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Quando l'orchestrazione Virtuale diventa essenziale....

di IITM [user #24623] - pubblicato il 07 ottobre 2010 ore 20:38
Temuta negli ambienti accademici è invece uno strumento professionale indispensabile in quelli di produzione

L'orchestrazione virtuale è una tecnica complessa che consente ad un compositore di avere, in preproduzione, un ascolto dei propri lavori tale da emulare, in maniera più o meno perfetta, un'esecuzione acustica. Per ottenere una buona orchestrazione virtuale occorre:

1) conoscere prima di tutto l'orchestrazione;

2) essere degli ottimi programmatori MIDI;

3) avere delle buone capacità in ambito di missaggio audio;

4) avere delle ottime capacità nell'utilizzo dei panpot e degli effetti per ottenere una caratteristica timbrica del brano più verosimilmente acustica.

Spesso i compositori assoldano dei bravissimi orchestratori virtuali per ottenere il massimo dalle loro idee musicali.

L'orchestrazione virtuale oggi è diventata uno strumento praticamente insostituibile nell'ambito dell'industria broadcast (cinema, televisione) e multimediale (games). grazie all'incredibile sviluppo delle librerie virtuali e allo stesso tempo delle tecnologie informatiche. Rappresenta, nella maggioranza dei casi, l'unico sistema che consente di avere un primo ascolto delle musiche durante la realizzazione e lo sviluppo delle produzioni cinematografiche dove il materiale video è in continua elaborazione anche fino a pochi giorni dalla fine della produzione. Quando in preproduzione le musiche saranno poi definitive al 95-100%, l'orchestrazione virtuale, se il budget di produzione lo consente, è sempre seguita da una Session Score che prevede la sostituzione (o integrazione) delle parti virtuali con quelle acustiche dell'orchestra per ottenere un suono finale più ampio e interessante.

Normalmente un orchestratore virtuale non lavora solamente con una libreria specifica ma ne utilizza diverse in modo da ottenere colori timbrici sempre diversi e più interessanti. La parte più difficile consiste nel dare omogeneità ad una esecuzione che prevede più tecniche, ovvero articolazioni, all'interno di una parte. Le articolazioni corrispondono a campionamenti e preset diversi che combinati insieme devono garantire l'omogeneità dell'esecuzione. Negli ultimi anni le società produttrici delle librerie hanno offerto tecnologie sempre più in grado di offrire un'emulazione perfetta ed anche i sequencer (in particolare Cubase 5, che ha integrato per primo il concetto di Expression Maps) hanno sviluppato tool sempre più dedicati all'orchestrazione virtuale che interagiscono sempre più con gli editor notazionali per fornire le partiture delle parti.


