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Sinusoidi a confronto

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 11 febbraio 2011 ore 18:05
Il nostro orecchio si è evoluto durante milioni di anni consentendo all'ominide e poi all'uomo di discriminare e memorizzare i suoni prodotti dalla grande natura per un utilizzo inizialmente finalizzato alla sopravvivenza. Il canto gentile di un uccello o il verso di un altro piccolo animale venivano seguiti con lo scopo di procacciarsi del cibo mentre il ruggito feroce di una fiera veniva aggirato per non morire e poter perpetuare la specie. Forse grazie all'udito ed all'olfatto più che alla vista dei nostri antenati oggi noi siamo qui ed a volte seguiamo il canto di un uccello soltanto per goderne la soavità più che per scopi venatori. Anche il fragore di una tempesta può recarci godimento perchè ne apprezziamo la maestosità eppure quanta energia si produce e si spende durante un temporale e quanti suoni vengono generati dalla trasformazione e dall'esaurimento di queste forze. Il picchiettio della pioggia in uno stagno o sulle fragili ninfee produce suoni costanti e ritmati, il sibilo del vento tra i rami e lo stormire delle foglie ricorda un quartetto di archi e non sono certamente mancati illustri compositori che hanno prodotto partiture eterne dal meraviglioso insieme di suoni che la natura da sempre ci offre.

La quasi totalità dei suoni prodotti dalla madre terra sono di natura SINUSOIDALE e contengono pacchetti di informazioni ben definiti con modulazioni abbastanza complesse che ne permettono una facile identificazione e questo perchè tutti gli esseri viventi sono in grado di memorizzarli e disciminarli a proprio uso.

Una componente essenziale è il ritardo con il quale un suono è udibile rispetto al momento della sua generazione e questo dipende dall'ambiente in cui si propaga e dalla distanza dalla fonte di generazione ed il luogo in cui viene percepito passando per gli infiniti ostacoli che lo modificano attutendone l'intensità e deformandolo in frequenza.

Lo studio continuo e costante del suono e della sua propagazione da parte di menti brillanti ed attente ha portato, dopo secoli, ad una sorta di modulazione intelligente creando i mezzi per generarla che possono essere di natura meccanica e, sopratutto, elettronica.

Dalla meravigliosa architettura del teatro greco dove la perfezione era ottenuta con la creazione di strozzature e diaframmi ai sofisticati apparecchi amplificatori che fanno uso dei componenti attivi che noi tutti conosciamo, alcuni immutati nel tempo, alcuni altri in continua evoluzione come la numerosissima famiglia dei semiconduttori.

Il primo componente attivo è stato il tubo termoelettronico, la valvola, che ha la capacità di amplificare un segnale reagendo alle sollecitazioni al suo ingresso e le stesse caratteristiche troviamo nei semiconduttori però con due sostanziali differenze: i diversi tempi di rivelazione ed i diversi modi di reazione ad una saturazione del segnale meno aspra ed immediata nelle volvole, più decisamente dura e repentina nei semiconduttori.

Non voglio annoiare con l'ennesima spiegazione tecnica sul perchè di queste differenze, piuttosto è utile sottolineare la capacità del nostro orecchio di cogliere queste differenze e di operare valide scelte sulla più idonea tipologia da scegliere in rapporto al proprio stile.

Le valvole in linea di massima sono più lente nelle reazioni procurandoci quella indicibile piacevolezza dei brani della country music dove tutto sembra adeguarsi alle notti stellate e malinconiche di uomini e donne che hanno abbracciato la filosofia del cavallo e della prateria ma anche idonee per il rock che tanto amiamo, che tanto ci ha emozionato e che ancora ci commuove specialmente quando girano quei vecchi dischi in vinile che portano tutti i segni del tempo che vorremmo cancellare solo passandovi un panno e restituirli all'antico splendore.

La sensazione che il suono percorra più velocemente la distanza tra noi e l'altoparlante è propria dei semiconduttori che riescono a gestire ottimamente le frequenze più basse nel jazz e nel blues evitandone lo spiacevole rotolamento che avvertiremmo come una serie di boati abbastanza fastidiosi asciugando tutto quello che con le valvole avrebbe bisogno di un'adeguata compressione della dinamica, azione che può rendersi necessaria ma che comunque impoverisce il suono restringendo gli spazi di coabitazione di alcune frequenze.

Gli eventuali lettori mi scuseranno per questo post che non è altro che un semplice compendio di opinioni forse troppo personali e comunque redatto da un modesto bassista e per questo ho ritenuto opportuno collocarlo nel mondo più intimo e discreto dei diari che comunque offre, tramite eventuali commenti, la possibilità di rivalutazione delle proprie convinzioni dato che l'opinione di un singolo non è mai del tutto veritiera ma sempre unilaterale.


