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l'AC30 rimane per me un sogno irraggiungibile

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 03 marzo 2012 ore 00:20
anni di valvole e di sperimentazione assidua su di esse hanno avuto esiti almeno accettabili per quanto mi riguarda, rendendomi abbastanza idoneo per questa disciplina, ma la mia spina nel cuore rimane l'AC30, quel mostriciattolo sgraziato ed isterico che non riesce mai ad esprimersi con garbo, quella perla preziosa che non vuole in nessun modo andar via dalla scena musicale, quel gioiello lucente, perfido ed ammaliatore, che ho conosciuto agli albori della mia esperienza e che non ha mai voluto rivelarmi i suoi segreti custodendoli con cattiveria in una bolla fragile e trasparente, ma del tutto impenetrabile

ogni qualvolta mi accingo ad avvicinarmi alle sue tipologie di espressione l'ansia riesce a dominare gli utimi minuti che precedono il collaudo rendendomi insicuro e tentennante, quasi avessi certezza di un risultato irrangiungibile o almeno lontano

l'immagine di copertina descrive un valido circuito che dovrebbe rappresentare al meglio un modo per far rivivere il mitico apparecchio anche se qualcuno, a ragione, dirà che l'originale era un ruvido point to point realizzato con pettini di bachelite e condensatori "a pera" di tipo ceramico

ebbene, voglio tranquillizzare anche questo ipotetico obiettore perchè anni addietro ho provato a realizzarlo anche in quel modo, approfittando di un magnifico ed autentico esemplare affidatomi per un banale guasto

il pcb della foto è perfetto, l'intera circuitazione risiede  su una piastra tutto sommato di dimensioni accettabili per contenere sette valvole, ingressi e potenziometri e perfino  l'alimentazione, rigorosamente identica nei valori, ed è quello che ho usato per la realizzazione del Gwynaccitrenta, magnifico esemplare dalla voce potente, che tuttavia rimane sempre molto distante dalla vera essenza di una realtà circuitale per me così nota ed al contempo tanto sconosciuta

nel pcb tutti i percorsi sono coerenti e notevolmente accorciati, una massa comune a macchia d'olio (non si vede nella foto perchè ottenuta con la tecnica del riempimento) una disposizione ordinata delle componenti che si congiungono senza ponticelli ed interruzioni di sorta

la risultante è che suona divinamente, esente da qualunque disturbo, con quel pizzico di crunch già presente ai bassi volumi e che poi, se spinto a dovere, oscura qualunque frequenza presente

 

che dire di più ?? è bellissimo ma non è quello, e per quanto piacevole ed aggressivo si manifesti non potrà mai uscire dalla sua condizione di semplice clone

voglio proporvi un video dove pare che sia l'AC30 di George a suonare, uno dei due reclamati in omaggio da Epstain, ma non ne sono sicuro

il video ve lo propongo lo stesso, un charleston cadenzato ed elegante, con una fotografia da Oscar, dove ad immagini tenui e sequenze nostalgiche si sovrappone una musica da sogno

