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Musica a rotoli: anche colpa di chi la fa

di Pietro Paolo Falco [user #17844] - pubblicato il 28 novembre 2013 ore 22:58
Ho scoperto pochi minuti fa che, per questo sabato, in un noto teatro napoletano si sarebbe dovuto tenere un attesissimo concerto del progetto Giants Of Guitar, La Notte Delle Chitarre.
Per chi non lo conoscesse, è un progetto a cui collaborano nomi come Max Cottafavi, Giuseppe Scarpato e Maurizio Solieri, per nominarne un paio a caso.

Dico "si sarebbe dovuto tenere" perché è stato annullato, si dice per carenza di pubblico. Io sono venuto a sapere del concerto solo tramite l'immancabile post su Facebook del chitarrista di turno schifato dal fatto che la buona musica resta indietro mentre la musicaccia fa grossi numeri. Se non fosse stato per lui, questo weekend sarebbe trascorso senza che io ne sapessi nulla.

Ora, premesso che sono d'accordo con il suddetto chitarrista di turno, mi viene da chiedermi: la musica buona resta di nicchia perché la gente è interessata o semplicemente perché non è informata?
Mi rendo conto dei budget ridotti, delle difficoltà tecniche e tutto quanto, ma per me che abito così vicino al teatro e frequento abitualmente i social e siti musicali in generale risulta davvero incredibile pensare che un evento del genere mi possa passare sotto il naso senza che me ne accorga.

Quello che resterà di questa storia sarà che, ancora una volta, gli Italiani e in particolare i Napoletani sono imbambolati dalla TV, dalla musicaccia, non sono interessati alla cultura eccetera. Ma a questo punto viene da chiedermi: è davvero così? O magari vorrebbero assistere a eventi di cultura ma nessuno glieli porta e, quando lo fa, si affida a canali pubblicitari inefficienti?
Insomma, la cultura musicale è allo sfascio per colpa di terzi o degli stessi addetti ai lavori che sono più concentrati nel cercare un capro espiatorio per i loro fallimenti piuttosto che a far bene il loro mestiere?

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magari fosse colpa della "musicaccia".. ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 28/11/2013 ore 23:02:45
magari fosse colpa della "musicaccia".. se ci fosse tanta musica in giro, di qualsiasi genere, "andrebbe" anche musica un pelino alternativa
Rispondi
La gente "mangia" ciò che ...
di dale [user #2255]
commento del 29/11/2013 ore 08:30:07
La gente "mangia" ciò che dai loro da mangiare; la cultura muore in Italia, non solo la musica, pensa al cinema o al teatro, perchè non si investe nelle varie forme di cultura, perchè è opinione diffusa (anche di un ex ministro) che con la cultura "non si mangia", frase orribile e falsa, fra l'altro.
Per restare nel campo musicale, faccio fatica a suonare io che suono cover blues e rock poco conosciute alla massa, figurati chi esce dai canoni e propone materiale proprio (che sia ben fatto però, già questo non è facile, ma ci sono tante band interessanti).
Poi il gestore di turno ti chiede che musica fai, tu lo dici e ti guarda come se non avessi parlato, per annotarsi su un taccuino "BLUS"....azz..
Però noto che al pubblico per es il blues piace, piace se racconti loro qualche aneddoto sul Delta ecc...quindi...
Quest'estate ho visto Ben Harper a Pistoia e Neil Young a Lucca, il totale dei paganti non arriva secondo me ad un concerto di Gigi d'Alessio o Laura Pausini, che avranno certamente una loro dignità, però....
C'è un "sottobosco" di persone appassionate che si nutrono di vera musica ma sono una parte infinitesimale rispetto alla massa, temo che sarà così ancora per moltissimo tempo.

Credo che il problema sia culturale; se si investe in musica (e dunque cultura), magari riscoprendo anche la nostra vasta tradizione popolare, se si studia musica a scuola (sul serio però, non il flauto di plastica piripì piripà) e si impara a suonare e cantare....bhè allora le cose possono davvero cambiare!
Il secondo problema è rappresentato dalla Tv come forma di rincoglionimento di massa.
Tutti conoscono l'ultima "signorina" del grande fratello o le "imprese" di corona, ma nessuno o quasi, conosce i veri grandi nomi della musica.
Intanto la cultura muore in questo paese...

Rispondi
secondo me la colpa è ...
di fabiojay [user #20826]
commento del 29/11/2013 ore 09:39:06
secondo me la colpa è anche nostra che ci riteniamo cultori della buona musica e che poi quando ci sono questi concerti non partecipiamo, oppure quando c'è un gruppetto che suona non ci fermiamo ad ascoltarli magari ritenendoci superiori tecnicamente e considerandoli non degni del nostro ascolto... non so... grandi responsabilità sicuramente ce l'ha il sistema che governa l'Italia, ma noi (e includo anche me) di certo non aiutiamo!
Rispondi
Re: secondo me la colpa è ...
di E! [user #6395]
commento del 29/11/2013 ore 10:35:43
Bravo, questo accade molto spesso.
La maggior parte dei musicisti non crea un circuito (anche culturale), non crea un "ambiente" favorevole alla crescita e alla diffusione della musica.
Molti musicisti non vanno neanche ai concerti, pubblicizzati o meno.

