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un po' di tecnica non guasta mai

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 06 giugno 2011 ore 23:02
la nostalgia dei disegnini colorati è troppo grande, quindi ve ne propino uno fresco di giornata e ve lo illustro anche, esponendomi a quelle agguerrite critiche che tanto mi attizzano

nel post precedente si è parlato di vintage non nascondendo la vena nostalgica per gli splendidi apparecchi di un tempo ed ora voglio parlarvi della valvola raddrizzatrice presente praticamente ovunque nelle geniali elettroniche di quel supremo momento musicale

questo tubo ha la caratteristica di presentare, per motivi meccanici, una certa resistenza, che aumenta proporzionalmente all'usura e raggiunge, a circa metà della vita, il giusto equilibrio tra la tensione, che comunque non muta, e la corrente erogata, che al contrario subisce una diminuzione rallentando le capacità di attacco ed offrendo quel languido "strascicamento" del suono che ci affascina e contemporaneamente ci distrugge dentro, che sembra rallentare il tempo, che riesce a farci contare i battiti del cuore, che ci porta a cercare una pesona da abbracciare forte pur senza averne alcun motivo

in alto a sinistra il classico schema presente nella totalità degli apparecchi a cavallo tra gli anni 50 e 60, il mitico Champ era fatto così come pure il Bassman e quasi l'intera produzione americana

la raddrizzatrice aveva più o meno la stessa durata delle finali, quindi un processo di decadimento parallelo, una sorta di invecchiamento solidale che dopo circa 400 ore offriva le sonorita di cui vi parlavo che culminavano nel blues e nella magia delle dita di alcuni esecutori

tecnicamente la diminuzione di prestazioni dovuta all'usura del tubo fa perdere al componente le caratteristiche di linearità e lo stesso discorso vale per le finali che ci avvertono del loro decadimento innescando inopportunamente una certa distorsione che, per definizione, è il cambiamento di una forma d'ondo quando attraversa un componente fisico non lineare

quindi la prima vignetta è per sommi capi descritta: tubo raddrizzatore, condensatore elettrolitico, erogazione di corrente non costante nel tempo, e, a metà corsa, suoni da brivido e pelle d'oca

in alto a destra troviamo invece il circuito di prima alimentazione più comodo, poco costoso e meno performante: due rami di tensione con due o più diodi in serie, una massa, un condensatore elettrolitico ed un "aurea mediocritas"

i diodi costano poco, hanno un ingombro esiguo, producono poco calore e, principalmente, non decadono nel tempo ma vanno sostituiti solo in caso di interruzione che si verifica raramente e comunque sempre dopo la sostituzione del condensatore di filtro

l'apparecchio funziona bene, non ci riserva sorprese perchè questi semiconduttori sono costanti nell'erogazione della corrente e non manifestano mai cenni di stanchezza, di flessione nè trasmettono gioia o dolore ma lavorano e basta assolvendo in silenzio il compito loro assegnato  ed inseguendo costantemente la carota legata alla canna senza alcun lamento (gracchìo o distorsione)

questo tipo di alimentazione è molto usata in apparecchi di poco pregio e magari a semiconduttori ed abbatte notevolmente i costi del magnetico di alimentazione riducendo il numero degli avvolgimenti necessari ed il valore di corrente da erogare

ed ora l'ultima vignetta, quella a mio parere più interessante in quanto don statica ed inamovibile ma oggetto di una scelta, di un gusto, di una propensione

due rami di tensione, due diodi , una massa, un elettrolitico di filtro e diciamo che vanno bene due diodi da 500 volts 1,5 ha, un elettrolitico ed adotteremo un valore compreso tra i 22 ed i 47 mf ed una resistenza: ma quale valore e quale vattaggio e per ottenere cosa?

