Voglio condividere con gli accordiani una mia recente esperienza riguardo altoparlanti e cabinets.
Fino a un paio d'anni fa usavo dal vivo prevalentemente una testata fender concert 60 con una 4x12 marshall e per i piccoli locali o per le prove mi ero autocostruito una cassa 1x12 in okumè fenolico equipaggiata con un cono Jensen Jet Series (100w ceramico, una variazione un po' più brillante del più noto C12K).
Ultimamente uso più spesso un Laney VC30 (che monta un celestion 70/80) che, a dispetto della timbrica e della saturazione che mi piace molto (molto "vintage" a mio parere), dal punto di vista volume, se inserito in un contesto di gruppo, presenta un suono come dire "inscatolato" (e mai termine fu più adeguato come vedremo) molto tagliato soprattutto sui bassi ma anche un pochino sordo sugli acuti.
Usando la cassa con il jensen come cassa aggiuntiva al laney e facendo delle prove con una A/B box avevo realizzato che il Laney suonava MOLTO meglio con la cassa con il Jensen, molto più "aperto" e ricco di bassi e acuti, oltre che con più volume e da tempo mi ero ripromesso di effettuare uno scambio tra i due coni tenedo il jensen nel combo e mettendo il celestion nella cassa "slave".
Ieri ho effettuato questa operazione ma con mia ESTREMA sorpresa mi sono ritrovato praticamente nella situazione di prima ...il Laney nel suo combo con il Jensen suona inscatolato (un po' più presente è vero ma niente se paragonato al jensen nella cassa precedente) e la cassa in Okumè con il celestion suona pressochè come prima (forse un po' più flat e meno "puntuta" sui medi).
Logicamente mi aspettavo una qualche influenza della "scatola" sul suono finale ma non mi sarei mai aspettato tanto
NB sia la cassa in okumè sia il combo laney sono open back.
A questo punto mi convinco che, dato che le dimensioni e il tipo di cassa (open Back appunto) sono praticamente identiche è il materiale che fa la differenza. Il combo Laney (penso made in china) è fatto con un truciolare con i turaccioli di vino cinese tritati dentro, l'okumè è un signor compensato e probabilmente non solo non smorza le vibrazioni ma magari aggiunge anche qualcosa di suo.
A questo punto mi chiedo se è meglio una cassa "sorda e muta" che lascia trasparire il suono originale nudo e crudo del cono (forse più indicato per l'hifi) e credo che l'MDF sia il materiale più adeguato a questo scopo, o una cassa che "colora" il suono ?
Tenete presente questi aspetti quando decidete di cambiare il cono di un ampli....... magari conviere far fare a un falegname un combo di qualità....
Si raccolgono esperienze......