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cucina e meridionalità

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 28 marzo 2010 ore 15:22

 

questo post è dedicato a tutti gli amici che apprezzano la buona cucina ed in particolare a LACEBLUES e STRATO78

 

RISOTTO CON GAMBERI

 

occorrente per quattro persone:

 - circa mezzo chilo di gamberi di grossa taglia

 - 100 g pomodorini rossi

 - prezzemolo fresco

 - peperoncino forte (preferibilmente a cornetto)

 - olio d'oliva a bassa acidità

 - aglio a spicchi "scamazzati" (schiacciato col gomito e senza buccia)

 

strumenti indispensabili per la preparazione:

 - un normale fornello a gas con una fiamma media (uso comune)

 - una cucchiaiella di legno mediamente concava (legno di ulivo) e non nuova

 - una padella possibilmente non nuova e tassativamente non del tipo "antiaderente" con "spalle" basse per non favorire molta dissipazione  

 

 

preparazione:

evitare accuratamente il contatto dei crostacei con acqua eccessivamente fredda o molto calda immergendoli dopo averli puliti in acqua tiepida con il succo di un quarto di limone (metà non va bene perchè l'acido ascorbico altererebbe la corazza impedendo una buona cottura)

un cucchiaio scarso di olio nella padella a fuoco lento per una prima scottatura e per un tempo non superiore al minuto, poi aggiungere i pomodorini dopo averli "scamazzati" (schiacciati con due dita e fatti cadere in padella) e dopo altri due minuti una spruzzata (pochissimo) di vino bianco assolutamente secco e del peperoncino tagliato in minuscoli cilindretti in modo che possa gradualmente e sotto l'azione della cucchiaiella rilasciare i semi

mettere il coperchio e far cuocere per altri due minuti a fuoco lento in modo da favorire l'ammorbidimento dei gustosi crostacei che altrimenti risulterebbero duri e legnosi e per amalgamare aglio olio e peperoncino in modo che si avvolgano ai gamberi in modo uniforme

nel frattempo avremo dato una prima cottura al riso avendone preferito un tipo con chicchi di media taglia per favorire l'assorbimento e dopo aver tolto l'acqua in eccesso  travaseremo la salsa nella pentola del riso aggiungendo gradualmente altra acqua ed avendo cura di terminare la cottura senza che MAI RESTI SECCO aiutandoci anche con l'olfatto per percepire quel cratteristico odore di bruciaticcio che emana il riso a contatto con il metallo

 

il gioco è fatto ed il risultato garantito ma solamente se vengano evitati gli SHOCK TERMICI in momenti cruciali come il lavaggio dei crostacei che presumibilmente vengono estratti da frigo e devono raggiungere la temperatura dell'ambiente prima di essere manipolati e poi quando viene travasata la salsa ed aggiunta acqua che deve avere la medesima temperatura di tutto il resto

grande importanza rivestono anche le pentole usate ed i vari utensili privilegiando quelli con un certo grado di usura e bisogna badare all'acidità del pomodoro preferendo magari i Pachini per non sbagliare e comunque mai quelli grossi a forma di uovo o quelli verdi che non hanno semi

un po' di prezzemolo sminuzzato completa l'opera ed andremo a servire un piatto che si presenterà più o meno così:

  

  un gustoso saluto dal vecchio Gwynn

 

 

 


