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SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Raccontiamo la nostra personale storia rock!

di signorcresci [user #12526] - pubblicato il 03 aprile 2010 ore 23:13
la nostra esperienza?

Siamo su un sito che parla di chitarre,e tutto ciò che è connesso a questo meraviglioso mezzo di espressione,elettrico,acustico,effettato o meno che sia,quasi 24.000 individui che potrebbero partecipare alla discussione,un numero immenso.Ma noi accordiani,in fondo in fondo ci siamo mai presentati?ci siamo mai raccontati?impossibile dirci tutti,siamo tanti,ognuno con la propria personale storia rock,ma non solo rock,mettiamoci le storie blues,e poi le fusion,e poi punk e poi i jazzisti e poi i puristi e i metalli,i professionisti,gli occasionali,i dimenticati,le fave,gli esagerati,i più giovani,i più vecchi,quelli bravi quelli meno bravi.Quanti di noi comprano libri che parlano dei chitarristi preferiti?e la famiglia?E allora raccontiamo un pò delle nostre esperienze rock che penso che faccia bene a tutti.Per rompere il ghiaccio,vi racconto la mia sebbene succinta.Nasco come amante delle 6 corde nel 1984,spinto da echoes e dalla chitarra di Gilmour.apprezzo fin da subito e x sempre la stratocaster che mi accompagna tutt'ora,dimostro spiccata sensibilità per il solista,che mi accompagna tutt'ora,milito in vari gruppi con poca soddisfazione personale ma con grande carica interiore,scopro e mi innamoro del blues poco dopo,clapton e' uno dei miei maestri,jimi lo sogno la notte,gilmour ormai e' parente mio,il reverendo gary davis mi entusiama,freddie king mi racconta come si fà,BB king mi conforta nei momenti peggiori.Qualche amico mi chiama ''Il chitarrista solitario'',quello che suona con tutti e che dopo 3 prove torna a casa sua e non fa più nulla fino alla prossima edizione,e francamente a me non me ne frega proprio nulla.Io nella musica ci metto il cuore e a me mi basta.Ma insomma?come va?raccontiamoci la nostra personale esperienza rock,sono convinto che avremo qualcosa da imparare da tutti.Attendo commenti e storie.


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...è una lunga storia :-)
di mytele [user #19958]
commento del 03/04/2010 ore 23:3
Vista l'ora tarda la riassumo in due dischi: primo vinile comprato Flag di James Taylor secondo vinile comprato 1984 dei Van Halen Primo vinile ascoltato un lp originale dei Beatles della VJ: songs, pictures and stories of the faboulous Beatles comprato da mio papà chissà dove quando lavorava sulle petroliere... e fatto girare per la prima volta su un vecchio giradischi di mio nonno... 30 anni fa!!!! E tante ore spese ad ascoltare e consumare questi meravigliosi cerchi neri col buco! :-))) vai al link
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Re: ...è una lunga storia :-)
di signorcresci utente non più registrato
commento del 03/04/2010 ore 23:4
va benissimo,va benissimo.e' grande ed apprezzabile.e' la tua personale storia rock.complimenti.
