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cinquant'anni di guai

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 15 aprile 2013 ore 00:34

in un tiepido aprile del millenovecentosessantatre ho imbracciato la mia prima chitarra
un dono di mio fratello maggiore in occosione della Pasqua ed un pessimo strumento con una action altissima e rudimentali meccaniche, inceppose e cigolanti

era ancora molto presente l'immagine di Elvis, cosi forte e carismatica, e ne ammiravo l'espressione, ma non rappresentava il mio idolo perchè ero totalmente votato alla musica nera

l'ascolto del jazz più tradizionale, dalla sublimazione del grande Duke fino alla raffinatezza estrema di Bill Evans e Thelonius Monk, aveva condizionato le mie scelte e l'ascolto di tali brani mi rendeva un diverso in un contesto che amava modulazioni melense su temi scontati, come Modugno, Nilla Pizzi, Joe Sentieri, nell'Italia di quell'anonino perbenismo che ha preceduto il primo boom economico del dopoguerra

nel '41 il grande De Sica aveva proposto "Parlami d'amore Mariù", un brano magnifico che sembrava avere contenuti analoghi a quelli citati, ma animato da un crescendo di accoratezza e sensualità che lo hanno reso unico ed insuperato, a mio parere, fino ai tardi anni sessanta nel quadro italiano

...molte volte ho visto lagrime sincere sulle note struggenti di questa canzone da parte di coppie avvinghiate nella passione durante un ballo ...

cinquant'anni di guai, dicevo, perchè condividevo la degna povertà di quegli esecutori, scuri in viso, laceri e spesso affamati, vessati da sempre e molto lontani dagli inutili fasti della società appena confinante che tanto beneficio aveva tratto dalla loro condizione

cinquant'anni di guai perchè appena diciannovenne militavo nella parte sbagliata nel quadro politico abbracciando mozioni di pace o perchè partecipavo a quei magnifici ed oceanici raduni musicali nel nord dell'Europa inserendomi, secondo la logica perbenista, in un contesto di libertinaggio e di trasgressione, pronunciando versi contro tutte le guerre con la sola complicità di una chitarra

la musica certamente è parte integrante e forse causa primaria dei miei guai durante questi anni e forse avrei potuto viverli diversamente ma mi pregio di averli vissuti così


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...
di jebstuart [user #19455]
commento del 15/04/2013 ore 01:47:45
Un bellissimo ricordo.
Hai dedicato una vita alla Musica, tra le tantissime altre cose che sei riuscito a fare altrettanto bene.

Passando a cose più serie, però, ogni dovresti scrivere qualcosa a proposito del "contesto di libertinaggio e di trasgressione" ;-))))))
Rispondi
Re: ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 15/04/2013 ore 07:51:49
libertinaggio e trasgressione dal punto di vista bigotto e conservatore della società del tempo, quando il concetto di promiscuità non coinvolgeva solamente l'altro sesso ma anche la frequentazione di persone diverse per tradizioni e colore della pelle
mi accompagnavo e suonavo spesso con Benjamin, nero dell'Alabama, partito per il Vietnam dalla base di Gaeta e mai più ritornato

non aveva compiuto i vent'anni e ricordo ancora la sua incredibile voce e le note prodotte con lo slide sulla chitarra

