Voleva essere questo un articolo, ma, visto che non è stato pubblicato, ve lo propongo come post nel mio diario, perché ritengo che potrebbe essere utile a fornire un’idea su cosa si possa tirar fuori da questa meravigliosa bestiolina.
A distanza di sei mesi dall’acquisto e dopo un articolo nel quale descrivevo le mie impressioni in seguito alla prova in negozio, durante la quale il confronto con la versione dotata dell’ Alnico Blue mi convinse che con il Wharfedale andava più che bene, oggi sono pronto ad offrirvi una testimonianza, ovviamente di parte, sulla bontà di un amplificatore da molti bistrattato per i suoi natali orientali, il Vox AC15CC1. Facciamo un breve riassunto delle caratteristiche tecniche di base di questa bestiolina:
Valvole nel pre: 2 x 12AX7
Valvole nel finale: 2 x EL84
Rettificatore a stato solido
Reverbero a molle
Tremolo
Pannello superiore (da sx verso dx): On/Off, Standby, Master Volume, Controlli di intensità e velocità del Tremolo, Controllo del Reverb, Canale Top Boost con Controlli di Bass, Treble e Volume, Ingresso jack
Pannello posteriore(da sx verso dx): Ingresso alimentazione, Fuse, Ingresso Footswitch Reverb/Tremolo, Selettore impedenze 16 – 8 ohm, uscite speaker dedicate.
Cono da 12” Wharfedale, marchiato Vox
Footswitch a 2 vie con cavo jack stereo per Reverb e Tremolo (in dotazione)
Maniglia in plastica resistente (bruttina a dirla tutta)
Look classico Vox
Ed ora veniamo a noi. Sono in possesso di due chitarre con cui ho potuto saggiare in questi mesi le varie sonorità ottenibile dall’ampli in questione: una Stratocaster American Standard S/S/S 2010 ed una simil-LP H/H. Diciamo subito che tra i vari 15 W, che ho avuto modo di provare in questi mesi, è risultato essere quello con la soglia di volume più alta e non sfigura sia sui puliti che sulle distorsioni di fronte ad ampli di portata maggiore e batteristi sanguigni. Non è di facilissimo utilizzo ed all’inizio bisogna capire bene come gestire il master volume ed il volume del top boost channel. Questa dicitura potrebbe trarre in inganno, ma si tratta di un monocanale puro e crudo, in cui il master aumenta gradualmente ed in maniera costante i decibel in uscita dall’onestissimo cono in dotazione, mentre il controllo di volume del top boost funge da guadagno ed arricchisce in maniera significativa il suono di quel carattere sporco, che tanto piace a noi chitarristi, anche se nel mio caso è più opportuno usare il termine di chitarraio. Mantenendo il controllo del volume sul top boost tra le ore 7 e le ore 12 il suono si conserva pulitissimo, per gran parte dell’escursione del master ed al suo aumento in questo range corrisponde solo un ingrossamento del clean, che si spinge in territori blues caldi e suadenti. Qui possiamo ritrovare i suoni di Steve Ray in esecuzioni come Lenny e Tin Pan Alley. Al di sopra di tale soglia si sconfina in sonorità più vicine a Pride and Joy e Testify, tanto per rimanere vicini al nostro idolo texano, ma anche sound molto molto Hendrixiani. Portando al massimo il volume top boost, con la strato, abbiamo bisogno di spingere molto con il controllo dei bassi e sottrarre contemporaneamente le frequenze alte, in modo tale da comprimere il suono, rendendolo cremoso e meno nasale. Con gli humbucker in questa configurazione dobbiamo seguire invece un percorso diverso, ovvero posizionare i due potenziometri di controllo delle frequenze in maniera similare. In quest’area ci si può muovere tranquillamente tra sonorità molto Angussiane , per quanto riguarda il pickup al ponte. Ma con il pickup al manico succedono cose meravigliose e si può spaziare tranquillamente tra suoni molto fuzzosi ,con il controllo del volume top boost tra le ore 12 e le ore 15; per intenderci siamo in pieno territorio Hard Rock anni 70’. Spingendo al massimo ed operando plettrate energiche ci siamo, si sconfina nell’universo sacro delle sonorità dell’album caro a tutti i metallari ed amanti dell’Hard Rock più oscuro, ovvero Black Sabbath. Con la mia chitarra, di bassissima fattura ed humbucker non più in grado quasi di produrre suoni puliti, ho riconosciuto chiaramente NIB ed il livello di testosterone ed endorfine è salito alle stelle, proprio pochi minuti prima che mi mettessi all’opera per scrivere questo articolo. Il Reverb è molto invasivo, per cui è richiesto un utilizzo ben dosato, in pratica non ci sarebbe quasi mai bisogno di salire al di sopra delle ore 11, quanto meno secondo il mio gusto personale. Il Tremolo funziona benissimo e se ne possono sfruttare tutte le peculiarità miscelando secondo il proprio gusto personale i livelli di depth (intensità) e speed (velocità). Accetta di buon grado pedali overdrive e distorsori da rock (tipo il RAT), però, non avendo il Send/Return, il suono con effetti d’ambiente potrebbe risultare impastato. Ma tant’è, si tratta di un ampli di chiara ispirazione vintage, destinato a generi in cui tutto ciò non è richiesto.
In fin dei conti, se non vi servono wattaggi per riempire di armoniche gli stadi, volete un ampli che si muova bene tra locali di piccole dimensioni, studio e ville ( nei condomini i 15 W possono diventare fastidiosi per i vicini) e vi offra onestamente suoni per spaziare dal Blues all’Hard Rock più classico, fateci un pensierino e non ne rimarrete delusi.
Per completezza di informazioni non mi resta che segnalarvi il fatto che è in circolazione già da diverso tempo la versione successiva al mio CC1, la C1, con features differenti, ad esempio il cono Celestion Greenback.
Ora scusate, ma devo ancora dare un po’ di fastidio alle vicine anziane che da piccolo non mi facevano giocare a calcio nel vicoletto dietro casa…Sono del profondo sud e qui si coltiva ancora davanti alla porta di casa il basilico nei grossi vasi di terracotta, guai a far finire lì un supersantos!
In aggiunta a quanto previsto per l’articolo ho pensato di riportare due cosette in più:
- Il Tremolo si innesca in realtà in maniera decisa da poco prima di metà corsa in poi del controllo del depth, mentre prima agisce quasi come un effetto per dare colore al suono.
- Se collegate una Strat, tenendovi con il volume del top boost a metà, treble a ore 2, bass a ore 3, reverb a ore 9, depth a ore 9 e speed a ore 10, raggiungerete sonorità simile a quella che si possono udire nelle esecuzioni di Remember that night delle intro di Shine on you crazy diamond e Coming back to life, da parte dello zio David!