Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

La musica delle donne

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 19 novembre 2012 ore 12:01
Mulier taceat in ecclesia. Con queste parole la morale cristiana ed un becero maschilismo decretavano la perentoria proibizione imposta alle donne di cantare in chiesa, tarpando la loro naturale vocazione interpretativa e privando la fervida sfera musicale di voci magnificamente educate alle più sottili variazioni tonali, accompagnate da una gestualità gentile e raffinata.



Mulier taceat in ecclesia


Con queste parole la morale cristiana ed un becero maschilismo decretavano la perentoria proibizione imposta alle donne di cantare in chiesa, tarpando la loro naturale vocazione interpretativa e privando la fervida sfera musicale di voci magnificamente educate alle più sottili variazioni tonali, accompagnate da una gestualità gentile e raffinata.

Era loro negato cantare in chiesa ma anche esibirsi in palcoscenico come soliste, ed in un mondo di uomini, dove tutto doveva essere asservito al loro piacere, venivano relegate alla commemorazione dei defunti, obbligandole, in cambio di denaro, a piangere e disperarsi contravvenendo la loro natura vezzosa ed incline al sorriso.

Nella logica medioevale dovevano essere soltanto spettatrici appassionate e plaudenti durante le esibizioni del “ maschio” che, per predisposizione naturale, amava mostrarsi in mille attitudini per attirare l’attenzione della “femmina” ed acquisirne, in seguito, la proprietà come marito.

I fasti sfrenati delle corti barocche, lussuose e libertine, le vedevano come cortigiane compiacenti, piacevoli trastulli di una vita inutile, ma fu proprio quello il periodo in cui prosperava il genio musicale femminile, non tanto come facoltà compositiva, maggiormente attribuibile al sesso maschile, ma come meravigliose esecutrici, virtuose cembaliste e splendide soprano, sempre osteggiate e nascoste da padri opprimenti e mariti gelosi che sembrava volessero riservare solo a se stessi la gioia dell’ascolto.
Ed in questo ambiente si muoveva Barbara Strozzi, figlia d’arte, inserita nella raffinata società veneziana grazie alle sue incredibili doti di soprano, donna avvenente e per questo marchiata come cortigiana nei secoli a venire, forse perché ebbe tre figli ma mai si sposò.

E poi le “donne gentili de l’amor cortese”, Beatrice di Dia, Tibors de Sarenon, vissute poco dopo l’anno mille, che nonostante l’alto rango di cui godevano pareva che rubassero i plausi per la la loro nobile arte, voci gentili, modulazioni accattivanti, gesti aggraziati, incredibili giochi con le frange e gli orpelli delle loro vesti durante una esibizione tenuta sempre al chiuso, con uomini vigili ed attenti che badavano a che non si verificassero intrusioni.

Il mondo ella musica, visto al femminile, ebbe anche geni assoluti come Fanny Mendelsshon che si esibì spesso, durante la sua breve vita, insieme con il più celebre fratello che la incitava ad emergere, a valorizzare la sua capacità sia compositiva che esecutiva, e sicuramente lo avrebbe fatto se ancora un uomo non l’avesse impedito: proprio suo padre, che accomunava le attitudini musicali di sua figlia a quelle del ricamo definendo la sua cultura musicale una inutile qualità.

Non fu diverso per la virtuosa sorella maggiore del grande Mozart, già “enfante prodige” presso le corti d’Europa ma destinata da suo padre al matrimonio, nulla importava il suo parere, le sue ambizioni, la raffinatezza dei suo pensiero che non poteva esternare al fine di non creare scandalo e di non essere posta all’attenzione ed allo sguardo di tutti.



Ed a proposito di mariti gelosi, padri opprimenti e fratelli scomodi, voglio citare la grande Germaine Tailleferre, alla quale mi pregio di aver stretto la mano alla fine di un concerto.

Parliamo di una donna vissuta in epoca contemporanea, non nel rinascimento, eppure dovette subire vessazioni identiche, veti assurdi ed arbitrari forse perché vistosamente eclettica e musicalmente geniale che ha saputo rivelare, nella pressione dei tasti, tutto il suo desiderio di indipendenza, la gioia di esprimersi seguendo la propria conoscenza, tutte valenze negate da una società ermetica, distratta ed affatto partecipativa.

