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l'enigmatico codice dei condensatori

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 03 settembre 2010 ore 11:28

l'espressione in microfarad dei condensatori elettrolitici non crea problemi di lettura da parte di utenti non molto esperti dato che sul corpo del componente è stampigliato chiaramente il valore senza abbreviazioni sia per quanto riguarda la capacità effettiva che per il range in volt

100 mf 300v, leggeremo per esteso, oppure 47 mf 450v o altri valori e poichè sono componenti polarizzati avranno uno dei reofori più lungo dell'altro ad indicare il positivo mentre il negativo sarà indicato da una fascia più marcata sul corpo recante il simbolo " -".

la questione si complica per i condensatori non polarizzati che possono, come gli elettrolitici, riportare per esteso la loro caratterizzazione o ricorrere ad abbreviazioni sempre diverse tra di loro e molto spesso causa di confusione

è inutile che io sottolinei l'importanza della collocazione di una giusta capacità nel circuito e le conseguenze nel caso di errore

l'unità di capacità è il FARAD ma si tratta i una grandezza inadeguata per i circuiti che ci riguardano quindi si usano i suoi sottomultipli: microfarad, nanofarad, picofarad ognuno  dei quali mille volte più piccolo rispetto al precedente

un'abbreviazione che si trova frequentemente è quella che usa il picofarad come riferimento e solitamente si esprime così: 101 - 102 - 103 - 471 - 472 - 221 - 223 e non troverete null'altro sul corpo se non il range in volt spesso limitato ad un solo numero senza specificare la grandezza, oppure in microfarad scritti così: 0.1 - 0.01 - 0.022 - 0.047 - 0.0022 con il valore in volt scritto in chiaro

101 -102 - 103 = 100 pico - 1000 pico o un nano - 10000 pico o 10 nano dove le prime due cifre indicano un valore reale e la terza il numero degli zeri (102=10+2 zeri = 1000) e poi 471=470pico - 472=4700pico o 4,7 nano - 223=22000pico o 22 nano

0.1 - 0.01 - 0.022 - 0.047 - 0.0022 microfarad

0.1=100nano - 0.01=10nano o 10000 pico - 0.022=22nano - 0.047=47nano - 0.0022=attenzione 2200pico cioè 2,2nanofarad ed è qui che ci si confonde sempre

poi è facile trovare diciture che sono sempre abbreviazioni ma abbastanza intellegibili anche al neofita come 2n2 - 3n3, 2,2 nano, 3,3 nano che di solito si usano per piccole capacità

il vero problema è quando di trova la scritta - 1k - o - 1k2 - su un condensatore abbastanza voluminoso e solitamente a scatolino

ebbene 1k è un microfarad non polarizzato e 1k2 è 1,2 micro non polarizzato e si tratta dfi capacità abbastanza elevata rispetto ai nano ed ai pico quindi confondere il valore certamente non giova

un piccolo capacimetro oggi acquistabile integrato nel tester a pochi euro non guasterebbe anche in considerazione del fatto si potrebbe verificare l'integrità del componente prima di inserirlo nel circuito


