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Sempre Nomadi. Io vagabondo che non sono altro!

di Martinez53 [user #23272] - pubblicato il 30 ottobre 2010 ore 10:34

Qui finisce la trilogia, ormai relegata nei diari, evidentemente la redazione s’è giustamente stufata delle mie storie, trilogia che con non poca presunzione mi sono messo in testa di scrivere: Lucio Battisti, Jimi Hendrix ed infine i Nomadi.

Tre modi di fare musica, tre nomi, tre etichette, tre suoni che hanno accompagnato e caratterizzato la mia adolescenza e, ne sono certo, non solo la mia.

 I Nomadi sono Augusto Daolio, il resto è la determinata volontà di continuare a tutti i costi un discorso contro tutto e contro tutti, sopratutto contro la morte, ma partiamo dall’inizio...

 Era l’estate del 1966, avevo tredici anni, un ragazzino che le cinquanta lire estorte a fatica alla mamma le metteva nel Joke-Box del bar per sentire quello che per noi era il vero inno nazionale: “Come potete giudicar” canzonetta senza pretese presentata al Cantagiro di quell’anno dai Nomadi.

 Già, il 1966... in quegli anni si incominciava a respirare un’aria che aveva un sapore strano, diverso, si annusava nel vento che qualcosa stava cambiando, Hendrix, Battisti e tutti gli altri mostri del Rock erano ancora lontani a divenire, almeno in Italia. Però anche qui alla radio e in TV qualcosa si muoveva, poche cose e molto vaghe, ma qualcosa si muoveva. Da lontano i Beatles aprivano la strada del cambiamento come una nave rompighiaccio sfonda la banchisa polare, girava tra i giovani un termine che voleva dire ribellione: Capelloni! In Tv la trasmissione: “Giovani!” con la sua splendida sigla: Un mondo d’amore di Morandi, riscuoteva un successo formidabile, era la prima volta che la televisione regalava uno spazio agli adolescenti, alla radio prendevano piede le classifiche dei dischi più venduti, prima “Bandiera Gialla”e poi “Per voi giovani” tenevano con le orecchie incollate alla radio noi ragazzi di allora.

 Oh raga! Finalmente qualcuno ci cagava! D’un tratto eravamo diventati visibili! Qualcuno si accorgeva che noi adolescenti esistevamo! Qualcuno si stava rendendo conto che eravamo persone anche noi, che potevamo essere presi in considerazione e ascoltati. Incredibile!

 Come potete giudicar...

 Come potete condannar...

 Chi vi credete che noi siam...

 Per i capelli che portiam!

 Questo cantavano i Nomadi nel 1966, e questo era il nostro inno, certo magari non sarà stato un gran inno ma comunque era il nostro inno, era nuovo di zecca e nessuno ce lo poteva portare via perchè noi eravamo i capelloni!

 Capelli lunghi voleva dire essere contro, contro cosa? Contro, mica serve fare tante questioni, contro e basta. Eh, ma mica era facile! A casa era una guerra senza esclusione di colpi tra figli e genitori, “TAGLIATI I CAPELLI CHE MI SEMBRI UN BARBONE!!!!” era la frase più ricorrente. Più d’una volta mia madre ha tentato di tagliarmeli nel sonno, manco fossi stato Sansone. I vecchi di allora tentarono di spargere la voce che i capelloni portavano malattie infettive, e magari chissà, forse loro ci credevano davvero! Per le ragazze poi era anche più dura, loro avevano pure la minigonna da sfoggiare e da litigare. E intanto i Nomadi cantavano nelle radio, nei Joke-Box, alla televisione. La voce ancora acerba di Augusto era dappertutto, poi all’improvviso scoppiò la bomba, usci una canzone: “Dio è morto”, il binomio Guccini-Nomadi aveva funzionato, aveva sfondato i muri del perbenismo italico, addirittura mandato in confusione le già abbastanza contorte menti dei pubblici censori, tanto che Dio è morto fu vietata in Italia ma non dalla radio Vaticana dove anzi venne molto apprezzata per i suoi contenuti. I cristianodemocraticibacchettonicensorintegralisti della RAI non capivano più nulla, non sapevano più che cosa censurare, dove, quando, chi, come, perchè? Fu il primo colpo sferrato allo stomaco del potere costituito, portato da una band che doveva diventare leggenda:  I NOMADI. Pur non essendo mai stati una band musicalmente devastante, i Nomadi coi loro testi, le musiche sempre indovinate, gli arrangiamenti mai eccessivi, la voce e il personaggio Augusto si ritagliarono uno spazio inventando quella che sarebbe poi diventata la canzone di protesta, loro furono tra gli artefici  del dare importanza ai giovani, dare loro la parola, e questo si dimostrò devastante per l’allora potere politico, il sessantotto era dietro l’angolo e loro, i potenti, non lo sapevano...! Ma i Nomadi non hanno mai voluto essere identificati con un particolare colore, politicamente non si sono mai schierati apertamente, però per loro è stato inevitabile, coi loro messaggi d’amore, di pace, contro tutte le guerre, di denuncia dei mali del mondo, dalla droga ai misfatti dei poteri totalitari d’ogni colore, è stato facile quindi accomunarli all’eskimo, ai capelloni, ai movimenti studenteschi a tutti quelli che volevano, che vogliono cambiare il mondo. Certo cambiare il mondo..., mica ci siamo riusciti però, noi abbiamo messo solo un mattoncino nel muro del cambiamento, ora tocca ad altri continuare. Ma noi, per fortuna avevamo I Nomadi, la colonna sonora della mia e di tantissime altre giavani vite. Purtroppo come Jimi Hendrix, Jenis Joplin, Jim Morrison e tanti altri, Augusto c’ha lasciati troppo presto, la sua voce dal timbro inconfondibile, così potente e profonda e aggressiva e allo stesso tempo melodica manca, manca tantissimo, è un vuoto immenso. Quanti l’hanno sostituito in questi anni, l’hanno fatto bene, con dignità e grande professionalità, ma sostituire Augusto è oggettivamente impossibile. Fondati ufficialmente nel 1965 i Nomadi sono arrivati fino a noi, oggi, cambiando mille volte formazione tranne per Beppe Carletti, unico rimasto del gruppo storico e attuale leader indiscusso. Che dire? Grazie Beppe di tutto, grazie davvero.

