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Pentagramma e note sulla tastiera: queste sconosciute!

di paulquinn [user #22503] - pubblicato il 16 gennaio 2011 ore 11:46

L'avvento di Youtube, ha portato a tutti la musica senza conoscere la musica;  non è un semplice gioco di parole, ma una constatazione di fatto:  raramente nei video in cui si mostra l'esecuzione, ad esempio, di un assolo, vengono dichiarate le note da utilizzare, ma semplicemente le posizioni delle dita sulla tastiera dello strumento (al massimo qualche accenno alla scala e tonalità utilizzata).

Ora, cari amici accordiani, la mia domanda è la seguente:  quanti di voi sono in grado di leggere uno spartito musicale, con relativa conoscenza di TUTTE le note sulla tastiera?      E, in caso di risposta negativa, ritenete che questo comporti una lacuna da colmare, o semplicemente potete farne a meno in quanto pensiate sia inutile, dal momento che ne avete fatto a meno fino a questo momento?

Ringrazio tutti gli eventuali partecipanti al sondaggio.

Un saluto.


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Ho iniziato a suonare, per motivi angrafici, ...
di garp57 [user #997]
commento del 16/01/2011 ore 12:4
Ho iniziato a suonare, per motivi angrafici, in epoca in cui le tblature erano praticamente sconosciute ed ho avuto la fortuna di avere sempre strordinari maestri che mi hanno rotto le palle con esercizi quotidiani di solfeggio e lettura e saper leggere a prima vista per mè è un aiuto incredibile. Conosco comunque musicisti straordnari che non sanno leggere una nota. Se hai talento innato va bene tutto, ma se devi costruirtelo saper leggere aiuta eccome.
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Ciao garp, anzitutto ti ringrazio per il tuo ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 16/01/2011 ore 12:5
Ciao garp, anzitutto ti ringrazio per il tuo commento. Pure io ho iniziato col solfeggio molto giovane, la mia prima esperienza fu la locale banda del paese, ricordo che feci circa un anno di solo solfeggio prima di toccare uno strumento. Quando passai poi alla chitarra, per me fu naturale impararmi le note della tastiera prima di iniziare a suonare... Un saluto.
Rispondi
io so leggere a prima vista spartiti molto ...
di Plettratore_Mannaro [user #16218]
commento del 16/01/2011 ore 12:5
io so leggere a prima vista spartiti molto semplici, ma raramente nelle situazioni nelle quali suono io mi è stata richiesta questa abilità. Mi spiego: Ormai con l'avvento delle tablature e di software come guitar pro che tele suonano anche hai direttamente un raffronto sonoro a partire dal pentagramma quindi virtualmente in ambito casalingo\didattico lo spartito cartaceo è stato un pò soppiantato. Rimane la sua utilità in maniera indiscussa in alcune occasioni live: -se suoni in panorami rock\pop ed hai un buon orecchio anche se sei un turnista raramente avrai bisogno di leggere spartiti, infatti conosco tanti turnisti delle mie parti che registrano album e fanno tournè intere dei più svariati generi senza sapere di fatto leggere il pentagramma. -Se suoni in ambito metal è non molto utile saper leggere la musica perchè ad esempio gli assoli non li leggerai mai a prima vista e le ritmiche sono spesso ripetive e soprattuto ormai si trova tutto il materiale che vuoi sottoforma di tablatura. - il discorso può cambia leggermente per generi più sofisticati dove appaiono suddivisioni temporali difficoltose e brani molto lunghi come ad esempio nel jazz dove il pentagramma potrebbe anche servire per seguire linee melodiche ed ovviamente nella musica classica dove è un must. Infatti l'unico problema delle tablature prese da sole è che non ti danno indicazione sulla suddivisione temporale delle battute, quindi non si sa nulla sulla durata delle note, il tutto è risolto in parte oggi dove spesso si può affiancare allo spartito la tablatura, però leggere a prima una cosa dele genere sicuramente è difficile se non improponibile. Il pentagramma, del resto, non fu ideato per essere utilizzato con strumenti come la chitarra, dove il posizionamento delle note è molto poco ortodosso, ma bensì per strumenti che hanno una semplice disposizione delle note come il pianoforte ad esempio, infatti i suonatori di liuto tanti tanti anni fa avevano adottato una specie di pentagramma molto simile alle intavolature di oggi. Concludo col dire che saper leggere uno spartito almeno semplice è comunque una abilità che anche i chitarristi dovrebbero avere, non tanto per utilità perchè quella è relativa ma più per completezza musicale, considerando anche che fior fiore di chitarristi famosissimi ed anche bravissimi di tutto il mondo non sa leggere il pentagramma. Per quanto riguarda il fatto di conoscere le note della tastiera ci sono fondamentalmente due approcci secondo ciò che ho sempre letto sui libri: -quello rock\chitarra solista che si basa sul conoscere le geometrie della tastiera e sapere in ogni momento che note hai intorno senza doverle imparare tutte a memoria -quello più classico\colto che si basa sul conoscere davvero tutta la tastiera, che però preso da solo può creare inconsistenze se ad esempio si cambia l'accordatura dello strumento e non si ha l'abilità del posizionamento "relativo" che ho citato prima. quindi in sostanza credo che l'approccio migliore al conoscere la tastiera sia imparare il numero maggiore di note possibile e poi imparare benissimo la geometria della tastiera creandosi degli schemi mentali precisi. Su questo argomento puoi trovare una pletora di materiale didattico
