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la meccanica negli amplificatori

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 21 settembre 2011 ore 23:36
l'elettronica è certamente la disciplina fondamentale per realizzare un apparecchio in grado di amplificare un segnale e modellarlo a seconda del gusto e delle esigenze dell'utente ma la meccanica non riveste certo un ruolo completamente secondario ed è presente con le sue leggi e con dettami a volte perfino più rigidi che possono pregiudicare o addirittura impedire il corretto funzionamento

la grande differenza tra queste due importanti branche della fisica è che in natura possiamo osservare la gran parte dei fenomeni meccanici (non quello della foto o similari) ma assolutamente nessuno di tipo puramente elettronico, non essendo essa in grado di creare il componente attivo, quello che reagisce ad una sollecitazione con un fabbisogno costante di energia

è invece ampiamente presente in natura il fenomeno elettrico: basti pensare al fulmine, all'elettricità statica rilevabile ovunque, o alla differenza di potenziale creata in un particolare sito nel nostro corpo per permettere al cuore di pulsare

per quello che riguarda i nostri amati ampli diciamo che l'attrito rappresenta il fenomeno meccanico più osservabile, l'attrito e principalmente le sue consenguenze che possono essere più visibili come ad esempio nella femmina del jack, nel cursore del potenziometro, nella spina di rete, o occulte e comunque molto latenti, nel cuore delle componenti, attive o passive che siano

Aristotele lo notò indirettamente ma lo accumunò ai molteplici effetti della dinamica senza una precisa classificazione, Galilei invece lo studiò a fondo ed il suo genio lo definì come un fenomeno a se stante e non proprio ed insito nei corpi che lo generavano, Coulomb andò oltre e formulò precise leggi tutt'ora in rispetto ma fu Rudolf Herz a definirlo come dipendente dalla natura chimica e fisica dei corpi coinvolti nell'azione consentendo, tramite precisi parametri, di poterne calcolare gli effetti senza una pratica sperimentazione

 progettando un apparecchio bisogna creare un insieme di strade alcune delle quali si incontrano, altre che non devono assolutamente incontrarsi e materialmente queste strade possono essere cavi di diverso spessore nel caso di un montaggio in aria o piste di rame e cavi, nel caso si adotti come supporto un circuito stampato

in entrambe le soluzioni, siano piste o cavi, si muovono miliardi di elettroni che non hanno un moto retto ma turbinano in maniera convulsa ed attrraversano le componenti incontrando comunque , anche se incredibilmente minuscola, una certa resistenza che rallenta la loro corsa costituendo una strozzatura, una specie di imbuto, e quindi cominciano ad urtarsi e questa sorta di sfregamento produce calore e, in minima parte, anche rumore

quindi lo sfregamento continuo, sia esso all'interno di un componente, o solamente attraversando cavi o piste, produce attrito e, in particolare, attrito radente che con il tempo usura il componente a volte fino a distruggerlo anche se un attento progettista ha provveduto a dimensionarlo correttamente

un componente si scalda per l'attrito prodotto dal passaggio degli elettroni e sarà idoneo al funzionamento fino a quando riuscirà a dissipare, per convenzione o per forzatura, parte del calore prodotto

un potenziometro assolverà al suo compito di partitore resistivo fino a quando l'attrito del contatto strisciante sul cursore non renderà inservibile il cursore, o il contatto, o entrambi

un contatto jack sarà stabile e sicuro fino a quando l'attrito non deformerà le superfici facendo diminuire il loro coefficiente di adesione

allo stesso modo l'uso continuo delle unghie e del plettro sulle corde di uno strumento usurerà le unghie ed il plettro, le unghie ricresceranno, il plettro sarà sostituito

i crini dell'arco di un violino, di una viola, di un contrabasso produrranno attrito a contatto delle corde, sarà un attrito radente e la risultante sarà un suono percepibile immediatamente, ma anche calore dissipabile in parte, ed usura

quindi la componente meccanica è molto presente in un qualsiasi circuito elettronico e genera un altro fenomeno noto come dissipazione termica di cui magari si parlerà in seguito


