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Riflessioni sull'essere musicisti live

di francescoRELIVE [user #13581] - pubblicato il 19 ottobre 2010 ore 12:12
Reduce dal fine settimana scorso molto "rock" porto alcuni spunti di riflessione che vorrei condividere con chi, come me, fa il musicista.

Due date: una venerdì e una sabato.

Stesso gruppo (cover liga, tutti giovani dai 22 ai 27 anni), locali diversi.

Venerdì è stata una tragedia: volumi assurdi, abbiamo suonato dentro una nicchia e (ovviamente) nessuno si sentiva.

Tanti errori e tante imprecisioni, dovute soprattutto alla mancanza di intonazione e di equilibrio volumetrico. Sabato è andata tutto il contrario: volumi ben bilanciati, tutti si sentivano e tutti hanno suonato bene.

I volumi erano altini (per me) ma accettabili.

 

Conclusioni: entrambi i locali hanno avuto il "tutto pieno". Addirittura diversa gente che era venuta il venerdì è tornata a risentirci il sabato (facendosi anche 20 km in più di strada).

 

MIE Conclusioni: venerdì ero nervosetto, sabato di più. Il primo motivo per cui non mi andava a genio la situazione è stato il fatto che la formazione organizzativa di un live è qualcosa che dopo 3-4...10 anni di concerti uno dovrebbe avere bene in testa. Tutti suoniamo da un pò in gruppi, forse io ho avuto la fortuna di crescere su un gruppo più "maturo" (sia a livello tecnico che "gestionale") e ho imparato molte cosette che portano ad una convivenza pacifica nel palco e fuori palco.

Fatto sta che son stato male solo al veder passare i cavi dal mixer agli strumenti in modo alquanto "allaca**o".(cavi ovunque, attorcigliati e tirati...)

Aggiungiamoci il tempo per montare che è sempre più diluito.

Aggiungiamoci anche il soundcheck (che spesso faccio io ma che venerdì non ho potuto seguire causa jack troppo corto :D ) interminabile/inutile: non serve a nulla provare una canzone intera quando bastano 2 minuti per capire cosa regolare.

Sabato ho gestito io il soundcheck: uno strumento alla volta, equalizzato e livellato.

Alla fine: 2 minuti di prova generale per sentire il mix e affinare l'eq e... BASTA. La cosa che più mi è dispiaciuta (oltre al fatto di esser tornato a casa venerdì notte senza timpani...) è stato vedere tanti miei cari amici musicisti (con cui ho suonato assieme e che avevo invitato personalmente) e avere la conferma dell'impressione che avevo io sopra il palco.

"Il batterista vuol far vedere che è bravo ma sbaglia gli stacchi"

"Volumi impossibili"

"non ti rendono giustizia, sono molto pressapochisti"

E io che dico? "eh, è stata una serata pessima, non ci sentivamo e non potevo far di meglio... mi spiace".

Mi spiace perchè la sera dopo il livello era decisamente mutato in meglio.

Cosa manca?  ah, venerdì alla prima canzone si rompe il mi dell'altro chitarrista LesPauliano. Ovviamente non aveva la corda di ricambio. Il chitarrista previdente che non manca mai di niente (cioè io) gli presta la seconda chitarra "d'emergenza",una fender strato."No so bon de sonare co sta chitarra!"

E se non c'era quella chitarra?!

Il sabato, seppur tutto è andato bene a livello di concerto, il contorno all'evento non è stato dei più facili (dal mio punto di vista): discorsi sul budget, su prezzi e consumazioni dei componenti del gruppo, sulla retribuzione della performance sono tutte cose che devono essere prese son le pinze (in luoghi e momenti opportuni).

E di pinze non ne ho viste. Non sono il leader del gruppo ma mi son permesso di far presente certi concetti di intelligenza musicale onde evitare di:

1) perdere un locale a causa dei rapporti tesi -da subito- con il titolare

2) passare per quelli che lo fanno per soldi. (ok, posso farlo per soldi ma si dice solo quando metto fuori i piedi dal locale e non in mezzo alla gente)

Ultimo punto: un gruppo è un gruppo da quando arriva al locale fino a quando si finisce di smontare.

