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Arsenico e vecchi merletti

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 18 gennaio 2010 ore 20:08
Un esile quesito postomi con molto garbo e quasi sottovoce dall'amico Lorenzo mi spinge a scrivere ancora qualcosa riguardo alla possibile applicabilità di un finale a stato solido ad un preamplificatore valvolare simile a quelli usati nei Fender qualche anno fa. Il pre della prima foto è stato il circuito chiave della nota casa americana applicato a diverse tipologie di amplificatori; dal mitico CHAMP, 5 watt in classe A al voluminoso Twins in classe AB con l'aggiunta del controllo dei medi, passando per tutta la serie dei Blackface, Brownface, AA ed AB 763 per un numero incredibile di modelli tutti riconducibili a questo tipo di preamplificazione molto versatile ed ancora validissima.

Certamente la dimensione e l'esiguità dei componenti in questa piastrina che misura solo 7x10 cm può meravigliare, ma vi assicuro che è solo questo e che da sola potrebbe governare magnificamente un qualsiasi finale a prescindere dalla potenza in uscita.

L'assorbimento è valutabile in un solo milliampere o poco più mentre la tensione ideale è abbastanza alta ponendosi tra i 320 e i 360 volts anche aggiungendo il pot dei medi ed un altro ingresso in opzione per avere un low o un high.

La valvola consigliata è una 12ax7 di qualunque marca per una risposta molto presente e corposa, ma è anche possibile l'uso di una 12ay7 che ha un fattore di amplificazione minore e rende quindi il pre un po' più pacato accettando ad esempio strumenti con circuito attivo.

Inutile dire che questo pre è anche magnificamente idoneo per un basso elettrico sempre con l'opzione della valvola a seconda del livello in uscita dello strumento quindi, lasciamo da parte magheggi e diversioni nel qualificare un ampli, per suonare bene basta poco.

Con la seconda foto iniziano le dolenti note, naturalmente parlo per me.

Quello raffigurato è un (orrore) finale a stato solido che fa uso di una coppia di 2n3055 con drogaggio ad atomi di arsenico, molto performanti e sicuri, che garantiscono circa 9 watt in classe A con un'alimentazione di 30 volts altamente stabilizzati. In alternativa si potrebbero usare altri semiconduttori, ad esempio quelli della famiglia dei TIP, ugualmente performanti e disponibili in vari tipi e per diverse potenze senza modificare per nulla il circuito. Sono transistor NPN come classificazione e potrebbero, sempre in classe A, erogare potenze maggiori ma sarebbe necessario adeguare le alette di raffreddamento ad una dissipazione di calore senz'altro maggiore.

La grande stabilità è assicurata da una taratura millimetrica effettuabile in corrente e tensione tramite i due CERMET che vedete nella foto consentendo chiaramente una eccezionale linearità in uscita che nulla ha a che vedere con un finale a valvole (nel senso che è migliore). Le dimensioni di questa piastra sono 8x8 cm, naturalmente tutto compreso, e vi assicuro che non è poca cosa ospitare in uno spazio così esiguo le due alette, la boccola d'ingresso e le varie opzioni in uscita.

Nella terza foto un'alimentatore che asserve l'ampli nel migliore dei modi, erogando una tensione altamente stabilizzata ed una non trascurabile corrente, (potrebbe toccare i tre ampere con un opportuno raffreddamento ma configurato in questo modo ne supporta circa la metà), ed ha la caratteristica di non fornire immediatamente tutta la tensione ma di incrementarla da zero al massimo in un arco di circa quattro secondi grazie a quel piccolo transistor che vedete al centro della piastra che limita la corrente all'elettrolitico caricandolo più lentamente ed evitando quindi il danneggiamento dei coni.

Le dimensioni di questa piastrina sono 7x10 cm, quindi sempre molto minuscola e naturalmente tutto compreso, e mentre la forte stabilizzazione della tensione  è governata da un diodo ZENER in serie, la continuità della corrente si avvale del transistor finale, sempre un 2n3055  sempre iniettato di arsenico ed opportunamente raffreddato.