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:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 21/09/2011 ore 23:5
E ci inchiniamo di nuovo, Messere. Ci hai mollato un'altra bordata di obici :-) Questa cosa dell'usura, dell'incremento di entropia e in generale del degrado funzionale è un problema cruciale in Medicina. Nella storia biologica di ogni organismo c'è una serie di fenomeni ordinati, che terminano nella morte cellulare programmata (l'apoptosi), ed una serie di eventi non prevedibili a priori (ed in qualche modo caotici: l'usura, le sollecitazioni meccaniche (da quelle microscopiche e continue di tipo pressorio sulle piante dei piedi, sulle natiche e sul dorso, a quelle istantanee e dirompenti degli urti, dei traumi maggiori). La qualità delle vita e l'efficienza funzionale di un organismo, in altre parole, sono la risultante di una serie di eventi stocastici, solo parzialmente "arginabili" dalla bontà della progettazione iniziale e della realizzazione intrauterina dell'organismo stesso.
Rispondi
Re: :-)
di gwynnett [user #9523]
commento del 22/09/2011 ore 00:4
è vero quello che dici Jeb, il degrado funzionale è stato ed è un problema cruciale in medicina ma se in tempi relativamente remoti nulla si poteva contro alcune patologie, di contro si è fatto molto per lenire, rimanendo in fisiologia, le offese del tempo l'uso del bastone ha permesso ad anziani e claudicanti di deambulare autonomamente, gli occhiali hanno corretto i difetti dell'occhio, il corno o l'imbuto quelli dell'orecchio, i ciottolini di fiume tenuti nel cavo orale hanno permesso ai balbuzienti di farsi intendere praticamente i primi sforzi concreti sono stati rivolti al ripristino dei nostri trasduttori naturali deteriorati non sempre da traumi violenti ma anche dal semplice degrado funzionale lo si faceva sulla base di un necessario empirismo, sperimentando varie soluzioni, ma era sempre il canale di entrata a non funzionare, quello demandato a rilevare informazioni dal mondo esterno per vedere, un flusso luminoso deve trasformarsi in un segnale elettrochimico per giungere al cervello ed essere interpretato per sentire, una pressione sulla menbrana timpanica deve seguire lo stesso iter per il tatto una pressione si trasforma nello stesso segnale, invece per l'olfatto e per il gusto è una composizione chimica a trasformarsi di solito la funzione in uscita ha vita più lunga perchè risiede all'interno, gode quindi di una protezione, non ossida nè risente della pressione dell'aria e del suo attrito, non percepisce direttamente freddo caldo umidità, quindi ha vita più lunga sono i recettori esterni a morire prima
Rispondi
Re: :-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 22/09/2011 ore 00:5
Beh... la Natura li ha messi di vedetta. E si sa che le vedette prima o poi le fanno fuori :-) Più giù Oliver ti invita a scrivere queste cose in un libro. Mi associo.
Rispondi
Re: :-)
di lorenzof [user #17952]
commento del 05/10/2011 ore 02:5
E chi sono io per non associarmi alla richiesta? E' da quando ho scoperto gli scritto di Gwynn che continuo a restarne ammirato. -- E la deformazione delle piste sui circuiti stampati, dovuta a eventuali stress subìti nel tempo? Quanto è frequente? Forse non sono eventi legati da normale uso, a meno che siano impatti ripetuti o trascuratezza eccessiva a provocarli (es. casi di casi di femmine disancorate dai pannelli per assenza di rondelle perdute) Penso invece a interventi di manutenzione / ispezione in cui si provochino flessioni "poco igieniche" del board. C'è infine l'altro problema delle escursioni termiche e della qualità/tipo di saldature...
Rispondi
Interessantissimo.
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 21/09/2011 ore 23:5
Letto tutto d'un fiato :-) Grazie.
Rispondi
Bellissimo, ancora. Guarda, se fossi qui ti ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/09/2011 ore 00:1
Bellissimo, ancora. Guarda, se fossi qui ti offrirei un caffè. Ok, ok: al bar :) Tu devi scrivere un libro.
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 22/09/2011 ore 00:5
Spieghiamo bene questa storia del caffè ....
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/09/2011 ore 09:2
Maldicenze.
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 22/09/2011 ore 00:5
