L'orchestrazione virtuale è una tecnica complessa che consente ad un compositore di avere, in preproduzione, un ascolto dei propri lavori tale da emulare, in maniera più o meno perfetta, un'esecuzione acustica. Per ottenere una buona orchestrazione virtuale occorre:
1) conoscere prima di tutto l'orchestrazione;
2) essere degli ottimi programmatori MIDI;
3) avere delle buone capacità in ambito di missaggio audio;
4) avere delle ottime capacità nell'utilizzo dei panpot e degli effetti per ottenere una caratteristica timbrica del brano più verosimilmente acustica.
Spesso i compositori assoldano dei bravissimi orchestratori virtuali per ottenere il massimo dalle loro idee musicali.
L'orchestrazione virtuale oggi è diventata uno strumento praticamente insostituibile nell'ambito dell'industria broadcast (cinema, televisione) e multimediale (games). grazie all'incredibile sviluppo delle librerie virtuali e allo stesso tempo delle tecnologie informatiche. Rappresenta, nella maggioranza dei casi, l'unico sistema che consente di avere un primo ascolto delle musiche durante la realizzazione e lo sviluppo delle produzioni cinematografiche dove il materiale video è in continua elaborazione anche fino a pochi giorni dalla fine della produzione. Quando in preproduzione le musiche saranno poi definitive al 95-100%, l'orchestrazione virtuale, se il budget di produzione lo consente, è sempre seguita da una Session Score che prevede la sostituzione (o integrazione) delle parti virtuali con quelle acustiche dell'orchestra per ottenere un suono finale più ampio e interessante.
Normalmente un orchestratore virtuale non lavora solamente con una libreria specifica ma ne utilizza diverse in modo da ottenere colori timbrici sempre diversi e più interessanti. La parte più difficile consiste nel dare omogeneità ad una esecuzione che prevede più tecniche, ovvero articolazioni, all'interno di una parte. Le articolazioni corrispondono a campionamenti e preset diversi che combinati insieme devono garantire l'omogeneità dell'esecuzione. Negli ultimi anni le società produttrici delle librerie hanno offerto tecnologie sempre più in grado di offrire un'emulazione perfetta ed anche i sequencer (in particolare Cubase 5, che ha integrato per primo il concetto di Expression Maps) hanno sviluppato tool sempre più dedicati all'orchestrazione virtuale che interagiscono sempre più con gli editor notazionali per fornire le partiture delle parti.