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Chitarra, sapone e psicoacustica.

di perrynason [user #17170] - pubblicato il 30 settembre 2011 ore 18:14

Ore 16 circa. Sono un po’ stanco e stressato, ci vuole una suonata. Imbraccio la chitarra e non ne cavo nulla di buono: il suono è completamente spento, gli armonici quasi assenti, l’accordatura è imprecisa nonostante il giorno prima abbia riposto la chitarra perfettamente intonata. Il SI non ne vuole sapere di stare a posto, comincio a smanettare, lo tendo, lo mollo, sembra intonato in certe posizioni, ma è disastroso in altre. Sferraglia, si ribella, mi spinge a ritoccare più volte anche l’intonazione del Mi cantino, ma ormai l’accordatura è andata e la chitarra ha letteralmente cambiato suono. Sembra una scatola da pochi euro! La cosa mi innervosisce parecchio, inoltre odio far parte dei chitarristi descritti da Segovia (“...passano metà della loro vita ad accordare la chitarra e l’altra metà a suonare con la chitarra scordata”). La mia chitarra è piuttosto stabile e rimane accordata anche per settimane, di solito solo il MI basso e il SI richiedono piccoli aggiustamenti a orecchio di tanto in tanto. Ma poi, ciclicamente, arriva il momento critico: se il SI decide di guidare la rivolta non se ne esce più. Sono quasi deciso a un cambio di corde, in fondo le ho cambiate due mesi fa, ma prima tento un reset con l’accordatore.

L’aggeggino elettronico agganciato alla paletta fa la solita diagnosi: a parte MI e SI che ho appena torturato, come sempre la mia chitarra si è assestata tutta un quarto di tono sotto l’accordatura standard. Ad ogni cambio di corde uso l’accordatore e la chitarra rimane accordata per diversi giorni, ma poi, non so come e quando, fa scendere tutte le corde perfettamente un quarto di tono sotto, neanche l’avessi accordata così apposta! Va beh, ripristino l’accordatura standard, domo il SI e la chitarra si riprende, ma sembra avere proprio bisogno di una muta nuova. Se ne riparlerà dopo cena.

In serata sono pronto al cambio. Faccio un’ultima suonatina giusto per godermi il confronto che farò con le corde nuove, ma la chitarra risponde in modo completamente diverso. Il suono ha recuperato stabilità e brillantezza, gli armonici sono tornati, perfino le corde sembrano più ruvide al tatto, come quelle nuove. Tutto quadra e una nuova muta di corde non sembra più così necessaria. Possibile? Si. E non è la prima volta che mi capita. Come si spiega? Non lo so, ma azzardo qualche ipotesi.

1. Dopo due mesi le corde sono usurate, ma non ancora da buttar via. Però il suono risulta più cupo, gli armonici sono meno in risalto e l’accordatura a orecchio diventa più difficoltosa. Tutto il sistema è più instabile e soggetto a minimi cambiamenti.

2. Nel pomeriggio ero agitato, forse con le mani sudaticce, mentre dopo cena ero più rilassato e con le mani ben asciutte. Inoltre dopo aver maneggiato sapone e detersivo per piatti, il ph delle mie dita era in condizioni più favorevoli all’incontro con la lega di bronzo delle corde.

3. Nel pomeriggio ho imbracciato la chitarra con animo non positivo (leggi: palle girate), cosa che induce a ingigantire i difetti rispetto ai pregi. Forse la chitarra non suonava poi così male.

Si va dalla acustica, alla chimica, alla psicoacustica. E non è escluso che tutte queste componenti giochino sempre un loro ruolo in proporzioni diverse. Cosa che, ad esempio, potrebbe condizionare parecchio l’approccio ad uno strumento nuovo e spiegare perché la stessa chitarra possa esaltarci al primo incontro e deluderci qualche giorno dopo. O viceversa. Per non parlare delle opinioni a volte così diverse che molti di noi si fanno sul medesimo strumento. Se poi aggiungiamo la risposta dei diversi luoghi in cui si suona, più o meno riflettenti o addirittura fonoassorbenti, le cose si complicano all’infinito. E pensare che il mio liutaio sostiene che esistono parametri oggettivi su cui valutare il suono di una chitarra. Conoscendolo non ho motivo di dubitarne. Però sono un po’ scettico...