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Grazie
di diumafe [user #17831]
commento del 03/09/2010 ore 11:3
Ma non posso leggere queste cose fino a lunedì prossimo... ;-)
Rispondi
LOL!
di Kata_ts [user #2290]
commento del 03/09/2010 ore 12:3
E' vero ! ;) QUanto poi al riferiemnto alla 'facilità' di lettura degli elettrolitici non ci metterei la mano sul fuoco. Una volta , guardando le foto del circuito ultimato per fortuna PRIMA di "accenderlo", di un ragazzo che aveva realizzato un ampli .............. al BIAS aveva messo il condensatore come se fosse 'normale' !!!!!!!!!!!!!!!!!!! Non sarebbe successo un granchè. un "bottino" tutto sommato piccolo MA ................ cmq pericoloso. SaluToneS PS una volta mi scoppiò letteralmente un condensatore d'ialimentazione dopo qualche ora di utilizzo - chissà perchè ?! - che fumata e che spuzza !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Rispondi
Molto utile,grazie!! Sto entrando ora nel ...
di antani85 [user #22504]
commento del 03/09/2010 ore 12:3
Molto utile,grazie!! Sto entrando ora nel fantastico mondo dell'elettronica,e questi ragguagli sono sempre ben accetti!!!
Rispondi
A me piacerebbe sapere le differenze a livello dell'audio tra un materiale e l'altro.
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 03/09/2010 ore 16:2
A me piacerebbe sapere le differenze a livello dell'audio tra un materiale e l'altro.
Rispondi
Re: A me piacerebbe sapere le differenze a livello dell'audio tra un materiale e l'altro.
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/09/2010 ore 17:2
Per gli audiofili la diversa composizione del dielettrico è un baratro invalicabile, per gli strumentisti in genere solide differenze timbriche più apprezzabili nel clean ma anche nella cremosità della distorsione. Approfitto del tuo arguto commento per un'analisi sobria e mirata. il primo monito è per gli elettrolitici di filtro nell'alimentazione: devono essere ottimi sotto tutti i punti di vista senza eccezione alcuna e preferibilmente prodotti da marchi noti e di indubbia affidabilità. Giusti valori di capacità, non al di sotto del richiesto per evitare ronzii, non al di sopra per evitare il sovraccarico dei diodi o della raddrizzatrice. Attenzione al range di tensione preferendolo almeno de 15% superiore al richiesto ed un occhio alla soglia di calore stampigliata sul corpo che, se giusta, ne allunga la vita. Voglio ricordare che l'alimentazione non deve essere intesa come una parte del circuito a se stante ma una importantissima sezione che determina la voce e l'affidabilità totale dell'ampli. Per i vari accoppiamenti con potenziometri ed altri stadi di amplificazione la letteratura è veramente vasta e non è possibile elencare in questa sede le differenze in dettaglio ma ci sono alcune regole abbastanza fisse ed in uso da diversi anni. E' chiaro che il fulcro è rappresentato dagli accoppiamenti anodici rivolti sia ai pot che ad altri stadi di amplificazione e possiamo generalizzare dicendo che la MICA ARGENTATA ed il POLIPROPILENE sono gli indubbi protagonisti. In un tonestack anodico o catodico che sia il primo condensatore che raggiunge il pot dei TREBLE è generalmente un mica argentata con un alto range in volts ed una lettura in picofarad con valori comunemente fissati tra i 47 e 470 pico e diciamo subito che questo costoso componente può essere sostituito con un altro di tipo ceramico a disco della stessa capacità e di piccolissimo prezzo che naturalmente non ha la stessa risposta la cui lettura rimane molto soggettiva. La prima impressione all'ascolto è una maggiore esaltazione delle frequenze acute che può piacere o meno. Le altre due capacità da legare ai BASS ed ai MIDDLE si orientano generalmente verso il poliestere o il polipropilene ed hanno valori quasi sempre compresi tra 22 nano e 100 nano ma ci sono altre soluzioni riguardanti unicamente il dielettrico, cioè capacità per questo specifico uso (il tonestack) prodotte ad esempio dalla Mercury che assicurano una timbrica veramente gradevole (country music, old blues). Qualche anno addietro quasi tutti i condensatori non elettrolitici erano di tipo ceramico, quelli a forma di pera e di color marrone, di qualità molto inferiore a quelli di oggi, eppure ... Lo stesso tipo di condensatori (polipropilene) viene usato negli accoppiamenti anodici nel finale con valori da 22 a 150 nano ma con un range di tensione sempre al di sopra dei 500 volts ed in queste posizioni la scelta del dielettrico non è molto vasta ad eccezione di alcune configurazioni poco usate per chitarre ed affini come ad esempio l'uso di un trasformatore di uscita di tipo ULTRALINEARE dove il POLIESTERE METALLIZZATO assolve in modo migliore. Meravigliosi in proposito sono i TUNG SOL assiali, molto voluminosi, costosissimi e con risposte degne dell'HI-FI sempre che a qualche strumentista piaccia questo risultato. Mi fermo qui rimandando altre informazione ad ulteriori commenti qualora ci siano.
Rispondi
Re: A me piacerebbe sapere le differenze a livello dell'audio tra un materiale e l'altro.
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 03/09/2010 ore 18:4
nel mio Valve Junior prima avevo messo 2 Orange Drop da .022uF ma ora li ho sosituiti con due Mallory sempre stesso valore. A me sembra che il suono sia un pelino più caldo, che con gli Orange. la domanda l'ho fatta anche perchè se vai in un negozio di elettronica generico e parli di Orange drop, Mallory, Sprague, ti guardano come un marziano. Mi piacerebbe provare con due condensatori carta/olio. Secondo me viene un gran suono.