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Un gustoso saluto?
di strato78 [user #17091]
commento del 28/03/2010 ore 15:2
Questo è sadismo allo stato puro! ;)
Rispondi
aaaaaaaaaaaaah!! non
di marcoark [user #15140]
commento del 28/03/2010 ore 15:2
aaaaaaaaaaaaah!! non vedo l'ora di tornare a casa dalla mamma per mangiare delizie del genere! Caro Gwyn, passami un fazzoletto per la bava. C'ho fame!!!
Rispondi
mmmmmmmmmmmmhhhhhhhh
di mytele [user #19958]
commento del 28/03/2010 ore 15:3
mmmmmmmmmmmmhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Rispondi
......ma che onore e
di Laceblues [user #7285]
commento del 28/03/2010 ore 16:0
......ma che onore essere nominato da te! Ecco, da come hai descritto il tutto, anche per i termini: scamazzati e cucchiaiella è come averlo mangiato stando li e ritrovando tutti gli odori e i sapori del meridione!!! (rido) Si coglie proprio la passione ed è come quando descrivi i tuoi lavori. E pensare che io non sono capace nemmeno di farmi la un piatto di pasta. Sta ricetta la stamperò e la passerò a mia moglie che è un'ottima cuoca appassionata. Non che le mancano i libri di cucina, ne abbiamo a quintalate, visto che per quarant'anni ho lavorato nella più grande casa editrice Italiana, ma perchè appunto e piena di particolari e di accorgimenti. Grazie. ciao.
Rispondi
tutto quello che volete ma...
di feverdreamx [user #20705]
commento del 28/03/2010 ore 16:4
(e napoletani unitevi) il MUST della domenica mattina è: A FELL E PAN C'A SARZ DE VRACIOL (per i meno terroni...la fetta di pane col sugo delle braciole, sugo della domenica che ha bisogno quale tempo minimo di cottura di almeno 70/80 ore XD)
Rispondi
Re: tutto quello che volete ma...
di jebstuart [user #19455]
commento del 29/03/2010 ore 00:2
Aggiungerei per i non napoletani, che la "braciola" cui allude Fever non è quella intesa in Norditalia. Quella lì da noi si chiama semplicemente "a fell' 'e carne". La braciola napoletana è invece una fettina di vitello ripiegata ad involtino e ripiena di aglio, prezzemolo, pepe e pinoli, e cuccessivamente cotta nel " ragu' " (ragu', alla napoletana, e non ragout, stupidamente francese)... La domenica mattina i maschi di casa (in genere i nerboruti figlioli, ma talora anche il papà) girano come ricognitori intorno alla pentola in cui il ragu' cuoce a fuoco lento dalle prime ore del mattino (il termine esatto è "pippeja", ad indicare i piccoli sbuffi che ne increspano la superficie per effetto di lenti moti convettivi). A questo punto la madre, impietosita, taglia una generosa (diciamo un mezzo metro quadrato) fetta di pane (cotto a legna) e lo porge alla famelica prole ricoperto del ragu' ancora leggermente crudo. Chi soffre di reflusso gastroesofageo e vuole avviare una pratica di invalidità civile dovrebbe assaggiarne una prima della visita collegiale. La pensione è garantita.
Rispondi
Re: tutto quello che volete ma...
di strato78 [user #17091]
commento del 29/03/2010 ore 01:1
Mai descrizione fu sì precisa! :D
Rispondi
Re: tutto quello che volete ma...
di gwynnett [user #9523]
commento del 29/03/2010 ore 09:2
...ne increspano la superficie per effetto di lenti moti convettivi... verità assoluta, tutto in cucina avviene per "convenzione", qualsiasi processo di cottura opera una trasformazione della materia agendo su criteri di disitratazione che si possono controllare scegliendo accuratamente i "mezzi convettivi" quali ad esempio le pentole, i vetri, i forni a questi ultimi bisogna prestare attenzione perchè spesso hanno delle ventole all'interno che se non gestite con diligenza alterano il sapore dei cibi ed in particolare quello del pesce in genere che - sembra strano ma contiene meno acqua rispetto alle carni - ha più tendenza a perdere liquidi ed a diventare amaro e legnoso al gusto sempre in risposta all'amico Jeb è strano ma vero che in un paese a pochi chilometri da Napoli e che pur trovandosi