Quindi arsenico e vecchi merletti, come in quell'irripetibile film di Franck Capra, questi ultimi rappresentati dalla splendida trina di un piccolo pre che non finisce mai di stupire anche dopo tanti anni e che suona benissimo da solo ma accetta di buon grado i condizionamenti esterni costituiti da quel mondo di effetti analogici e non che non fanno altro che migliorarne le prestazioni.

 

Il vecchio Gwynn va a cena (polpi e patate innaffiati con un  bianchetto di annata, una goduria senza uguali)


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Buona cena Gwynn. Co
di TidalRace [user #16055]
commento del 18/01/2010 ore 21:1
Buona cena Gwynn. Come digestivo, ma anche dopo il prando di domani va benissimo lo stesso, volevo chiederti se i due triodi del primo schema sono entrambi alimentati oppure lo è uno solo dato che lo schema classico Fender tipo l'AB763 e successivi prevede un'assorbimento di circa un millampere a triodo, almeno per questi primi stadi. Ti chiedo questo perché su un altro post c'era stata un botta e risposta tra me e un altro Accordiano in cui si parlava di ricreare addirittura un tre canali (3) con un assorbimento anodico di 3-4-5 milliampere. Non metto in dubbio che volendo si possa anche realizzare ma non si può considerare primario l'assorbimento anodico rispetto alla resa dell'ampli. Ciao e continua a deliziarci con questi spunti molto interessanti.
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Re: Buona cena Gwynn. Co
di gwynnett [user #9523]
commento del 18/01/2010 ore 21:3
Non si può scrivere qualcosa di serio con la teglia di polpi sul fuoco che ha ormai assorbito l'acqua ed emana un profumo irresistibile solleticando le sensibili narici di un vecchio e consumato marinaio come me. Naturalmente circa 1 milliampere per triodo Tidal e certamente mi scuserai per la gaffe ma tieni presente che con una teglia di polpi e patate si può organizzare una rivoluzione.
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Re: Buona cena Gwynn. Co
di strato78 [user #17091]
commento del 19/01/2010 ore 15:0
Ciao Tidal, ti riferivi alla chiacchierata dell'altra volta insieme? Consentimi di dirti che forse, vuoi il clima generale della discussione, vuoi che non ci conosciamo e che internet è una brutta bestia (meglio due chiacchiere di persona magari con un buon caffè...) probabilmente il nostro botta e risposta poteva apparire polemico, ma non era questo il fine ed oltretutto ero d'accordo con te sulla perfetta realizzabilità su pcb tanto di elettroniche valvolari quanto a semiconduttori... non sono un ultrà delle valvole e vedo di buon occhio le innovazioni quando sono reali, funzionali, fruibili e (perché no?) convenienti. Quello che ho affermato in linea teorica è realizzabile anche in pratica, ma è ovvio che il criterio di realizzazione di un buon pre non può essere prefissarne l'assorbimento, ma adeguarlo alle esigenze del caso, tutto subordinato alla resa che si desidera ottenere. Il pre in foto, ad esempio, è un classico e per ogni triodo avrà: assorbimento di 1mA, tensione di placca di circa 200V, dissipazione anodica circa 0,2W, resistenza anodica presumibilmente da 100K, quella di catodo 1K con un elettrolitico in parallelo di valore compreso tra 10/25uF 25-63 volt lavoro. Restando nell'ambito di questa dissipazione anodica, è possibile far lavorare i due triodi aumentando la tensione e diminuendo l'assorbimento, agendo sui valori delle resistenze citate e dei non secondari condensatori di catodo (non dico che sia meglio o peggio, ma solo che si può). Questi interventi influiranno anche sul guadagno dei singoli triodi e, quindi, sul suono finale. Usando due doppi triodi (assorbimento totale circa 4mA) abbiamo già due canali a disposizione. Ci resta 1mA che, con una tensione placca di poco superiore a quella finora considerata, potrebbe asservire un pentodo EF86 (di ispirazione Vox) in modo triodo (per ulteriori sonorità) o, con soli 2 mA in più, in modo