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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

cosa ci appaga nel vintage

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 04 giugno 2011 ore 22:19
il termine trova le sue origini nella lingua latina: "vintimia", vendemmia letteralmente, e la sua radice fu modificata in "vintage" dai francesi per indicare appunto i vini vendemmiati nelle annate migliori, quando il giusto alternarsi di sole e di pioggia offriva al torchio acini dorati per la gioia del palato

dopo qualche tempo il termine si estese anche ad altre categoria di oggetti, che fossero utili o non, identificandoli non singolarmente ma come appartenenti ad un certo periodo che aveva in qualche modo contrassegnato un momento evolutivo sia esso nella moda, nella tecnica, nell'arte

ed oggi si vedono, ed è possibile acquistare, abiti vezzosi ed orpelli di tutte le forme oltre a cravatte variopinte e cappelli dalle tese più diverse che rimangono testimoni di un'epoca passata e per molti felice, ed ancora automobili e moto dai colori splendenti, magnifiche nei riflessi delle superfici cromate e con un rombo particolare, del tutto dissimile da quello che le moderne catalitiche offrono alle nostre orechie 

aggiungiamo gioielli, orologi, mobili e tutta la moltitudine di oggetti di altri tempi conservati nel modo migliore o opportunamente restaurati e restituiti all'antico splendore per la gioia di un pubblico attento e severo che gode nel possederli cercandone la storia e le diverse collocazioni dal tempo della loro realizzazione

un valore aggiunto al termine vintage lo troviamo nella musica e, più propriamente, nei mezzi per produrla, ma in questo caso non si tratta più di piacevoli oggetti da osservare esposti con gusto in piccole bacheche o tra motivi di arredamento ma di veri e propri mezzi di espressione le cui capacità meccaniche sono in grado di migliorare una esibizione al punto di sublimarla

il vintage in ambito musicale non si limita a fornire oggetti solamente identificabili ed accomunabili a determinati periodi quando il genio di alcuni artisti produceva melodie eterne, ma spesso racchiude e rivela qualità non facilmente raggiungibili con le attuali logiche di mercato, qualità determinate ad esempio da una naturale e non accelerata stagionature dei legni, da una inesorabile e giusta ossidazione degli ottoni, dal perfetto modellamento dei feltrini di chiusura, dalla più paziente e minuziosa tecnica di costruzione dei tubi a vuoto che  neppure da lontano è paragonabile a quella attuale

il vintage nella musica non è solamente un desiderio dell'antico ma a volte una vera esigenza specialmente per coloro i quali ne hanno fatto una professione e che riescono a distinguere l'impercettibile sordità in un piano, lo stridio innaturale della parte "a ponticello" in un violino, la dubbia intonazione di un violoncello o di un contrabasso prodotta dalle "alte fuori del rigo"