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Hai il dono di portare alla comprensione di ...
di Oliver [user #910]
commento del 11/02/2011 ore 18:4
Hai il dono di portare alla comprensione di chiunque i concetti complessi, che solitamente si considerano riservati agli addetti ai lavori. E in una forma estremamente godibile. Gwinnett... hai mai pensato di scrivere un libro? Sei un grande divulgatore.
Rispondi
Pura poesia. Grazie di essere tornato! Mi ...
di diumafe [user #17831]
commento del 11/02/2011 ore 20:1
Pura poesia. Grazie di essere tornato! Mi associo alla domanda di Oliver.
Rispondi
Complimenti.
di Toby [user #27677]
commento del 11/02/2011 ore 20:2
Post o articolo molto bello, ha ragione Oliver, dovresti scrivere un libro. Ciao
Rispondi
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Bello, mi permetto solo...
di Emiliano Girolami [user #13]
commento del 11/02/2011 ore 20:4
... una precisazione: i suoni di Madre Terra sono tutto tranne che sinusoidali, la sinusoide è un modello utile per moltissime cose ma è, appunto, un modello matematico. La realtà è molto più complessa. Ciao e a presto, e
Rispondi
Re: Bello, mi permetto solo...
di gwynnett [user #9523]
commento del 11/02/2011 ore 23:1
un saluto all'amico Emiliano con la gioia di essere stato letto da una persona di indubbia esperienza in materia (ho seguito con passione tutti i tuoi scritti) sicuramente ho usato in maniera impropria il termine "sinusoidale" trascurando la vera accezione del termine che è puramente matematico rappresentando specificatamente il grafico della "funzione seno" ma è anche vero che qualunque suono prodotto in natura non può avere un'altra collocazione in quanto puro e privo di ipertoni un ramo che si spezza, il tonfo di una roccia che precipita al suolo, l'impatto della pioggia o lo stormire delle fronde producono un suono puro la cui analisi rivelerà una frequenza, una lunghezza d'onda ed un'ampiezza ed analizzeremo dunque una sinusoide definendone i parametri il suono che scaturisce da quei fenomeni così ricorrenti in natura non potrà mai offrire ad una analisi un'onda quadra, dove alla prima armonica si sommano quelle superiori di ordine dispari o un'onda a denti di sega dove alla prima armonica si sommana le superiori di ordine dispari e si sottrraggono quelle di ordine pari queste citate non possono essere presenti in natura perchè rappresentano una sovrapposizione che non potrà mai essere spontanea ma solo un prodotto di sintesi adatto per sperimentazioni varie e per creare suoni sntetici che non possono generarsi da soli ma devono essere necessariamente creati solo per questo li ho definiti sinusoidali
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Re: Bello, mi permetto solo...
di Emiliano Girolami [user #13]
commento del 12/02/2011 ore 01:2
Ricambio il saluto con affetto, la prossima volta che civediamo organizziamo una chiacchierata insieme a Mr. Fourier. Nel frattempo, se ti capita, rompi un ramo davanti ad un registratore e poi visualizza la forma d'onda che ne risulta. Sovrapponila ad una sinusoide, ti lascio la scelta di frequenza, ampiezza e fase, e poi cercami così condividiamo le impressioni. Non sorprenderti del fatto che ti leggo, scrivi cose interessanti e riesci a muovere le corde anche arlando di argomenti difficili, è sempre un piacere (che si somma a quello di sapere che anche tu segui le mie cose...). Keep in touch, e
Rispondi
Meritava un articolo. Interessantissimo. Ora ...
di pastrana75 utente non più registrato
commento del 11/02/2011 ore 21:2
Meritava un articolo. Interessantissimo. Ora non ho tempo e voglia, ma domani lo voglio rileggere bene. P.s.: credo che questo argomento, in generale, meriterebbe più attenzione qui su Accordo. Dopotutto, senza le orecchie non suoni..
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:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 11/02/2011 ore 22:2
Un gran bel Diario, per di più scritto in maniera piacevolissima. Grazie. Ci hai detto delle cose estremamente interessanti. E non a caso veniamo tutti a complimentarci. PS: Questo dimostra una volta di più che il dire è prioritario rispetto al chiedere e che la qualità vera è fatta di proposizioni e non di sondaggi. ;-)
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Caro Gwin...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 11/02/2011 ore 22:4
....trovo molto piacevole la tua dialettica e come sai trasformare in poesia dei concetti fisici...è sempre un piacere ed un arricchimento leggerti.
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Un Diario fantastico. Un argomento complesso, ...
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 11/02/2011 ore 22:4
Un Diario fantastico. Un argomento complesso, ma scritto in maniera che risulti comprensibile anche all'ultimo dei fessi (io). Grazie e complimenti, Andrea.
Rispondi
Anche Paganini si studiava il cinguettio degli ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 11/02/2011 ore 23:1
Anche Paganini si studiava il cinguettio degli uccellini. Sei in ottima compagnia Gwynnet.
Rispondi
The man is back in town! :)
di mr_mustache [user #15801]
commento del 11/02/2011 ore 23:2
The man is back in town! :)
Rispondi
bè, questa volta la vedo proprio dura ragazzi ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 12/02/2011 ore 02:0
bè, questa volta la vedo proprio dura ragazzi ... per me naturalmente, la citazione dell'amico Fourier la dice tutta ed Emi non mi sembra il tipo che millanta credito, almeno, da quello che scrive e da come lo fa domani mi toccherà rispolverare i vecchi testi ed a nulla mi servirà una dialettica agile a parte questa piacevolissima tenzone ringrazio tutti gli amici per gli apprezzamenti assolutamente immeritati che mi rivolgono e voglio sottolineare che l'idea del post proviene dai tratti incerti di quella vignetta che ho trovata sulla rete e della quale ho tolto una metà lasciando uno spazio bianco come se sapessi che il mio scritto fosse vero solo in parte
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sinusoidi pure
di Vitorbahia [user #3405]
commento del 12/02/2011 ore 13:0
Bell'articolo, poetico. La frase sulla natura e i suoni sinusoidali però mi ha lasciato perplesso, a me come suono naturale di riferimento viene in mente l'onda piana del mare in spiaggia, o una cascata, che molto si avvicina al pink noise, ed in quanto tale è rumorosa, stocastica, anzichè armonica :) . L'ululare del vento forse ha un comportamento più sinusoidale, come un white noise attraverso un vcf :)
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