C'è un concerto rock nella tua città e tu suoni jazz o blues? Vai a vederlo, magari impari qualche cosa, magari ti diverti pure, magari impari a stare sul palco o a migliorare le tue scalette. Magari ti fai un'altra idea di suono (mi è capitato di imparare davvero qualcosa sul suono guardando da 2 metri Steve Grossman.. Oltre ad assistere ad un concerto bellissimo) o di interplay, oppure ti vengono in mente due ideuzze per una tua canzone. Se il gruppo è proprio scarso puoi anche farti un'idea di "come non si fa", ti bevi la tua birra e sarà stato comunque meglio di stare a casa a guardare la tv.

Essere un "musicista" non è solo possedere uno strumento da strimpellare di tanto in tanto.. Vuol dire partecipare, creare, stare insieme, supportare, fare circolo, portare la musica (la propria ed indirettamente quella di tutti) alla gente.
Rispondi
Re: secondo me la colpa è ...
di accademico [user #19611]
commento del 29/11/2013 ore 11:25:35
quoto al 100% le tue considerazioni e ho avuto la stessa sensazione ascoltando Steve Grossman, il suono è tutto, o per lo meno basta quello.
Rispondi
in effetti, spesso vengo a ...
di Guycho [user #2802]
commento del 29/11/2013 ore 10:01:19
in effetti, spesso vengo a sapere di concerti interessanti.... dopo.
Rispondi
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Quando studiavo...
di nicolapax [user #27042]
commento del 29/11/2013 ore 10:19:4
Ho completato gli studi accademici nel 1992.
Ho studiato per specializzarmi nel mio strumento per circa un anno in un college in Olanda. Lì c'erano ED OPERAVANO una orchestra sinfonica (di cui facevo parte), una marching band per la squadra di rugby del college, una piccola orchestra da camera e una corale mista., In più spontaneamente altre formazioni musicali di vario genere dalle barocche, alla fusion al barbershop. Tutte le domeniche un coro maschile universitario cantava alla funzione religiosa e ogni settimana c'era un avvenimento musicale di richiamo ma ogni sera ovunque andassi c'era qualcuno da andare ad ascoltare (me compreso) nei vari locali o teatri o chiese o anche per strada (i quintetti di ottoni per strada sotto Natale: che meraviglia e che gioia!!!!).
La città (Groningen) è grande circa come Padova o Trieste o Taranto, però non mancavano ne i luoghi e soprattutto non mancava mai gente: la partecipazione era sempre numericamente confortante (vi ripeto: OGNI sera c'era almeno una situazione musicale da qualche parte in città). Era un primato, una raggiunta maturità culturale ed una "fame" di bello inestinguibile. Si lavorava tutti (e con che ritmo!!!), tanto, instancabilmente... si guadagnava.
Lascio perdere la frustrazione e l'impotenza quando poi negli anni mi sono ristabilito definitivamente da noi, i "creatori" storicamente della bellezza che gli altri ci hanno invidiato ma che hanno imparato e perseguito in modo tanto profondo!

==Credo che il problema sia culturale; se si investe in musica (e dunque cultura), magari riscoprendo anche la nostra vasta tradizione popolare, se si studia musica a scuola (sul serio però, non il flauto di plastica piripì piripà) e si impara a suonare e cantare....bhè allora le cose possono davvero cambiare!
Il secondo problema è rappresentato dalla Tv come forma di rincoglionimento di massa.
Tutti conoscono l'ultima "signorina" del grande fratello o le "imprese" di corona, ma nessuno o quasi, conosce i veri grandi nomi della musica.
Intanto la cultura muore in questo paese=

Un pochino populista e semplicistico, ma in linea di massima sono d'accordo. A Forlimpopoli c'è la Scuola di Musica Popolare, una realtà che conoscono in mezza Europa. A Forlì (8 Km più ad ovest sulla via Emilia), non sanno manco che esiste...

==se ci fosse tanta musica in giro, di qualsiasi genere, "andrebbe" anche musica un pelino alternativa==

Ecco, io che ho studiato classica ma faccio altro, sono al 100% alternativo.
Questo di Yaso è appunto, il PUNTO.
Rispondi
Re: Quando studiavo...
di MM [user #34535]
commento del 29/11/2013 ore 11:36:49
Bravo Nicolapax.
Bingo.
Rispondi
Cultura e la musica elettrica
di Claes [user #29011]
commento del 29/11/2013 ore 13:19:0
...sono due campi radicalmente differenti. C'è un abisso, quasi un muro di Berlino tra cultura e musica di consumo di massa.

