Anche oggi prima di andare a lavoro voglio salutare tutti e offrire qualche rigo di lettura su cui riflettere; cosa dite?
“Nonostante i limiti della notazione musicale, una pagina di Beethoven o Schonberg è un documento definitivo, un tracciato da cui possono derivare varie letture lievemente diverse. Al contrario, l’incisione di un brano jazz improvvisato è cosa di un attimo: in molti casi è l’unica versione accessibile, e perciò “definitiva”, di un qualcosa mai pensato come definitivo. Che sia, e non possa che essere, definitiva - se ispirata o no, è ovviamente un altro discorso - è un fatto intrinseco alla natura e al concetto di improvvisazione. Perciò lo storico del jazz è costretto a giudicare l’unica cosa che ha in mano: il documento sonoro. Mentre ci interessa anzitutto l’Eroica e solo econdariamente il modo in cui qualcuno la esegue, nel jazz il rapporto si rovescia. Ci interessa ben poco West End Blues come tema o composizione; prima di tutto conta il modo in cui Armstrong lo interpreta. Oltretutto siamo obbligati a giudicare sulla scorta di una singola versione, incisa per caso nel 1928, e non ci resta che immaginare le altre centinaia che Armstrong ne diede, nessuna esattamente uguale, alcune inferiori al disco, altre forse anche più ispirate.”