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Ciao Plettratore Mannaro, devo dire che sei ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 16/01/2011 ore 13:3
Ciao Plettratore Mannaro, devo dire che sei stato veramente esaustivo, ti faccio i miei complimenti! Un argomento che hai appena discusso e, a mio parere molto importante, è quello della divisione ritmica; le tablature riportano solo la posizione delle dita, poi tutto è affidato all'orecchio (a tale proposito apprezzo molto il materiale didattico di Troy Stetina, il quale utilizza solitamente tablature con stanghette riportanti crome, semicrome ecc., creando così un sistema ibrido che mette d'accordo un po' tutti). Riguardo ai generi, sono d'accordo con te quando dici che dipende essenzialmente da diverse scuole di pensiero: da una parte chi suona blues, ad esempio, che normalmente non legge uno spartito ed usa solo la pentatonica, dall'altra la scuola Jazz, con tutte le scale immaginabili, e solitamente accompagnata da una ottima preparazione teorica. Entrambe le scuole di pensiero centrano comunque il loro obiettivo, ma nonostante questo, hanno concetti di musica e di requisiti diametralmente opposti, e di conseguenza, molto spesso lo scontro è acceso; chi avrà ragione? Alla prossima!
Rispondi
...
di Dogat [user #16823]
commento del 16/01/2011 ore 14:4
Ciao Paulquinn, all'epoca di "cro-magnon" davano in offerta, senza sconto, il Bona, con pure annesso il Pozzoli, inerente al solfeggio cantato, per poi non dimenticare il Trombone e non quello a "tiro", come ben saprai e annesso a tutto l'ambarandan pure l'Abner Rossi vol 1&2... Insomma un insieme di "traumi iniziali" tradottisi poi in conoscenza... Certo che oggi però c'è una varietà di scelte incredibili che, anche come primo impatto, sono ancora più semplici ed esaustivi ad ogni livello, portandoti, meno traumaticamente, ancora meglio avanti negli studi. Un saluto da parte mia e buona serata, Dogat.
Rispondi
Re: ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 16/01/2011 ore 14:5
Ciao mitico Dogat Il Bona è quello che mi ha accompagnato nel primo traumatico anno... Il bello del nostro stumento è che, diversamente da fiati e tastiere, si può evitare il passaggio obbligato e traumatico dello studio note-solfeggio-scale-armonizzazione, e passare direttamente a suonare, studiandoci eventualmente la teoria in parallelo. Un saluto, Paul.
Rispondi
Re: ...
di Dogat [user #16823]
commento del 16/01/2011 ore 15:2
Ciao Paul, hai ragione in merito alla chitarra...ma se ci metti pure il pianoforte associato purtroppo il tutto diventa "politraumatizzante"...Kawai verticale, quanti "rosari annessi" che bei ricordi però e non solo quelli, ma la possibilità di suonare indifferentemente la chitarra come quelle che divennero e che ancora sono le mie tastiere, anche se mano a mano venivano sostituite con mezzi migliorati. Un saluto da parte mia e buona serata, Dogat.
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Re: ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 16/01/2011 ore 15:3
Grazie Dogat, buona serata anche a te. Paul
Rispondi
Ciao Paul, la tua considerazione è ...
di decadenthero [user #25819]
commento del 16/01/2011 ore 16:5
Ciao Paul, la tua considerazione è giustissima! Pensa che la mia bassista (che ha 12 anni meno di me) non conosce neppure una nota! :) Quando devo spiegarle delle progressioni di accordi sono costretto a mostrarle le geometrie sulla tastiera... Io personalmente le note sullo strumento le conosco tutte e so come leggere uno spartito. Purtroppo, per mancanza di esercizio, impiego così tanto tempo a leggere una partitura che spesso mi conviene tirarla giù ad orecchio! :)
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Re: Ciao Paul, la tua considerazione è ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 16/01/2011 ore 17:3
Ciao Decadenthero L'argomento che tu hai accennato sulla progressione degli accordi è uno dei temi più importanti in assoluto; imparare ad armonizzare una scala (insieme alla conoscenza delle note sulla tastiera ed ai vari gradi di una scala), ti permette di inventarti praticamente ogni tipo di accordo, (e sapere, a seconda della scala e del grado, se l'accordo sarà maggiore, minore o diminuito ecc.), e quindi muoverti sempre nel modo giusto (e questo vale anche quando si improvvisa, scegliere le note giuste...). Diversamente l'unica alternativa rimane la conoscenza geometrica, ma rimanendo a questo livello, propri non ne trarrei soddisfazione. Un saluto e grazie per il tuo contributo. Paul
Rispondi
Secondo il mio parere c'è differenza tra ...
di valvetone [user #15970]
commento del 16/01/2011 ore 18:1
Secondo il mio parere c'è differenza tra saper leggere il pentagramma e conoscere la teoria musicale e le note sulla tastiera.
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Re: Secondo il mio parere c'è differenza tra ...
di paulquinn utente non più registrato
commento del 16/01/2011 ore 18:2
Ciao valvetone Certo che c'è differenza, ma se leggi il pentagramma è implicito che poi tu debba anche sapere dove andare a mettere le dita, cosa che non è così scontata se leggi solo le tablature. La teoria musicale, poi, secondo me non esiste saperla o non saperla; si parte da zero, si inizia, e, se vuoi, non hai mai finito di studiarla, e per alcune cose nuove che impari, altre te le dimentichi... Un saluto.
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