Mi interessa conoscere e condividere il vostro punto di vista. Cercherò di essere breve, tanto il concetto è piuttosto elementare.
Per anni ho cercato di fare un po' di tutto, spaziando tra generi e stili. Il risultato - per me, magari non è comune al vostro.. - è stato quello di saper fare un po' tutto, ma bene niente. Mentre da qualche anno (3) ho concentrato la mia attenzione, il mio studio e il mio sudore sulle ritmiche rock (chissà quali..) con 1. ascolto attento e analitico; 2. esercizio metodico e ripetuto alla nausea; 3. divertimento puro nel suonare dopo che si è imparato BENE.
I risultati, dopo questa "scelta" (che è maturata naturalmente nel tempo) devo riconoscere che sono arrivati.
Credo che agli inizi (decidete voi che valore temporale attribuire al termine "inizi"..) sia giusto provare a fare un po' tutto; credo però che sia altrettanto giusto (e onesto) prendere ad un certo punto una "direzione" e seguirla, con la consapevolezza raggiunta dei propri limiti e pregi.
Io credo di esser portato per le suddette ritmiche, e siccome ho ancora molto da lavorare per farle come vorrei, continuo a provare e provare e provare.
NOTA: non considero la ritmica "serie B" della chitarra elettrica (convinzione oltremodo diffusa) perchè quando ti ci metti per farle bene (e con "bene" intendo proprio BENE, perfette, perchè è così che devon essere. Non è che puoi dire "e vabbè.. son quei tre accordi lì"...) c'è un sacco di roba da imparare. In 3 anni, forse, proprio "bene" ne ho imparate 10. E quando vado a provare in saletta col "gruppo" (due amici con cui faccio un gran chiasso) il batterista non mi guarda più storto. 10 sembran poche, lo so, però posso dire di saperle fare davvero. Per me è un risultato.
Ad un certo punto, credo sia fondamentale occuparsi dei dettagli: per passare in maniera veloce, fluida e precisa in questa posizione, io ci ho messo un mese.

P.s.: mi ci diverto pure un sacco. Che è importante.