https://youtu.be/GcpSCWpCw28


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;-))))
di jebstuart [user #19455]
commento del 03/03/2012 ore 00:3
Un mostriciattolo isterico, ermetico e delirante ... Evidentemente, il segreto sta nei condensatori "a pera" ;-)))))
Rispondi
non so dove sia il segreto Jeb, e forse non lo ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/03/2012 ore 00:4
non so dove sia il segreto Jeb, e forse non lo saprò mai
Rispondi
Re: non so dove sia il segreto Jeb, e forse non lo ...
di Oliver [user #910]
commento del 03/03/2012 ore 08:0
Il segreto di Gwynnett, invece, è la sua umiltà. Gente con una frazione infinitesimale della tua sapienza si atteggia, con leggiadra sicurezza, a guru. Come sta il nostro Maestro?
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Non ti dimenticare degli Steelphone!
di FBASS [user #22255]
commento del 03/03/2012 ore 09:3
Avevano le 4 x EL 84 come finali, le ECC83 al posto giusto ed un trasformatore d'uscita, ma sia il Pioneer, sia il Polaris che il Conductor, li vendevano all'epoca per 70 W, mentre la EKO con il suo Pioneer e Duke, sempre con 4 X EL84, ma con 2 trasformatori d'uscita in parallelo ai secondari, li davano per 40 W, c'erano anche le versioni ad un solo Pus-Pull di entrambi le case, ma date per 30 e 20 W, rispettivamente, mentre VOX lo chiamava AC 15; del Comductor ne ho resuscitato uno da poco, solo testata, la cassa con i due IREL da 12 pollici era andata dispersa nella nebbia del tempo, Franco50.
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Vedi Gwyn, non è che per te sia ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 03/03/2012 ore 10:2
Vedi Gwyn, non è che per te sia "irraggiungibile" clonarlo. Il fatto che tu non riesca ad ottenere 'quel' suono è molto più facilmente dovuto al fatto che allora avranno usato componenti "diversi" da quelli che oggi noi metteremmo in progettazione; chissà che caratteristiche al TU o anche al TA (impedenze riflessse ect ect ..) !!!! Per non parlare poi del eventuali 'tolleranze' dei componenti. Insomma .... intendo dire: l'ampli originale nella sua 'imperfezione' è diventato "modello" ;))))) SaluTOnSSssss
Rispondi
Re: Vedi Gwyn, non è che per te sia ...
di smilzo [user #428]
commento del 03/03/2012 ore 10:4
Concordo! E poi un Vox d'annata non suonerà oggi come suonava uscito di fabbrica! Si dovrebbe avere il coraggio di swappare le componenti tra il tuo ed il tuo Vox di riferimento.
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Re: Vedi Gwyn, non è che per te sia ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/03/2012 ore 11:0
assolutamente no ho ancora i condensatori usati dalla VOX, quelli ceramici "a pera" con le loro assurde tolleranze ho usato i pettini di bachelite reperiti in Inghilterra qualche anno fa perfino i cavi sono quelli e le resistenze anche (47 ohm/11 watt ceramica alle finali i trasformatori sono argomento noto t.a. --- 290 volts in due rami con zero centrale 235 mAH 5 volts 3 AH per la raddrizzatrice 6.3 volts 4 AH per i filamenti t.u. --- 4000 ohm nel primario plate to plate 4 ohm nel secondario rimangono mobile, coni e valvole e l'inghippo è proprio qui
Rispondi
Re: Vedi Gwyn, non è che per te sia ...
di Jimmi [user #27100]
commento del 03/03/2012 ore 11:2
Mobile, coni e valvole sono importanti per il suono finale. Sentendo la prova che hai fatto e mostrata nell' articolo dedicato al Gwinacci 30 però, direi che il tuo lavoro ha prodotto un ottimo risultato, l' ampli suona molto bene. Da quando tu e Mehari avete fatto il baratto mi frulla in testa di chiedervi se avete bisogno di qualche opera muraria ..... per barattarla con le vostre stupende creazioni :-))). Ciao Gwin e ancora complimenti per la tua bravura.
Rispondi
Re: Vedi Gwyn, non è che per te sia ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 03/03/2012 ore 11:4
puoi verificare se l'inghippo e' questo, per esempio registrando sia il tuo ampli che un vox ac 30 con un microfono molto vicino al cono (un palmo o anche meno) per minimizzare, in questo modo, l'apporto della struttura fisica.. oppure suona il tuo ampli attraverso i coni di un ac30... o no???
Rispondi
