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Acoustic Pride: due chiacchiere col liutaio.

di perrynason [user #17170] - pubblicato il 07 novembre 2010 ore 18:26

Ho portato la mia chitarra dal liutaio. Dopo un anno e mezzo di uso quotidiano il re ha intaccato l’osso della sella e urge una revisione. Mentre decidiamo quale intervento fare, come regolare l’action e altre cosette, gli segnalo quelli che mi sembrano i difetti dello strumento. Lui si rigira la chitarra tra le mani, osserva con calma e un po’ alla volta ribalta il mio punto di vista: i presunti difetti non sono tali (anzi!) mentre alcune caratteristiche per me di pregio non lo sono poi così tanto. Ecco fatto! A dimostrazione che non basta saper guardare e ascoltare, ma bisogna sapere bene dove  guardare e cosa  ascoltare.

La mia triplo zero è un “incrocio” di scuola Martin, stesse caratteristiche della 00028EC, ma esteticamente sembra una OM28v con diapason corto. Tra un paragone e l’altro arriviamo a parlare delle Martin in mostra al meeting di Sarzana, dove lui espone da anni. Gli confesso che alcuni dei modelli più prestigiosi non mi hanno entusiasmato e lui se ne esce così:

- Beh, quest’anno solo due suonavano!

- Prego?

- Si, tutti gli anni faccio la mia capatina allo stand Martin e provo tutti i modelli esposti. Quest’anno avevano ventotto chitarre e praticamente solo due suonavano.

- Possibile?!

- Beh, d’altra parte, fatta eccezione per il custom shop, sono chitarre industriali.

- Quindi con le Martin va a fortuna?

- Bisogna cercare quelle buone. Spesso vanno suonate almeno un paio d’anni e quel che esce lo sai dopo. Proprio la settimana scorsa ho avuto per le mani una 00028EC: un disastro, suonava come una coreana da trecento euro.

- E in quel caso che si fa?

- Ah, c’è ben poco da fare! Poi non è che a noi mandino proprio le migliori!

- Scusi, in che senso?

- Nel senso che ci sono mercati molto più esigenti del nostro e per loro c’è una selezione più accurata.

- Ma noi italiani siamo sempre i più sfigati?!

- Sono le regole del mercato! (sorrisone...)

 

A scanso di equivoci è bene precisare che il liutaio in questione (di cui, per correttezza, non faccio il nome) non è proprio un pivellino. Ha avuto un’ottima scuola, svolge la professione da più di trent’anni, ha un curriculum di tutto rispetto e una certa fama. Queste le sue opinioni, discutibili, ma sicuramente autorevoli.

Ah, la mia chitarra sarà pronta domani o martedì. Quanto mi manca!