da quello che ho potuto sentire sei senz'altro un buon chitarrista professionalmente sei indubbiamente valido ed innovativo come persona sei decisamente amabile e disponibile ... ... o' cafè n'è cos pp'ttè Carminiè !!! non lo sai fare, non lo vuoi fare, non lo so non devo scrivere un libro, ma una denuncia, e sai che ho i mezzi per farlo
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/09/2011 ore 09:1
Mi appello al rigore statistico. Un unico rilievo non è significativo, pretendo un campionamento scientificamente attendibile. Quindi ti aspetto ancora a casa mia, possibilmente assieme a Jeb, così il campione non incorre in sospetti di parzialità :) Riguardo ai tuoi "mezzi per la denuncia", porgi loro i miei saluti. Spero di conoscerli presto. Porterò dei fiori :D (il bello è che solo io e te sappiamo di cosa stiamo parlando)
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di diumafe [user #17831]
commento del 22/09/2011 ore 10:1
Però siete egoisti a non farci partecipi delle vostre discussioni private. :-) Una delle poche certezze che si evincono è che Oliver ha problemi di Camencita... :-D
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 22/09/2011 ore 10:3
i miei "mezzi di denuncia" hanno dichiarato una inflessibilità perentoria e la non familiarizzazione con la controparte il cardine dell'arringa ed il capo d'accusa sarà l'aver propinato ad un povero meridionale vecchio, gracile e stanco una bevanda indefinita con il tentativo di accomunarla all'idea del caffè, ricavata dall'utilizzazione di una cialda usata già utilizzata ad uso personale l'ipotesi della distrazione non è contemplata e non costituisce un'attenuante
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/09/2011 ore 11:3
Farò appello a tutto il mio fascino (!), sfruttando al meglio il mio corredo genetico apulico-normanno.
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/09/2011 ore 11:4
Ho anche trovato una falla nell'arringa: "gracile". Hai già perso credibilità presso la Corte.
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 22/09/2011 ore 15:2
Posso tenere qui l'Udienza Preliminare. Sentiti i fatti e le testimonianze, questa Corte sentenzia che la parte normanna di Oliver aveva, per genoma e tradizioni, tutto il diritto di fare un caffè-ciofeca, ed anzi non è imputabile per questo. La parte apulica, invece, può stare in giudizio se sospettata del reato suddetto, e deve pertanto produrre in dibattimento le motivazioni sul perchè, pur proveniendo da una zona geografica distante meno di duecento chilometri dal confine campano, abbia ciononostante prodotto la ciofeca medesima. Quale GUP, pertanto, archivio il procedimento contro la parte normanna, perché il fatto non costituisce reato, mentre rinvio a giudizio la parte apulica per il capo di imputazione di cui agli artt. 56743 e 56744 C.P. (tentata ciofeca). Le parti in causa potranno produrre le loro deduzioni, memorie e caffè presso l'abitazione dell'Olivieri, in data da destinarsi. Resta inteso che, qualora l'Olivieri producesse di fronte a questa Corte un caffè accettabile, la parte lesa, ricorrente in questa causa, correrebbe a sua volta il rischio di imputazione per lite temeraria. Così è stabilito.
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di Oliver [user #910]
commento del 22/09/2011 ore 15:3
Mi inchino al salomonico giudizio della Corte.
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 22/09/2011 ore 15:4
Lei è un cittadino modello ...
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 22/09/2011 ore 23:1
non reputo giusta la sentenza e ricorro come mio diritto la seduta è aggiornata a domani sera
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 22/09/2011 ore 23:1
E' suo diritto, infatti, ma avrebbe dovuto aggiungere "Vostro Onore" ... Quasi quasi faccio sgombrare il Diario ;-)))))))))))
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 23/09/2011 ore 21:0
avverso la sentenza propongo appello parziale per la parte in cui il Giudice non riconosce in toto le doglianze da me avanzate ovviamente il Giudice di 2^ grado deve essere diverso e collegiale, come da procedura attendo fiducioso il verdetto
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 23/09/2011 ore 23:0
