio (e questo dovrebbe farti capire che clima c'è in giro ... :-D) e non riesco a scriverti una cosa sensata sia perchè ne so sinceramente poco, sia perchè mi servirebbe diverso tempo per scrivere in modo costruttivo anche se dubbioso, nel senso che ho dei dubbi ... :-). Oltre a questo paremi di aver trovato la strada per entrare nel Creuza De Mà ma non ho tempo di svilupparla e scrivere come vorrei. Insomma è un periodo che giranogiranogirano ... vedo se iscrivermi ad una gara di nuoto ed usarle come eliche sott'acquee (si scrive così ... ?), magari vinco qualchecccosa ... :-D. FERMATE IL MONDO, RALLENTATELO ALMENO ... eccheccazzo.La mia intenzione non è quella di fare il maestro di vita, non ho le certezze necessarie per farlo ma ti posso dire un paio di cose che secondo me, ti possono servire. Mi pare di aver letto/capito che ti stai laureando. Bene, è un passo importante che ti può aiutare a sbloccare diverse cose, concentrati e fai lo sforzo di uscirne il più in fretta possibile che poi, anche se incominciano ALTRI problemi (hai presente Charlie? ecco ... sappi che non ha torto del tutto ... anzi ...) puoi contare sulla tua "libertà". Cosa non da poco. Poi hai bisogno di essere lucido, in forma, reattivo, di avere il fisico in ordine, pronto ad agire e reagire, benissimo la palestra: datti una regola anche nel tempo che le dedichi, meglio due volte la settimana ma ben fatte, con impegno e molta pazienza ed i risultati arriveranno da soli. Se la palestra non basta, vai a correre o a nuotare ... in una parola sola SFOGATI. Ora ti gira la testa ? Bene, all'inizio girava anche a me; fatti una cura di carne al sangue con del buon vino rosso, senza esagerare altrimenti la testa continua a girare, ma per altri motivi ... Per me ha funzionato con risultati eccellenti essere regolarissimo nella frequentazione (mar, giov e sab mattina, inverno, estate, pioggia, vento ... non ci sono cazzi, sono in palestra e negli altri giorni, saltuariamente, da qualche parte in giro per la provincia con la bicicletta da corsa; ho saltato solo in occasioni particolarissime) e ne ha guadagnato il fisico e soprattutto la testa. Sia chiaro, non sono un "salutista assoluto": non mi faccio mancare niente, birra con gli amici, pizza, gelato ogni tanto, grappa rigorosamente bianca e secca ... ma il tutto con buon senso.Prima "cosa" da mettere a fuoco e più importante: te stesso. Se ti senti "perduto nel diluvio", sappi che lo sono stato anche io e qualche volta lo sono tutt'ora, ma è normale. Anche io arrivo alle lacrime quando sento For Jeff di Charlie Byrd o The Loner di Gary Moore o ... Across The Border di Bruce ma lo faccio con la sensazione di chi si è accorto che la vita è bella, anche se a volte ... fa molto male.Ciascuno di noi si porta addosso ferite che non smetteranno mai di sanguinare, sulla pelle, nel cuore, immaginatele dove vi pare e spesso, l'errore che commettiamo è quello di tentare di chiuderle nel più breve tempo possibile a tutti i costi. Quel sangue si nutre di noi stessi e negarne l'esistenza sarebbe un po'come perdersi, sarebbe come negarne forza e calore. Niente ci restituirà quello che abbiamo perso o lasciato, per causa nostra o per motivi indipendenti dalla nostra volontà; l'errore più grave che possiamo commettere è quello di continuare a vivere nella illusione di qualcosa che non c'è più, come se niente fosse successo. Porti delle ferite in te? Anche io, più di una, lasciale li, non tormentarle ... Sii consapevole che ci sono ma credi in te stesso e troverai la forza di guardarle e sapere che sei vivo; soffrire, lottare, ridere e piangere sono cose che accrescono il valore della vita che a volte ti da delle possibilità ed altre volte, quelle stesse possibilità è pronta a togliertele; ma c'è qualcosa che non potrà mai portarti via. Conta su quella ... e credi negli angeli. Ne hai uno anche dentro di te.Ti auguro tutto il bene possibile Lauro
Rispondi
Re:gli angeli
di Billino [user #8118]
commento del 15/10/2005 ore 14:2
Non merito una sola parola di quanto hai scritto, credimi. Ti ringrazio infinitamente.Appena riesco ti scrivo in privato.
Rispondi
Re:gli angeli
di Lauro utente non più registrato
commento del 15/10/2005 ore 15:0
... allora fai tutto il possibile per meritarle. Ci sarà da sudare, sarà necessario versare sangue, sudore e lacrime ma la cosa più importante è che CI DEVI PROVARE. Anche solo il fatto di provarci sarà comunque un passo avanti importantissimo.Aspetto tue notizie. Ciao Lauro
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