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Bravissimo! nel dettaglio... che software ...
di francescoRELIVE [user #13581]
commento del 07/10/2010 ore 22:5
Bravissimo! nel dettaglio... che software usi per le orchestrazioni?
Rispondi
software utilizzati per l'O.V.
di IITM utente non più registrato
commento del 07/10/2010 ore 23:0
Ciao Francesco, nello specifico: - Cubase 5.5.1 come sequencer - Vienna Special Edition, con lo strumento Vienna PRO - Eastwest Platinum Orchestra, Symphonic Choir, Silk - LASS - Symphobia - Vienna Suite (per i plug-in dedicati: pan, compressore, master equalizer, exciter)
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sì, per fare certe cose sicuramente servono ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 08/10/2010 ore 10:2
sì, per fare certe cose sicuramente servono questi SW. Ma pensa una cosa ... quanti musicisti "veri" - restano a casa" ;((((((((((( SaluToneS
Rispondi
Re: sì, per fare certe cose sicuramente servono ...
di BananOne utente non più registrato
commento del 08/10/2010 ore 10:4
Non è detto che restino a casa. Come spiegato prima, magari il compositore può con costi ridotti sentire e provare la sua composizione. Se di successo questa può essere suonata dentro un Teatro dall'orchestra vera. In un live dentro un teatro, non me lo posso nemmeno immaginare un tizio con la bacchetta in mano , tutto vestito a puntino, che spinge un tasto e manda in esecuzione un brano orchestrale.....da un pc ... Come minimo dopo 3 secondi cambierebbe mestiere diventando un Fruttarolo... visto gli ortaggi che prenderebbe gratis dalla platea.
Rispondi
Re: sì, per fare certe cose sicuramente servono ...
di decadenthero [user #25819]
commento del 08/10/2010 ore 17:0
ah ah ah... Muoio dal ridere solo ad immaginarmela questa scena! :D
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Non resta a casa proprio nessuno
di IITM utente non più registrato
commento del 08/10/2010 ore 11:5
Rispondo a Kata_ts in realtà non rimane a casa nessuno perchè, come ho spiegato, l'orchestrazione virtuale è una tecnica per avere un ascolto in preproduzione dove nessuna orchestra ha possibilità di intervenire. Nei casi poi dove non c'è budget per una session score (ovvero a partire da 20.000 euro in su), e mi riferisco a piccole produzioni relative a cortometraggi, sonorizzazioni di loghi o di siti internet, l'OV è l'unica in grado di offrire comunque sia un suono decente. E' un gravissimo errore pensare che la tecnologia possa togliere lavoro ai musicisti, direi piuttosto il contrario dato che consente ad un musicista in difficoltà nel suo mestiere di specializzarsi in maestranze tecniche. La tecnologia alla fine è, e così deve essere considerata, uno strumento per ampliare le possibilità lavorative, creative e produttive, di un professionista che nel nostro caso è un musicista
Rispondi
Re: Non resta a casa proprio nessuno
di Kata_ts [user #2290]
commento del 08/10/2010 ore 12:1
Ciao io sono pienamente d'ACCORDO con te, al 100% sul discorso "utiizzare la tecnologia" per ampliare/cercare nuove possibilità MA ..... provo anche a immedesimarmi in un eventuale 'produttore' ;oP OK ?! Ho questo SW, il cortometraggio, o quel che sia, pronto. Sento che già utilizando questa 'macchina' (il PC) e SW nel lavoro il suono 'globale' và più che bene per l'utilizzo che ne devo fare e qui, scusami l'"appunto" rispetto a quello che hai scritto tu ***dove non c'è budget per una session score .... e mi riferisco a piccole produzioni ...*** chi impedisce ANCHE a chi il budget c'è l'ha e gli avanza (cioè grandi produzioni!!) di NON utilizzare questo SW/OV risparmiando, da quello che ha scritto sempre tu ***ovvero a partire da 20.000 euro in su*** un bel pò di Euro ?!?!!? PERCUI, .... se il fine è provare l'opera per POI FAR SUONARE musicisti veri ai concerti questo mi và benissimo, ovviamente l'artista ha uno STRUMENTO che gli permette di valutare se quello che ha scritto/composto rende bene o no MA ... ovviamente c'è anche l'altra parte della medaglia - oggi come oggi il "fine ultimo" è quello di 'tagliare' i costi - che tradotto in pratica è quello che ho detto io !! Personalmente sempre e comunque preferisco avere a che fare con musicisti in carne e ossa con i quali anche ridere, scherzare e alle volte ..... quando necessario ..... mandarsi affaxxxx ;))) RiSaluToneS
Rispondi
mmmm....
di IITM utente non più registrato
commento del 08/10/2010 ore 19:2
mah...quello che posso dirti che in 20 anni di mestiere non mi è mai successo che, budget disponibile, si è scelto di tagliare una esecuzione sonora acustica a vantaggio di una virtuale. Se, come dici tu, chi ha il budget decide di rimanere sul virtuale quando potrebbe avere l'acustico, solamente per mettersi in tasca qualche soldo in più...che dire...non è un professionista serio.
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