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Eh !
di stefano58 [user #23807]
commento del 30/09/2011 ore 18:4
Ci feci un diario anche io tempo fa.....misteri della mente ,dell'orecchio o della liuteristica ?E per me è così anche in sala,sempre la stessa,stessi strumenti,stessi settaggi,stessi pezzi....eppure alcune sere mi sembra di suonare in un disco dei pink,la volta dopo butterei tutto e andrei a giocare a burraco.Perchè ?C'entrasse l'umidità dell'aria, come per la lingua sarda di aldogiovanniegiacomo memoria ? p.s. ho preso in mano la dread oggi dopo alcuni giorni , e sembra una martin...vado a controllare il barometro.....:-)))))))))))))))
Rispondi
La risposta ai tuoi problemi è una: floyd ...
di hivez [user #9272]
commento del 30/09/2011 ore 19:2
La risposta ai tuoi problemi è una: floyd rose.. ;D
Rispondi
Re: La risposta ai tuoi problemi è una:floyd ...
di hivez [user #9272]
commento del 30/09/2011 ore 19:3
ecco: vai al link
Rispondi
Re: La risposta ai tuoi problemi è una:floyd ...
di perrynason [user #17170]
commento del 30/09/2011 ore 20:0
Al trapano ho avuto la stessa sensazione di quella scena tratta da "Il maratoneta", dove Dustin Offman viene torturato sulla sedia del dentista, col nazi che gli ripete "sei sicuro?!" Cazz, ma è un criminale!!! Quel filmato nun se po' vede!
Rispondi
Re: La risposta ai tuoi problemi è una:floyd ...
di ansgar [user #18075]
commento del 30/09/2011 ore 21:2
polizia! polizia!
Rispondi
tu la tieni in custodia o all'aria? giusto per ...
di ansgar [user #18075]
commento del 30/09/2011 ore 21:2
tu la tieni in custodia o all'aria? giusto per seguire il solco di stefano sull'umidità. ma a parte questo, capita spesso anche a me. e dipende anche dal posto in cui suono, dallo spazio e dalle superfici intorno. poi effettivamente la disposizione d'animo del momento conta tanto non solo sulle nostre aspettative psicologiche ma anche sull'approccio fisico allo strumento, cioè a come ci mettiamo sopra le mani e come la facciamo rendere. cmq secondo me tutte le volte che hai postato un video con la rk dovevi essere senz'altro di buonumore. ;))
Rispondi
Re: tu la tieni in custodia o all'aria? giusto per ...
di perrynason [user #17170]
commento del 30/09/2011 ore 21:5
Solitamente nell'astuccio. Si, quando posto sono di buon umore ;-) Però non riesco ancora a far sentire il suono che dovrebbe avere. Secondo me la mia chitarra dà il meglio a volume contenuto, ma cantando devo suonare un po' forte e poi c'è sempre quel filo di tensione davanti all'obiettivo che ti porta a forzare anche quando non serve. Ma come si dice, l'importante è divertirsi! ;-)
Rispondi
Personalmente mi sono accorto più volte che, ...
di Oliver [user #910]
commento del 30/09/2011 ore 22:1
Personalmente mi sono accorto più volte che, nei momenti in cui sono molto stanco o stressato, fatico a trovare un'accordatura equilibrata. Si e sol mi sembrano sempre "fuori", se non in una posizione, in un'altra. E nemmeno l'accordatore elettronico mi consente di trovare una regolazione accettabile. Ne ho dedotto che il mio orecchio non ha una resa costante.
Rispondi
Re: Personalmente mi sono accorto più volte che, ...
di perrynason [user #17170]
commento del 30/09/2011 ore 23:3
Anche io non riesco a trovare completamente soddisfacente l'accordatore elettronico e devo fare sempre qualche ritocco a orecchio. Quando mi capitano le situazioni che ho descritto non riesco a capire se il disagio nasce dall'orecchio o dalle dita. Stanchezza e stress possono influire anche sul tocco che non è più uniforme ed altera la tensione delle corde a seconda delle posizioni. Interessante che anche per te il SI sia una corda "problematica". Secondo me lo è per molti. Sarà il fatto che è la prima corda non ricoperta e risulta già timbricamente diversa. Supposizioni.
Rispondi
Re: Personalmente mi sono accorto più volte che, ...
di Oliver [user #910]
commento del 30/09/2011 ore 23:5
Beh, io sono essenzialmente "elettrico" e la prima corda non ricoperta è il sol: infatti ho problemi anche con quella :) La diffusa problematica del si potrebbe dipendere però anche dal differente intervallo rispetto alle altre corde: quel semitono di differenza potrebbe essere la causa di accoppiamenti più critici tra frequenze. Magari ho detto una scemenza, chissà. Ma sono giustificato perchè ho sonno :)
Rispondi
Re: Personalmente mi sono accorto più volte che, ...
di perrynason [user #17170]
commento del 01/10/2011 ore 00:1
Vero, non ci avevo pensato! Direi che non è per niente una scemenza. Bisognerebbe interpellare qualcuno che usa spesso una accordatura diversa per sapere se il problema si sposta su un'altra corda...
Rispondi
Re: Personalmente mi sono accorto più volte che, ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 30/09/2011 ore 23:3
