Precisamente l'altro ieri mattina, in cumana (treno locale, metropolitana di superficie della zona flegrea). Tutto tranquillo finché ad una stazione si fa un po' di ritardo, il veloce passaparola suggerisce che una porta non si chiude bene, poco dopo il capotreno invita tutti a scendere in attesa del treno seguente, e lì si comincia, perfetti sconosciuti che raccontano le proprie disavventure con i mezzi pubblici, un ragazzo, il classico giovane disoccupato un po' "e miezz a via" tira fuori un biglietto accartocciato e comincia ad inveire contro il capotreno, chiedendo ironicamente il rimborso, si forma un capannello di curiosi ed ognuno dice la sua, il capotreno si discolpa, una signora si lamenta delle biglietterie sempre chiuse, un'altra aveva visto un cane randagio sul treno e si lamenta che nessuno l'avesse fatto scendere, un'altra ancora fa da paciere: "puveriell, mica possono pensare a tutto loro? quelli stanno facendo solo il loro lavoro!", nel frattempo, cinque minuti di orologio, arriva l'altro treno, e si aspettano altri cinque minuti solo per riuscire a salire, non che sia pieno, il problema è che al capannello si sono uniti quelli che dovevano scendere alla fermata, imbambolati sulla porta, insomma si chiacchiera e si discute, si ripete la battuta del cane randagio e quella del biglietto da rimborsare per quelli che erano appena arrivati e non avevano assistito, ed alla fine si sale in carrozza, lì continua la scenetta, dove i signori di prima raccontano l'accaduto ad un tranviere della ditta, il giovane disoccupato ripete la scena del biglietto, la signora racconta del cane (che intanto è tornato in treno, da bravo) e l'altra ribadisce il concetto delle biglietterie chiuse e degli addetti maleducati, mentre l'altra signora ancora "puveriell, mica possono pensare a tutto loro?…", anche qui l'addetto cerca di giustificare i suoi colleghi raccontando qualche episodio e, nel sottofondo di un signore che, nel frattempo, è finito per raccontare alla signora delle biglietterie le vicende dei suoi parenti in cerca di una raccomandazione per un'esame all'ospedale, si finisce con una citazione latina di un adorabile vecchietto un po' marpione, forse inventata, ma non importa. In breve si arriva al capolinea, ultime considerazioni, si fa pace col tranviere e ci si fa largo per scendere, anche il cane.