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Musica, storia, evoluzione.

di OldBoy [user #29456] - pubblicato il 19 agosto 2011 ore 15:31
Riflessione personale, ascoltando i Beatles in un bar e parlando di come Bach e Beethoven siano arrivati alla stessa vetta percorrendo due pendii diversi.

 

Alla fine la storia della musica non è simile a un pendio, una astratta camminata verso una fantomatica vetta.

E' più simile a una sorta di elettroencefalogramma comatoso, linea piatta, di tanto in tanto mosso da un momento di consapevolezza, di attività, ma che prontamente ritorna in uno stato di quiete e torpore.

Vi è un momento in cui compare un artista, un gruppo, un brano che spezzano la continuità morta. Ma è solo un'illusione di cambiamento, prontamente è tutto riassorbito nella piattezza e nell'omogeneità.

Pensate a uno specchio d'acqua; piatto, immoto, in una pigra giornata di sole e bonaccia; nemmeno le nuvole si specchiano sulla superficie, che sembra quasi fatta di vetro tanto è liscia e regolare.

Un sasso cade quasi dal nulla, non si riesce a vedere chi l'ha lanciato. La superficie del laghetto si increspa, le onde si propagano regolarmente.

Vi è turbamento, agitazione surreale.

Ma il sasso diventa poi parte del fondale del lago. Torna tutto in quiete, non si è mosso nulla in realtà. Solo se vi è qualcuno che ha assistito alla scena se ne potrà parlare, di questo evento fuori dall'ordinario.

 

Ma se nessuno è li a guardare, è stato veramente scagliato quel sasso?

 

Un saluto a tutti,

M.

 

 

P.s.: di sicuro il mondo per un po' si è fermato, di fronte a ciò. Nonostante il pianoforte sia leggermente stonato, e il pianista non osservi i dettami della "tecnica". Non perché la ripudi, ma perché non ne ha bisogno.