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Malgrado tutto
di stefano58 [user #23807]
commento del 07/11/2010 ore 18:4
siamo e restiamo la periferia del mondo , buona solo per sole , pizza e mandulino ,ma forse anche i mandulini....che amarezza
Rispondi
Re: Malgrado tutto
di perrynason [user #17170]
commento del 08/11/2010 ore 00:0
Si, questa l'ho ingoiata male anche io!
Rispondi
Acoustic doubt
di jebstuart [user #19455]
commento del 07/11/2010 ore 18:5
Le opinioni umane sono mutevoli e variabilissime. Quando si parla di acustiche, poi, il fenomeno raggiunge il parossismo. Ne deriva che, alla fine, non se ne capisce più niente. Non a caso la "ammiraglia" delle mie acustiche non ha ancora un nome e meno che mai l'ho comprata :-)
Rispondi
Re: Acoustic doubt
di perrynason [user #17170]
commento del 08/11/2010 ore 00:0
Però, quanto è bello pensarci su... ;-)
Rispondi
Re: Acoustic doubt
di jebstuart [user #19455]
commento del 08/11/2010 ore 05:0
Hai ragione :-) Nei prossimi dieci anni mi deciderò ....
Rispondi
Mai provato una Martin, ma é opinione comune ...
di sepp [user #10489]
commento del 07/11/2010 ore 19:4
Mai provato una Martin, ma é opinione comune che non "suonino" da subito e siano anche ostiche da suonare. Se tutto ciò fosse vero, la domanda viene spontanea: Perche' dovrei comprare una chitarra che inizierà a darmi soddisfazione dopo tempo ed é anche scomoda? Ho sentito dire anche che un'acustica dev'essere scomoda...mbho! Roba da pazzi!
Rispondi
Re: Mai provato una Martin, ma é opinione comune ...
di perrynason [user #17170]
commento del 07/11/2010 ore 20:0
Sulle Martin ne ho sentite di tutti i colori. Più ne sento e meno ci capisco! Il liutaio ha confermato che quelle buone hanno una complessità sonora notevole, che non tutti riescono a cogliere. Il punto è che le devi trovare e spesso si rivelano dopo! Ovvio che non tutti sono disposti a giocarsi almeno 2.000 euro sulla ruota della fortuna. Infatti molti cercano tra l'usato. Ha pure detto che in effetti sono dure da suonare, ma ha tagliato corto con una battuta: sono chitarre da professionisti (con sorrisetto sornione, della serie "si dice sempre così"...). Però che una acustica debba essere scomoda da suonare è una solenne ca..ta. Deve poter essere regolata per avere una buona suonabilità, altrimenti ha dei problemi costruttivi. Su questo, almeno, non ci piove! :)
Rispondi
Non generalizziamo
di gianninord [user #16466]
commento del 07/11/2010 ore 21:0
Premetto che non sono espertissimo, ma ho due Martin e ne ho provate abbastanza, almeno tutte le volte che ne ho avuto occasione. E' vero, alcuni strumenti sono molto chiusi. Anche in negozio ti accorgi che hanno poco volume e, soprattutto, pochissima dinamica nel suono. Spesso in questi pezzi sfortunati trovi buone armoniche, ma manca proprio il corpo del suono. Credo peró che siano vere eccezioni. Attenzione a dove si prova, alla temperature del negozio e all'umiditá che influiscono tantissimo sul suono. Non so come si possa provare uno strumento a una fiera e comunque hai nelle mani uno strumento che non ha mai suonato, e quel poco che ha lavorato lo ha fatto quasi sicuramente male. Fidatevi,se vi imbattete in una chitarra di buona fattura, con buoni legni e settanta bene e che emette un suono che vi piace, non può che migliorare. Concludo con la scomodità delle Martin. La HD 28 te la consegnano con corde 13/57. Se hai forza nelle mani il manico é adattissimo ad una scavatura importante. Se ti vuoi riposare passi alla OM 28 scavatura 12/56 ma il manico piú largo e le corde un po' piú morbide. Puro piacere, soprattutto dopo qualche mese di utilizzo, solo qualche mese, poi prende letteralmente il volo. Ciao a tutti.
Rispondi
Re: Non generalizziamo
di perrynason [user #17170]
commento del 07/11/2010 ore 23:4
Non generalizziamo, corretto! E' vero, in molti posti non ci sono le condizioni per valutare una acustica con la dovuta tranquillità (e soprattutto non ci sono posti in cui poter provare diversi esemplari dello stesso modello!). Credo anche io che una Martin ben riuscita sia una emozione. Però mi è capitato di trovare parecchie Martin un po' smortine. Bellissime, ma c'era sempre qualcosa che all'orecchio non tornava. A Sarzana, ad esempio, dove in certi momenti si poteva provare con calma evitando la ressa, mi sono concentrato su OM e triplo zero, ma nessuna Martin mi ha "steso", nemmeno la 00028EC su cui sbavo da tempo. Credo quindi che il liutaio avesse ragione, una OM28v o una EC devono stenderti, da subito! Detto questo continuo la ricerca che, diciamolo, è un gran divertimento! :)
Rispondi
Ho letto che prima del famoso 'break-in' può ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 07/11/2010 ore 21:0
