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il suono come controllabilità del rumore

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 01 giugno 2012 ore 09:30:54.

il mio nipotino Paoletto, GU per gli amici, spesso ci "delizia" perquotendo. con un oggetto qualunque, una superficie qualunque,

come definireste la risultante di quella "deliziosa" percussione, un suono o un rumore ??

rimane comunque una perturbazione meccanica nell'ambito di un fluido, la stessa generata da un altoparlante o dalla pelle di un rullante o di un timpano, ma solamente noi che siamo i suoi familiari ne godiamo, altri ne sarebbero infastiditi

ma allora la differenza tra suono e rumore è definibile solo da sensazioni personali quali l'affetto in questo caso o altre in diversi frangenti ??

in definitiva il rumore è sempre tale o se è controllato diventa un suono ??
diventa un suono per tutti o soltanto per coloro che ne riconoscono l'avvenuto controllo ??

grosso dilemma cari ragazzi




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Hehehe. Sempre acutissimo. In effetti ...
di Oliver [user #910]
commento del 01/06/2012 ore 09:53:56
Hehehe.
Sempre acutissimo.
In effetti la prerogativa di causare volontariamente e coscientemente un rumore, utilizzando degli oggetti o comunque qualcosa di diverso dai normali strumenti di comunicazione, sembrerebbe una caratteristica esclusiva dell'essere umano (e forse di qualche primate, ma non altro).
Questa pulsione, che comporta una necessità ed una evidente soddisfazione nel concretizzarla, mi fa propendere per classificare come "suoni" i rumori prodotti volontariamente, ma senza un fine concreto e materiale. Per puro divertimento, forse, o per esprimere delle emozioni che non sarebbe possibile manifestare in modo altrettanto efficace in una forma diversa, anche se più elaborata, come il linguaggio verbale.
Naturalmente, non tutti sono in grado di riconoscere o apprezzare il risultato di queste pulsioni, e lo sappiamo bene. In particolare lo sanno i vicini di casa dei batteristi :)

Un saluto particolare al piccolo Gwynnett, per ora solo "Gu" :)
Rispondi
GU non inteso come abbreviazione ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 01/06/2012 ore 10:14:08
GU non inteso come abbreviazione di Gwynnett ma perchè riesce a pronunciare soltanto questo monosillabo come tutti i bimbi della sua età

vedo che riconosci il concetto di "suono" come controllabilità del rumore e certamente sei a conoscenza che nel mondo animale nessuna emissione è mai casuale
ogni cinguettio è riconducibile ad una serie di messaggi, come pure il nitrire dei cavalli e perfino il raglio degli asini che agli umani desta ilarità (fortunatamente solo ad alcuni umani)
un maiale grugnisce a ragion veduta, il topolino squittisce ed in estate le cicale ci assordano

ma cosa vorranno dire ?? cosa le spinge a spendere tanta energia in un contesto che tende a risparmiarne per assicurarsi la vita ??
Rispondi
A proposito del suono (suono!) ...
di Oliver [user #910]
commento del 01/06/2012 ore 10:33:45
A proposito del suono (suono!) "Gu", avevo compreso ma mi sono concesso una licenza poetica :)

La differenza secondo me sta proprio nella "necessità" della produzione dei rumori. Negli animali, salvo rarissime eccezioni, ogni emissione sonora ha una funzione concreta per la conservazione dell'esemplare o della specie. Messaggi di allarme, segnali di "presenza" per garantire la coesione di un branco, manifestazioni di aggressività per scoraggiare aggressori o evitare controproducenti zuffe tra cospecifici, richiami d'amore... tutto per uno scopo preciso e praticissimo: sopravvivere. Quindi non sono energie sprecate, anzi, sono stratagemmi per risparmiarle ed ottimizzarle.

Il suono no.
Rispondi
Ciao, Gu !!!
di jebstuart [user #19455]
commento del 03/06/2012 ore 08:53:5
Saluti a Paoletto, innanzitutto, che immagino abbia solo ciucciotti valvolari ;-))))

Ovviamente, illustre amico, sai meglio di me che un suono è un'onda di pressione sonora che oscilla in maniera regolare e ripetibile, mentre un rumore è una serie di oscillazioni irregolari, disarmoniche e prive di un andamento riconoscibile :-)

Ma non credo che tu chiedessi questo. Tu volevi sollecitare una discussione di ben altra natura.
Il suono, rispetto al rumore, di regola viene percepito sul piano psichico come piacevole o neutro. Il rumore, di regola, è spiacevole o sgradito.
Ma il discorso è un attimo più complesso.

Non a caso, a Gu le onde di pressione sonora orientate a cacchio prodotte dagli oggetti che sbatte coscenziosamente sul tavolo provocano un piacere fisico, intenso fino al deliquio.
A te, alla nonna ed ai genitori le stesse onde alla lunga fanno girare gli zebedei.
Ma attenzione. La sgradevolezza di tali suoni è mediata da altre sensazioni emotive. Perchè non puoi negare che se quell'orrendo casino lo facesse il tuo vicino, dopo due minuti saresti alla sua porta con una doppietta carica. Mentre se lo fa Gu, immagino che tu stia a rimirarlo con l'occhio umido e orgoglioso del nonno che assiste ai primi tentativi di fare musica del nipotino :-)
Insomma. C'è rumore e rumore, sul piano emotivo.