Rispondi
In quello che hai sc
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 03/04/2010 ore 23:5
In quello che hai scritto si sente che ci hai messo il cuore. Per raccontare la mia storia c'è bisogno di un pò di pagine.Se non altro per gli anni. Un pò però l'ho fatto in qualche mio articolo. Ad ogni modo. Sono nato nel 64 a Napoli.La prima volta che ho messo delle note in modo sensato su di una chitarra,è stato alla fine degli anni 70.Da quel momento in poi capii che non avrei fatto altro nella vita. Nel 1984 sono passato da ragazzo con la chitarra a professionista. Mi giocai la carta della Rock Star con la mia band(DBX)suonavamo un Rock Wave un pò alla Police. Eravamo quasi riusciti a portare i nostri provini a Milano,quando per immaturità o per destino ci separammo. L'anno seguente mi propongono un contratto nell'Orchestra di bordo di una Nave Costa. Accettai.Lì il mio background Rock non serviva a niente.Ho fatto cinque anni di questa vita suonando con Musicisti molto più vecchi e con una esperienza vastissima.Ho suonato la Bossa con i brasiliani,il Tango con gli argentini il Jazz con gli americani ecc.. Torno a casa a 25 anni e capisco che dovevo studiare da capo. Nel 92 sono a Londra con mio fratello (ottimo bassista)suoniamo in un gruppo Funk sulla scia dei Jamiroquai. Nel frattempo in Italia c'era una buona occasione per me per lavorare come turnista. Faccio la scelta quella meno rischiosa. Non so perchè ma in quel momento non avevo più voglia di starmene accampato in giro per il mondo.Da qualche anno mi sono rimesso in gioco. Oggi lavoro molto in ambito teatrale,e in Orchestra.La cosa che mi da sempre una possibilità in più,è il fatto che suono moltissimi stili e mi divido tra acustico ed elettrico. Insomma:Quando si libera un posto da chitarrista,mi butto su. Più sintetico di così scoppio. Un saluto!
Rispondi
leggerò con calma i
di signorcresci utente non più registrato
commento del 04/04/2010 ore 00:1
leggerò con calma il tuo post,domattina appena mi sveglio.apprezzo profondamende con affetto.ti ringrazio di aver partecipato.non a caso sei fra i preferiti,per me è un onore.grazie di cuore.
Rispondi
La mia storia cominc
di plettrox [user #6758]
commento del 04/04/2010 ore 01:1
La mia storia comincia nel 1995. Nato e cresciuto grazie a mio padre a pane e Pink Floyd,devo a loro l'aver preso in mano la chitarra. Subito dopo vado alla mia prima scuola di musica e comincio a passare ore sullo strumento. Poi però i casi avversi ( e quì un gran bel vaff...) della vita fanno sì che per problemi familiari debba drasticamente diminuire il tempo sulla sei corde. Nel mezzo anche un bel infortunio al tunnel carpale ad entrambe le mani con annessa operazione che mi tiene lontano per un annetto circa. Però alla fine l'amore è troppo e mi dico :"ho sempre avuto il sogno-idea di iscrivermi alla Lizard". Detto fatto. Fanculo ai problemi,alle malattie e a tutto quanto. E ora spero finalmente di diplomarmi presto per raggiungere ciò che voglio. (E lo farò per lui). azz.....non avevo mai raccontato la mia storia in poche righe. come pasa il tempo.
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Re: La mia storia cominc
di signorcresci utente non più registrato
commento del 04/04/2010 ore 01:2
Onorato di averti conosciuto personalmente,Francesco.La tua è una perfetta storia rock.
Rispondi
Re: La mia storia cominc
di plettrox [user #6758]
commento del 04/04/2010 ore 01:3
contraccambio. ;)
Rispondi
Da quando sono picci
di HighwayStar [user #17218]
commento del 04/04/2010 ore 02:0
Da quando sono piccin piccino mi è sempre girato un riff blues in testa e non ho mai capito da dove venisse! Ho sempre amato la chitarra, l'ho sempre osservata anche quando non sapevo che ne ero innamorato. Tralasciando l'epopea che mi ha portato ad oggi devo dire che la chitarra è l'unica cosa che non ho abbandonato dopo poco che l'ho intrapesa; tutto sommato sto cercando di smettere in quanto mi son reso conto di essere mucho negato, il problema è che non riesco davvero a farne a meno, sono drogato di chitarra!!!