Rispondi
A mio parere meglio i Mallory che hai montato ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/09/2010 ore 19:5
A mio parere meglio i Mallory che hai montato al posto dei Orange Drop. Neutralità, dinamica e trasparenza sono i tre parametri che un condensatore può modificare all'interno di un ampli ma è soltanto il primo che non esalterei in un ampli per chitarra perchè abbatte quella colorazione che spesso si cerca e che non sempre si riesce a creare. Il Valve Junior è un circuito elementare: nessun controllo ed un piccolo filtro in ingresso, un andamento lineare del segnale che entra da qui ed esce da là lasciando a massa qualcosa in ogni stadio per finire in una finale collegata in modo canonico ed il risultato è una bella voce marcata e presente. Inserendo un carta ed olio, o peggio, due carta ed olio, andiamo ad inficiare la sua colorazione spingendolo ad una risposta più neutra e facendolo assomigliare più ad un alta fedelta che ad un ampli per chitarra. Tieni presente che non hai i toni, quindi tutto il lavoro deve farlo la finale ed il suo trasformatore d'uscita con il contributo, appunto, di condensatori adeguati. Una modifica che invece farei immediatamente sarebbe di aggiungere una capacità di 68mf in parallelo a quella da 22 nella prima sezione dell'alimentazione, appena dopo il ponte di diodi. Quella presente mi sembra abbastanza esigua e ne rallenta la rapidità di attacco. Contemporaneamente porterei la resistenza sul primo catodo da 2k2 ad 1k5 in modo da "modellare" meglio in ingresso.
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Re: A mio parere meglio i Mallory che hai montato ...
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 03/09/2010 ore 22:2
Gli ho messo anche un controllo di tono e ho anche aggiunto un controllo di volume e quello originale è diventato il master. Ho seguito delle istruzioni che avevo trovato in internet, suona bene ora. Gli ho messo anche una EL84 JJ e anche una 12ax7 JJ. Glli ho messo anche uno switchettino per cambiare il valore della res. sul catodo del 1 triodo, per un suono più distorto ed ho cambiato anche i diodi con degli ultraveloci, non so se fanno qualcosa ma tanto costavano poco. Qualche altra resistenza, mi ricordo una carbon comp , dovrei ritrovare gli schemi che avevo trovato. P.S. l'unica cosa che non ho toccato è il trafo d'uscita perchè era una spesa eccessiva. Cosa dici ne varrebbe la pena?
Rispondi
Assolutamente no, prova invece a potenziare ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 03/09/2010 ore 22:4
Assolutamente no, prova invece a potenziare l'alimentazione ed avrai una gradita sorpresa hai fatto bene a sostituire le valvole, la el84 JJ è una bomba
Rispondi
Vorrei aggiungere che nelle caratteristiche ...
di TidalRace [user #16055]
commento del 04/09/2010 ore 13:5
Vorrei aggiungere che nelle caratteristiche dei condensatori elettrolitici oltre alla minima e massima temperatura d'esercizio spesso viene riportato anche il numero delle ore d'utilizzo possibile, raccomandabile quindi acquistare quelle con un numero maggiore. Ottima l'idea del tester con un semplice capacimetro incorporato, utile a controllarne il valore. Vorrei far notare inoltre che alcuni produttori di condensatori stampano indicazioni un po' fuorvianti come ad esempio: 100 che potrebbe essere sia 100 pf sia 10 pf (10+0 zeri) e in questo caso un capacimetro anche semplice potrebbe esserci di grandissimo aiuto. In pratica potreste trovare condensatori da 10 pf siglati 10 oppure 100 e condensatori da 100 pf siglati 100 oppure 101. Naturalmente tale sistema è adottato anche per altri valori. Un saluto.
Rispondi
Grazie per la precisazione Tidal, non sapevo ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 04/09/2010 ore 23:1
Grazie per la precisazione Tidal, non sapevo della faccenda delle ore di utilizzo ma ora che lo hai detto ci guardo con più attenzione dato che ne ho una decina nuovi di pacca appena acquistati.
Rispondi
ma è vero che
di Floyd [user #143]
commento del 14/02/2011 ore 08:4
ho letto che i condensatori elettrolitici nuovi sono soggetti a degrado se non utilizzati, cioè che hanno una sorta di scadenza dalla data di fabbricazione. cosa mi sapete dire a riguardo? lo chiedo perchè ho comprato un set di ricambio degli elettrolitici di filtro del mio Hiwatt DR-504 ( due JJ electronics da 250uF/500V e uno da 50+50uF 500V) e non vorrei fare danni qualora li dovessi montare fra qualche anno. grazie in anticipo
Rispondi
Ciao Floyd, devi scusarmi se ti rispondo solo ...
di gwynnett [user #9523]
commento del 16/02/2011 ore 11:5
Ciao Floyd, devi scusarmi se ti rispondo solo ora ma sono stoto fuori qualche giorno e non ho letto la posta in merito al tuo quesito devo dirti che sarebbe opportuno acquistare i condensatori nel momento in cui devono essere montati perchè il loro dielettrico, cioè il gel contenuto nell'involucro che assicura l'isolamento tra le armature, tende a solidificare vanificando la sua funzione non è mai buona norma montare condensatori "vecchi anche se nuovi" in apparecchi elettronici proprio per questa ragione quindi, al momento della sostituzione, un tecnico dovrebbe effettuare una misurazione e verificarne l'integrità
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