Cultura e politici: bisogna avere fondi di sostegno dallo stato e sponsors privati da parte di grosse ditte, ma non penso che queste iniziative porteranno sensibili effetti a livello di un incremento del pubblico pagante, ma almeno la speranza rimane. In Danimarca costa un fracco mantenere la cultura in carreggiata ma non giova molto alla musica alternativa di qualsiasi altro genere.

Cultura: cos'è 'sta "cultura" - roba da snob? Certo! Qualsiasi tipo di musica classica o di avanguardia è automaticamente approvata e sovvenzionata. Un teatro dell'opera andrebbe in fallimento senza sostegno e questo dopo poco tempo! Gli orchestrali, cantanti e ballerinii al lastrico ma pure scenografi, coreografi, coristi, designers di costumi, tecnici del suono, gli adetti alla luci... un sacco di gente altamente specializzata. Vale la pena di considerare il fatto che la maggioranza della musica classica "vintage" è Pop con orchestrazione più evoluta! Qual'è la vostra dimestichezza con la musica classica?

Cosa non è cultura: riprese di pezzi conosciutissimi, genere tipo Rock / Blues / Jazz New Orleans / Jazz anni '50 / ...da balera (!) / e simili, devono perlomeno essere oggi totalmente riarrangiate per suscitare un interesse lato. Io sono per esempio uno di quelli che non si interessano a fotocopie.

Bands emergenti e pubblico: premesso che si abbia un genere "nuovo", è certamente entro il possibile l'essere "scoperti". I cantautori devo concentrarsi su testi, dato che nella maggioranza dei casi a malappena sanno suonare. Sound e pezzi propri, non conosciuti, è da un passo alla volta e mica facile agli inizi! Bisogna persistere.

Cosa fare?: la chiave è PROMOZIONE! Essere in contatto con radio/TV/giornali locali e avere esempi sonori a disposizione. Foto e preferibilmente anche dei video. Reclutate talenti in zona per un vostro team. Questo vale sopratutto in trasferta. OK, vi è la rete, ma la fetta di pubblico è ristretta e non rispecchia il pubblico pagante.

Fans: non sottovalutate il power di fans!!! Possono passare da una qualunche redazione e chiedere di parlare con l'addetto alla musica. Diranno "guardate che questo gruppo passa dalle nostre parti! Non perdete l'occasione di fare una intervista". Vi sarà pre-promozione per poi arrivare allo scopo: l'intervista. Il proprietario del locale sarà più che soddisfatto e vi terrà di certo in considerazione per una prossima volta. I fans possono agire da agenti della CIA e raccogliere un sacco di informazioni riguardo il locale, i media in città e cose del genere.

Personal Manager: deve rappresentare gli interessi della band e farne le veci quando si discutono proposte. Queste vanno valutate dalla band per poi far mandare un messaggio da parte loro. Trovarne uno in zona che simpatizzi con voi e capisce le vostre intenzioni dovrebbe essere possibile. Bisogna avere un tipo dall'aria autorevole + estroverso e un venditore per natura. Il lavoro è part-time ma va cmq pagato con una percentuale degli introiti ma deducendoa priori le spese della spedizione nella misura della sua percentuale. Avrete una aura professionale di aiuto nel trattare con chiunque sia.

Management: ...questi sono dolori!!! Vi è tuttora in Italia quella combine & mafia... ??? Spero che sia in regresso. È pure paragonabile quella radio/TV dominata da chi benissimo conoscete.

Musica da supermarket: mi ricordo Richie Blackmore - adorava ABBA e voleva che si suonassero sull'impianto del tour bus! E voi? Sono certo che vi sono molti pezzi Pop che vi piacciono. A quando una cover riarrangiata dell'inno del rokketaro "Born This Way" (Lady Gaga)? Tenete conto che il Pop tiene in vita tutto il business - case discografiche in primis, ma vi è tutta una litania di altri ruoli.
Rispondi
Re: Cultura e la musica elettrica
di invioinvio [user #30752]
commento del 29/11/2013 ore 22:57:41
Bell'intervento Claes, non saprei aggiungervi altro...anche perchè non sarei in grado...ma questo è quello che mi piace leggere su Accordo! Grazie
Rispondi
Bella riflessione Paolo. E tutte ...
di NorwegianWood [user #18676]
commento del 30/11/2013 ore 21:10:3
Bella riflessione Paolo.
E tutte ottime le considerazioni degli intervenuti.
Grazie a tutti per avermi fatto riflettere su alcune cose su cui onestamente non mi ero mai soffermato.

Rispondi
Il problema principale è "l'ignoranza ...
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 05/12/2013 ore 10:56:51
Il problema principale è "l'ignoranza di base" italica,se poi la affianchi a politiche culturali inesistenti,hai come riusltato questo.....alla base di tutto ci sono sempre e solo le persone,il popolo,
se l'humus in cui cresce e si sviluppa non ha come pilastro la cultura,beh.....ti guardi attorno e vedi i risultati! Inutile dare la colpa a chissà cosa......il problema principale in italia,sono proprio gli italiani.
Ora sparatemi pure addosso...... :-)
Rispondi
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