supponiamo di voler alimentare un push-pull con due el 84 e di aver bisogno di 320 volts al trasformatore di uscita e supponiamo ancora che la tensione raddrizzata, quindi dopo i diodi, sia di 345 volt che riteniamo eccessivi per il progetto

ci troviamo in presenza di 25 volts di troppo e non disponiamo di un trasformatore più piccolo in tensione quindi applichiamo la legge di ohm per ridurre questa tensione e portarla al valore ottimale

volts da ridurre (25) diviso corrente assorbita dal circuito al massimo volume (circa 120 mh) uguale valore della resistenza da collocare prima del condensatore (208 ohm)

volts da ridurre (25) moltiplicato corrente assorbita (120mh) uguale vattaggio della resistenza (3 watt)

quindi per raggiungere il voltaggio ideale bisogna frapporre tra diodi e condensatore una resistenza da 220 ohm (valore standard) che abbia la forza di dissipare 3 o 4 watt (5 sarebbe meglio)

la scelta di frapporre una resistenza sarebbe in questo caso una necessità e basterebbero conoscenze elementari di teoria elettronica per farlo ma se la tensione fosse invece ideale e immettessimo comunque una resistenza opportunamente calcolata  nell'alimentazione a diodi cosa otterremmo?

saremmo quasi e sottolineo il quasi nella condizione della prima vignetta perchè praticamente andremmo ad emulare (non sostituire a pieno) il funzionamento di un tubo termoionico raddrizzatore che per ragioni puramente meccaniche offre una resistenza interna che varia con l'usura fino a raggiungere una soglia che ne impedisce il normale funzionamento

in teoria simulando un abbassamento di tensione simbolico (dai 5 ai 12 volts ad esempio) potremmo trovare quel punto intermedio che la valvola raggiunge con ore di funzionamento e godere di quel suono al limite del mistico optando per una delicata distorsione o per un dolce prolungamento delle note più alte per poi godere, impunemente e  senza ritegno alcuno, delle frasi prodotte


