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le valvole mi accendono il cuore

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 13 giugno 2011 ore 16:16
qualche anno addietro, specialmente nella sfera dell'alta fedeltà, il solo parlare di impianti non valvolari bastava per essere tacciati di eresia ma oggi ci consideriamo nell'età della ragione e valutiamo criticamente le soluzioni sonore di un apparecchio giudicandolo in virtù delle sue reali capacità

forse è proprio l'imperfetto equilibrio di pesi e di misure in un apparato valvolare che accresce in noi musicanti l'amore e la sviscerata passione per questi tipi di circuiti che presentano sempre una caratteristica instabilità di tensione da aggiungere ad una incontrollabile emissione di calore che spesso ne provoca il precoce deterioramento

diciamo che ne siamo consapevoli e che ne accettiamo di buon grado le conseguenze godendo nel frattempo del loro suono meraviglioso e subendone l'indiscutibile fascino, accudendo e preservando l'integrità di ogni singolo tubo per farlo esprimere al meglio in un lasso di tempo relativamente lungo ma che comunque rappresenta tutta la sua vita

dopo le lodi e la strana vaghezza di queste parole assolutamente non condivisibili da chi non riesce a sentire e considera il suono solo come alternativa al silenzio vorrei presentarvi un circuito di cui ancora non riesco a valutare la validità e che avevo disegnato per l'eclettico amico Oliver, splendido musicante in questo momento affaccendato con filigrane e dentelli

si tratta di un piccolo pre di sapore fenderiano che, in configurazione a tubi, affidava a due soli triodi, quindi una sola 12ax7 o 12ay7, l'intera funzione di accogliere il segnale, modellarlo a dovere con un controllo di toni e poi amplificarlo ulteriormente per inviarlo ad un finale, sia esso costituito da una sola valvola per un single ended o ad altre tre, una sfasatrice e due di potenza in push pull

una 12ax7 o una 12ay7 contengono due triodi distinti e separati e nel progettino si è cercato di emularle con due comunissimi FET che svolgono le stesse funzioni addirittura usando valori di resistenza e capacità molto simili a quelli usati in originale

il disegno nella foto che rappresenta lo stampato definitivo da me montato e funzionante contiene tutte le componenti in maniera che non vi siano filature da effettuare inglobando l'ingresso, tutti i potenziometri, l'uscita ed un comodo loop seriale inserito strategicamente per facilitare l'andamento delle piste

ll'unico dato che mi lascia dubbioso à la possibilità di una probabile rumorosità nel collegamento dell'unità ad un apparecchio esterno a cui si potrebbe ovviare bilanciando il segnale in uscita ma questa soluziene richiede un trasformatore il cui costo sarebbe pari a quello dell'intero circuito

il progetto funziona con una batteria da 9 volts come quelle usate per i pedali ed avrebbe più o meno la durata di un concerto oppure si potrebbe utilizzare un piccolo alimentatore da 100 mha per stare sicuri e per non avere, magari a metà serata, quel fisiologico calo dovuto ad una tensione non più idonea causata dal normale esaurimento della fonte di energia

riguardo al suono non so esprimermi, non reputo questo il momento di sottoporvi un ascolto perchè mi piacerebbe leggere un'approvazione o un diniego ma non al fatto in sè circoscritto al progettino in questione, ma all'idea di uno sviluppo futuro, di un perfezionamento che potrebbe sfociare in un pedalino magari disponendo diversamente i pot ed eliminando il loop e devo confessare che mi attizza l'idea di una scatolina che emuli un Blackface da inviare direttamente al mixer per poi stupire del suono prodotto

concludo dicendo che certamente funzionerà, che forse sarà idoneo, che godrà di una estrema tascabilità e non avrà sicuramente peso ma che comunque sempre e solo le vavole sapranno accendermi il cuore


