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tecniche di costruzione - step 2

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 06 ottobre 2012 ore 08:40:48.
nella prima foto la piastrina realizzata sulla base del disegno presentato nello step 1


un point to point in allineamento verticale su basetta in cartone pressato e linguette a saldare,
un cablaggio semplice e molto funzionale

nella seconda foto un particolare che evidenzia gli ottimi condensatori ceramici SPRAGUE ATOM in uso già alla fine degli anni 50 ed ancora insuperati a mio avviso


ancora una foto che mostra il retro della piastrina con i pochi nodi e l'unica giunzione trasversale per facilitare il montaggio finale


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integrazione
di gwynnett [user #9523]
commento del 06/10/2012 ore 09:11:15
che si realizzi nel modo mostrato o con torrette su base di vetronite o con gli occhielli su supporto in cartone pressato, nulla cambia a livello di funzionalità e di suono dato che le connessioni agli altri elementi del circuito dovranno essere realizzate con cavi monocore, sia ricoperti in tessuto che in pvc

nulla cambia neppure se si sceglie di realizzare il cablaggio con una tecnica mista, cioè formando la piastrina su un circuito stampato monofaccia invece che su lamelle

l'unica verità rimane che forse, tra una trentina di anni, dovranno essere sostituiti i due piccoli elettrolitici a sinistra della piastra ed ancora meno probabilmente quello all'estrema destra
nel caso fosse necessario basterebbero pochi minuti per operare la sostituzione ed il tutto verrebbe riportato alle vecchie glorie

le foto rappresentano la piastra madre, il cuore dell'amplificatore, l'intricato inviluppo di vari componenti la cui qualità e disposizione avranno come risultato una voce che potrebbe deluderci o farci sognare

le resistenze usate sono le normalissime impasto di carbone da 1 watt, del costo di 10 centesimi a pescindere dai valori, i condensatori sono i celeberrimi Sprague della serie 715 e poi un mica argentata, tre piccoli elettrolitici, un diodo ed un trimmer

aggiungendo il costo del supporto non si superano i 20 euro ed è necessaria poco più di un'ora per il cablaggio ma occorre una certa perizia ed una attenzione particolare alle saldature

Rispondi
Re: integrazione
di brianino [user #25057]
commento del 09/10/2012 ore 11:09:1
A proposito di materiali ..
Le resistenze in foto sembrano a strato di carbone .. nei vecchi ampli vengono usate quelle a impasto da 0,5W ,,, c'è differenza?
Per i condensatori meglio gi orange drop o i mallory?
Altro particolare, i cablaggi: tu indichi il cavo monocore, giusto? ci possono essere differenze con quello intrecciato?
Dove prendi questo materiale .. banzaimusic?

sandro
Rispondi
Re: integrazione
di gwynnett [user #9523]
commento del 09/10/2012 ore 14:37:1
nessuna differenza per quanto riguarda le resistenze

orange e mallory producono risposte differenti, personalmente preferisco gli orange ma userei i mallory nel tonestack

monocore per il cablaggio elettronico, trecciato per quello elettrico, trecciato grande per le masse

banzai music
Rispondi
Re: integrazione
di brianino [user #25057]
commento del 09/10/2012 ore 19:26:29
Sto assenblando una "test board" MOLTO artigianale ( vai al link ) proprio per testare velocemente varie tipologie circuitali e anche le caratteristiche di componenti dello stesso valore ma costruttivamente diversi. Per quanto riguarda le resistenze cosa pensi della leggenda che quelle a impasto producono una leggera compressione del sono soprattutto ad alte tensioni? Nei vecchi ampli si trovano usualmente da 0,5 W.. In alcune parti del circuito sono quasi al limite...

Sandro
Rispondi
Re: integrazione
di strato78 [user #17091]
commento del 09/10/2012 ore 23:00:29
Per i resistori esistono due parametri da considerare riguardo il rumore:

-tipologia costruttiva;
-wattaggio tipico.

I due parametri vanno a braccetto e la rumorosità è legata principalmente al calore che si genera all'interno dei resistori (rumore termico). Questo calore genera una certa rumorosità.
Dalla tipologia più rumorosa a quella meno rumorosa per costruzione:

-carbon comp;
-carbon film;
-film metallico.