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ottenere un comportamento simile alla valvola ...
di mehari [user #25169]
commento del 06/06/2011 ore 23:0
ottenere un comportamento simile alla valvola ?? mi viene in mente una cosa simile per simulare una zincocarbone scarica nei fuzz alimentati con un trasformatore...
Rispondi
Re: ottenere un comportamento simile alla valvola ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 07/06/2011 ore 08:1
puoi farlo ma devi partire da 12 volts e non da nove ... determina l'assorbimento del pedalino con la tensione caratteristica ed usa come riferimento 7,9 volts 12 - 7.9 = 4,1 e su questa caduta applica la legge di ohm se il risultato è deludente diminuisci progressivamente il valore della resistenza fino ad ottenere quello che vuoi ricorda che non puoi applicare la resistenza ad una tensione già raddrizzata, quindi hai bisogno di un trasformatore con due rami più la massa e collocare la resistenza tra i diodi ed il condensatore
Rispondi
***quel languido "strascicamento" del suono ...
di Oliver [user #910]
commento del 06/06/2011 ore 23:1
***quel languido "strascicamento" del suono che ci affascina e contemporaneamente ci distrugge dentro, che sembra rallentare il tempo, che riesce a farci contare i battiti del cuore, che ci porta a cercare una pesona da abbracciare forte pur senza averne alcun motivo*** Se qualcuno riesce a descrivere questo effetto in modo più efficace e allo stesso tempo così romantico... mi dimetto. Grande Gwynnett. A occhio e croce mi mancano ancora 397 ore, prima di raggiungere la felicità ;)
Rispondi
Re: ***quel languido
di jebstuart [user #19455]
commento del 07/06/2011 ore 00:0
In pratica, una specie di Miglio Verde della valvola, il cui destino è segnato aprioristicamente, ma che dà il meglio di sè quando supera il "mezzo del cammin de la sua vita" ;-))) Gwynn è un incredibile divulgatore ....
Rispondi
Riesci a parlare di tecnica........
di bernablues [user #16917]
commento del 07/06/2011 ore 00:1
In maniera così poetica, e piena di Amore, che non sembra quasi tu stia parlando di circuiti e valvole.......riesci a far amare l'elettronica anche a chi non distingue un diodo led da una lampadina, sei un grande :-)
Rispondi
La magia della 5Y3, 5X4 ,5U4, GZ34 ed EZ81, ma c'era anche la 6X4
di FBASS [user #22255]
commento del 07/06/2011 ore 06:1
Però a stento bastavano per un semplice Pus-Pull di 6L6 o EL 34, tanto è vero che già il Twin ed il Bassman 100 portavano i diodi e poi che dire del Leslie che aveva anche la OA2 come stabilizzatrice, tempi passati e oggi che non riesci manco più a trovare una ELL80 ed una EL503 e ti propinano le Sovtek o le EH al posto di RCA, Motorola e GE, senza dimenticarci delle Mullard, cosa ne dici?, Franco
Rispondi
Re: La magia della 5Y3, 5X4 ,5U4, GZ34 ed EZ81, ma c'era anche la 6X4
di gwynnett [user #9523]
commento del 07/06/2011 ore 07:5
dico che si, naturalmente la mia lunga militanza durante gli anni d'oro della musica sia come elemento di un gruppo che come tecnico in erba mi ha fatto ascoltare ed apprezzare quasi tutti gli amplificatori in uso così come la stragrande maggioranza di chitarre, bassi, tastiere oggi racchiusi nella costosa sfera del vintage la raddrizzatrice rimane un problema di costi e di ingombri: quasi 220 mha per una GZ34/5AR4 e 2,5 ampere solo per i 5 volts dei filamenti: questa esigenza "allarga" incredibilmente il trafo di alimentazione e ne dilata il costo ma per qualcuno è irrinunciabile molto positive invece le 6x4 e 6x5 per relizzare i preamplificatori: sono tubi dotati di catodo ed utilizzano i normali 6,3 volts dei filamenti e non un'alimentazione dedicata non adotterei una raddrizzatrice in amplificatori molto veloci come le Plexi e loro derivati o per le gamme Orange e Laney eppure, stanamente, l'eclettico Soldano la usa nel suo fantastico Atomic 16 spingendola oltre i 400 volts e dotando le finali di un bias regolabile per poter gestire al meglio la forza e la voce delle indomabili el84 altra peculiarità con l'uso di una rettificatrice è di poter avvalersi di capacità relativamente piccole ed a proposito voglio citare il celebre AC30 della VOX che urla al pari di un 100 watt con soli 16 microfarad come prima capacità in questo caso non ammetterei sostituzioni, adottare semiconduttori nell'alimentazione di un simile amplificatore sarebbe come bere acqua gustando alici marinate che personalmente reputo un reato perseguibile con le pene più severe
Rispondi
Re: La magia della 5Y3, 5X4 ,5U4, GZ34 ed EZ81, ma c'era anche la 6X4
