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tecniche di costruzione - step 3

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 09 ottobre 2012 ore 21:46:36.
Valvole e trasformatori



la voce dell'ampli dipende, a parità di circuito, quasi solamente da questi due componenti

sarà la loro architettura, l'ingegno che li plasma, la scelta accurata dei materiali che potrà farci sognare avvolgendoci in un abbraccio di bellezza, di coerenza e di delicato equilibrio


anche il rock più sfrenato può farcene apprezzare le sfumature e sarà proprio ad alti volumi che si sanciranno le differenze permettendo di coglierne la più piccola definizione


da un nutrito insieme di volute ed avvolgimenti, pazientemente disposti da abili artigiani, scaturirà un suono, e l'animo sensibile del musicista lo giudicherà come  risultante di una magia, anche se consapevole dell'assoluta fisicità del fenomeno


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integrazione
di gwynnett [user #9523]
commento del 09/10/2012 ore 22:27:28
la seconda foto mostra il complesso che costituisce l'alimentazione del circuito
un voluminoso trasformatore di alimentazione, una impedenza di filtro, una valvola raddrizzatrice

il trasformatore dovra essere giustamente dimensionato, fornirà diverse tensioni alternate delle quali si farà un diverso uso
due terminazioni in alta tensione, con una massa comune, alimenteranno un doppio diodo termoionico mentre la massa dovrà essere saldamente collegata allo chassis metallico con un cavo di giusta sezione

due terminazioni in bassa tensione alimenteranno il filamento del doppio diodo consentendo il passaggio di corrente e la risultante sarà una tensione continua ad alto voltaggio, una tensione continua, non più alternata, ma non stabilizzata e quindi suscettibile a variazioni anche importanti in conseguenza dell'assorbimento in corrente dell'apparecchio

un condensatore la renderà stabile elevandola in misura di 1,2 volte (volte, non volt) rispetto al valore espresso in alternata (100 volts alternati evolvono in circa 120 volts continui una volta raddrizzati dal doppio diodo e livellati dal condensatore)
questa prima tensione è dedicata al trasformatore di uscita

una impedenza di filtro, espressa in HENRY, costituisce il primo disaccoppiamento dell'alta tensione continua e rappresenta un valido elemento di soppressione del rumore generato dal passaggio di corrente attraverso gli avvolgimenti del trasformatore di uscita

a valle di questa impedenza vanno collegate le griglie schermo delle finali che hanno funzioni di POLARIZZAZIONE e sanciscono l'intensità con la quale il segnale sarà amplificato
un altro condensatore, generalmente di capacità uguale o inferiore al primo renderà stabile la corrente generata

dopo le griglie schermo la tensione verrà ancora disaccoppiata, ma questa volte tramite grosse resistenze, per alimentare i vari stadi: la valvola sfasatrice, la sezione preamplificatrice, e per ogni stadio si renderà necessario l'uso di un condensatore elettrolitico che garantirà il fabbisogno in corrente

altre due terminazione a basso voltaggio garantiranno l'accensione dei filamenti, necessaria per un passaggio di corrente e quindi per il funzionamento delle valvole stesse

per finire ancora una terminazione in alternata che formerà l'alimentatore di tensione negativa necessaria per dare un bias alle finali, limitando il passaggio di corrente che altrimenti le distruggerebbe
un valore negativo più vicino allo zero farà scorrere più corrente, incrementando il volume, definendo il modo di espressione, favorendo una più rapida usura dei tubi
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la cosa si fa sempre ...
di superloco [user #24204]
commento del 09/10/2012 ore 23:06:15
la cosa si fa sempre più interessante
Rispondi
:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 09/10/2012 ore 23:09:28
Per la Peppa. E uno cos'altro può aggiungere? :-)
Rispondi
Sono fantastici questi articoli!!! Grazie ...
di helloween [user #27122]
commento del 10/10/2012 ore 09:10:33
Sono fantastici questi articoli!!! Grazie Gwynnett!!! :-)
Rispondi
2^ integrazione
di gwynnett [user #9523]
commento del 10/10/2012 ore 10:17:15
il trasformatore di uscita rappresenta il vero arbitro in questo contesto

sempre a parità di circuitazione sarà la realizzazione di questo magnetico a qualificare in toto l'apparecchio
questo spiega perchè realizzando dei perfetti cloni di amplificatori storici si riscontrano frequentemente notevoli differenze nella resa finale
la qualità dei materiali, la genialità del progetto, la manualità del montaggio mutano la risposta sonora e lo fanno radicalmente, non per dettagli o sfumature

non sono mai riuscito, in tanti anni, a riprodurre il fascino di un VOX dei primi anni sessanta o a far rivivere la straordinaria lucentezza di un FENDER dello stesso periodo
neppure le case produttrici, nelle varie edizioni dello stesso ampli, hanno potuto mai ricreare le stesse identiche emozioni perchè, con gli anni, cambiavano le tecniche costruttive dei magnetici ed anche quelle dei tubi
se la macchina avvolgitrice esercita una tensione diversa da quella delle prime rocchettatrici a manovella il suono prodotto sarà diverso, magari migliore, ma diverso
anche i pickup risentono della diversa tensione degli avvolgimenti trattandosi sempre di componenti ad azione magnetica

il numero degli strati e la frequenza delle inversioni all'interno del trasformatore modellano le frequenze in uscita, ma anche il volume dei rocchetti e la quantità delle impedenze richieste

una sola impedenza è l'ideale perchè si attua senza sovrapposizioni
adottando diverse impedenze, 4, 8, 16 ohm si dovrebbero usare tre avvolgimenti secondari per un ideale assemblaggio ma il magnetico risulterebbe enorme

il compito di questo componente è quello di trasformare l'alta impedenza in uscita dagli anodi dei tubi, mai inferiore ai 600 ohm, in una bassa impedenza in accordo con quella dello speaker usato
quindi un gran numero di spire nel primario in rapporto all'elevata impedenza di uscita della valvola e poche spire sul secondario, in rapporto alla bassa impedenza dell'altoparlante
in definitiva un magnetico a rapporto discendente

sembrerebbe facile ma bisogna considerare che insieme con la tensione viaggia il segnale la cui integrità deve essere protetta in qualche modo, quindi si ricorre a stratificazioni ed inversioni per rendere più lento ma più agevole il percorso delle frequenze all'interno del magnetico

mi rendo conto che si tratta di una spiegazione puerile e semplicistica ma dovete accontentarvi

per l'impedenza, come per la resistenza, intendiamo un valore in ohm sempre soggetto alla nota legge, ma nell'ambito di tensioni e correnti alternate


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