Fino all'avvento dei resistori di precisione a film metallico - sul percorso del segnale - o metal oxide - in alimentazione e sui soli anodi - la scelta di un wattaggio di lavoro maggiore a quanto necessario per evitare guasti è stato il rimedio più gettonato per attenuare il fenomeno del rumore termico: mantenendo il resistore più fresco rispetto alla sua temperatura limite questo diventa meno rumoroso. Come il buon Gwyn insegna, il dimensionamento (insieme a tipologia e geometria costruttiva) della componentistica è fondamentale.
Rispondi
Così ho cominciato a cablare nel 1966!
di FBASS [user #22255]
commento del 06/10/2012 ore 09:16:12
Ma ora il vero problema è trovarle in commercio, sia queste che le famosissime basette d'ancoraggio verticali in bakelite con i supporti-massa a fissaggio con viti e dadi passanti, non ti dico gli scassis in alluminio ed anche i mobiletti contenitori metallici con lunghezza superiore a 20 cm, per non parlare degli elettrolitici a vitone o con tensioni di 500 Vl, quando vai in un negozio di componenti elettronici e chiedi di queste cose, ti guardano come un extraterrestre che chiede pezzi di ricambio per il suo disco volante, Ciccio il nostalgico
Rispondi
Re: Così ho cominciato a cablare nel 1966!
di gwynnett [user #9523]
commento del 06/10/2012 ore 09:24:00
è una questione di volere o non volere, Franco

innanzi tutto questi materiali sono facilmente reperibili su molti siti e poi lo stesso circuito si può realizzare anche usando come supporto una stecca di compensato ed utilizzando i reofori dei componenti per realizzare le giunzioni
invece di saldare sulla lamella si avviluppano i reofori e si saldano lì i cavi di connessione ad altri elementi del sistema

è chiaro che nei negozi non trovi nulla, viviamo l'epoca dell'mp3, a chi vuoi che interessino queste anticaglie
Rispondi
Re: Così ho cominciato a cablare nel 1966!
di diumafe [user #17831]
commento del 06/10/2012 ore 11:16:48
*** a chi vuoi che interessino queste anticaglie ***

A me piacciono e mi iscrivo al club "Neo-Anticaglie Gwynnettare". :-)

PS: bellissimi posts, Paolo. Elogio della semplicità e della perizia che scaturiscono dalla conoscenza e dall'esperienza. E sai che lo dico ( e lo professo ) a ragion veduta ma soprattuto a "ragion sentita" perchè me lo ascolto quasi tutti i giorni, il mostriciattolo!
Rispondi
Re: Così ho cominciato a cablare nel 1966!
di gwynnett [user #9523]
commento del 06/10/2012 ore 13:39:11
purtroppo per te tra non molto il mostriciattolo avrà numerosi cugini, attenzione, ho detto cugini e non fratelli
Rispondi
Tutto ciò mi affascina! Spero ...
di tigerwalk [user #26344]
commento del 06/10/2012 ore 11:06:14
Tutto ciò mi affascina! Spero di poter avere la fortuna di impossessarmi di uno di questi capolavori :-)
Saluti!
Rispondi
Re: Tutto ciò mi affascina! Spero ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 06/10/2012 ore 13:42:4
non sono capolavori, ma semplici amplificatori assemblati con giudizio e passione

averli è semplice, basta chiedere
Rispondi
Re: Tutto ciò mi affascina! Spero ...
di tigerwalk [user #26344]
commento del 07/10/2012 ore 13:55:40
bene, allora senz'altro chiederò!
buon lavoro e buona domenica!
Rispondi
Il bello della pcb è ...
di Pinus [user #2413]
commento del 06/10/2012 ore 12:09:46
Il bello della pcb è che jna volta che ce l hai non ti devi piu preoccupare dei collegamenti, point to point invece è davvero difficile fare un lavoro pulito :)
Rispondi
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2^ integrazione
di gwynnett [user #9523]
commento del 06/10/2012 ore 14:01:03
il gioco delle correnti in ballo sulla piastrina è davvero trascurabile se rapportato anche ad un piccolo apparato a semiconduttori
dall' elettrolitico di catodo visibile sulla destra fino ai tre voluminosi condensatori ceramici verso il centro circolano a stento 5 mha
nel finale si toccano i 120/140 mentre il vero, tangibile amperaggio lo riscontriamo in tensione alternata misurando ben 5 ah per i filamenti di tutti i tubi, compresa la raddrizzatrice

si è detto che questo tipo di circuito può essere impiegato con diversi vattaggi, magari mutando il tipo di valvole impiegate e le caratteristiche in tensione e corrente dei trasformatori e voglio sottolineare, anzi, mi piace sottolineare che un circuito simile può avere una longevità spesso non fruibile nel corso del percorso musicale di uno strumentista

prendete ad esempio il Bassman di PierLuigiMaisto, ha 53 anni certificati da un attestato allegato all'ampli e con circa 15 euro è stato riportato in vita (due cond elettrolitici e due ceramici), siamo al limite della vita musicale di una persona
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