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Fet
di mehari [user #25169]
commento del 13/06/2011 ore 16:2
io ho realizzato diversi pedali basati su FET (alcuni presi pari pari dal sito runoffgroove.com dove ci sono diversi tentativi di emulare storici amplificatori) e il risultato è quasi sempre stato buono. L'unica accortezza è tarare bene la corrente che alimenta i transistor con dei trimmer, evitando le resistenze fisse, perchè c'è una forte influenza sulla "rotondità" del suono, soprattutto se si tratta di overdrive... e a volte si tratta di regolazioni infinitesime
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Un buon esperimento
di svalvolman [user #23788]
commento del 13/06/2011 ore 19:1
Ciao gwynnett, colgo l' attimo fuggente per postare un commento sul questo tuo post. A mio modesto parere, i Fet sono i componenti a stato solido che più si avvicinano alle valvole. Anche perchè la loro prima costruzione risale alla fine degli anni '20 (se non ricordo male), un' epoca dove le valvole regnavano ancora sovrane. Hanno sicuramente ai tempi risentito in maniera profonda dell' influenza di quella filosofia tecnica funzionale. Difatti le curve caratteristiche sono molto similari, così come il comando tramite campo elettrico. Il transistor appartiene ad un' "altra generazione", quella dei '40, dove si cominciava a ricercare innovazione. A me piace molto lavorare coi Fet, in alternativa alle valvole (mehari ne sa' qualcosa). Il posto di privilegio però resta per i tubi. E' un po' come paragonare l' atmosfera, la suggestione di una stufa, seppur a legna, a quella di un caminetto... Aggiungo con la modifica: Quello che dispiace è la spietata speculazione fatta sulla tecnologia valvolare. Soprattutto in campo hi-fi. Ciao Gwynn, continua a provare coi Fet: Come avrai sicuramente già notato possono dare ottimi risultati. Bello da parte tua l' averne voluto parlare . Un grande abbraccio da chi vive le tue stesse passioni
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Re: Un buon esperimento
di gwynnett [user #9523]
commento del 13/06/2011 ore 22:2
l'hai detto: ambedue le componenti presentano marcate analogie nelle rispettive curve caratteristiche ma forse la proporzione delle forme, la generosità delle volumetrie, il tiepido calore irradiato e la fiammella incerta dei filamenti risvegliano l'edonismo innato nella natura umana inducendo i più a preferirle ed a guardarle come entità perfette e senza difetto alcuno in realtà non è così, le valvole mentono spudoratamente avvalendosi della elevata tensione e della bassa corrente richiesta che permette loro di passare dalla zona lineare a quella non lineare in maniera meno immediata rispetto a molti semiconduttori e quella che analiticamente è già distorsione viene avvertita come un bel suono, quello che è un vizio o addirittura un difetto si trasforma in un piacevolissimo sustain che ci scuote l'anima
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Re: Un buon esperimento
di smilzo [user #428]
commento del 14/06/2011 ore 09:2
*** una 12ax7 o una 12ay7 contengono due triodi distinti e separati e nel progettino si è cercato di emularle con due comunissimi FET che svolgono le stesse funzioni addirittura usando valori di resistenza e capacità molto simili a quelli usati in originale *** Secondo me qua stà l'intoppo. Devi riprodurre anche le resistenze e capacità interne. ;)
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puntualizzazione
di synthy [user #18936]
commento del 14/06/2011 ore 11:5
il primo transistor, prototipo funzionante, fu prodotto nel 1947 nei bell laboratories. il primo progetto mai pubblicato fu del 1925 in canada, molto simile ad un transistor ad effetto di campo (FET), ma fu solo progettato; il fet fu realizzato solo nel 1952 come JFET e 1960 come MOS-FET. il primo progetto brevettato di transistor-like-component fu tedesco nel 1934.
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Re: Un buon esperimento
di superloco [user #24204]
commento del 27/06/2011 ore 09:3
valvole e fet ma come ho scritto al primo posto ci sono le valvole, sarà che mi scaldano la casa e d'estate suono solo l'acustica!
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Sai già che sono molto curioso, Poeta ...
di Oliver [user #910]
commento del 13/06/2011 ore 20:0
Sai già che sono molto curioso, Poeta Elettrico, ma adesso lo saranno anche moltissimi altri accordiani :)
Rispondi
Re: Sai già che sono molto curioso, Poeta ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 14/06/2011 ore 01:3
Curiosissimi .... :-)
Rispondi
Eresia
di jebstuart [user #19455]
commento del 14/06/2011 ore 01:3
Col timore di apparire un eretico, da una parte, e con quello di essere più semplicemente un solenne somaro, dall'altra, riporto qui di aver posseduto per breve periodo il ricercatissimo FA-1 della Boss. vai al link Non ci siamo molto capiti, però, e l'ho restituito al venditore (che peraltro chiedeva 350 euro). Cambiando, argomento, Gwynn, le prime righe del tuo diario mi hanno fatto ripensare (per analogia con gli impianti valvolari) a quelle donne bellissime e balzane, che uno sa già gli porteranno solo guai, ma che nondimeno non può evitare di conoscere (nel senso biblico del termine, ovviamente) ... ;-)))
Rispondi
Re: Eresia
di gwynnett [user #9523]
commento del 14/06/2011 ore 07:1
erudiscimi Jeb, come suonava? non ti piaceva? o eri consapevoli che dei 350 euro pretesi non ve ne erano neppure 20 chassis compreso?
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Re: Eresia
di jebstuart [user #19455]
commento del 14/06/2011 ore 07:3
Il problema é tutto là. Non sono in grado di dire come suonasse. Incrementava la pressione sonora ma senza alcuna personalità. Per questo parlavo di eresia, essendoci una miriade di persone che invece lo adora come un totem...
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