Ho portato la mia chitarra dal liutaio. Dopo un anno e mezzo di uso quotidiano il re ha intaccato l’osso della sella e urge una revisione. Mentre decidiamo quale intervento fare, come regolare l’action e altre cosette, gli segnalo quelli che mi sembrano i difetti dello strumento. Lui si rigira la chitarra tra le mani, osserva con calma e un po’ alla volta ribalta il mio punto di vista: i presunti difetti non sono tali (anzi!) mentre alcune caratteristiche per me di pregio non lo sono poi così tanto. Ecco fatto! A dimostrazione che non basta saper guardare e ascoltare, ma bisogna sapere bene dove guardare e cosa ascoltare.
La mia triplo zero è un “incrocio” di scuola Martin, stesse caratteristiche della 00028EC, ma esteticamente sembra una OM28v con diapason corto. Tra un paragone e l’altro arriviamo a parlare delle Martin in mostra al meeting di Sarzana, dove lui espone da anni. Gli confesso che alcuni dei modelli più prestigiosi non mi hanno entusiasmato e lui se ne esce così:
- Beh, quest’anno solo due suonavano!
- Prego?
- Si, tutti gli anni faccio la mia capatina allo stand Martin e provo tutti i modelli esposti. Quest’anno avevano ventotto chitarre e praticamente solo due suonavano.
- Possibile?!
- Beh, d’altra parte, fatta eccezione per il custom shop, sono chitarre industriali.
- Quindi con le Martin va a fortuna?
- Bisogna cercare quelle buone. Spesso vanno suonate almeno un paio d’anni e quel che esce lo sai dopo. Proprio la settimana scorsa ho avuto per le mani una 00028EC: un disastro, suonava come una coreana da trecento euro.
- E in quel caso che si fa?
- Ah, c’è ben poco da fare! Poi non è che a noi mandino proprio le migliori!
- Scusi, in che senso?
- Nel senso che ci sono mercati molto più esigenti del nostro e per loro c’è una selezione più accurata.
- Ma noi italiani siamo sempre i più sfigati?!
- Sono le regole del mercato! (sorrisone...)
A scanso di equivoci è bene precisare che il liutaio in questione (di cui, per correttezza, non faccio il nome) non è proprio un pivellino. Ha avuto un’ottima scuola, svolge la professione da più di trent’anni, ha un curriculum di tutto rispetto e una certa fama. Queste le sue opinioni, discutibili, ma sicuramente autorevoli.
Ah, la mia chitarra sarà pronta domani o martedì. Quanto mi manca!