Gentile Signore, come ho già spiegato al Suo avvocato, la parte crucca di Oliver non riuscirebbe a fare un buon caffè nemmeno con un Kalshnikov puntato alla nuca. Non è biologicamente possibile. Questo rende insussistente non solo il dolo, ma anche la colpa, visto che l'imputato ha preparato il caffè in Friuli, con la dichiarata intenzione di preparare, appunto, un caffè friulano, che è una ciofeca di sua natura. Discorso molto diverso per la parte pugliese. Qui ricorre sicuramente la culpa in vigilando (perchè la parte pugliese non poteva non sapere che differenza passi tra una ciofeca triveneta ed un vero caffè ed avrebbe dovuto istruire a dovere la parte crucca) e potrebbe esserci finanche il dolo, ove si dimostrarre che l'imputato non ha messo in essere volontariamente ogni ragionevole azione tesa a scongiurare la ciofechizzazione del caffè. Ed è per questo che metà Oliver è stato rinviato a giudizio con una imputazione molto seria, per la quale rischia una mezza condanna per il reato di "ciofeca di I grado". Ove poi gli avvocati dell'Olivieri potessero dimostrare che la metà pugliese "sperava" che alla fine il caffè non facesse proprio schifo, la situazione dell'imputato si alleggerirebbe, trasformandosi il capo di imputazione in "ciofeca preterintenzionale". Non starebbe a me consigliarlo, ma Lei potrebbe tentare la carta del ricorso davanti al Tribunale dell'Aja, sollevando l'ipotesi che servire quel tipo di caffè possa rappresentare il reato di "ciofeca contro l'Umanità". Ma è un iter lungo e travagliato. PS: Per Sua conoscenza, si cerchi la giurisprudenza esistente per i reati di "pizza milanese di I grado", "sfogliatella torinese colposa" e "babà padovano aggravato".
Rispondi
Re: Bellissimo, ancora.Guarda, se fossi qui ti ...
di Laceblues [user #7285]
commento del 25/09/2011 ore 16:4
....ma che simpaticoni di amici ho!!! Ah ah ah.
Rispondi
Interessanti....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 22/09/2011 ore 00:3
.....e condivisibilissime riflessioni soprattutto per quello la dissipazione termica di un conduttore o di un qualsivoglia componente. Da elettrotecnico ho sempre paragonato il conduttore elettrico ad un tubo idraulico dove la portata d'acqua può essere tranquillamente equiparata alla potenza che è il risultato del prodotto tra velocità e volume del fluido che possono essere equiparati a tensione e corrente; come in idraulica anche in elettrotecnica se non si dimensiona a dovere il conduttore questo si danneggia. E' sempre un piacere leggerti, ciao.
Rispondi
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Re: Interessanti....
di Cukoo [user #17731]
commento del 22/09/2011 ore 22:0
Però c'è da ricordare che gli elettroni in un conduttore percorso da corrente si agitano a velocità folle, ma macroscopicamente si muovono con una velocità di un millimetro al secondo circa. Delle lumache, insomma. Le analogie con l'idraulica sono simpatiche, ma fallaci.
Rispondi
Re: Interessanti....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 22/09/2011 ore 22:1
Questo lo so anch'io...Il moto di traslazione degli elettroni è lentissimo rispetto alla velocità di moto normale degli elettroni (che si muovono alla velocità della luce c), tuttavia essendo direzionato è proprio lui che determina il passaggio di corrente all'interno del conduttore. La mia analogia voleva essere riferita al passaggio di corrente e non al moto degli elettroni.....
Rispondi
Re: Interessanti....
di Cukoo [user #17731]
commento del 22/09/2011 ore 23:3
Ho capito. Comunque le analogie fallaci a me piacciono molto.
Rispondi
Ma c'è un forma di risoluzione comune che li accomuna!
di FBASS [user #22255]
commento del 22/09/2011 ore 08:1
Tutti i fenomeni meccanici in cui c'è un elemento dissipativo o passivo qual dir si voglia, nel caso l'attrito ( esempio il sistema massa-molla con attrito ) ed i sistemi elettrici in cui vi siano le tre componenti classiche dissipative ( resistenze, induttanze e capacità, anche se molto piccole come in un cavo coassiale attraversato da correnti non continue ), la forma di risoluzione è un'equazione differenziale del 2° ordine a coefficienti costanti ( nel caso meccanico massa, spazio e coeficiente di attrito, con coefficiente costante al secondo membro la forza applicata, mentre nel caso elettrico induttanza, capacità e resistenza con coefficiente costante al secondo membo la tensione alternata applicata ai capi del circuito ), pertanto bisogna ricorrere alle equazioni omogene associate, in cui il secondo membro diventi zero e sommare le due radici risolutive all'integrale generale dell'equazione a derivate 2° e 1°( comprendi importanza); pertanto vi è qualcosa di comune tra i due