Non mi permetto di lasciare le mie cose in mezzo ai piedi per andare a fare il fighetto con le ragazze dando per scontato che "ci sarà qualcun altro" che smonterà le cose al mio posto. E' un segno di rispetto, come quello di avvisare gli altri di portare pazienza se c'è una bionda che non lascia tempo di smontare. Almeno avvisare.

Non so, sono io che ho una mentalità troppo "perfettina"? Son l'unico che pensa che quello che facciamo è per la gente che sta davanti alle casse?

E penso che tutte queste piccole o grandi cose da fuori si notano, si notano maggiormente da chi è musicista o da chi ci segue (es. fidanzate e amici).

Mi rompe far la parte del cattivo per avere un minimo di attenzione e cura nell'insieme, per poi vivere bene le 2 ore di suonate.

Non voglio fare presente sempre quello che ognuno dovrebbe già sapere, dal momento che si suona assieme e si suona per la gente prima di tutto.  

 

 

ps: sono a quota mac. adesso devo solo trovare quello che mi va bene :D


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Le ragioni che muovono una persona ad esibirsi ...
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 19/10/2010 ore 12:3
Le ragioni che muovono una persona ad esibirsi in pubblico sono tante. Quello che tu rivendichi è un interesse comune verso una idea:suonare bene e stare bene.In altre parole svolgere il proprio lavoro con dignità. La differenza tra un Artista e un guitto è sottilissima.Si può scivolare nel ridicolo senza accorgersene. E' importante avere uno spirito comune in certe cose.
Rispondi
Dunque...
di Zangolaccio utente non più registrato
commento del 19/10/2010 ore 12:4
... non ti dico cosa devi fare con il tuo gruppo, ci arriverai tranquillamente da solo, ma ti dico solo 2 cose che mi hanno insegnato rispettivamente un grande amico e il mio maestro: "prima di essere buoni musicisti bisogna essere buone persone" "chi ti ascolta sente anche quello che non suoni" Tieni duro, magari era solo un week end di tensione, la prossima andrà meglio! ;-)
Rispondi
mi fai venire in mente...
di dvg [user #11506]
commento del 19/10/2010 ore 12:5
...quando col mio vechhio progetto suonammo in un locale. dei tre nessuno aveva la strumentazione necessaria se non il sottoscritto pertanto ho messo tutto a dispozione: non avevo capito che questo significasse monto e smonto tutto io perché loro non volevano toccare roba non loro (ma vaff..) ma il massimo fu quando a macchina caricata dico ad uno : "resta qui che prendo le due chitarre e poi chiudiamo" Bene al mio ritorno macchina spalancata, bagagliaio aperto, chiavi inserite e nessuno nei paraggi troppo impegnati al bar. Ultima volta che li vidi, solo qualche sms dopo: ehh come te la prendi! Morale: lascia che sono inetti!
Rispondi
Re: mi fai venire in mente...
di dilettanteprofessionista [user #26087]
commento del 19/10/2010 ore 13:0
io sono molto "fate l'amore non fate la guerra"...ma li sarei andati a prendere a schiaffi volentieri quei "tuoi amici"....ma io dico,ma di chi son figli?l'educazione?il rispetto?.....come diceva il nonno:la mamma degli s*ronzi è sempre in cinta
Rispondi
Re: mi fai venire in mente...
di dvg [user #11506]
commento del 19/10/2010 ore 14:5
lascia stare se penso al ben di dio che c'era in macchina a portata di ogni passante!!! Tant'e che li ho presi per le orecchi e a calci nel sedere...
Rispondi
è che bisogna trovare il giusto compromesso ...
di Sykk [user #21196]
commento del 19/10/2010 ore 13:1
è che bisogna trovare il giusto compromesso tra umiltà, professionalità, divertimento, dignità. Ci vuole rispetto per la band, per il pubblico, per sè stessi. Succede... ad esempio, prima dell'ultimo concerto (piccolo retrobar senza impianto), il batterista ha chiesto all'altro chitarrista di girare il suo combetto verso di lui perchè altrimenti non lo sentiva e non riusciva a capire a che punto erano le canzoni. Io, che come al solito ero l'unico a preoccuparsi di cosa avrebbe sentito il pubblico, gli ho fatto notare che: o sentiva bene lui, o sentiva bene il pubblico. Naturalmente a lui non fregava niente del pubblico....
