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Primo approccio al vintage.

di CHARLIE [user #1047] - pubblicato il 09 giugno 2005 ore 11:23
Qualche giorno fa ho avuto, per la prima volta in vita mia, una Strato anni '60 tra le mani.Io sono sempre stato un filino settico sul vintage, visto che a me piacciono le chitarre con meccaniche autobloccanti, ponti tecnologici, pick up per hi gain.Presa la chitarra in mano, ne ho constatato la leggerezza, il manico più ciccio rispetto ai miei standard (soprattutto verso la paletta) e una notevole suonabilità. L'ho collegata direttamente al mesa boogie nomad 100 del mio amico.Probabilmente ho sbagliato il primo approccio, forse perché per la prima volta avevo in mano una chitarra che non è solo uno strumento ma un pezzo di storia, e forse perché ero conscio di avere qualche migliaio di euro tra le mani. Fatto sta che non mi è parso di sentire niente di particolare. Allora ho deciso di "strapazzarla" un po' e... cavolo, ragazzi! Un'altra storia! Ero io che non andavo, non la chitarra.Io non sono molto esperto, quindi non so spiegare. Direi che non è che suoni semplicemente, è come se cantasse, ma in coro. I puliti erano ricchi di armoniche e mi sembrava che un semplice arpeggio fosse un universo completo a se stante, che non avesse bisogno di nient'altro, che un qualsiasi intervento di un altro strumento sarebbe risultato un'intrusione sacrilega. Passando alle ritmiche più secche mi ha impressionato la dinamica, il piano/forte ha davvero un senso. Ho inserito il crunch e si è praticamente ..... incazzata, si è messa ad urlare e non la finiva più. Ovviamente anche qui la dinamica era impressionante; senza toccare nulla, semplicemente variando il tocco, potevi passare dal pulito ad un crunch hendrixiano. Il suono, anche la singola nota, sempre grosso, senza mai una frequenza fuori posto, nemmeno con i suoni più taglienti.Solo sui distorti non sono rimasto soddisfatto, ma suonavo con un ampli che non conosco e sul quale non ho smanettato: la mia sensazione era che se avessi avuto sottomano il mio, di cui conosco le sfumature più intime, mi sarei tolto delle grosse soddisfazioni.Tornato a casa, ho guardato con tenerezza la mia Godin G4000, la ho accarezzata e le ho confermato tutto il mio amore.Ma di notte ho sognato altro......

Qualche giorno fa ho avuto, per la prima volta in vita mia, una Strato anni '60 tra le mani.

Io sono sempre stato un filino settico sul vintage, visto che a me piacciono le chitarre con meccaniche autobloccanti, ponti tecnologici, pick up per hi gain.

Presa la chitarra in mano, ne ho constatato la leggerezza, il manico più ciccio rispetto ai miei standard (soprattutto verso la paletta) e una notevole suonabilità. L'ho collegata direttamente al mesa boogie nomad 100 del mio amico.

Probabilmente ho sbagliato il primo approccio, forse perché per la prima volta avevo in mano una chitarra che non è solo uno strumento ma un pezzo di storia, e forse perché ero conscio di avere qualche migliaio di euro tra le mani.

Fatto sta che non mi è parso di sentire niente di particolare. Allora ho deciso di "strapazzarla" un po' e... cavolo, ragazzi! Un'altra storia! Ero io che non andavo, non la chitarra.

Io non sono molto esperto, quindi non so spiegare. Direi che non è che suoni semplicemente, è come se cantasse, ma in coro. I puliti erano ricchi di armoniche e mi sembrava che un semplice arpeggio fosse un universo completo a se stante, che non avesse bisogno di nient'altro, che un qualsiasi intervento di un altro strumento sarebbe risultato un'intrusione sacrilega. Passando alle ritmiche più secche mi ha impressionato la dinamica, il piano/forte ha davvero un senso. Ho inserito il crunch e si è praticamente ..... incazzata, si è messa ad urlare e non la finiva più. Ovviamente anche qui la dinamica era impressionante; senza toccare nulla, semplicemente variando il tocco, potevi passare dal pulito ad un crunch hendrixiano.

Il suono, anche la singola nota, sempre grosso, senza mai una frequenza fuori posto, nemmeno con i suoni più taglienti.

Solo sui distorti non sono rimasto soddisfatto, ma suonavo con un ampli che non conosco e sul quale non ho smanettato: la mia sensazione era che se avessi avuto sottomano il mio, di cui conosco le sfumature più intime, mi sarei tolto delle grosse soddisfazioni.

Tornato a casa, ho guardato con tenerezza la mia Godin G4000, la ho accarezzata e le ho confermato tutto il mio amore.

Ma di notte ho sognato altro......


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esperienza al contrario
di doando [user #220]
commento del 09/06/2005 ore 12:3
Dal '65 al '70 suonavo solo il basso, solo qualche strimpellata con la chitarra. Un giorno mio fratello viene a casa con una strato usata del '66, pagata 90000 Lire. Praticamente ho imparato a suonare con quella chitarra e mi sembrava che le chitarre elettriche dovevano essere così. Il trauma è arrivato dopo, quando presi in mano le altre, tipo Eko o simili, oppure quando un mio amico, nel '73 mi portò una strato nuova di zecca. Nella mia ignoranza gli dissi che era un falso, una fregatura, perchè era completamente diversa. Quella del '66 suonava molto meglio e anche la fattura era molto "diversa". Solo dopo anni mi resi conto di cosa avevo in mano. Ora la '66 ce l'ho io. Andreas www.doando.it
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hehehe
di Robyz [user #66]
commento del 09/06/2005 ore 13:0
altro che RG... ma non diciamolo troppo in giro che non è politically correct ;-) Robyz
Rispondi
Re:hehehe
di CHARLIE [user #1047]
commento del 09/06/2005 ore 13:1
..altro che RG ;-)
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ecc'hairaggione!
di giorgio montanari utente non più registrato
commento del 09/06/2005 ore 13:4
Già. Anche io ho avuto la fortuna di provare alcuni strumenti "di gioielleria" (visti i costi) a Soave, qualche mese fa. Ho provato una Les Paul che era assolutamente incredibile: mi è parso che il suono non fosse impastato, ma sempre ricco e pieno (comunque una Gibson!). Ma non ho il coraggio di pensare a come tratterei una chitarra di quel valore... Per il solo valore economico, mi sembra insuonabile.
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