fenomeni meccanici ed elettrici, Franco50.PS) in fisica tecnica l'entropia e l'entalpia sono presenti già nel sistema e nell'universo, devono essere considerati validi nella fluidistica e nei diagrammi P-H, H-S, P-T, Psicrometrico a P atmosferica standard e dei vari cicli osservabili e reltivi diagrammi ( ricordarsi di Carnot, Joule, Rankine e di Bernoulli ecc. ).Poi per il potenziometro ricordarsi che la pista è in grafite che con il tempo si consuma a causa proprio del'attrito con il contatto strisciante poi c'è l'accumulo di sporco, mentre l'alesatura del foro del jack è molto lenta quasi impercettibile, non essendovi un'utensile tagliente vero e proprio ma solo il cilindretto del puntale.
Rispondi
Però l'attrito della presa jack e del cursore ...
di Sykk [user #21196]
commento del 22/09/2011 ore 08:4
Però l'attrito della presa jack e del cursore dei potenziometri ha anche il vantaggio combattere l'ossidazione dei contatti.
Rispondi
Re: Però l'attrito della presa jack e del cursore ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 22/09/2011 ore 10:1
penso che per quanto riguarda gli ingressi a jack oggi possiamo considerarci abbastanza al riparo dato che vengono usate leghe al cromo e cadmio dotate anche di un'ottima flessibilità un occhio invece al cavo jack che deve essere di ottima qualità per non avere rumore e pregiudizievoli dispersioni per quanto riguarda i pot il discorso è annoso e molto spinoso e posso dirti che sono ormai diversi decenni che combatto con questo componente così elementare nella struttura ma tanto critico per la funzione a cui è demandato la criticità risiede nel contatto strisciante e nell'arco di grafite, quest'ultimo in particolare, che deve presentare una certa "durezza" ed un giusto coefficiente di "scivolamento" per la durezza si usa generalmente la "scala di Mohs", un geniale fisico tedesco che compilò una successione di elementi collocandoli in modo che il successivo potesse scalfire il precedente il grado caratteristico nella scala è il terzo o il quarto, a seconda della resistenza totale in ohm offerta dall'arco e misure molto precise sono effettuabili con lo "sclerometro" quindi il costruttore conosce a priori le caratteristiche del prodotto che immetterà sul mercato e sarà solo la sua serietà a determinare la piena affidabilità e la necessaria longevità di questo componente così importante e così critico all'interno di un apparecchio elettronico l'attrito farà da padrone ed un uso contiuo, come giustamente affermi, eviterà il formarsi di ruggine e muffa ed a nulla servirà il trattamento con prodotti chimici che ne favoriranno lo scorrimento ma non ne miglioreranno la resa
Rispondi
Maestro di vita! Bellissima riflessione che, ...
di diumafe [user #17831]
commento del 22/09/2011 ore 10:1
Maestro di vita! Bellissima riflessione che, come ci fai notare tu ed il buon Jeb, è generalizzabile ed applicabile a tutto il creato. Vado a fare un po' di attrito sulla macchinetta del caffè (visto che quella di Oliver è caduta praticamente in disuso). :-D
Rispondi
Re: Maestro di vita!Bellissima riflessione che, ...
di smilzo [user #428]
commento del 22/09/2011 ore 10:2
Se vuoi ti porto una decina di cialde usate. ;)
Rispondi
Considerazioni interessanti e di comune ...
di Jimmy_ver20 utente non più registrato
commento del 22/09/2011 ore 12:3
Considerazioni interessanti e di comune interesse visto che capitano a tutti quelli che posseggono ampli un po' datati. Chi risolverà i problemi di usura dei componenti elettromeccanici diventerà ricco.
Rispondi
mai pensato di creare ampli con fibre ottiche ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 22/09/2011 ore 14:5
mai pensato di creare ampli con fibre ottiche ?!?!?! ;))))))))))))))) WiWa! Gwynnett
Rispondi
Io i tuoi scritti li sto.....
di bernablues [user #16917]
commento del 22/09/2011 ore 22:0
raccogliendo in una cartella a te dedicata, e prima o poi me li stampo tutti e me li rileggo, come se fossero un libro......anche perché c'è ul filo logico che li lega fra loro :-))))
Rispondi
Re: Io i tuoi scritti li sto.....
di gwynnett [user #9523]
commento del 22/09/2011 ore 23:1
ti ringrazio di cuore ma forse non merito questo privilegio peccato che non siamo vicini altrimenti ti chiederei qualche rudimento, non per suonare come te, s'intende, ma almeno per illudermi di poterlo fare un giorno
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