Ed anche tra i suoni, cultura e stati d'animo la fanno da padrone.
A te piace un intervallo di terza. Ad un algerino uno di seconda. E non basta. A me, che sono napoletano, piace indifferentemente un intervallo di terza ed uno di seconda, perchè la mia memoria ancestrale ricorda gli anni della dominazione araba, ed accetta le seconde come gradite.
Se senti i Fujenti della Madonna dell'Arco, ti accorgerai come le loro progressioni ricordino incredibilmente la musica Bedù.

Infine. Suoni e rumori sono il canale comunicativo principale dei mammiferi.
La Natura di ha fatto due corde vocali, cavità laringea, faringe, lingua e cavità paranasali proprio per comunicare.
Le corde vocali, i muscoli laringei e la lingua sono però ergonomicamente sfavorevoli. Prendono energia per una miriade di muscoli e muscoletti, mentre per impedire al cibo di andarci di traverso basterebbe la sola epiglottide, che non è altro che uno stupido tappo.
E invece a noi sono venute fuori, in milioni di anni le corde vocali. Un altro paio di milioni di anni ed abbiamo sviluppato un'area cerebrale (l'area di Broca) per articolare le parole, ed una (l'area di Wernicke) per capirle.
E la cosa è così complessa che le due centraline lavorano separatamente. Se un ictus colpisce l'area di Broca, il soggetto non saprà articolare le parole (afasia motoria), pur continuando perfettamente a capirle. Se è colpita l'area di Wernicke il malato non capirà un tubo di quel che gli si dice (afasia sensoriale), pur potendo parlare perfettamente.
Altri diecimila anni, e il tutto ha cominciato a lavorare per cantare.

Il bello è che quello che la Natura ha impiegato circa due milioni di anni ad implementare, Gu se lo mangerà in diciotto mesi al massimo, ed in trentasei riuscirà anche a cantare.


PS: Secondo me, questo piccolino vuol fare il batterista :-))))
Rispondi
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semmai ..... cosa possiamo definire ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 01/06/2012 ore 10:44:5
semmai ..... cosa possiamo definire come "NON suono" nel momento in cui lo sentiamo !?!?

WiWa!
Rispondi
L'interessante quesito che poni. . .
di luvi [user #3191]
commento del 01/06/2012 ore 10:58:26
. . . è un tema non certo secondario nell'ambito della semiologia musicale!

Dal punto di vista scientifico il suono viene distinto dal rumore per la sua tipica organizzazione in forme d'onda dallo schema evidente e ripetuto, costituito dal succedersi periodico di figure più o meno complesse e derivate dalla somma di segnali periodici semplici di vario tipo.
Se però esaminiamo la cosa dal punto di vista percettivo, allora tutto cambia, perché entrano in gioco dei fattori molto meno deterministici, legati piuttosto alla cultura della società nella quale viviamo.
Ecco che allora per la sensibilità di un uomo (colto) del passato potevano essere definiti "rumori" accostamenti di note non perfettamente consonanti, accordi che oggi consideriamo di utilizzo comune, così come suoni di strumenti dei quali non sapremmo fare a meno, come ad esempio le percussioni.
E in effetti, se analizziamo la struttura di un colpo di rullante è senz'altro impossibile trovare quegli elementi ricorrenti e regolari ai quali facevo riferimento più sopra. Del resto, se facciamo ascoltare a qualcuno un colpo isolato è facile che quel qualcuno (magari anche una persona edotta dal punto di vista musicale) possa identificarlo come semplice rumore.
In un famoso esperimento si sottopose ad un gruppo di diplomati di conservatorio e di professori d'orchestra un segmento brevissimo della celebre "Sequenza V" di Luciano Berio, grande compositore di musica contemporanea, chiedendo loro di identificare ciò che avevano ascoltato. Il risultato fu che la maggior parte di loro parlò di rumore e non di musica.

La conclusione alla quale si arriva è quindi che non solo la definizione di rumore dipende dall'educazione musicale delle persone, dal contesto sociale e culturale dell'epoca nella quale si vive, ma è legato fortemente all'intenzione di chi lo produce.
Se tale intenzione è artistica e viene riconosciuta come tale, allora qualunque tipo di evento fisico definibile tecnicamente come "rumore" può diventare "suono" e far parte di quella attività di organizzazione creativa dei suoni che chiamiamo "Musica".
;-)
Rispondi
===come definireste la risultante di ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 01/06/2012 ore 11:22:09
===come definireste la risultante di quella "deliziosa" percussione, un suono o un rumore ??===
dipende dal significato che diamo a questi termini.. se "rumore" vuol dire "sgradevole" e "suono" vuol dire "gradevole", dipende da chi ascolta.. qualcuno sara' deliziato dalla percussione del bambinello, qualcuno no...