Ho letto che prima del famoso 'break-in' può passare - mezz'ora, oppure possono passare - 3 mesi - 6 mesi - 2 anni -19 anni oppure un tempo infinito. Il dato più strano è quel '19 anni'. Perché 19? Se fossi un liutaio di esperienza, darei più informazioni e meno strizzatine d'occhio. Siamo seri!
Rispondi
Re: Ho letto che prima del famoso 'break-in' può ...
di perrynason [user #17170]
commento del 07/11/2010 ore 22:0
Ovvio che mi tocca la difesa d'ufficio :) Il liutaio è stato serissimo, soprattutto raccontando le sue impressioni su alcuni strumenti provati senza trasformarle in una sentenza su un marchio. Motivando le sue considerazioni con informazioni sul mercato e sulla distribuzione degli strumenti che forse non tutti conoscono. Ma soprattutto trattenendosi dal dire che uno strumento realizzato da un liutaio esperto è sicuramente superiore alla maggiorparte delle chitarre di produzione industriale e può addirittura competere coi più blasonati custom shop a costi mediamente molto inferiori. Poteva giocarsi questa carta, si è limitato a un sorriso! :)
Rispondi
Re: Ho letto che prima del famoso 'break-in' può ...
di Cukoo [user #17731]
commento del 07/11/2010 ore 22:0
Ottima arringa, avvocato Nason!
Rispondi
Re: Ho letto che prima del famoso 'break-in' può ...
di perrynason [user #17170]
commento del 07/11/2010 ore 22:2
Grazie, ho cercato di non vendere fumo (sarebbe stata una arringa affumicata!) ;-)
Rispondi
Re: Ho letto che prima del famoso 'break-in' può ...
di gianninord [user #16466]
commento del 07/11/2010 ore 23:0
Scusate, mi sono accorto che il mio intervento qui sopra, sembra un inno a Martin. Non é quello che volevo trasmettere. Sono anche io convinto che un buon liutaio mediamente ti prepara una buona chitarra, e sono anche certo che le Martin costano troppo, anche se ora un po'meno. Io vivo in una città dove esiste un solo liutaio professionista, peraltro specializzato in copie di Fender. Anche a me piacerebbe acquistare una Metelli, ma quanto dovrei attendere per avere uno strumento? Per non parlare delle difficoltà per mettersi d'accordo, quante mail e quante telefonate. Non credo che reggerei. Saluti.
Rispondi
Re: Ho letto che prima del famoso 'break-in' può ...
di perrynason [user #17170]
commento del 07/11/2010 ore 23:5
Nessun malinteso, sei stato chiarissimo. E ti dirò pure che ho il dubbio che prima di affrontare l'avventura con un liutaio si debba passare da una buona Martin. Sarà una idea scema, ma credo che il percorso inverso lascerebbe dubbi irrisolti. Mah... :)
Rispondi
mio cuggino mio cuggino
di dale [user #2255]
commento del 08/11/2010 ore 10:2
Su 28 Martin solo due suonavano? Che modelli erano? Per favore..io non ne posso più di sentire questi liutai (al di là di questo episodio) che sparano sentenze su Martin,Gibson ecc..con ste leggende metropolitane che da noi arriva il peggio ecc... Concordo con il fatto che la Martin vada suonata per farla rendere al meglio, per farla "aprire", ma questo vale per ogni chitarra acustica che si rispetti. Due cose per finire: - Tanti "liutai" sparano a zero su martin,gibson ecc.., ma poi nessuno di quelli che ho frequentato è in grado di costruire chitarre migliori, che mi convincano maggiormente - Molti utenti che hanno chitarre economiche si sentono meglio e più tranquilli se diffondono notizie simili al fatto che una Koreana da 300 euro suona meglio di una Martin OM o 000 ecc...(ma quando mai?), a me non è mai capitato, mai, nemmeno una volta, possiedo 2 Martin e ne ho provate un'infinità. Tutto IMHO
Rispondi
Re: mio cuggino mio cuggino
di perrynason [user #17170]
commento del 08/11/2010 ore 14:5
Nel post ho scritto che le opinioni del liutaio erano discutibili (sapevo che si sarebbe scatenata la protesta), ma autorevoli. Cioè penso che il parere di un bravo liutaio, non un semplice tecnico riparatore, si fondi su anni di esperienza diretta, studio dei modelli di riferimento, conoscenze scientifiche sulle caratteristiche dei legni e sui fenomeni di trasmissione del suono, prove, controprove ed esperimenti costruttivi. Le opinioni dei musicisti, invece, spesso si basano sulle emozioni e sulla propria storia personale. Se sei cresciuto a pane e Neil Young è difficile accettare che una Martin D45 possa suonare in modo mediocre (ma sulla copertina di Harvest non c'è scritto quante Martin ha provato e cambiato Young prima di scegliere quella giusta). Senza scomodare Merrill o McAlister e rimanendo in Italia, non sono pochi i liutai riconosciuti per l'eccelsa qualità delle loro creazioni, in grado di creare modelli di ispirazione Martin che superano ampiamente le prestazioni di una Martin originale di serie. Poi, è vero che l'utente di una economica coreana potrebbe sentirsi gratificato dalle critiche a un marchio costoso, ma è pur vero che l'utente che ha speso un bel pacco di soldi per quel marchio si sente gratificato dall'indiscutibilità del mito! (dunque questo argomento è perfettamente speculare). Il liutaio non ha sparato a zero su Martin, ha confermato che quelle buone ci sono eccome, ma non tutte le Martin suonano bene perchè sono Martin. Non mi sembra un discorso così assurdo. Il mio liutaio non è "amico di tutti" :-))))