persi diversi amici a causa di questa frequentazione a causa di veti assurdi imposti loro dai genitori
Rispondi
Noi Eterni Ragazzi del 68, chitarristi in economia.
di FBASS [user #22255]
commento del 15/04/2013 ore 09:58:09
Abbiamo vissuto più o meno lo stesso periodo, cioè quello delle scelte europee degli anni 1967 e 1968 dalle nostre parti, io poi mi sono diplomato all'ITIS A. Volta di Napoli il 3 agosto del 1968 e mi iscrissi alla Facoltà d'Ingegneria di Napoli, indirizzo Elettrotecnica, come il diploma, il 5 novembre del 1968, quindi un sessantottino DOC. Ho fatto parte del Movimento Studentesco, di cui non mi pento, bazzicavo come armonicista, e fisarmonicista molto limitato però, nell'ambiente musicale già dal 1966 ed ho avuto, in permuta con un attrezzo comperato in un negozio, tubolare con asola portante e microfonato piezo, per amplificare l'armonica a bocca, proprio nel 1966, la mia prima chitarra, una EKO Studio in laminato economica, corde in metallo e ponte appoggiato con attaccacorde a trapezio, ma da lì è nato tutto. La prima elettrica fu invece una Hollywood Meazzi modello Franco Cerri con amplificatore ed altoparlante incorporato, pagata usata lire 10mila a fine 1966, mentre nel 1967 comperai a San Giovanni a Teduccio ( famoso comune periferico, lato Portici, di Napoli, citato spesso nei suoi film da Totò come "Saint Jouan a Tediù" ) una Framus ad un pickup mobile color rosso-oro, sempre usata ed a lire 10mila, che vendetti nel 1969 per potermi comperare un basso Hofner solid body mod. 182, sempre usato; chitarra, la Framus, che ho ritrovato, almeno come modello, a fine anno scorso, dopo 43 anni di rimpianti e ricerche, Ciccio il Napoletano. PS) come vecchio del mestiere, forse più di me, che incominciai, timidamente e sempre nel 1966, con l' hobby delle costruzioni elettroniche, dovresti utilizzare come AVATAR un vecchio tester ICE, magari modello 680 C ( io ne ho avuto di recente in regalo uno di 50 anni or sono circa, ma ho anche il modello Supertester 680 R ed il microtest 80, sempre ICE ) al posto di quel cinese che hai postato
Rispondi
Re: Noi Eterni Ragazzi del 68, chitarristi in economia.
di alftheking [user #7473]
commento del 15/04/2013 ore 22:42:48
Ciccio, posso aprire un OT senza che ti offendi? ma perchè quando scrivi infarcisci ogni tuo post di dettagli inutili che appesatiscono la lettura? Esempio: qua sopra citi le date di quando ti sei diplomato, oppure relativamente ai post dei dischi che ti piacciono citi per ogni singola canzone gli autori con tanto di nome e cognome.
E' come se uno andasse in pasticeria e nel mangiare una fetta di torta sant'honorè trovasse dentro i canditi e lo zucchero filato.
A volta la lettura dei tuoi post mi fanno venire il diabete , anche se potrebbero essere molto interessanti :-)))
Detto questo sei un buonissimo guagliò e ti voglio bene
:-)


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meno male che hai imbracciato ...
di mehari [user #25169]
commento del 15/04/2013 ore 12:16:48
meno male che hai imbracciato una chitarra.....
pemsa che sarebbe potuto succedere se avessi imbracciato un mitra.... e molti questa possibilità non la considerano una pessima scelta purtroppo.

viva la musica
Rispondi
In effetti....
di bernablues [user #16917]
commento del 15/04/2013 ore 15:10:44
In quegli anni, il solo suonare una chitrra, ti poneva da un lato della barricata, a prescindere da quello che eri realmente, però la tua vita l'hai vissuta intensamente, e credo proprio grazie (anche) ad un chitarra, i guai, poi, possono essere visti sotto mille punti di vista, se vengono per farci crescere, allora sono sempre i ben venuti :-))
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Ho avuto modo di sentire ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 15/04/2013 ore 21:38:59
Ho avuto modo di sentire Joe Sentieri in concerto a Orte nel '67 (nei 60's, direbbe FBASS). Non per questo però mi sono dato al libertinaggio ...
Mi piacciono le tue storie, Gwynn. Manca quell'autocompiacersi che rende insopportabili i ricordi di molti di noi.
Rispondi
Re: Ho avuto modo di sentire ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 16/04/2013 ore 00:18:2
ho detto di essere stato tacciato di libertinaggio, non che mi ci sono rivolto, la cosa è molto diversa

ho parlato di contenuti melensi, gli stessi che si potevano trovare in composizioni di autori stranieri che spesso abbiamo mitizzato, ma c'era musica

può esserci affinità nei contenuti ma è il modo di raccontare che è diverso

riguardo all'autocompiacersi sono pienamente d'accordo ed aggiungo che bisognerebbe anche abbassare le creste in molte occasioni ed ammettere i propri insuccessi dovuti magari non all'indolenza ma ad una mancata predisposizione

cerco di costruire amplificatori per rimanere nella musica, dato che rimane l'unico modo almeno per partecipare
avrei voluto esserci da musicista, ma mi sono sempre mancate le necessarie capacità e lo ammetto, con profondo rammarico ma lo ammetto



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Beh, io sono nato quando ...
di Oliver [user #910]
commento del 16/04/2013 ore 14:31:47
Beh, io sono nato quando tu probabilmente non avevi ancora perfezionato l'esecuzione del barrè (sono di ottobre) e mi sono sostanzialmente perso, nel bene e nel male, la maggior parte delle esperienze che hai vissuto. Però, come al solito, in pochissime parole sei riuscito a trasmettere un'immagine emotiva chiarissima e forte, oltretutto con un onesto disincanto.
Il Gwynnett-persona, che purtroppo pochi hanno il privilegio di conoscere al di là delle magnifiche realizzazioni elettroniche e degli affascinanti scritti, è fatto di questo e di molto altro, e direi che ha saputo spremere il massimo da ogni sua esperienza.
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