 Noi, quelli nati nei cinquanta, ora siamo dei signori d’una certa età..., genitori e in alcuni casi anche nonni e nonne, lo so, per voi sarà strano pensare ai nonni che fanno a botte con la polizia e le nonne in minigonna, ma eravamo davvero così, giusto qualche anno fa. Però, anche se con qualche capello in meno, e le gambe magari non più da minigonna, noi laggiù nel fondo dell’anima, nascosto nel posto più inarrivabile, dove nessuno lo può trovare, in un angolo che sappiamo solo noi dov’è, noi teniamo un marchio, un segno indelebile, nessuno lo può vedere ma noi sappiamo che c’è, è il marchio del: SEMPRE NOMADI!!!! Fino alla fine...


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Noi eterni ragazzi del "68"
di FBASS [user #22255]
commento del 30/10/2010 ore 10:5
Ricordi,ricordi, ricordi,..... come no si può amare la voce di Augusto, ma il mio primo impatto positivo è stato il brano "Canzone per un'amica" di Guccini, in verità prima non è che mi erano piaciuti molto, preferivo sentire gli Shadows e i Beatles, poi venne questo brano e nel 1968 uscì la loro cover di "Night in White Satin", cioè "Ho difeso il mio amore", poi "Auchswitz" ma da allora non sono più spariti dal piatto del mio giradischi. In quella foto non mi sembra di riconoscere però il bassista degli anni 60th, poi, è vero che Augusto è stato la voce simbolo del gruppo, mi piaceva quel suo modo di interpretare le canzoni, vedi il legame voce-brano di "Io vagabondo", ma trovo che l'attuale cantante sia molto bravo, a me personalmente piace moltissimo, è stata una scelta vincente. Franco
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Re: Noi eterni ragazzi del
di Martinez53 [user #23272]
commento del 30/10/2010 ore 17:3
Si capisco cosa vuoi dire, in effetti agli inizi musicalmente i Nomadi era un complesso come ce n'era tanti in Italia, sostanzialmente nulla di particolare, diciamo che sono usciti alla distanza... Poi ognuno ha i suoi gusti, a me per esmpio ho difeso il mio amore l'ho sempre trovata veramente troppo triste, comunque... La foto l'ho scaricata da Internet e ho scelto quella che mi piaceva di più, rigorosamente con Augusto, forse hai ragione non è dell'epoca. Danilo Sacco è molto bravo e in parte nello stile ricorda Augusto, nessuno nega la validità della scelta, resta il fatto che il simbolo dei Nomadi, come anche tu riconosci, è, e rimarrà Augusto. Ciao Aldo
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Questo meritava l'home page!
di aPhoenix90 [user #22026]
commento del 30/10/2010 ore 11:4
Questo meritava l'home page! Un articolo splendido (come sempre). Peccato non ci sia il pulsante "Questo articolo mi piace!", ma è come se l'avessi cliccato. I nomadi sono un'altra band che ho conosciuto grazie alle musicassette dei miei. Semplicemente eccezionali. Un saluto e grazie!! Andrea.
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Re: Questo meritava l'home page!
di Martinez53 [user #23272]
commento del 30/10/2010 ore 17:3
Grazie per la Kliccata!! Aldo
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Bè!
di Desi [user #16241]
commento del 30/10/2010 ore 17:3
D'obbligo!Anzi 2 Homepage.
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Re: Bè!
di Martinez53 [user #23272]
commento del 30/10/2010 ore 18:0
Esageratissimo! Ciao Aldo
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Questi sono articoli che andrebbero non solo ...
di MAXDS [user #18578]
commento del 31/10/2010 ore 12:1
Questi sono articoli che andrebbero non solo messi su home page...ma pubblicizzati per l'intelligenza, per la storia, per il ricordo di chi, tramite la musica, ha fatto grande questo paese. I Nomadi, la semplicità, la musicalità, l'impatto su svariate generazioni....il popolo nomade, centinaia di Cover Band, Fans Club e un motto che non muore....sempre e solo nomadi.....e ultima cosa...i Nomadi posso solo piacere o non piacere, non c'è una via di mezzo...e vi pare poco per la musica ??? Grazie Martinez...grazie per quello che scrivi. Max
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Re: Questi sono articoli che andrebbero non solo ...
di Martinez53 [user #23272]
commento del 31/10/2010 ore 12:3
Sempre Nomadi!
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