di Jimmy_ver20 utente non più registrato
commento del 07/06/2011 ore 10:2
che intendi per "ampli veloci"?? P.S. bentornato Gwynn, è sempre un piacere leggerti.
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Re: La magia della 5Y3, 5X4 ,5U4, GZ34 ed EZ81, ma c'era anche la 6X4
di gwynnett [user #9523]
commento del 07/06/2011 ore 11:4
quelli con finali a pentodi, con una considerevole corrente in griglia schermo ed una forte amplificazione sul primo stadio del pre negli anni 70 in Inghilterra circolava la voce che i tre Marshall in parallelo di Jimi avessero un valore resistivo di 3k3 sulla resistenza di catodo del primo triodo contro i 2k7 dello standard e che il bias fosse fissato con una corrente negativa di -34 volts invece di -36 considerando 1k in griglia schermo è facile immaginare l'immediatezza e l'esplosone degli attacchi oltre alla propensione al feedback avvicinando la chitarra agli altoparlanti è chiaro che con queste modifiche le finali (el34) dopo un solo concerto fossero da buttare via ma non si sa se sia vero ed io lo riporto per sentito dire confesso che una volta ho provato a farlo ma non avevo la cassa adatta e ho eseguito la prova su un 50 watt, quindi due tubi finali e non quattro ricordo solo che ad un quarto della potenza tirava fuori 22 watt
Rispondi
Ohhhh... era un po' che mi mancava un ...
di elgaldil [user #22921]
commento del 07/06/2011 ore 09:1
Ohhhh... era un po' che mi mancava un bell'articolone di Gwynnett! Semplice, chiaro eppure decisamente al di là del prosaico :-) Interessante la soluzione che proponi. Mi piacerebbe sentirne il risultato. Concordo anche con la tua risposta qui sopra... ad ogni caso la sua soluzione: una rettificatrice può non essere la scelta migliore per un ampli plexi-style eppure è irrinunciabile per avere il suono dell'AC30. Io continuo ad essere pienamente convinto che questa sia una delle scelte "progettuali" che più influiscono sul suono di un amplificatore (mentre delle volte "ce la meniamo" per aver montato le finali della EH piuttosto che della Mullard). Quando suono la mia "Carmencita" -che è null'altro che una riproposizione, in versione, se possibile, ancora più boutique- del "Carmen Ghia" di Dr. Z, mi rendo pienamente conto che tutto quel suono (che adoro) e tutto quel volume (alla faccia dei 18W) sono nella perfetta combinazione dei lavori della 5Y3 e delle EL84.
Rispondi
Davvero ottimo
di svalvolman [user #23788]
commento del 07/06/2011 ore 13:2
Ciao gwynnett, questo post merita davvero una lode dal lato tecnico. Verissimo: simulare la risposta di un diodo a vuoto è possibile, grazie appunto ad una resistenza serie di valore opportuno. La sola cosa che manca è la curva di trasferimento leggermente curva (tipica del diodo a vuoto). Con diodo a stato solido e resistenza serie, invece, si ottiene una curva che tende al lineare, in dipendenza dal valore del resistore. Sai, anch' io ho fatto simili "accrocchi" ed il risultato è molto buono. Personalmente penso che articoli e post del genere con questi "tips" tecnici, siano estremamente interessanti ed educativi. Penso che abbiano un valore di cultura generale molto valida ed utile al chitarrista. Ogni musicista dovrebbe conoscere gli strumenti del proprio suono...un po' come i piloti di F1 che sono dei mezzi meccanici.... L' ho letto davvero con piacere. Un abbraccio forte, amico nostalgico Aggiungo: Il diodo a vuoto ha comunque dei pregi tecnici difficilmente raggiungibili dai diretti parenti a stato solido. Per prima cosa ai primi manca la tensione di soglia: essi cominciano a condurre immediatamente al di sopra dello 0 Volt, annullando del tutto, o quasi, i "bip" di commutazione tipici della rettificazione. Nei casi peggiori questi bip possono risuonare con l' induttanza del trasformatore d' alimentazione e fare casini vari. Secondo punto di forza dei diodi a vuoto è la totale assenza di "recovery time" ( o tempo di recupero). La corrente, nei diodi al silicio, per un brevissimo istante riesce a "tornare indietro" verso il generatore. Esistono diodi del tipo ultra fast recovery, ma la tipologia a vuoto intrinsecamente è scevra di questo difetto. Dalla loro parte, come hai detto giustamente te, gwynnett, i raddrizzatori a stato solido hanno il grande vantaggio di essere piccoli, economici, dissipano poco, sono potenti e stabili. Oltretutto non hanno un filamento da alimentare e quindi hanno un rendimento elettrico molto più alto.
Rispondi
grazie carissimo, per le tue parole gentili e ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 07/06/2011 ore 15:3