Rispondi
Sarò breve...
di perrynason [user #17170]
commento del 04/04/2010 ore 02:4
Da bambino esprimo il desiderio di suonare la chitarra, i miei genitori mi portano al conservatorio, dove conoscono il segreteario, e mi ritrovo iscritto al corso di pianoforte. Diploma di teoria e solfeggio, quattro anni di pianoforte e scappo come tanti (...troppi!). Mi faccio regalare una chitarra con immancabile manuale "chitarristi in 24 ore" e comincio a strimpellare per conto mio. Al liceo i primi gruppi di amici a massacrarsi le dita con la west coast americana. Ma il pianoforte non mi molla. Per radio sento la versione di "Also sprach zarathustra" di Deodato e rimango letteralmente folgorato da un suono di piano che però non è un piano. Scopro il Fender Rhodes. Devo averlo! Sarà il premio di una sudata maturità liceale in cui recupero un anno perso. Mi iscrivo alla scuola jazz di Parma e ho la fortuna di avere come maestro Franco D'Andrea. Comincio a suonare jazz con amici che frequentano la stessa scuola. I primi standards, inizio a comporre qualche pezzo e scopro una "attitudine" all'arrangiamento. Faccio i primi concerti. La radio mi folgora, ancora una volta, con una sberla di ritmo, una musica stranissima, ossessiva, piena di echi nuovi e sconosciuti: "Nubian sundance", Weather Report. E' il trionfo del Fender Rhodes, è la MIA musica. Arrivano gli '80, per suonare in giro bisogna adeguarsi ad una musica pop un po' di plastica. Sto fermo per un po' e cerco di seguire le cose migliori, comincio a scrivere canzoni, in inglese. Chiamo a raccolta qualche vecchio amico, lancio un passa parola e ho una gran fortuna: arrivano buoni musicisti, ma soprattutto grandi persone. Con loro formo un nuovo gruppo che diventerà la mia seconda "casa", un gruppo di amici veri. Arriva il momento della "conversione": provo a scrivere testi in italiano. Diventa un progetto in cui crediamo tutti fermamente. Partecipiamo ad un concorso nazionale indetto dalla rivista "Fare musica" e arriviamo tra i primi dieci migliori gruppi. Comincia la serie infinita dei demo mandati a destra e a manca. Poi un giorno mi telefona Beppe Quirici: il gruppo gli piace, lui e Ivano Fossati vogliono sentirci dal vivo. Organizziamo un concerto apposta e ci incontriamo: serata magica, loro sono entusiasti, noi pure. Sembra che si aprano alcune porte, ma le case discografiche sono dei labirinti, la cosa va per le lunghe e pian piano l'opportunità sfuma. Tentiamo la via dell'autoproduzione: un cd che mandiamo in ogni dove, raccogliendo pure qualche recensione di spicco. Ma non si va da nessuna parte. Poi un contatto per incontrare un famoso presentatore-giornalista al termine di uno dei suoi programmi musicali in tv. Una serata terribile. Andiamo a cena con la troupe: un entourage di frustrati terrorizzati dal presentatore padre-padrone. Si fa attenzione ad ogni sigola parola, al tono di voce, persino a quello che si ordina a tavola. Un tecnico ci prende in simpatia e in disparte ci racconta aneddoti incredibili di tiri mancini, rivalse, ricatti tra manager, musicisti, produttori. Un clima da casa di cura! Al centro di tutto il personaggio, che non riusciamo nemmeno ad avvicinare perchè "stasera non è di buon umore...". Torniamo schifati, con la ferma convinzione che nulla vale l'ingresso in un mondo del genere, che la musica è un'altra cosa. Sarà pure una giustificazione per mollare, ma decidiamo di chiudere le ricerche e di continuare a suonare quel che ci va, per puro piacere. In fin dei conti ognuno di noi un lavoro ce l'ha e un gruppo di amici musicisti è come la master card: non ha prezzo. Siamo ancora insieme e ci divertiamo parecchio.
Rispondi
Re: Sarò breve...
di signorcresci utente non più registrato
commento del 04/04/2010 ore 02:4
ottima storia perry.continua così.ti invidio.
Rispondi
Complimenti signorcr
di MiRock [user #14375]
commento del 04/04/2010 ore 10:0
Complimenti signorcresci per l'idea! è bellissimo leggere queste storie!