a volte il termine "rumore" viene usato per definire un suono non collocabile in una scala musicale, non, come si suol dire "intonato"...
Rispondi
Secondo me si può parlare ...
di brianino [user #25057]
commento del 01/06/2012 ore 11:24:36
Secondo me si può parlare di suono quando il nostro corpo-mente riesce ad entrarci in risonanza..
Un colpo di rullante isolato può esere fastidioso,, la ripetizione ritmica può generare un effetto piacevole ,, può dare energia!
Poi si potrebbe discutere anche della composizione armonica del suono,, perchè le armoniche pari sono piacevili e quelle dispari No ??

sandro
Rispondi
Molto semplicisticamente.....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 01/06/2012 ore 23:28:13
....tenderei a definire "rumore" quell'emissione sonora che sfugge al nostro controllo, un'emissione involontaria o con risultanze non volute.
Rispondi
tutto vero quello che dite ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 02/06/2012 ore 02:12:53
tutto vero quello che dite e sono pienamente d'accordo ma consentitemi una divagazione che poi potrete giudicare e criticare come vorrete e come si conviene durante uno scambio di idee

pensateci bene, il rumore, come fenomeno acustico così definito e preso singolarmente non esiste, esso è in realtà un suono e rimane tale fino a quando non impedisce la corretta percezione di un altro fenomeno acustico

qualsiasi suono, per quanto fastidioso ed orripilante che sia, rimane un suono, diventa un rumore quando si sovrappone ad un altro, disturbando il pull di informazioni trasmesso da quest'ultimo e rendendole non più intellegibili o intellegibili con difficoltà

in un campo di grano può esservi un numero indeterminato di uccelli che beccano i chicchi e cinguettano continuamente
li ascoltiamo con gioia e godimento fino a quando non entra nel campo un trattore che scoppiettando e cigolando disturba quella piacevole sinfonia

il rumore del trattore, dovuto alla combustione intena del carburante, è forse più regolare ed armonico del canto disordinato degli uccelli, il cigolio avviene con regolarità ogni quarto, mezzo o intero giro di una o di tutte le ruote ed è regolare anch'esso o, quantomeno, è ciclico, costante e ripetitivo quasi seguisse una partitura

se il trattore attraversasse un campo dove non vi fossero uccelli ed non si udissero i loro garruli versi probabilmente non saremmo infastiditi dal suo frragore perchè riconosceremmo solo un mezzo da lavoro in movimento che normalmente produce un pull di suoni senza poterne fare a meno

questi suoni diventano rumori quando costituiscono elemento di disturbo per l'ascolto di altri suoni che noi prediligiamo anche se sono molto meno ordinati e regolari dei primi

così pure il battere disordinato di oggetti da parte del piccolo GU è fastidioso e spiacevole ma rimane un suono, non un rumore
Rispondi
...
di jebstuart [user #19455]
commento del 03/06/2012 ore 08:58:27
Concordo. Te l'ho scritto più sopra.

Visto che tra l'altro sei un filologo, mi permetterei di consigliare di non trascrivere GU in maiuscolo (che pare un acronimo), ma, visto che al momento è il modo con cui il piccolino si presenta agli altri, di dargli la dignità di un nome.
Lui è Gu :-)
Rispondi
:-)
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 03/06/2012 ore 12:20:53
Ciao Gwyn, felice di ritrovarti con un Diario magnifico :-)

Come molti prima di me hanno già impeccabilmente fatto notare, spesso il confine tra "suono" e "rumore" è molto sottile. Non me la sentirei però di pensare il primo come azione controllata del secondo. È tuttavia indubbio il fatto che il principale criterio di selezione tra i due sia un qualcosa di prevalentemente percettivo... E allora potrei arrivare a pensare il suono come "percezione controllata" del rumore.

Hai fatto lo splendido esempio degli uccelli e del trattore. Se è vero che il secondo diventa per noi elemento di disturbo nel momento in cui si sovrappone ad altri suoni che prediligiamo, è vero anche che il povero contadino che da anni lavora su quel trattore sarà assuefatto dal "rumore" che produce, probabilmente arrivando a percepirlo in maniera un po' più gradevole rispetto a noi. Entra allora in gioco un discorso di interiorizzazione, naturalmente diversa da individuo ad individuo, che influenzerà in maniera decisiva il "controllo" (e la selezione) che ciascuno eserciterà inconsapevolmente sui suoni percepiti.

Ma questo ovviamente è solo il mio parere... ;-)

Un saluto a te e al piccolo Gu,
Andrea.
Rispondi
a mio parere l'errore che ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/06/2012 ore 13:27:13
a mio parere l'errore che si commette definendo il termine "rumore" è quello di associarlo al concetto di fastidio e di danno, termini usati correntemente in una normale quotidianità

in acustica rimane troppo generica questa associazione, si sta parlando di un evento ben codificato nell'ambito di una disciplina molto complessa che oggi dispone di strumenti precisi ed assolutamente in grado di definirlo, sia come grandezza che come intensità
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