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....un classico esempio di vintage sarei IO!!! ...
di Laceblues [user #7285]
commento del 04/06/2011 ore 22:3
....un classico esempio di vintage sarei IO!!! Ih ih ih.... Ciao Gwin.
Rispondi
Tocchi un argomento particolarmente sentito, ...
di Oliver [user #910]
commento del 04/06/2011 ore 22:4
Tocchi un argomento particolarmente sentito, qui, e lo fai con l'abituale sensibilità che ti contraddistingue. E' interessante il fatto che gli esempi musicali ai quali ti riferisci non facciano parte del mondo chitarristico: questo dà lo spunto per sottolineare come l'approccio del chitarrista (soprattutto elettrico) verso questo concetto sia piuttosto anomalo, spessissimo superficiale e non supportato da una vera "cultura". Ne sono un classico esempio le accese discussioni, che spesso finiscono in inutili ed inconcludenti zuffe verbali, che non mi risulta si verifichino in altri ambiti.
Rispondi
Re: Tocchi un argomento particolarmente sentito, ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 04/06/2011 ore 23:3
Gwynn ha scritto un diario piacevolissimo. Tu ci hai messo sopra la ciliegina. Alcune posizioni in merito al vintage degli strumenti musicali (delle chitarre, nel nostro caso) sono spesso grottesche ed ottusamente integraliste. Aggiungerò solo che quel che sempre mi rende perplesso, in questi casi, è se sia possibile che nello stesso cervello alberghino una presunta sensibilità musicale ed una sicura arroganza ottusa ;-)
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Un post interessantissimo. Posso chiederti ...
di diumafe [user #17831]
commento del 05/06/2011 ore 00:0
Un post interessantissimo. Posso chiederti perchè hai deciso di trattare (in modo così elegante... ormai ci hai abituati male! :-) ) questo argomento? Nell'ultimo periodo hai avuto qualche esperienza particolare?
Rispondi
Era molto che attendevo un tuo diario......
di bernablues [user #16917]
commento del 05/06/2011 ore 00:1
E con questo sei rientrato alla grande.......sono d'accordissimo, quando dici che il vintage in musica, non è solo un vezzo ma spesso è un'esigenza, per chi ha fatto della musica il suo mestiere, ed è fantastico sapere (specie su strumenti acustici) che il tempo ne ha sublimato le qualità sonore.....alla stessa stregua del vino che migliora con il tempo.......il tempo quindi in certi casi non è sempre un "nemico" ma spesso diviene un'alleato in grado di esaltare il "gusto" di alcuni aspetti del nostro vivere :-)))))
Rispondi
Articolo interessante su un argomento ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 05/06/2011 ore 00:2
Articolo interessante su un argomento sfuggente. Nel mercato dei violini da molte decine di migliaia di euro (prezzo unitario, s'intende) la qualità del suono è uno dei parametri meno importanti e il rischio è di avere in casa il capolavoro che suona male. Un esempio: c'è un signore che, insoddisfatto del timbro del suo Stradivari pagato 800 milioni di Lire un paio d'anni prima, l'ha affidato ad un suo orchestrale che si dilettava di liuteria, il quale ha rivisto gli spessori di cassa e fondo! Ma questo signore è talmente bravo che gli si può perdonare anche questa enorme ingenuità. Questa storia l'ho sentita con le mie orecchie, da una persona coinvolta nella situazione, nomi e cognomi compresi, e la do per vera al 75%. Insomma, quello del vintage, anche ad altissimi livelli, è un mondo strano, dove ad uno strumento vecchio si perdonano molte imperfezioni e, talvolta, un suono insulso.
Rispondi
Re: Articolo interessante su un argomento ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 05/06/2011 ore 18:2
Beh, lo Stradivari l'aveva comprato evidentemente perchè costava 800 milioni, non perchè suonasse. La cosa assurda è però che l'abbia affidato ad un liutaio dilettante... E adesso è soddisfatto? :-))) Ora però ti lascio. Devo spedire a Diumafe una Strato del '56 che non mi convince tantissimo, come timbro. Diuma ha detto che se le sega un po' le corna sarà OK ...
Rispondi
Re: Articolo interessante su un argomento ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 05/06/2011 ore 18:4
La storia ha avuto un seguito ... ma devo indagare... La tua Strato passerà alla storia come la Diumafe-Stuart, e chi la suonerà avvertirà chiaramente echi tosco-sudisti.
Rispondi
A volte è una vera e propria sporca speculazione!