Rispondi
La mia: La chitarra
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 04/04/2010 ore 11:3
La mia: La chitarra non mi è mai piaciuta, mai, zero proprio. Da bambino sentivo parlare di questo strumento "facile da suonare" a detta di tutti, noioso, sempre e solo l'accompagnamento, tutto uguale e fine a se stesso, una noia mortale insomma. Sono sempre stato piuttosto ignorante in musica, in famiglia nessuno è un vero e proprio cultore e non mi è stata mai data una gran cultura musicale. Da ragazzino mi attiravano gli strumenti, mi sarebbe piaciuto saper suonare qualcosa ed il piano mi sembrava lo strumento con più possibilità espressive, mi feci quindi regalare una pianolina Casio, ovviamente senza alcuna guida non andai lontano, mi limitavo a riprodurre i motivetti delle canzoni, non avevo idea di cosa fosse un accordo nè a cosa servisse! Poi arriva il momento del flauto dolce alle scuole medie, mi piaceva tantissimo, ma l'insegnamento della musica in quella scuola era orribile e mi confuse non poco le idee: non leggevamo sul pentagramma, bensì note scritte per esteso e, quando chiesi come va letto il pentagramma alla maestra, la risposta fu "la prima nota è il mi, i pallini vuoti sono note lunghe e i pallini pieni sono note corte"... Insomma buio più totale. Solo in quel periodo cominciai, da solo, a scoprire un po' di musica più "particolare", vale a dire qualcosa di diverso dal solito pop in cui gli strumenti si distinguono appena dietro cantanti dal volume decisamente sopra il mix, ma mi limito all'ascolto, penso che la musica non faccia proprio per me, nel frattempo a scuola comincio a conoscere i primi ragazzini che si avvicinano agli strumenti musicali per il rock ed il metal, stranamente nessun chitarrista. Adolescente quasi maggiorenne, un bel giorno, mi ritrovo solo in casa e, invece di fare ciò che più si aspetterebbe da un ragazzino in piena tempesta ormonale con una connessione internet a disposizione, approfitto per prendere di nascosto la chitarra classica di mio fratello (non la suona, se la fece regalare ma non ci mise mai mano) e cerco di capire come si imbraccia, come si tiene il plettro... Guardo gli accordi sull'immancabile libretto allegato e faccio un giro su internet cominciando a capire come funziona lo strumento, leggo le prime tablature e tiro giù i primi pezzi, sempre con enormi problemi d'accordatura, che non mancano mai soprattutto quando hai un orecchio musicale rasente lo zero e stai suonando di nascosto la chitarra di tuo fratello ogni volta che sei solo a casa. Beh, long story short, alla prima occasione riesco a farmi regalare un'elettrica e un pidocchioso amplificatorino da 10 watt procedendo da autodidatta per un annetto spiluccando dal web e da qualche conoscente che ne capisce qualcosa di musica, si comincia a suonare nelle prime formazioni approfittando dell'enorme massa di musicanti modaioli e poi si studia da maestri privati ed in fine conservatorio. E poi? Boh, vorrei saperlo anche io!
Rispondi
Swing low
di Cukoo [user #17731]
commento del 04/04/2010 ore 12:2
Devo confessare che tutto cominciò a 13 anni con l'emozione fortissima che mi diede l'Equipe con quell'inizio di 'Io ho in mente te'. Ma sono stati importanti per il mio gusto musicale gli spirituals che il prete, grande musicista, aveva introdotto nel repertorio del coro qualche anno prima. Mi ricordo ancora il nome del basso (parlo di voce) che introduceva Swing low, sweet chariot. E poi mi sono ritrovato troppo "vecchio" e con troppa puzza sotto il naso nei primi anni 70 per apprezzare a dovere i grandi miti del rock. C'est tout, Mr. Cresci.