Rispondi
Re: mio cuggino mio cuggino
di bernablues [user #16917]
commento del 08/11/2010 ore 19:1
" Tanti "liutai" sparano a zero su martin,gibson ecc.., ma poi nessuno di quelli che ho frequentato è in grado di costruire chitarre migliori, che mi convincano maggiormente"......probabilmente non hai trovato i liutai giusti......hai mai provato una Danilo Metelli, tanto per far un nome......non mi voglio paragonare a Metelli, ma anche chi ha comprato da me è rimasto contento......una chitarra di Liuteria (con la L maiuscola)....suona sin da subito, e con il tempo non fa altro che migliorare.....in genere è costruita per te e solo per te, sulle tue specifiche, e costa meno di un blasone.
Rispondi
il mondo è bello perchè è vario
di accademico [user #19611]
commento del 08/11/2010 ore 11:1
ciao Perry Concordo sulla tua impressione riguardo alle Martin, è difficilissimo valutarle, bisognerebbe provarne a tonnellate e spesso sono deludenti. Nondimeno, anche riguardando i "soliti siti " noto che (almeno qui in italia) grandi esperti e puristi del suono acustico continuano ad osannarne le caratteristiche, mettendole a confronto con i grandi builders americani (liutai e produzione semindustriale). Ho provato pochi chitarre di rango e quindi sono costretto a fidarmi. Tutto ci può stare, ma su questa storia che "subito non suonano" e poi migliorano tantissimo non ci sto. E allora quelle che suonano bene da subito dopo cosa diventano? Capisco che uno strumento abbia una maturazione, che il set up influisca e parecchio, ma la voce dovebbe averla da subito. E soprattutto perchè questa cosa deve valere quasi solo per le Martin? Ad esempio per la gibson non si sente quasi mai. Sinceramente, la tua Rekording King è cambiata dopo un anno di quotidiano utilizzo? (la mia Taylor assolutamente no). Forse la casa produttrice (notoriamente seria) dovrebbe prendere posizione su questo tema (oppure fa semplicemente parte del suo mito?). Venendo a cose meno insondabili potresti spiegarci quali sono i "presunti difetti che non sono tali (anzi!) mentre alcune caratteristiche per me di pregio non lo sono poi così tanto." ? Non si è mai finito di imparare. ciao
Rispondi
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Re: il mondo è bello perchè è vario
di perrynason [user #17170]
commento del 08/11/2010 ore 19:1
Condivido molte tue osservazioni. Provo a rispondere alle domande: La mia RK è effetivamente cambiata nel giro di 6/8 mesi. Ho alcune registrazioni fatte in diversi periodi (ogni tanto mi registro per capire bene cosa combino). Le condizioni di registrazione sono approssimative, ma con tutte le riserve del caso si nota bene che all'inizio era molto squillante e metallica, più virata sugli acuti, poi si è "ammorbidita", sono usciti i medio-bassi con un suono più dolce e "legnoso", più rotondo e bilanciato. Per quanto riguarda i presunti pregi e difetti: - le catene sul fondo mi sembravano troppo grosse: per lui sono accettabili. - il filetto herringbone è montato a rovescio, con le punte in giù (V): in effetti gli americani lo montano con le punte in su ma, cosa interessante, è un ornamento di derivazione spagnola che rappresenta la corona di alloro e andrebbe effettivamente montato come sulla mia chitarra. Insomma un peccato veniale. - I legni mi sembravano molto buoni: in effetti sono buoni ma poco stagionati. - Top e fondo mi sembravano perfettamente bookmatched (accostati come un libro aperto, perfettamente simmetrici): il top lo è, ma il fondo è accostato a rovescio (libro aperto dalla parte opposta). - Si rilevano alcune lievi asimmetrie (un fianco più largo di un paio di millimetri, l'intaglio del retro paletta, ecc.): dice che ha visto ben di peggio anche su strumenti di pregio, sono piccoli difetti tipici di una chitarra fatta a mano e non con CNC. - A me sembrava un po' pesante: purtroppo è vero! Gli americani direbbero che è un po' overbuilt (dipende anche dai legni poco stagionati). Essendo "robusta" potrebbe reggere bene una scalatura 0.13 e suonare più forte. La prossima volta gli "strappo" altre rivelazioni... così va a finire che me la demolisce e mi devo cercare una Martin! :)))
Rispondi