geograficamente nel Lazio ne conserva tutto lo spirito e molte tradizioni non sia in uso questo rito domenicale, anzi, non compaia proprio nella normale dieta quotidiana privilegiando invece condimenti più leggeri ricchi di verdure e con cotture molto veloci, al limite del crudo come nel caso del pesce nella patria di vini prelibati come il Cecubo ed il Falerno che già nell'antichità coloravano la mensa di opulenti e corrotti politici della Roma imperiale il pesce è sempre stato l'alimento principe arricchito da tenere verdure che facevano da corollario e la conferma si trova in alcune lettere di Virgilio e perfino nel versi di Catullo che descrive piacevoli soggiorni nelle amene "villulae" prospicienti al mare, specialmente nei periodi più caldi come le "feriae Augusti" quando Roma ardeva di calore anche se ancora il buon Nerone non le aveva appiccato il fuoco è chiaro che sto parlando di Formia che avrebbe dovuto essere la prima Pompei e che non lo fu per una precisa scelta politica molto influenzata da Cicerone che voleva tutelare i suoi investimenti nella cittadina dove possedeva due splendide dimore di cui una di proprietà della figlia Tulliola, chissà, forse per motivi fiscali?
Rispondi
Re: tutto quello che volete ma...
di jebstuart [user #19455]
commento del 29/03/2010 ore 10:1
Hai ragione, il pesce era per i Romani quel che per noi oggi sono le carni. Non a caso il garum va considerato, nella cucina di allora, quel che il brodo di carne è stato per secoli, per essere poi sostituito dal vile dado... Nei gusti dei giovani di oggi di tutto ciò non c'è riscontro, ed il nobile garum è a tuti gli effetti sostituito dall'infame ketchup. Come a dire Britannia-Roma 1-0 secco. Il rito del ragù, a dire il vero, sopravvive a stento in città... Il ragu' "consumato" per ore, retaggio di una cultura di economia domestica e dedizione ai fornelli, fa a pugni con le trafelate signore di oggi....
Rispondi
Re: tutto quello che volete ma...
di gwynnett [user #9523]
commento del 29/03/2010 ore 10:5
Britannia-Roma 1-0 secco è stato vero in quel momento ma poi hanno pagato in toto la scelta di aver preferito le carni nel '700 l'Inghilterra coloniale viveva un'agiatezza senza uguali e questo fenomeno si rispecchiava anche nel cibo le carni erano il cibo dei ricchi e dopo qualche anno la gotta affliggeva il quaranta per cento degli inglesi che non potevano curarla perchè non ne identificavano l'origine vennero gli italiani della Lombard Street a dire che bisognava consumare molto succo di limone per abbassare i livelli di acido urico per evitare l'immobilità degli arti inferiori ed era una medicina derivante dall'esperienza e dalla tradizione riguardo al "garum" fu probabilmente il console Aulo Scauro ad introdurlo per arricchire i cibi dell'epoca e lo fece qui, a pochi passi dalla mia città, ma il banco di prova dove venivano presentate tutte le novità in fatto di costume era la sontuosa e ricca Pompei che già conosceva la figura dello "chef" molto ben retribuita e che si affermò nell'ambito di pranzi a scopo elettorale, proprio come adesso, e, sembra incredibile, veniva fornito una specie di menù che conteneva anche un vero manifesto elettorale c'era la lista dei cibi offerti ed in fondo una dicitura tipo "PRO BRUTUS AEDILI CENSOR ... ORO FACIATIS" che oggi si potrebbe tradurre "per Bruto ai lavori pubblici ... vi prego di votarlo" non è cambiato nulla Jeb e sono trascorsi 2000 anni
Rispondi
Re: tutto quello che volete ma...
di jebstuart [user #19455]
commento del 29/03/2010 ore 18:0
Non è cambiato nulla perchè non è cambiato l'Uomo.... E dire che di occasioni ne ha avute.
Rispondi
Poesia, pura poesia.
di Cukoo [user #17731]
commento del 28/03/2010 ore 17:4
Poesia, pura poesia.
Rispondi
Re: Poesia, pura poesia.
di jebstuart [user #19455]
commento del 29/03/2010 ore 00:2
Mio diligente allievo di pensiero laterale, richiamo la tua attenzione sul ragu' di braciola citato nel post precedente :-)