Frequentava i salotti di Picasso, Modigliani, Valery durante l’eclatante primo novecento francese, fu alunna di Ravel e compose musica da cinema per il grande Charlie Chaplin e può senz’altro rappresentare la figura musicale femminile più fulgida di questo novecento appena trascorso, secolo di guerre, di stragi, di grandi innovazioni ma, sopratutto, di pensiero.


Dello stesso autore
il suono, la mia passione
il redfrog emula il "fuzz" di Jimi
Marshall JTM45, il giglio di Jim
la metà di un AC30 non è un AC15
5 watt super clean class "A"
gli stampati di un vecchio progetto
uno stampato molto versatile
ECL86 la regina delle fonovaligie
Loggati per commentare

E non è finita...
di stefano58 [user #23807]
commento del 19/11/2012 ore 12:32:20
a guardarsi attorno , a leggere tra le righe di cronaca , il maschietto pavoncello e tiranno continua imperterrito a far vittime ( e non solo in senso figurato ) credendo ancora nella sua superiorità , ormai clamorosamente smentita da tutte quelle donne che costruiscono il futuro in prima linea.
Nella musica le artiste talentuose sono finalmente riuscite a ritagliarsi il giusto spazio , forse nel nostro mondo di chitarrai un po' meno...anche qui su accordo la loro presenza è cosa rara , e chissà quanto valorizzerebbe le nostre condivisioni un apporto più deciso delle signore... sarà colpa nostra ? Forse , probabilmente , purtroppo ancora si.Bel diario :-)))
Rispondi
Nella logica medioevale dovevano essere ...
di perrynason [user #17170]
commento del 19/11/2012 ore 12:32:58
Nella logica medioevale dovevano essere soltanto spettatrici appassionate e plaudenti durante le esibizioni del maschio ... I fasti sfrenati delle corti barocche, lussuose e libertine, le vedevano come cortigiane compiacenti, piacevoli trastulli di una vita inutile ...

Non sembra che sia passato tanto tempo! :-/
Rispondi
Gran bel diario! ...
di sepp [user #10489]
commento del 19/11/2012 ore 15:52:01
Gran bel diario!
Rispondi
Già...
di Luke_Friedman [user #35344]
commento del 19/11/2012 ore 16:09:41
Purtroppo è ancora così (magari in maniera leggermente inferiore)... Ma tutto ciò non riguarda solo la musica... Provate a cercate una donna su un libro di storia o di arte!
Rispondi
Loggati per commentare

L'universo maschile....
di bernablues [user #16917]
commento del 19/11/2012 ore 18:48:20
Ha sempre relegato la Donna, ad accessorio del proprio ego, e questo fondamentalmente è un retaggio della religione cattolica, non vorrei risultare un empio, ma l'importanza della Donna nelle culture precristiane era molto più grande, e non solo per il fatto che racchiudeva in se il concetto di fertilità.....quindi mi viene da dire che non è tutta colpa degli uomini in quanto esseri sessuati, se la Donna ha perso nei secoli la sua importanza, ma anche delle istituzioni Religioso/politiche, al quale sviluppo hanno partecipato anche le donne.... ;-)))
Rispondi
È sempre un piacere leggerti, ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 19/11/2012 ore 20:18:52
È sempre un piacere leggerti, Gwyn.

Per tutto il periodo in cui è rimasta preludio del "maschio", la musica (ma non solo, ovviamente) può essere considerata poco più di un'opera d'arte incompleta.
Rispondi
Ciò che non capisci, disprezzi. ...
di Oliver [user #910]
commento del 20/11/2012 ore 01:34:
Ciò che non capisci, disprezzi.
Ciò che temi, schiacci.
Ah, 'sti uomini...

Bel diario, Milord.
Rispondi
Taceat mulier ubicumque ;-))))
di jebstuart [user #19455]
commento del 20/11/2012 ore 18:49:17
Scherzo, ovviamente.

Trovo che ci sia una sola becera, incolta ed inutile quanto il maschilismo: il femminismo.
Per fortuna entrambi sono sul viale del tramonto.
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964