Re: il mondo è bello perchè è vario
di accademico [user #19611]
commento del 09/11/2010 ore 08:4
molto interessante, grazie. Devo assolutamente attrezzarmi per registrare! ciao
Rispondi
Tanti, troppi dubbi.
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 08/11/2010 ore 12:2
In tutta sincerità le parole del liutaio mi lasciano molto perplesso, specie la storia della distribuzione, alla quale non credo assolutamente. La contraddizione in termini è evidente: le chitarre Martin non custom shop sono chitarre industriali, con tutti i pro e contro del caso, fatte alla svelta, ma prima di impacchettarle per spedirle in tutto il mondo, c'è un musicista sopraffino, che sa anche predire il futuro (visto che ci vogliono anni prima che la chitarra inizi a suonare), che dice qual'è lo strumento perfetto e dalla timbrica ultra-articolata da mandare in Giappone, e quale quello che suona come una scatola di cartone da mandare in Italia, dove è risaputo che sono tutti coglioni (ma ha una mezza idea del valore dei musicisti italiani questo liutaio?). Ma per piacere.Ancora una volta la mia avversione verso questi supponenti custodi di segreti universali, quali sono il novantanove per cento dei liutai (o autodefinitisi tali) aumenta. Crederei a una storia del genere solo con la documentazione ufficiale dove Martin esplica tali incredibili (e risibili) scelte di "smistamento qualitativo".Ma è evidente che tali documenti non esistono.
Rispondi
Re: Tanti, troppi dubbi.
di perrynason [user #17170]
commento del 08/11/2010 ore 15:1
Non credo nemmeno io che un omino al termine del processo produttivo di Martin possa dire: questa fa cagare e la mandiamo in Italia! La Martin produce decine di migliaia di chitarre all'anno e di buone ce ne sono per tutti, ma è plausibile che i modelli meglio riusciti e meglio suonanti da subito possano essere "trattenuti" per il mercato americano o magari canadese. Questo potrebbe spiegare la storia che una Martin si apre dopo molto tempo. Bisognerebbe verificare se questa diceria è popolare tanto negli USA quanto da noi...
Rispondi
Io ritengo che il tuo liutaio.......
di bernablues [user #16917]
commento del 08/11/2010 ore 13:1
Ha ragione da vendere.......sono gli stessi concetti che ho espresso più volte sulle pagine di questo sito......e qualche volta sono stato (amichevolmente ) attaccato......come dice un proverbio: "fatte il nome e va a rubbà". ;-))
Rispondi
Re: Io ritengo che il tuo liutaio.......
di perrynason [user #17170]
commento del 08/11/2010 ore 19:5
Difesa di categoria, non vale! :))) Scherzi a parte, so bene che hai espresso opinioni molto simili in varie occasioni. Sono opinioni interessanti e non solo perché controcorrente. Il problema è che c'è sempre qualcuno che le prende come posizioni "di parte" (io faccio chitarre e quindi parlo male della concorrenza) anche perché ci sono molti ciarlatani che danno discredito alla categoria. Personalmente credo che lo studio e l'esperienza diretta di un liutaio vadano rispettate. Se è un buon liutaio ne sa per forza di più e anche se dice cose scomode, che ti mettono più dubbi che certezze, bisogna prenderla come un'occasione di crescita. Poi alla fine devi mettere insieme tutte le conoscenze con la tua testa... :)
Rispondi
ha ragione chiunque
di ansgar [user #18075]
commento del 08/11/2010 ore 14:4
ah come mi mancavano queste belle discussioni! il bello è che si trovano semi di verità sia in una fazione che nell'altra. per costituzione mentale tendo ad avere rispetto per l'appartenenza e la militanza in un universo professionale come quello della liuteria, al netto dei cialtroni, che si trovano ovunque. per la mia modesta esperienza con le martin ho tarato il mio livello interno di eccellenza sul suono di una triplo zero provata in negozio un paio d'anni fa e finora ancora non l'ho ritrovato 'in pieno' nemmeno su martin rodate. una d28 una volta mi ha fatto sentire a cavallo di un purosangue in mezzo ad una prateria, mentre una d35, sulla tazza di un cesso. che poi magari era anche colpa delle corde mezze morte o forse proprio che dovesse maturare. ci sono troppe variabili. per questo è bene parlarne e confrontare i propri parametri e tener conto di chi è tanto addentro alla questione - soprattutto perchè ci lavora - da averne molti di più a disposizione.
Rispondi
Re: ha ragione chiunque
di perrynason [user #17170]
commento del 08/11/2010 ore 19:2
Concordo pienamente. Ci sono dati di tipo scientifico, verificabili (qualità dei legni, costruzione, finiture, vernice,...) e dati "emozionali". Il problema è tirare la somma. Ma è uno di quei problemi in cui ci si incarta taaanto volentieri! :)))
Rispondi
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