Rispondi
Re: Poesia, pura poesia.
di Cukoo [user #17731]
commento del 29/03/2010 ore 00:4
Provvedo subito Jeb.
Rispondi
Ma sai...
di killing_hand utente non più registrato
commento del 28/03/2010 ore 18:1
...che ieri avevo proprio voglia di gamberi...tanta roba sta ricetta, la girerò a chi di dovere.
Rispondi
Li ho mangiati propi
di davidederosa64 [user #20297]
commento del 28/03/2010 ore 19:1
Li ho mangiati propio ieri a cena. Però i miei erano arrostiti.
Rispondi
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Sono un brianzolo notoriamente
di desiking [user #16242]
commento del 28/03/2010 ore 21:3
a dieta(persi 20 Kg in 4 mesi e me ne mancano 12-15....) ma GRAZIE::::::!!!!!!
Rispondi
grandioso!!!!
di bernablues [user #16917]
commento del 28/03/2010 ore 22:0
Me la sono copiata subito.........e per riconoscenza te ne scrivo una che è nella tradizione di Anzio (cittadina in cui vivo): POLPETTE DI PESCE ingredienti: 500 Gr di filetto di cernia scorza grattuggiata di un limone capperi mollica di pane 2 rossi di uovo pecorino grattugiato origano pane grattugiato Tritare il filetto di cernia, mettere la polpa in una scodella, aggiungere la mollica di 2 fette di pane, due rossi d'uovo, due cucchiai abbondanti di pecorino grattugiato, e la scorza di limone, impastare il tutto con le mani, aggiungere un pugnetto di capperi tritati e l'origano a piacere. Ora in un piatto fondo sbatti due uova con il sale, ed un po' di pepe nero, forma delle polpette con l'impasto del pesce (un po' schiacciate tipo hamburger, passale nell'uovo e nel pangrattato, dopodichè friggile in abbondante olio d'oliva, se però vuoi, puoi anche fare la versione light, cuocendole in forno, per quanto io le preferisco fritte............fammi sapere se ti sono piaciute Ciao ;-)))))
Rispondi
Mmmmmhh che bon!!! e
di Kata_ts [user #2290]
commento del 29/03/2010 ore 00:5
Mmmmmhh che bon!!! e oggi caro mi sono magnato una pasta al sughetto di pescespada che era una meraviglia eheheh e che pure la mia pargoletta ha apprezzato ASSAI MagnuToneS eheheh
Rispondi
il risotto non è proprio nella tradizione tipicamente meridionale.
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 29/03/2010 ore 09:1
il risotto non è proprio nella tradizione tipicamente meridionale.
Rispondi
Re: il risotto non è proprio nella tradizione tipicamente meridionale.
di gwynnett [user #9523]
commento del 29/03/2010 ore 10:1
Come non lo è? Il riso con i frutti di mare compariva già sulla mensa di Carlo III di Borbone che voleva i chicchi in uguale numero dei riccioli della statua di sua madre Elisabetta Farnese, la bella e dissoluta moglie di Filippo V è noto che nel meridione non avveniva la precottura con sostanze grasse come nel nord accrescendo con l'aggiunta di molte verdure l'apporto vitaminico e rendendo quindi il tutto più digeribile anche se a scapito del potere nutrizionale forse per questioni di clima o di pura tradizione il riso è una graminacea e se lo precuociamo con il burro il suo contenuto in carboidrati lo renderebbe indigeribile nei tiepidi contesti del sud d'Italia
Rispondi
Re: il risotto non è proprio nella tradizione tipicamente meridionale.
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 29/03/2010 ore 14:2
il risotto è meglio mangiarlo al nord, c'è più varietà ed è più tipico. ad ogni offelèe el sò mestèe
Rispondi
Qualche piccola variazione
di melody [user #1994]
commento del 29/03/2010 ore 10:5
Io sguscio i gamberi, e utilizzo teste e carapaci per fare un fumetto abbondante (poco olio, qualche "erba", aglio, peperoncino). Pomodori e riso sono qualcosa che assieme non mi sono mai andati a genio. Riso: tostatura precottura nel vino bianco abbondante e buono finito con il fumetto. Gamberi: veloce saltata nella pentola sporca del fumetto con poco olio. Olio, gamberi, pepe prezzemolo nel riso alla fine. C
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