Due date: una venerdì e una sabato.
Stesso gruppo (cover liga, tutti giovani dai 22 ai 27 anni), locali diversi.
Venerdì è stata una tragedia: volumi assurdi, abbiamo suonato dentro una nicchia e (ovviamente) nessuno si sentiva.
Tanti errori e tante imprecisioni, dovute soprattutto alla mancanza di intonazione e di equilibrio volumetrico. Sabato è andata tutto il contrario: volumi ben bilanciati, tutti si sentivano e tutti hanno suonato bene.
I volumi erano altini (per me) ma accettabili.
Conclusioni: entrambi i locali hanno avuto il "tutto pieno". Addirittura diversa gente che era venuta il venerdì è tornata a risentirci il sabato (facendosi anche 20 km in più di strada).
MIE Conclusioni: venerdì ero nervosetto, sabato di più. Il primo motivo per cui non mi andava a genio la situazione è stato il fatto che la formazione organizzativa di un live è qualcosa che dopo 3-4...10 anni di concerti uno dovrebbe avere bene in testa. Tutti suoniamo da un pò in gruppi, forse io ho avuto la fortuna di crescere su un gruppo più "maturo" (sia a livello tecnico che "gestionale") e ho imparato molte cosette che portano ad una convivenza pacifica nel palco e fuori palco.
Fatto sta che son stato male solo al veder passare i cavi dal mixer agli strumenti in modo alquanto "allaca**o".(cavi ovunque, attorcigliati e tirati...)
Aggiungiamoci il tempo per montare che è sempre più diluito.
Aggiungiamoci anche il soundcheck (che spesso faccio io ma che venerdì non ho potuto seguire causa jack troppo corto :D ) interminabile/inutile: non serve a nulla provare una canzone intera quando bastano 2 minuti per capire cosa regolare.
Sabato ho gestito io il soundcheck: uno strumento alla volta, equalizzato e livellato.
Alla fine: 2 minuti di prova generale per sentire il mix e affinare l'eq e... BASTA. La cosa che più mi è dispiaciuta (oltre al fatto di esser tornato a casa venerdì notte senza timpani...) è stato vedere tanti miei cari amici musicisti (con cui ho suonato assieme e che avevo invitato personalmente) e avere la conferma dell'impressione che avevo io sopra il palco.
"Il batterista vuol far vedere che è bravo ma sbaglia gli stacchi"
"Volumi impossibili"
"non ti rendono giustizia, sono molto pressapochisti"
E io che dico? "eh, è stata una serata pessima, non ci sentivamo e non potevo far di meglio... mi spiace".
Mi spiace perchè la sera dopo il livello era decisamente mutato in meglio.
Cosa manca? ah, venerdì alla prima canzone si rompe il mi dell'altro chitarrista LesPauliano. Ovviamente non aveva la corda di ricambio. Il chitarrista previdente che non manca mai di niente (cioè io) gli presta la seconda chitarra "d'emergenza",una fender strato."No so bon de sonare co sta chitarra!"
E se non c'era quella chitarra?!
Il sabato, seppur tutto è andato bene a livello di concerto, il contorno all'evento non è stato dei più facili (dal mio punto di vista): discorsi sul budget, su prezzi e consumazioni dei componenti del gruppo, sulla retribuzione della performance sono tutte cose che devono essere prese son le pinze (in luoghi e momenti opportuni).
E di pinze non ne ho viste. Non sono il leader del gruppo ma mi son permesso di far presente certi concetti di intelligenza musicale onde evitare di:
1) perdere un locale a causa dei rapporti tesi -da subito- con il titolare
2) passare per quelli che lo fanno per soldi. (ok, posso farlo per soldi ma si dice solo quando metto fuori i piedi dal locale e non in mezzo alla gente)
Ultimo punto: un gruppo è un gruppo da quando arriva al locale fino a quando si finisce di smontare.
Non mi permetto di lasciare le mie cose in mezzo ai piedi per andare a fare il fighetto con le ragazze dando per scontato che "ci sarà qualcun altro" che smonterà le cose al mio posto. E' un segno di rispetto, come quello di avvisare gli altri di portare pazienza se c'è una bionda che non lascia tempo di smontare. Almeno avvisare.
Non so, sono io che ho una mentalità troppo "perfettina"? Son l'unico che pensa che quello che facciamo è per la gente che sta davanti alle casse?
E penso che tutte queste piccole o grandi cose da fuori si notano, si notano maggiormente da chi è musicista o da chi ci segue (es. fidanzate e amici).
Mi rompe far la parte del cattivo per avere un minimo di attenzione e cura nell'insieme, per poi vivere bene le 2 ore di suonate.
Non voglio fare presente sempre quello che ognuno dovrebbe già sapere, dal momento che si suona assieme e si suona per la gente prima di tutto.
ps: sono a quota mac. adesso devo solo trovare quello che mi va bene :D