Rispondi
La mia storia è ini
di Gemini [user #15191]
commento del 04/04/2010 ore 14:1
La mia storia è iniziata gradualmente...giocavo a pallavolo, passavo molto tempo tra allenamenti e partite, ascoltavo la musica dei Queen, e ammiravo la musicalità e il gusto di Brian May. Scambiai quindi la mia bicicletta con una chitarra classica...ma avevo poco tempo da dedicarle, tra allenamenti e studio, inoltre era davvero difficile riprodurre le chitarre di May. Accantonato il sogno di suonare, vengo all'impprovviso folgorato dall'immediatezza e dall'ascolto piu rude e immediato dei Guns N Roses, spinto anche dai miei 18 anni ribelli...Mi si presenta l'occasione di un basso usato a pochi euro, lo prendo, lo suono, ma il mio vero amore è sempre la chitarra, tant'è che lo abbandono e prendo la mia prima elettrica, una Epiphone Les Paul. Scopro nuove forme musicali, e anche se l'università mi "limita" un pochino, penso sempre a suonare cercando di sognare ogni volta che lo faccio. Amo il Blues, e il Rock...ma ascolto qualsiasi cosa mi dia emozione... Questo è tutto, ed è piu o meno quel che è scritto sul mio profilo. Bel post!
Rispondi
i miei mi portano da
di ElMes [user #12892]
commento del 04/04/2010 ore 15:4
i miei mi portano da piccolo a studiare musica per seguire le orme del fratello maggiore sassofonista,l'idea è la chitarra ma al complessino e al mestro non serve una altro chitarrista,sono già in 15.....a loro serve un mandolinista...ok tanto poi è semplice passare alla chitarra dicono loro ...gran balla dico io...in ogni caso suono fino a18 anni il mandolino anche con internazionali ma amatoriali risultati,poi preso dalla noia di far sempre quello chiedo al papi di regalarmi una batteria,No dice lui,troppi decibel,ti regalo una chitarra elettrica...vabbè. arriva la chitarra,mi faccio prestare un metodo,provo a capirci da solo qualcosa per qualche mese e poi la poso li per 10 ,DIECI anni di fermo assoluto! trovo una tipa che suona la batteria,ok,mi trascina e riprendo in mano la chitarra aiutato da Internet! da quel momento sono quasi 5 anni,nel frattempo le chitarre sono diventate 6 e la tipa è un'altra.:)
Rispondi
ciao a tutti, amici
di jdm61 [user #20274]
commento del 05/04/2010 ore 15:4
ciao a tutti, amici accordiani - nasco nel lontano 1961 in Piemonte da famiglia senza alcuna (seria) cultura musicale. Ma mio padre (buonanima) ci vede lungo: a 10 anni mi spedisce a scuola privata di chitarra (dal prof. Perrone) anche a causa di una EKO Fiesta Special ritrovatosi tra le mani quale vincita sotto il tappo della cocacola (ed e' ancora funzionante!). Quasi 4 anni di solfeggi ed infinite scale con impostazione del tutto "classica" e l'immancabile "giochi proibiti" e via cosi'. Decido di smettere le lezioni, mi faccio comprare (!) una Ibanez dreadnought nera, bellissima, e dal quel momento (siamo attorno al '75-'76) inizia una nuova vita. Chitarra tutto il giorno con i vinili del pink, deep purple, etc etc in sottofondo, e poi un po' piu' avanti le schitarrate attorno al falo', gli amici che ti invidiano perche' le pupe stanno sempre vicino al chitarrista, etc etc. Acquisto (con le paghette questa volta) una elettrica, naturalmente EKO, della quale non ho piu' traccia e via con i primi gruppi o meglio "complessi" come si usava dire a quel tempo. Oye como va uno dei primi hit suonato per ore ed ore di seguito nella cantina di casa con santa pace di tutto il condominio. Arriva la maturita' ed entro in possesso di una Ibanez 2354 (quella della lawsuit, per intenderci) e passiamo a Zappa e tutto il contorno rock. Prima il servizio militare (carabiniere ausiliario - dove pero' mettiamo su una band per lo spettacolino di fine corso reclute) e poi il mondo del lavoro, mi fanno perdere un po' di contatto con i vecchi amici suonatori i quali cercano la loro strada e arrivano sino ad incidere un 33 senza il sottoscritto. Io d'altronde scelsi il lavoro con una drastica