Idem. Ed a volte lo scoramento è dale da costringere a chiuder tutto ed andarsene.
Rispondi
Io direi, la 2° e la 3° che hai detto.......
di bernablues [user #16917]
commento del 30/09/2011 ore 23:0
Poi mettici pure, che una chitarra acustica, è un'entità viva e vitale, che risponde, alle variazioni di clima e di pressione.......diciamo, che nel primo pomeriggio quando hai imbracciato la chitarra, sia tu che la chitarra avevate le "scatole girate", ma succede, succede a tutti quelli che suonano l'acustica, e secondo me questo è proprio il bello dell'acustica, sembra che a volte la chitarra che hai in mano, tenda a enfatizzare anche un semplice giro di DO, facendoti suonare con gusto e soddisfazione, ed altre volte, si rifiuti di obbedire (proprio come un ciuco).......ma è proprio per questo motivo che la amiamo così tanto :-))))
Rispondi
Re: Io direi, la 2° e la 3° che hai detto.......
di perrynason [user #17170]
commento del 30/09/2011 ore 23:4
Vero. Il suono di una acustica non è sempre uguale. A volte sembra proprio che la chitarra non abbia voglia di suonare quanto te. Altre ti rende tutto più facile e soddisfacente. Insomma... te la dà! :-)))))
Rispondi
Chitarre metereopatiche..
di janblazer [user #26680]
commento del 01/10/2011 ore 00:0
Succede anche a me.. da un giorno all'altro mi trovo corde che friggono.. e accordature che se ne vanno.. Mi è facile capire quando una chitarra si scorda e bisogna stringere la chiavetta.. ma quando capita il contrario.. come canta Tiziano Ferro.. Non me lo sò spiegare.. L'unico motivo potrebbe essere imputabile al fatto che abito in una casa che ha più di cent'anni con muri spessi e il mio studio è esposto a sud.. di giorno prende il sole dalla mattina alla sera e la notte la temperatura cala di brutto.. qui al nord.. Ciao !!! ;-)
Rispondi
Re: Chitarre metereopatiche..
di perrynason [user #17170]
commento del 01/10/2011 ore 00:1
Sbalzi di temperatura e cambio del tasso di umidità sono cause note. Ma poi capitano pure giorni con variazioni meteo terribili, almeno per noi, e la chitarra se ne fa un baffo! :-?
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Ma...quando non sei in giornata, invece di ...
di Mr_Pone utente non più registrato
commento del 01/10/2011 ore 08:5
Ma...quando non sei in giornata, invece di perdere tempo a farti girare le balle, potresti insegnarci qualche accordo jazzy no? Che pure noialtri avremmo bisogno!...Qualche lezioncina per gli sprovveduti che ti seguono... ciao
Rispondi
Re: Ma...quando non sei in giornata, invece di ...
di perrynason [user #17170]
commento del 01/10/2011 ore 11:3
See... figurati! Sto sempre su quei quattro accordi da pippa autodidatta! A proposito di insegnare, questo post mi ha fatto venire una ideuzza per noi acusticanti che potremmo organizzare proprio io e te. Devo verificare alcune cose e poi te ne parlo in privato. ;-)
Rispondi
Re: Ma...quando non sei in giornata, invece di ...
di Mr_Pone utente non più registrato
commento del 01/10/2011 ore 13:5
Quelli che vengono dal pianoforte, hanno le idee chiare sulla formazione degli accordi e tutto il resto. E' tutto lì, bello spiattellato, tasti bianchi e tasti neri... è risaputo. C'è tanta ignoranza quaggiù...
Rispondi
Tutto ci fà.
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 01/10/2011 ore 09:0
Guarda, il discorso umidità relativa (che varia in funzione di presenza d'acqua e temperatura) è sicuramente una componente. Piccole variazioni sono normali ma, capita, che queste siano invece più grandi e, magari, più repentine (es. nebbia, accensione termosifoni, ecc.). Questo fa sì che, specie con gli strumenti acustici, ci siano delle variazioni in più o in meno fino al quarto di tono. Ma la componente delle condizioni psicofisiche fà tutta la sua parte. Guarda caso la chitarra "non gira" proprio quando siamo stanchi e stressati. Riprova ne é che pur cambiando chitarra non ci si cava nulla. Io ho imparato in quelle situazioni a lasciar perdere, andare a dormire o farmi una bella passeggiata. Bisogna farsene una ragione.
Rispondi
Re: Tutto ci fà.
di perrynason [user #17170]
commento del 01/10/2011 ore 10:5
Beh, di solito faccio così anche io, la rimetto nell'astuccio in attesa di un momento migliore. Quello che mi incuriosisce è l'insieme di fattori soggettivi che possono condizionarci di fronte allo strumento. Ho visto giusto ieri sera una intervista a Tommy Emmanuel - in pratica Dio in terra! - che diceva un po' le stesse cose: ci sono giorni in cui ci sentiamo dei fenomeni e tutto riesce (a lui) e altri in cui sembriamo degli incapaci, ma la chitarra è sempre la stessa, siamo noi che siamo diversi ogni giorno. Alla fine ho la netta impressione che tutte le nostre appassionate disquisizioni sulla chitarra avvengano sulle sabbie mobili. :)
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