di FBASS [user #22255]
commento del 05/06/2011 ore 06:4
Nel senso che fino agli anni 70 inclusi, una chitarra vecchia era solo questo ed i prezzi erano ragionevoli, per me "Vintage" significa integra in tutte le sue parti. Oggi si comincia a parlare, trai giovani musicisti, di vintage anni 90, pura pazzia ingiustificabile visto lo scadimento dei prodotti, quando le vere chitarre da possedere sono quelle pre CBS, pre Norlin e qualcuna di inzio di quei periodi, ma deve essere come fu costruita, meglio è la situazione dei bassi che sono ancora suonabili dopo 40 e più anni, le chitarre, molte , sono da mettere in bacheca perchè ormai insuonabili, ho l'esempio a casa della mia Jaguar 1968, ancora integra salvo piccolezze. Io poi sono contrario al fenomeno perchè lo considero una vera e propria speculazione, non parlando della mania "Relic", ancora peggiore, ove vengono proposti a prezzi qualche volte pari se non superiori al vintage, strumenti massacrati apposta per farli sembrare vecchi, ho avuto l'esperienza Jazzmster fiesta red che mi è stata proposta a € 3800 contro una vera vintage sunburst ad € 3600 da un'altro rivenditore, Franco.
Rispondi
il vintage riferito agli amplificatori è la ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 05/06/2011 ore 12:5
il vintage riferito agli amplificatori è la dannazione di noi poveri autocostruttori i magnetici e gli altoparlanti fanno la differenza e la qualità delle valvole contribuisce non poco circuiti elementari come quelli di alcuni vecchi Fender che ancora ci fanno sognare possono essere riprodotti con facilità, ma, ascoltando l'originale, abbandoneremo il progetto e ci dedichereno ad altro consci di scontrarci con dei giganti le raddrizzatrici dell'epoca, specialmente se giunte a metà della loro vita, producono un suono irripetibile a causa dell'aumento della resistenza interna e dell'adeguamento al resto del circuito con il quale hanno lavorato in sinbiosi invecchiando insieme e riversando sul suono la stanchezza di ore di funzionamento e la vetustà della meccanica interna la bachelite degli zoccoli "cuoce", i marchi impressi sul vetro ingialliscono rendendone difficoltosa l'identificazione, all'accensione i filamenti "scoppiano" ma poi ritornamo e si adeguano diffondendo quella lucina di color nocciola che tanto amiamo è una dannazione carissimi amici e si rimane inermi davanti alla prepotente aggressività dei Drake in una Plexi (l'impeto di Jimi: Foxi Lady, Red House) eppure non hanno molte stratificazioni (penso 7 ed io ne uso 9) non parliamo poi dell'AC30, l'originale suona e basta, la circuitazione, lasciatemelo dire, è poco più di una stronzata eppure collegandolo ad una Telecster potete tranquillamente morire e morireste contenti e poi Soldano che è semplicemente raccapricciante e che suona con 420 volts di tensione su due el84 con una saturazione all'inverosimile e non esplode, anzi penso sia giunto il momento di collezionare farfalle ma parlo per me ps vorrei infomare che il 12 giugno a Latina si svolge una piccola fiera dell'elettronica dove è possibile acquistare a prezzi onesti valvole NOS di tutti i tipi per sopperire almeno in parte alle carenze di amplificatori costruiti ex novo e con tutte le accortezze ma che rimangono brutte copie dei loro nonni
Rispondi
Re: il vintage riferito agli amplificatori è la ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 05/06/2011 ore 18:3
In altre parole, l'unica è comprare un vero Vintage ? Detto da te, suona come una sentenza all'ergastolo ;-)))))
Rispondi
Re: il vintage riferito agli amplificatori è la ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 05/06/2011 ore 19:1
oppure accontentarsi carissimo Jeb il Bassman, ad esempio, è un ottimo ampli per chitarra e si replica facilmente ma perchè quello originale è perfettamente equilibrato mentre ad un clone bisogna modificare il valore dei condensatori di accoppiamento sulle finali per farlo suonare un po' meglio? la configurazione originale prevede due cond da 100 nano ma replicandolo per usarlo con una chitarra sarebbe opportuno ridurre il valore a 47 nano per non avere un eccesso di bassi sulla 5^ e 6^ corda così facendo ne miglioriamo l'uso con una chitarra ma siamo sempre distanti da quello avevo 40 anni fa e che ho dato via per un piatto di fagioli valvole, coni e trafo di uscita fanno la differenza e non c'è rimedio il combo suonava meglio del testata e cassa, ma con quali legni??