scelta, appunto: via all'estero (precisamente in Arabia Saudita) "per crescere professionalmente". Ma anche li' riesco a compattare un mucchietto di amici per allietare le lunghe giornate di riposo. Oltre alla fida Ibanez acustica di cui sopra (ne fatti dei km sugli aerei...) ci si compra una strumentazione abbastanza completa in loco e giu' a suonare dentro un container riadattato (con condizionatore annesso, pero'...) l'immancabile rock e blues vario. Poi al ritorno in Italia, sbang... conosco una tipa straniera che diventera' poi moglie, cambio lavoro e mi trasferisco dal Piemonte a Roma, due figli, casa in campagna..... e le chitarre in soffitta. Incredibile ma vero. Ma, non appena possibile (memore di mio padre) istigo i figli alla musica: pianoforte per entrambi anche se la piu' piccola abbandona quasi subito. Il "grande" invece prosegue e mi fa rinascere la voglia di suonare dopo oltre 20 anni!! Pazzesco... prima riprendo le Ibanez e poi mi doto di una chitarra da 4 soldi (ma nuova) con un fenderino riscoprendo la capacita' della musica suonata di lenire le frustrazioni ed i problemi quotidiani. Ho acquistato da poco una Tele con la quale blueseggio, cazzeggio, jammeggio quasi tutti i giorni ormai, impegni "di vita" permettendo. Vorrei tanto trovare qualcuno della mia eta' per suonare insieme, ma in provincia e' difficile. Mi consolo facendo il roadie del gruppo di mio figlio, oltre che il suo finanziatore per le varie tastiere ed ammennicoli vari di cui, oggi, un gruppo ha bisogno. :-)
Rispondi
Scusa per il ritardo....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 21/04/2010 ore 22:1
....ma questo post è troppo bello per restarne fuori, lho scoperto solo ora: Ho 47 anni, a 12 conosco la musica rock grazie a Smoke on the water che è come un interruttore che aziona un motore che non si spegnerà più ed inizio a suonare la batteria, dopo un paio d'anni per motivi troppo lunghi e banali da spiegare la mia mamma mi regala per Natale una chitarra acustica e la mia vita cambia per la seconda volta: ore a spaccarmi le dita e zero teoria, solo tanto orecchio e tanto mangianastri per copiare i pezzi dei miei eroi e poi la prima band...., dopo un anno arriva come un dono divino, sempre dalla mia mamma una Les Paul De Luxe che ancora è mia fedele compagna....il resto viaggia in parallelo allo studio prima ed al lavoro poi, ho capito abbastanza in fretta che con la mia indole poco incline allo studio e con i miei ditoni corti e grossi come delle "favette" non mi sarei mai guadagnato da vivere suonando ma non per questo la mia passione è diminuita anzi, ho conosciuto prima il grande pop rock inglese al quale sono ancora affezionatissimo e che suono con massicce quantità di r'n'b, soul e poi mi sono aperto a tutto ciò che mi capitava di sentire, da Pat Metheny scoperto ed amato fin dal 1979 al jazz più o meno tradizionale, alla fusion più o meno sperimentale e comunque sempre il rock ed il blues.... ho partecipato a varie band ed ho fatto tante serate nei locali e nelle feste della birra, nelle piazze, nelle scuole, nei teatri sempre a livello amatoriale cercando prima le persone e poi i muscisti perchè quando si sta bene insieme conta relativamente quanto uno è bravo....da vent'anni giro per tutta Italia, Europa, Mediterraneo e Medio Oriente per lavoro ma una chitarra mi segue sempre...perchè non ne posso fare a meno...e comunque quando torno a casa ho una Band di amici fantastici che mi aspetta e non si sogna nemmeno di trovare un sostituto, anche temporaneo ed anche per questo mi sento un fortunato ed un privilegiato....mi piace cercare vecchie chitarre da rimettere a posto e poi rivenderle rientrando solo dei materiali senza badare al tempo ed all'amore che ci ho messo perchè tanto mi sono divertito e quest è la cosa fondamentale: musica e chitarre per godere! Ciao Signor Cresci e scusa ancora per il ritardo!
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