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quando le valvole erano una necessità

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 25 gennaio 2010 ore 08:40
Può sembrare strano ma si tratta di un doppio triodo. Aveva le dimensioni di una caraffa per l'acqua ed era alimentata a batteria, non aveva i catodi, era del tipo a "riscaldamento diretto" come molti modernissimi tubi ad uso HI-FI e, collegata in push-pull con trasformatore di uscita a stento raggiungeva il watt.

Oggi abbiamo ampie possibilità di scelta per ascoltare o produrre la nostra musica: sofisticati impianti audio rivelati da sistemi di altoparlanti eccelsi come quelli della Bose o di altri validissima marchi, splendidi amplificatori per strumenti dove la tecnica antica delle valvole si fonde con la genialità della componentistica moderna.

Agli albori il problema era solo quello di riuscire ad amplificare cercando di filtrare un contenuto intellegibile tra la ridda di disturbi ed oscillazioni frutto di una elettronica non certo elementare ma fortemente penalizzata dalla instabilità della tensione.

Ma le valvole non erano soltanto amplificazione ma anche e sopratutto trasmissione alle grandi distanze quando una sequenza di punti e linee si traduceva in un "chiaro parlare" con tutti i dettagli e le sfumature di una lingua in uso.

Il grande Marconi morì nel '37 ed il suo genio nel 1912 aveva salvato 711 persone del Titanic che altrimenti sarebbero perite inesorabilmente non per annegamento come gli altri 1500 ma per il freddo intenso del Nord Atlantico a primavera eppure mai ci fu mensione di questo merito perchè il cieco populismo inglese non avrebbe mai riconosciuto ad un italiano un merito così grande.

Il Titanic usava un "trasmettitore a scintille" già utilizzato da Marconi per le trasmissioni a lungo raggio e con questo apparecchio fu possibile informare la nave Carpatia del disastro appena avvenuto e farla accorrere per mettere in salvo i superstiti.

Quindi le valvole erano anche una necessità, oggi forse non lo sono più perchè sostituite da componenti più leggeri e meno ingombranti ma per i nostri usi sono forse ancora insostituibili ed in un futuro, quando saranno definitivamente obsolete, qualcuno ricorderà e tramanderà il fascino di quelle fioche lucine calde come il suono che riuscivano ad emettere.

 

 