grazie carissimo, per le tue parole gentili e poi per avermi ricordato la recovery time di cui enunciamo la definizione a vantaggio di tutti è il tempo necessario per il pieno recupero dell'operatività di un sistema condizione non presente nei diodi a vuoto e per questo se ne cerca una onesta emulazione senza pretenderne la piena sostituzione la grande differenza risiede anche nella prima classificazione delle due componenti: il diodo termoionico rappresenta il primo componente elettronico attivo creato dall'uomo, il semiconduttore diodo è invece un componente passivo e non lineare ma vorrei fornire una definizione più poetica, più sofferta: il diodo termoionico lavora e si stanca della sua mansione anche in condizioni normali, la sua composizione si fiacca, si stressa e comincia a rendere meno fino a sedersi completamente, esausto e senza più volontà di proseguire il semiconduttore diodo invece ha i paraocchi, cammina spedito fino a quando una grossa causa non lo annienterà per farlo cessare in maniera violenta e subitanea giovane o vecchio che sia in definitiva il semiconduttore diodo lavora alacremente ed in silenzio il diodo termoionico fatica e, quando ha faticato troppo, si lamenta ...
Rispondi
Già...
di svalvolman [user #23788]
commento del 07/06/2011 ore 15:4
Concordo pienamente gwynn! Il diodo a vuoto è più...umano! Lavora, si stanca, si siede e poi infine si esaurisce. Le valvole incarnano molte qualità umane... L' accostamento è molto suggestivo
Rispondi
è un piacere leggerti
di Floyd [user #143]
commento del 08/06/2011 ore 09:0
grazie Gwinn, impossibile perdere un tuo articolo.
Rispondi
Re: è un piacere leggerti
di gwynnett [user #9523]
commento del 08/06/2011 ore 12:1
ciao carissimo, da quanto tempo ...
Rispondi
un'esperienza che mi manca
di Floyd [user #143]
commento del 08/06/2011 ore 13:2
mai suonato un amplificatore con rettificazione valvolare purtroppo, quindi non posso sapere cosa mi perdo. l'idea però è interessante, sarebbe da provare, anche se a me l'attacco immediato del suono piace un sacco. chissa che prima o poi riesca a prendermi un Twin Tweed low power, che è un amplificatore che mi strizza l'occhio da anni... a presto
Rispondi
benedette valvole....
di Fenderistadoc2011 utente non più registrato
commento del 08/06/2011 ore 14:4
marshall e strat wowowoowow!!
Rispondi
DioD..eus
di VjTec [user #29215]
commento del 08/06/2011 ore 17:5
Ciao V..... :) Sempre e solo Tubi, se possibile. Yes... Tubi da tutte le parti. Pure sull'alimentazione (anche se la I in gioco è bassissima e l'emulazione non mi convince, perchè in tal caso, il famoso morphing valvolare...dove va a farsi benedire?) Ma le piste dello stampato, ad angolo retto...no :) ti prego :) Ciao
Rispondi
se esordisci con "Ciao V..." che prima di ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 08/06/2011 ore 19:4
se esordisci con "Ciao V..." che prima di correggere era "Ciao Vinc ..." evidentemente mi scambi per un Vincenzo che io non sono scrivere un post comporta impegno, fatica e responsabilità specialmente in questa disciplina quindi i commenti dovrebbero essere critici quanto si vuole ma chiari e non tronchi ed enigmatici come il titolo ad esempio sempre e solo tubi ... se hai altri argomenti enunciali e saremo lieti di apprezzarli e commentarli con garbo e chiarezza a proposito della "I in gioco" vorrei rammentarti che una 5AR4 riesce ad erogare 220 mha, valore molto alto per un valvolare se l'emulazione non ti convince spiegami il perchè ma con formule ed enunciati, non con i "ciao" e le faccine che ridono, oppure non adottarla, nessuno ti obbliga a farlo nelle spiegazioni includi il "morphing valvolare" fermo restando che il morphing è un software ad uso dell'industria cinematografica e le valvole sono i componenti analogici per eccellenza da ultimo non capisco a quale stampato ed a quali piste alludi trattandosi solo di un disegnino realizzato con il Circad per non farlo a mano e passarlo allo scanner per finire voglio informarti che gli elettroni affrontano con disinvolture le curve a gomito senza timore di finire fuori strada o in un fosso
Rispondi
Re: se esordisci con
di Jimmy_ver20 utente non più registrato
commento del 08/06/2011 ore 20:3