pentodo. Oppure, con un solo triodo a monte del segnale, si può creare un'overdrive condiviso dai due canali a loro volta, se desiderato, miscelabili attraverso un circuito molto semplice realizzabile con un doppio deviatore ed un potenziometro stereo lineare di valore compreso tra 500K/1M. Ovviamente questo discorso ha senso se si considera solo in termini di assorbimento anodico delle valvole usate (cosa che trovavo non molto sensata anche nell'articolo di lorenzo) e non dei relè che sarebbero necessari per le commutazoni da footswitch che aumenterebbero impietosamente l'assorbimento del pre a prescindere dalla tipologia (valvole o semiconduttori fa lo stesso) peraltro senza rendere chissà quanto gravosa la realizzazione di un pre così ideato. In occasione del tuo articolo sugli speakers mi sarebbe già piaciuto commentare positivamente (in quanto gradito), ma ho evitato per evitare incomprensioni dovute al precedente botta e risposta. Visto che, indirettamente, mi hai offerto la possibilità di una replica sul diario di un amico, ho avuto il piacere di usarla per proseguire lo scambio di idee intrapreso forse in precedenza con poca chiarezza sugli intenti che ti assicuro non erano né polemici né offensivi, ma forse giusto un pò "accesi" o "piccanti" : ma l'elettronica è prima di tutto una passione o no? ;)
Rispondi
.....eh eh eh quella
di Laceblues [user #7285]
commento del 19/01/2010 ore 00:4
.....eh eh eh quella si che è una buona "alimentazione"!!! Non vorrei correggerti ma i polipi sonio quelli nasali i polpi invece sono quelli che hai così egregiamente decantato.Te lo dico da buon Leccese trapiantato a Milano. :-) Ciao buongustaio.
Rispondi
Re: .....eh eh eh quella
di gwynnett [user #9523]
commento del 19/01/2010 ore 07:5
E pensare che li ho mangiati per tanto tempo gustando anche quella vocale in più. Tu sei un meridionale trapiantato al nord, io un meridionale rimasto nella terra di Fra Diavolo e le inflessioni dialettali sono diventate una consuetudine tanto da influenzare in qualche modo l'uso corretto di termini comuni. Polipo diciamo in dialetto per definire quel gustoso cefalopode e e così l'ho scritto, sbagliando naturalmnete.
Rispondi
....octopus vulgaris
di Laceblues [user #7285]
commento del 19/01/2010 ore 13:3
....octopus vulgaris...gwyn, non voleva essere una lezione di fauna marina, a un napoletano poi! La mia è una deformazione da ex cacciatore e appassionato subacqueo. Ce l'ho per vizio di correggere chi non lo dice giusto. Qualche volta mi nandano a cagare! :-) Un fatto è certo: che si dica polpo, polipo o purpu (in leccese) quando arriva in bocca... uhmmm...quello è! Ciao.
Rispondi
Re: ....octopus vulgaris
di substratos [user #11149]
commento del 20/01/2010 ore 10:2
Giusta precisazione Luigi anche se al consumatore è consentito sbagliare senza fare un illecito, capita spesso però che quelli del mestiere (grossisti e dettaglianti) sbaglino ugualmente ad arte, creando confusione. Cito il Decreto 27 marzo 2002, dove si parla di informazioni obbligatorie al consumatore (denominazione ufficiale, zona di cattura, metodo di produzione) in pratica tutta la tracciabilità - "l’inosservanza delle disposizioni relative alle informazioni obbligatorie richiamate agli art. 1 e 2 del presente decreto è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da € 600 a € 3500". In pratica 1200 € Io come veterinario ufficiale del mercato ittico di Cagliari mi scontro quotidianamente con questi personaggi che pur di guadagnare truffaldinamente, con un generico "polipi" vendono: Moscardini, Polpesse e decine di altre specie soprattutto tropicali dal valore economico e gastronomico nettamente inferiore.
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Re: ....octopus vulgaris
di Laceblues [user #7285]
commento del 20/01/2010 ore 12:4
....quando si dice la chiarezza!! Grazie per il supporto. Per Gwin comunque era una scherzosa battuta. Ciao.
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