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L'evoluzione è qualche volta involuzione!
di FBASS [user #22255]
commento del 19/08/2011 ore 18:2
Cosa capitata a me, ne ho mandato via email gli studi a molti amici accordiani ( ma avevo la loro email, la tua no ), io insegno ( a gratis ) a molti ragazzi e ragazze ed anche a non più tali, intendo status di ragazzi, l'approccio alla tastiera sia del contabasso, del basso, del violoncello e della chitarra, con il metodo di scrivere la musica come si usava nel rinascimento, cioè l'endecagramma, diventato a inizo 700 i due pentagrammi in chiave di basso o Fa ed in Chiave di Sol o di Violino, con in mezzo il rigo del DO centrale del pianoforte ( 5 + 1 + 5 fanno 11 se la matematica non è un'opinione), ma rendeva subito evidente l'estensione dello strumento e dove le tonalità si potevano collegare, Franco50.
Rispondi
Mah...
di rockbottom [user #14725]
commento del 19/08/2011 ore 19:0
"E' più simile a una sorta di elettroencefalogramma comatoso, linea piatta, di tanto in tanto mosso da un momento di consapevolezza, di attività, ma che prontamente ritorna in uno stato di quiete e torpore." Sinceramente non potrei essere più in disaccordo. L'evoluzione della musica è stata sempre un vortice continuo di cambiamenti multidirezionali, intuizioni coraggiose o ritorni alla classicità, alla perfezione formale. Il '900 poi, con i cambiamenti sociali che ci sono stati, è stato veramente un susseguirsi di novità, di microcosmi (o universi) che viaggiavano in parallelo per poi magari invece incrociarsi, disperdersi in tanti rivoli... un vortice continuo in cui mi piace essere risucchiato senza opporre resistenza.
Rispondi
Re: Mah...
di OldBoy utente non più registrato
commento del 19/08/2011 ore 19:2
Quindi secondo te la musica, in particolare guardando al momento presente per semplicità, è in continuo crescere, un vortice di nuove ispirazioni, nuovi mondi e nuove forme che nascono in modo caotico senza fermarsi? :) Non ti pare piuttosto che a momenti turbolenti si susseguano momenti di calma piatta? Pensa un po' alla scena musicale moderna; senza estrapolare la frase dal contesto, vedi un po' nell'insieme del discorso che significato ha.
Rispondi
Re: Mah...
di rockbottom [user #14725]
commento del 19/08/2011 ore 19:3
No non mi pare proprio che il presente sia così, e sicuramente non lo sono state le epoche passate. Tieni conto che capire ciò che accade nel PRESENTE è la cosa più difficile che ci sia, anche in un'epoca come la nostra dove l'informazione ci ha consentito di abbattere le distanze (con tutto i pro e i contro della cosa, ma non mi sembra il caso di perderci in divagazioni importanti che non so nemmeno se sono in grado di affrontare :-) ). Poi dovremmo intenderci sul significato di 'moderno'. Se intendi proprio il 2011 vedi quanto detto sopra, se intendi quello che è successo nel mondo musicale degli ultimi 30-40 anni allora non ho proprio dubbi che ci siano state tante evoluzioni, come ho scritto prima anche in particelle, micro-universi. Di esempi me ne vengono in mente molti, e io non conosco nemmeno bene tutti i generi musicali (non sono certo pico della mirandola, ma un semplice appassionato con i miei limiti e i miei gusti). Secondo me poi ti fai fuorviare dalla parola 'crescere', sottintende l'idea di un miglioramento verso non si sa bene quale ideale di perfezione, mentre l'evoluzione vive in se stessa, non mira a niente, accade e basta. Questa almeno è la mia visione della cosa ;-)
Rispondi
Re: Mah...
di OldBoy utente non più registrato
commento del 19/08/2011 ore 19:4
Mmm, io ho sempre sentito come sinonimi "evoluzione" e "crescita", ma non è detto che non stia sbagliando :) Comunque forse sono stato un po' troppo astratto.. In soldoni, secondo me non è un cammino "in salita", è più un aggiungere qualcosa a un'esperienza già consolidata, che è il piacere di ascoltare e fare musica :) non cìè un fine astratto da raggiungere, è tutto già dato dal piacere di ascoltare musica; alla fine si fa musica perché ciò ci piace e ci provoca sensazioni ed emozioni. Non vedo un'evoluzione o una crescita tesi a "migliorarsi", quanto piuttosto a dare qualcosa a chi ascolta, nuove sensazioni, nuovi modi di esprimersi :) Solo che mentre di tanto in tanto vi è chi "lancia un sasso" e muove le acque, per il resto del tempo c'è calma piatta :) vi è più una rielaborazione di ciò che è stato fatto. Ma intanto il sasso è già nel lago, e fa parte della comune esperienza musicale :) ma non è detto che quell'innovazione sia percepita. Un esempio su tutti, i manoscritti delle partite e sonate per violino solo di Bach stavano per essere usate come involucro per del pesce.
Rispondi
"Se nessuno è lì a guardare.." Eh... qua si ...
di hivez [user #9272]
commento del 19/08/2011 ore 19:1
"Se nessuno è lì a guardare.." Eh... qua si aprono scenari vasti assai ;) ...
Rispondi
Re:
di OldBoy utente non più registrato
commento del 19/08/2011 ore 19:3
Eheh ;) Non è messa lì a caso ;) Si presta eccezionalmente bene come metafora poi.
Rispondi
Farei una variante alla tua metafora. Più che ...
di perrynason [user #17170]
commento del 19/08/2011 ore 19:3
Farei una variante alla tua metafora. Più che uno specchio d'acqua direi una pozza fangosa: qualcuno butta il sasso, la terra si sposta, si forma un cratere, gli schizzi ridisegnano la superficie. Poi torna la quiete, ma il panorama non è più quello di prima!