Re: Vedi Gwyn, non è che per te sia ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/03/2012 ore 13:3
è questo Yaso, non può essere altrimenti, è una questione di risonanze e di spettro di frequenze che scaturiva dai coni questo spiega come tutte le riedizioni, cinesi o non, non riescano a montare la resistenza da 47 ohm ai catodi delle finali con quel valore l'ampli letterarmente esplode e per questo che sui palchi di allora teneva testa ai Twins da 100 watt e la conferma è che quelli dove ho effettuato qualche intervento, all'interno erano completamente arsi addirittura nei moderni pare che sia presente addirittura uno switch che commuta valori di 56 e 68 ohm ai catodi presumibilmente il mobile era in pino e non tanto spesso mentre una grande importanza la attribuirei alla spessa masche anteriori naturalmente sono supposizioni, non certezze
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Re: Vedi Gwyn, non è che per te sia ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 03/03/2012 ore 14:2
Adesso ho capito il tuo diario ;)))))) okAy ! Sullo chassis concordo ;) lo spessore dei legni e i legni stessi, esattamente come 'variano' il sonoper una normale cassa così possono avere influenza ovviamente pure in un combo. Stesso discorso per il cono: ASSOLUTAMENTE può cambiare del TUTTO il suono dell'ampli. Le valvole pure sono 'fondamentali',a riprova tra TAD, Groove, JJ e company effettivamente il suono cambia. Percui non ti resterebbe che .. ehm ehm ..... provare e riprovare, chassis/coni/valvole 'a nastro' finchè non trovi l'accoppiata "giusta" - diciamo pure che è impossibile !!!!!!!!!!!! ;))))) Comunque sia sempre un OTTIMO LAVORO ! SaluTOneS
Rispondi
Re: Vedi Gwyn, non è che per te sia ...
di Pinus [user #2413]
commento del 06/03/2012 ore 16:4
Facendo un giro nei cataloghi però ci si rende conto che molti dei componenti usati all'epoca nei vari ampli, erano quelli che si trovavano sul mercato in quel periodo, quindi se li avessero costruiti oggi, ne avrebbero usati altri, a volte la rincorsa al componente è un po fuori luogo, non perchè non faccia la differenza, nel senso che se usi esattamente gli stessi componenti, stesse marche di resistenze,, condensatori nos etc probabilmente avrai il risultato più fedele all'originale, però non è la filosofia con cui sono stati costruiti all'epoca...le valvole e i coni purtroppo fanno davvero la differenza per chi ha la sfiga di avere un orecchio allenato e non accontentarsi mai :) e sono davvero una cosa difficile da sostituire, sia per costi che per reperibilità! Però ogni tanto mi chiedo come mai non possano più costruire delle valvole identiche a che ne so Telefunken 12ax7 bottom diamond o a delle mullard 4004, basterebbe prendere le specifiche originale e farle uguali o no?
Rispondi
Come sempre, non ho capito nulla sulla parte ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 03/03/2012 ore 21:2
Come sempre, non ho capito nulla sulla parte tecnica :-) Tuttavia, mi trovi perfettamente d'accordo sul fatto che l'AC30 sia pura poesia a valvole. Dentro quel cabinet vi si nasconde un mondo, forse Enrico V in persona o le guglie di Canterbury :-D Insomma, per quanto mi riguarda è l'amplificatore per eccellenza, con quel suo suono "finemente incazzato" che ha fatto la storia... E sono convinto che prima o poi riuscirari a riprodurne una copia ;-) Ciao!
Rispondi
Sarà una banalità, ma secondo me
di svalvolman [user #23788]
commento del 25/03/2012 ore 12:5
I punti "persi" sono al 90% da attribuire agli altoparlanti. Sicuramente oggi non li costruiscono propriamente uguali (colpa della solita gara alla riduzione dei costi...). Se non ricordo male i Bulldog erano sensibilissimi (100 e rotti dB con 1 watt ad 1 metro) e con una particolare, spiccata coloritura armonica propria. Ecco anche spiegato perchè con 30 watt i Vox tenevano testa ai Twin. Una sensibilità di 3 dB in più su un cono corrispondono ad una sensazione sonora di potenza percepita (dalle orecchie) DOPPIA. Se davvero è così...buonanotte. Un vero confronto lo si potrebbe fare solo con esemplari dell' epoca. Confronto sì, realizzazione di repliche fedeli, no! Peccato
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