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è bello ogni tanto
di ArcangelGabriel [user #17331]
commento del 25/01/2010 ore 10:0
è bello ogni tanto sapere qualcosa di positivo che fa onore al nostro popolo... ma che purtroppo ne disonora un altro... vabbè... grazie Gwyn per la storiella :) "quando saranno definitivamente obsolete", tra quanto accadrà secondo te ?
Rispondi
Bellissima!
di genna65 [user #8796]
commento del 25/01/2010 ore 11:0
Bellissima la valvola della foto! Io la userei come soprammobile! (non sto scherzando). Grazie dell'articolo!
Rispondi
Potenza e delicatezza.......
di bernablues [user #16917]
commento del 25/01/2010 ore 12:3
Si fondono insieme, in queste "Ampolline" di vetro che richiamano alla mente qualche cosa di magico. Io però non credo che diventeranno mai obsolete, almeno fra noi chitarristi, che ne consideriamo il loro valore più di chiunque altro, credo che avranno ancora una vita lunga, parallela all'elettronica di punta, ma il loro uso seppur di nicchia, durerà ancora per molto tempo.
Rispondi
Re: Potenza e delicatezza.......
di gwynnett [user #9523]
commento del 27/01/2010 ore 08:3
Ciao Berna, il tuo commento è forse il più incisivo e determinante ma il fatto di averlo letto in ora tarda forse non mi ha fatto cogliere l'aspetto più saliente. ***credo che avranno ancora una vita lunga, parallela all'elettronica di punta*** L'uso delle valvole rimane di nicchia in un discorso HI-FI, anzitutto perchè è mutato l'ascolto in genere, più frettoloso e più incurante della validità del mezzo di diffusione, e poi anche per il prezzo assolutamente ingiustificato di apparecchi rivolti più all'orgoglio di possederli che alle reali capacità di diffusione. Anni fa abbandonai per un lungo periodo gli ampli per chitarra guadagnando fior di milioni con l'alta fedeltà a valvole che sembrava essere la novità del momento e, nonostante tentassi di convincere con ogni mezzo che un apparecchio non suonava bene solo perchè era valvolare, le richieste avevano quel solo indirizzo. Fu la Bose, la Nad e l'Harman Cardon a produrre apparecchi a semiconduttori che sfatarono questo mito imponendosi con una qualità eccelsa. Per gli strumenti musicali il discorso non è così, la qualità è ad oggi insuperata. Si può solo tentare di abbassare i costi e, di conseguenza, il prezzo di vendita ma per adesso le valvole rimangono sovrane. Quello che cambierà, a breve ed io mi sto già adoperando per farlo, sarà il modo di amplificare uno strumento rendendo il mezzo polivalente e praticamente eterno considerando il gran numero di periferiche a disposizione (mi riferisco naturalmente alle scatole di effetti che oggi sembrano voler raggiungere livelli impensabili). Perchè continuo a chiamarli periferiche e non li chiamo semplicemente pedali o effetti qualcuno lo ha intuito e l'ha manifestato non nel corso di normali commenti ma scrivendomi in privato e chiedendo spiegazioni più dettagliate. Un effetto rimane un'alterazione delle frequenze originarie mentre una periferica può essere costituita anche da un altro finale o da più di uno. Due canali possono essere selezionati scegliendo l'uno o l'altro a seconda delle esigenze, ma possono anche suonare assieme usando lo stesso segnale ed essere riprodotti da un solo finale o da due finali contemporaneamente magari progettati con caratteristiche diverse.
Rispondi
Ma quanto mi piaccio
di sepp [user #10489]
commento del 25/01/2010 ore 13:5
Ma quanto mi piacciono sti post ! Grazie amico.
Rispondi
Affascinante
di lorenzof [user #17952]
commento del 25/01/2010 ore 14:3
Davvero affascinante Gwynn. Anche questo avrebbe meritato la home. Ma tutto sommato va bene anche così, siamo più intimi, ti capisco. Aggiungiamo i ringraziamenti meritati, stavolta il pezzo ha anche il fascino della storia. Chiamo Jeb, non può mancare :-)
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Eccomi qui
di jebstuart [user #19455]
commento del 25/01/2010 ore 15:4
Avvertito da Lorenzo, mi sono precipitato, perchè si tratta di argomenti che mi affascinano. Innanzitutto complimenti a Gwynn per l'dea, l'immagine e lo stile. Mi vengono alcune cose in mente, e le dico in ordine sparso. Intanto, la memoria. Tutto quello che facciamo, vediamo, tocchiamo, ha le sue radici nel passato. Quando accendiamo un qualsiasi componente elettronico con un soft-touch, stiamo idealmente toccando tutti gli interruttori della storia, da quelli ceramici, che sono abbastanza vecchio da ricordare ancora, che dopo un po' si spanavano e facevano falso contatto lasciandoti al buio all'improvviso (ne sanno qualcosa i fidanzati "in casa" del passato, che stavano in agguato come faine per lanciare una mano dove non batte il sole mentre la suocera o lo chaperon di turno era momentaneamente accecato dal black-out ceramico), a quelli "a frutto" degli anni 60-70, e così via... E poi ancora la bachelite, onnipresente nel secolo scorso, che ha fatto da scenario, coi suoi toni autunnali, agli uffici, ai laboratori ed agli studi del mondo occidentale. C'erano poche alternative. Un oggetto tecnologico o era di metallo massiccio (e pesava una tonnellata) o era di bachelite. La bachelite aveva un unico, ma pesantissimo difetto: se un oggetto ti cadeva di mano, era perso. Andava in frantumi e non c'era verso di riaggiustarlo. E le valvole. I giovani accordiani (diciamo tutti quelli nati dopo il 1975) quando dicono valvolare pensano agli ampli di rango. Noi avevamo tutto valvolare. I televisori degli anni 50.... Mica erano stupidamente piatti come quelli di adesso !!! Oggi i televisori sono evanescenti. Se li guardi davanti sono larghi come Piazza Tienanmen. Se però gli giri intorno, ti rendi conto che non sono altro che stupide carte da gioco. Hanno solo due dimensioni. I nostri, quelli sì che erano televisori. Da spenti erano glauchi come l'occhio di un avvoltoio. Enigmatici, circondati di legno di qualità (alcuni addirittura a gommalacca), impiegavano una buona mezz'ora ad andare a regime, scottavano come altoforni delle Acciaierie di Terni e, soprattutto, avevano il sedere.... Dietro, infatti, avevano una protuberanza lunga il doppio della larghezza, ingombrantissima, ma che dava alla TV una sua personalità. Oggi il televisore è "a scomparsa". La gente, presa da una sorta di pudicizia, quasi si vergogna di averlo, e pretende che si mimetizzi nei mobili o che si travesta da quadro. Prima no. La TV ce l'avevano in pochissimi e quelli che l'avevano pretendevano che si notasse benissimo, altro che nasconderla! Anzi, era il mobilio che nasceva intorno al televisore, mica quest'ultimo che ci si mimetizzava!!! Poi venne la metà degli anni ''60, e fu l'inizio della fine.... Televisori, lampade, mobilio... tutto cambiò, ed in peggio. Le austere e solidissime TV furono mandate in pensione per far posto a televisorine lucide di poliestere, o colorate stupidamente di rosso o di verde, lucenti, frou-frou e lustrinate come battone turche. E scomparvero le valvole, relegate nelle polveri ammuffite delle soffitte e delle rigatterie. Ma per fortuna la Dea Nemesi a volte si ricorda di colpire. E così anche io, che a suo tempo mi macchiai le mani del sangue dell'ultima televisione a valvole di casa mia, oggi sbavo dietro ai "valvolari" e sono disposto a sborsar fior di quattrini per accaparrarmene uno. Sic transit gloria mundi....
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Credo che...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 25/01/2010 ore 19:2
...quelli nati negli anni '60 (62 per me) e prima ancora non abbiano potuto trattenere una certa emozione nel leggere alcune frasi del tuo post come questa che non parla solo di un televisore ma di un modo di vivere oramai scomparso: "I nostri, quelli sì che erano televisori. Da spenti erano glauchi come l'occhio di un avvoltoio. Enigmatici, circondati di legno di qualità (alcuni addirittura a gommalacca), impiegavano una buona mezz'ora ad andare a regime, scottavano come altoforni delle Acciaierie di Terni e, soprattutto, avevano il sedere.... Dietro, infatti, avevano una protuberanza lunga il doppio della larghezza, ingombrantissima, ma che dava alla TV una sua personalità." Da brivido. Probabilmente ora il televisore non ha più una personalità perchè la televisione oramai è fuffa... per tornare al post di Gwynnet sono affascinato da come un tecnico così "tecnico" trovi la poesia in una valvola. P.S. quella della foto è uno spettacolo!
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Re: Eccomi qui
di gwynnett [user #9523]
commento del 27/01/2010 ore 08:4
Grazie per i complimenti sempre graditi e sopratutto per questa fotografia così piacevolmente sbiadita e virata sul sepia che mostra lo spaccato di una realtà tanto lontana ed importante.
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