Rispondi
Re: Farei una variante alla tua metafora. Più che ...
di OldBoy utente non più registrato
commento del 19/08/2011 ore 19:4
Sì, è un'ottima variante :) io pensavo (ma non l'ho scritto) di più al fondo del lago, al quale pian piano si aggiungono "sassi e pietre", che vengono "inglobati" in quella che è "l'esperienza musicale", tutto ciò che è possibile fruire. :)
Rispondi
La maggior parte delle volte non c'é nessuno ...
di Baccanali [user #21121]
commento del 19/08/2011 ore 20:3
La maggior parte delle volte non c'é nessuno che guardi o che sappia guardare (alla fine Bach era circondato da un contesto piuttosto ricettivo e colto, che al giorno d'oggi é assente a mio avviso). Credo fermamente nell'evoluzione di ogni cosa e ancor di più dell'essere umano, ma non credo che siamo nati per questo. La stasi potrebbe avere anche dei benefici sulla nostra vita. Certo, anche la pigrizia gioca molto a nostro favore. Post davvero interessante. Cordiali saluti D
Rispondi
Re: La maggior parte delle volte non c'é nessuno ...
di OldBoy utente non più registrato
commento del 19/08/2011 ore 20:4
Pensa che lo stesso Bach è stato riscoperto solo in seguito..:) le suites per violoncello, per esempio, erano considerate un esercizio tecnico, prima di Casals. E invece sono un capolavoro assoluto, e sono incredibilmente toccanti. Ti ringrazio per il commento! :) Un saluto, M.
Rispondi
È una bella riflessione in effetti. Tuttavia ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 20/08/2011 ore 00:1
È una bella riflessione in effetti. Tuttavia credo che il termine evoluzione implichi un graduale perfezionamento, il cui passaggio segna il raggiungimento di un nuovo stadio che dà per metabolizzato quello precedente precedente. Nel bene e nel male. Non ho idea se sia o meno un sasso ad increspare le acque, a porre le condizioni per per passare al gradino successivo (magari sono semplicemente le lancette del tempo che, inesorabili, presentano il conto...), ma se così fosse non credo che non ci sia nessuno a guardare.... a volte sappiamo bene a chi appartiene quella mano incriminata. Magari, però, è stata la casualità degli eventi a far si che quel sasso finisse nell'acqua senza che egli ne avesse reale intenzione ;) Ciao! PS: leggo e scrivo da un telefonino.. magari mi sono perso qualche commento. Spero almeno di aver afferrato il nocciolo del post :)
Rispondi
Re: È una bella riflessione in effetti.Tuttavia ...
di OldBoy utente non più registrato
commento del 20/08/2011 ore 00:3
Hai afferrato sì :) e ti ringrazio per la tua risposta! Tra i vari commenti ho specificato che, nel caso della musica, trovo si tratti di un'evoluzione "strana", non "verticale" (tesa verso una perfezione)..non si capisce dove voglia portare questo eventuale perfezionamento..a un'idea di bello? A dio? Secondo me invece è già tutto insito nel fatto che la musica è un'esperienza bella e piacevole, che ci permette di crescere come di provare belle emozioni. Non è una "tensione" verso un miglioramento (rispetto a cosa? E' insostenibile come posizione), quanto un ampliamento dell'esperienza, delle forme e delle emozioni. E ogni sasso lanciato nel lago amplia un po' questa esperienza, permette nuove sensazioni e nuovi stimoli. :) Più che di gradino, che implica una scalata verso qualcosa (o una discesa), mi piace di più l'idea di un lago, che pian piano si riempie di "sassi", nuove cose, prima estranee, ma poi integrate :) E purtroppo hai capito perfettamente che a volte, se non stiamo attenti, molte delle cose che vanno in quel "lago", rischiano di perdersi, di rimanere sconosciute. Per questo la mia è anche un'esortazione (indiretta) a chi ha la passione per la musica a cercare, indagare, scoprire, studiare, avere la curiosità di nuove cose, anche diverse dal solito e, perché no, sgradevoli :) Un saluto! :) e buonanotte! M.
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Re: È una bella riflessione in effetti.Tuttavia ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 20/08/2011 ore 10:3
Sì, forse l'idea di "gradino' sarebbe leggermente fuorviante. Meglio sostituirla con quella di "passo"... immagino la Musica come un (bellissimo) essere informe, la cui "evoluzione", scandita dal tempo, è dettata da infiniti passi in direzione di orizzonti più o meno lontani. Passi scanditi da qualcosa o da qualcuno, intenzionalmente o meno. In questo caso l'evoluzione musicale sarebbe semplicemente un viaggio, forse senza meta, ma con la possibilità di cambiare direzione in qualunque momento. A volte raggiunge panorami incantevoli, altre volte, vittima di qualche abbaglio, si ritrova in luoghi decisamente brutti. La metafora del lago è certamente interessante, probabilmente la più ragionevole.... ma, caspita, non riesco proprio ad immaginarmi la Musica come un enorme recipiente dentro il quale qualcosa o qualcuno continua a gettare pietre :)) Ora vado a gettarmi in mare :D Ci rifletterò su.... ;) Ciao!
Rispondi
Re: È una bella riflessione in effetti.Tuttavia ...
di OldBoy utente non più registrato
commento del 20/08/2011 ore 10:4
Beh, anche l'idea di un cammino è altrettanto valida :) Buon mare! ;) Saluti, M.
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