Rispondi
Il gruppo "musicale" è una piccola comunità, ...
di robyfranz [user #22846]
commento del 19/10/2010 ore 13:3
Il gruppo "musicale" è una piccola comunità, e come tale ci deve essere armonia e contributo di tutti gli appartenenti. E' capitato diverse volte anche a me questo tipo di situazione, come l'hai vissuta tu, ma l'unico modo per sistemare le cose e continuare ad andare avanti, è parlarne ed essere chiari, e dire tranquillamente quello che si pensa. E' importante quando si suona spesso non essere e non apparire improvvisati, con l'esperienza (come la tua, d'altronde), organizzarsi in modo da studiare in pochi minuti il layout dei componenti e della strumentazione, dell'amplificazione ecc... Inoltre approvvigionarsi di tutto quello che può servire nei casi di emergenza, che non sono poi così troppo rari. Quella di non avere la corda di ricambio (pazienza la chitarra di ricambio) è veramente il massimo. Io ho tre valigette: in una sistemo tutti i cavi da montare (jack, prolunga corrente, ciabatta, jack potenza, cavo midi, pedaliera ampli ecc.), in un'altra ho tutti gli stessi cavi di riserva (anche di più, e di diverse misure, oltre a prese, multiple, tedesche..ecc) e nella terza più piccola tutto il materiale per chitarra (corde, stracci, pinze, plettri). Comunque per un periodo abbiamo adottato un sistema particolare, ad ogniuno un preciso compito: addetto all'alimentazione, addetto ai collegamenti impianto, addetto punti luce, addetto mixer ecc.., un buon sistema per far apprendere a qualcuno delle cose che magari non ha mai fatto. Mi sono dilungato un po' troppo, comunque quando non c'è armonia nel gruppo, inteso anche come avere le braccine corte, è uno dei motivi di divisione. Ma vedrai che se a tutti piace il contesto del gruppo, saranno pronti a fare qualche sacrificio e a mettere la testa a posto. Qualche anno fa avevamo un cantante che non si portava nemmeno il microfono (oltre a non aiutarci a caricare e scaricare la strumentazione), anzi, mentre noi sfacchinavamo lui se ne stava con la morosa a sbaciucchiarsi...il mondo è bello perchè variegato..
Rispondi
Sei tu che sbagli
di smilzo [user #428]
commento del 19/10/2010 ore 13:5
Sei te che sei poco professionale, dovresti "prevedere" con chi vai a suonare. Ti faccio un esempio. *** ah, venerdì alla prima canzone si rompe il mi dell'altro chitarrista LesPauliano. Ovviamente non aveva la corda di ricambio. Il chitarrista previdente che non manca mai di niente (cioè io) gli presta la seconda chitarra "d'emergenza",una fender strato."No so bon de sonare co sta chitarra!" *** Scusa, tu vai a suonare e non hai dietro un Les Paul, magari originale fine anni '60? E scusami... non se fa... non se fa... ;)
Rispondi
Sei troppo "avanti" !! Hai già una'ottica, ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 19/10/2010 ore 14:2
Sei troppo "avanti" !! Hai già una'ottica, un punto di vista più 'pro' ... i tuoi compagni di suonate invece hanno il "punto di vista" 'divertisemo e via !' Resisti fin che puoi ... ma di solito ..... succede sempre che "li si molla per la loro strada" ;) .. anche se sono amici. Mi spiace un pochino per quel che sarà ma xè la VIta ! SaluToneS
Rispondi
Cit: "chi ti ascolta sente anche quello che non suoni"...
di adriphoenix [user #11414]
commento del 19/10/2010 ore 15:4
..credo che l'amico/maestro di Zangolaccio (sicuramente un guru Zen) abbia riassunto in quella frase tutto l'universo del musicista e del suo mondo..caro Francesco, quello che descrivi tu (ed anche qualche episodio degli altri compari di pagina) se ti puó consolare capita spesso, molto piú di quanto tu non creda! E non pensare sia un problema solo di poca professionalitá, ho avuto modo di notarlo anche in gruppi di musicisti "studiati".. capisco benissimo il tuo senso di frustrazione e inadeguatezza che sicuramente ti hanno fatto passare ben due serate di m****! anche io ho vissuto esperienze