Rispondi
Re: il vintage riferito agli amplificatori è la ...
di jebstuart [user #19455]
commento del 05/06/2011 ore 19:3
E' una questione spinosa, indubbiamente. Abbiamo stabilito e tendiamo verso degli standard acustici di per sè irripetibili. E' anche vero che se i più appassionati tra i chitarristi non fossero tormentati da questa fatica di Sisifo di ricostruire, assemblare, recuperare e riciclare, la passione per la chitarra si ridurrebbe ad una frustrante competizione a chi può spendere di più. Peccato che Marx non sapesse niente di Vintage. Gli avrebbe dedicato un capitoletto ;-)
Rispondi
Re: il vintage riferito agli amplificatori è la ...
di lorenzof [user #17952]
commento del 23/06/2011 ore 02:1
Mi spiace passare di rado su Accordo, mi perdo cose del genere. Sto dando una scorsa ai tuoi ultimi diari e ho avuto una vertigine. Grazie!!
Rispondi
potete massacrarmi quanto volete......ma io il ...
di donfun utente non più registrato
commento del 05/06/2011 ore 18:3
potete massacrarmi quanto volete......ma io il vintage non lo capisco e non lo capiro' mai!
Rispondi
Re: potete massacrarmi quanto volete......ma io il ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 05/06/2011 ore 22:0
Non c'è niente di male in questo.....il mondo è bello perchè è vario.
Rispondi
-- un valore aggiunto al termine vintage lo ...
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 05/06/2011 ore 20:3
-- un valore aggiunto al termine vintage lo troviamo nella musica e, più propriamente, nei mezzi per produrla, ma in questo caso non si tratta più di piacevoli oggetti da osservare esposti con gusto in piccole bacheche o tra motivi di arredamento -- Insomma..sono ben pochi quelli che suonano strumenti Fender pre cbs o Gibson degli anni '50, l'unico settore dove ogni pezzo deve essere vivo e vissuto (altrimenti si rovina irrimediabilmente) è quello dell'automobilismo, dove anche gli esemplari da museo vengono utilizzati periodicamente in manifestazioni e competizioni riservate a questi stupendi mezzi. Le chitarre attualmente vengono tesoreggiate ed utilizzate come investimento, cosa assolutamente sbagliata perchè anche le chitarre risentono dell'inutilizzo, ma i collezionisti sembrano non avere a cuore questo aspetto imprigionando le loro Goldtop e Strato '57 in teche retroilluminate. Un saluto!
Rispondi
Il mio apprezzamento.....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 05/06/2011 ore 22:0
....per le chitarre d'epoca non è causato dalla ricerca di "quel suono" ma semplicemente dal fatto che amo avere tra le mani uno strumento costruito con procedimenti nei quali la manualità dell'uomo la fa da padrone.....adoro guardare le imperfezioni negli inlay della mia Greco del '74 o della mia LP del '76, imprecisioni un po' grossolane se paragonate alla perfezione degli inlay della mia acustica Ibanez AEL40 o della Takamine EG523, soprattutto se pensi che queste ultime, costruite non più di 3 anni fa, sono chitarre che non passano il prezzo di 500€....eppure quella fredda perfezione del taglio laser mi lascia indifferente al cospetto di una leggera sbavatura di colla oramai da me rimossa dal bisturi..... Sono convinto che una Gibson "plekkata" sia praticamente perfetta e offra una suonabilità ed un confort goduriosi ma ritrovare quel confort e quella scorrevolezza in un manico costruito e rifinito a mano è un orgasmo. Per quello che riguarda l'aspetto timbrico non credo che il vintage sia meglio o peggio del moderno perchè sono convinto che tutte le chitarre uguali siano diversetra di loro e che nella loro diversità siano simili e che quindi sia solo il gusto personale a decidere... "la bachelite degli zoccoli "cuoce", i marchi impressi sul vetro ingialliscono rendendone difficoltosa l'identificazione, all'accensione i filamenti "scoppiano" ma poi ritornamo e si adeguano diffondendo quella lucina di color nocciola che tanto amiamo" "non parliamo poi dell'AC30, l'originale suona e basta, la circuitazione, lasciatemelo dire, è poco più di una stronzata eppure collegandolo ad una Telecster potete tranquillamente morire e morireste contenti" Quanta passione leggo in queste parole, riesci ad essere elegante e raffinato anche quando dici "stronzata"....mi piace leggere i tuoi diari. Ciao
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