Bella Gwynn, alla fine i circuiti stampati con piste a 90° sono critici se ci passano segnali digitali Hi-speed, non credo che questo discorso valga anche per i lentissimi segnali audio. Al più le curve a 90 gradi possono creare trappole di acido all'ora di fabbricare il circuito, ma queste sono pippe mentali.. Detto ciò approfitto per dire la mia sulle rettifiche. Andando al sodo e pensando in un contesto di gruppo non credo che queste differenze di attacco siano così percettibili quando stanno suonando contenporaneamente tutti gli strumenti, mi tengo quindi volentieri la rettifica a diodi che è più economica e da meno problemi. Poi ognuno ha i suoi motivi..
Rispondi
Re: se esordisci con
di VjTec [user #29215]
commento del 09/06/2011 ore 17:4
Ciao, Pippe mentali....che nessun costruttore evita di farsi ed infatti non se ne trovano...di circuiti ad angolo retto :) Ok, stop. Ciao
Rispondi
Ciao V
di VjTec [user #29215]
commento del 09/06/2011 ore 17:4
Ciao gw.. Non arrabbiarti. E' un piccolo errore :) E che diamine :) Ok, Allora, "5AR4 riesce ad erogare 220 mha" Se la corrente, data l'usura, scende, che accade al segnale? Giuro, non ho capito. Si può avere un capture del segnale nelle diverse condizioni di usura? Le tensioni in gioco? Grazie, Ciao PS. Morphing valvolare: un commento caro ad un tecnico digitale (dice lui, che pretende di poter affermare che le simulazioni digitali riescono a riprodurne il tipico "morphing") Per piacere, spiegami. Poi, giuro, non scrivo più. Circad, Orcad, ecc..ecc..? Ok, ma sempre piste sono...chi è neofita, può essere fuorviato.
Rispondi
Re: Ciao V
di gwynnett [user #9523]
commento del 09/06/2011 ore 21:4
assolutamente non mi arrabbio e non devi giurarmi nulla, è tuo diritto intervenire quanto vuoi e dire quello che più ti aggrada ma cerca di usare, e lo dico per te, un linguaggio meno frammentario se la corrente scende il segnale si deteriora, ma rispetto al modello ideale sancito dal progetto, non è detto che non possa essere più piacevole anche nella sua deformità per il morphing ribadisco che è un software e che lo conosco abbastanza per confermare la sua estraneità alla sfera analogica le piste e lo stampato non le uso proprio, solo torrette e cavi e poi non dichiararti neofita perchè non lo sei, ti tradisce il tuo stesso nominativo e non credere che il tuo prossimo dorma e non riconosca il frasario anche a distanza di qualche anno
Rispondi
Ciao,
di VjTec [user #29215]
commento del 10/06/2011 ore 09:1
OK, vedo che te la prendi. Allora cerco di spiegarmi meglio.... Morphing Valvolare. Questa definizione è stata "coniata" da una persona che si professa ipertecnico. Riferiva ad un simulatore valvolare, digitale. Io, che ormai sono un convinto assertore della valvola, ho dovuto accettare quasi improperi da questa persona, solo perchè l'ho contrariata ed ho affermato che, secondo me, attualmente non esiste un emulatore in grado di rendere, soprattutto sui clean, il tipico sound dei tubi. Poi... Va bene che il diodo raddrizzatore è in grado di erogare una certa corrente. Ok: non ci piove. Vorrei solo capire, per piacere, in che modo, in quali condizioni tecniche, con quale/i circuito/i, è possibile misurare e/o riprodurre, visualizzando i diversi contenuti armonici, le diversità timbriche. Qual'è il range di funzionamento ideale? Il filamento del diodo, aumenta d'impedenza? Sollecitando un ampli con un segnale noto, per esempio un tono puro fisso o un dente di sega o anche una quadra, è possibile, mantenendolo costante, procurare e mantenere in qualche modo, la condizione di funzionamento ideale che menzioni? Le reti fisse che proponi, come possono emulare il diodo? La tensione in che range di validità varia, se varia? La rete elettrica dell'ampli, soprattutto in regime di saturazione, come si comporta in questo caso? Il TU come si comporta? Lasciamo stare il Radiotron dai.... Per piacere, fammi capire. Insomma, finalmente leggo qualcuno che sembra saperne....non me lo faccio sfuggire. Ok? Thanks in advance for all :) Ciao
Rispondi
non me la prendo, solo che non approvo il modo ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 11/06/2011 ore 00:1
non me la prendo, solo che non approvo il modo in cui ti poni perchè menti continuamente e non capisco il perchè ma veramente pensi che magari solo perchè sono avanti con gli anni possa non accorgermi dei tuoi magheggi e della tua malcelata competenza in materia? in ogni caso a qualunque tuo commento in in un mio scritto non risponderò perchè sei fastidioso e inopportuno e quello che da altri, e sono moltissimi, mi è stato e mi viene posto in maniera gentile ed elegante tu lo rivolgi in modo pretestuoso con quegli odiosi e continui "ciao" e l'uso indiscriminato dei puntini sospensivi thanks in advance for never see you again
Rispondi
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