simili, aggiungo il mio contributo: sul modo di presentarsi al pubblico per esempio...un certo look lo ritengo importante, (anche se non essenziale, prima la musica eccheccazzo..peró) ,soprattutto se non stiamo suonando nel salotto degli amici: bermuda ed infradito, canotte multicolori o t-shirt slavate dell'Officina F.lli Scantamburlo a me sanno di armata "brancaleone", non di gruppo!! non dico di avera la divisa da Beatles ma un minimo di decoro e filo comune, azz...quello sí! In fondo siamo su un "palco" (a volte virtuale, vedi la nicchia) e di fronte a noi c'é un pubblico, rispetto per noi significa rispetto per il pubblico. Fatte le mie esperienze come te mi sono fatto anche le stesse domande, a cui ho dato delle risposte o meglio altre domande: sono disposto nel nome della mia passione di sopportare situazioni simili? ..io alla lunga mi sono risposto di no ed ho deciso di suonare solo con chi mi trovo veramente sulla stessa lunghezza d'onda. E da un pó di tempo il discorso si é allargato anche a cosa suono...ed ho deciso che proveró a suonare solo quello che mi da soddisfazione ovvero musica inedita...per questo entro l'anno daró l'addio a ben 2 coverband in cui milito da anni (una l'ho anche fondata io..), so che creeró uno squilibrio non da poco ma per me é vitale e significa evoluzione, crescita...anche se sono legato a loro da amicizia, se sono amici veramente mi capiranno, ma é necessario! Buona musica ...stay rock!
Rispondi
Che dire, queste sono tensioni che portano ...
di dave1975 utente non più registrato
commento del 19/10/2010 ore 15:5
Che dire, queste sono tensioni che portano agli scioglimenti, o a mollarli lì col loro pressapochismo (cosa che porterà al loro scioglimento). Se ho capito bene, si sussurra di agenzie, uscire dai confini della regione, ecc. Beh, bisogna parlarsi chiaro e mettersi un po' tutti in riga, se no dura poco. Parlo per poca esperienza (purtroppo), ma è la direzione che prenderei. In ogni caso patti chiari, amicizia lunga, in ogni organizzazione. Ciao
Rispondi
Francesco...
di pkaos [user #12738]
commento del 19/10/2010 ore 17:0
... ***un gruppo è un gruppo da quando arriva al locale fino a quando si finisce di smontare*** E già qua hai detto tutto. Aggiungo che, se sei preoccupato di essere troppo "perfettino", passa a vedere un nostro sound-check... ;-)
Rispondi
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Re: Francesco...
di pkaos [user #12738]
commento del 19/10/2010 ore 17:1
... e ri-aggiungo: parlaci, capisci cosa hanno in testa e poi trai le tue conclusioni, senza patemi o altro. Sei un ragazzo intelligente, non avrai nessun problema a capire cosa fare e come comportarti.
Rispondi
capitava spesso anche a me con il mio ex ...
di Ocram [user #19962]
commento del 19/10/2010 ore 19:0
capitava spesso anche a me con il mio ex gruppo,in pratica ero l'unico che si sbatteva a fare tutti collegamenti dell'impianto e regolare i volumi mentre gli altri suonavano le chitarre e la batteria;io poi ho un modo particolare di richiamare all'ordine,tipo una serie di smadonnamenti che sei obbligato a fermarti e sentirti in colpa... almeno per lo smontaggio ci si dava una mano tutti,ma sempre moooolto dopo finito di suonare,così si andava a casa a orari impossibili. adesso quella vita non la faccio più,ma mi manca un pò...
Rispondi
da ciò che scrivi capisco che hai ...
di mafuz [user #19122]
commento del 19/10/2010 ore 21:4
da ciò che scrivi capisco che hai 'scollinato', ovvero il fastidio provocato dall'atteggiamento pressappochista dei tuoi colleghi supera di gran lunga la voglia di suonare con loro. il che vuol dire che forse è ora di dare un taglio. è vero che in ogni gruppo, musicale e non, c'è chi si carica sulle spalle il ruolo essenziale del trainatore, ma c'è un limite. nei panni tuoi, e con la passione che hai, ne approfitterei per cambiare aria radicalmente, con qualcuno più adeguato alle tue aspettative. in bocca al lupo, sinceramente.
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