Il dovere di umanità mi spinge a darvi gli aggiornamenti su quel fenomeno che da qualche anno colpisce alcune parti del nostro Globo… Poi c’è chi è convinto che tutto sia dovuto ad un "fattore" ciclico del Nostro Pianeta, altri che anche se ciclico, sia stato maggiormente innescato dalla nostra “ mala cultura”.
Esteri
Un terremoto devasta Haiti, migliaia di morti e dispersi. "Una catastrofe"
Un terremoto di grande intensità con due forti scosse tra i 7,0-7,3 gradi Richter ha ridotto in una distesa di rovine la capitale di Haiti Port-Au-Prince, due milioni di abitanti. Migliaia di persone sono rimaste inghiottite sotto le macerie. Crollati anche il palazzo presidenziale e la sede Onu. L'ipocentro delle quattro scosse è stato ad appena 10 chilometri di profondità. Ravvicinati gli epicentri, tutti in terraferma e nelle vicinanze della capitale: a 15 km a sud-ovest la prima, a 25 km. a ovest-sud-ovest la seconda e la terza, a 30 km. a sud ovest la quarta.
10.20 - Sono circa 190 gli italiani che si trovano ad Haiti, in base ai dati in possesso della Farnesina. Lo ha detto ai microfoni di Radio Uno il responsabile dell'Unità di crisi, Fabrizio Romano. "Ci risulta che ad Haiti ci sono 180 connazionali iscritti all'anagrafe consolare ai quali va aggiunta un'altra decina di italiani che si sono iscritti al sito della Farnesina, Dove siamo nel mondo", ha riferito Romano. "Non possiamo naturalmente escludere che ve ne siano altri che non sono registrati al consolato e neanche al sito".
10.00 - Farnesina: al momento nessun italiano coinvolto - Lo ha detto a Radio Uno Rai Fabrizio Romano, capo dell'Unità di Crisi: "La mancanza di informazione non vuol dire che non ce ne siano", ha aggiunto Romano. "Stiamo naturalmente lavorando, sia direttamente attraverso le nostre strutture sul luogo, sia in contatto con le altre unità di crisi dei Peesi europei per arrivare a un quadro realistico e aggiornato". "I connazionali, iscritti all'anagrafe consolare, sono circa 180", ha precisato Romano, "ai quali vanno aggiunti una decina di italiani che si sono iscritti al nostro sito 'dove siamo nel mondo'. Non possiamo escludere che ce ne siano altri che non si sono registrati né al consolato né al nostro sito".
09.50 - Nessun finanziere italiano sull'isola - Fonti del Comando generale della guardia di Finanza, interpellate sulla presenza nell'isola di personale della Fiamme Gialle hanno precisato che "fino all'estate scorsa un militare e un ufficiale della Guardia di Finanza si trovavano in missione umanitaria presso l'Onu a Port-au-Prince, ma dall'estate scorsa non ci sono più".
09.40 - Anche l'ambasciata di Roma offre aiuti - "Non riusciamo a metterci in contatto con il nostro governo. I telefoni non funzionano, le mail non funzionano. Le uniche notizie che ci arrivano sono dalla nostra ambasciata a Washington. Il governo italiano ci ha offerto degli aiuti, ma non so dare ora i dettagli come del resto non sono ancora arrivate richieste precise da Haiti. Siamo comunque in contatto con il sottosegretario Scotti". A dirlo a CNRmedia Jerie Benoit, ambasciatrice di Haiti in Italia.
09.20 - Ci sarebbero due finanzieri italiani - A dirlo a CNRmedia è il portavoce dell'ambasciata italiana a Santo Domingo Gianfranco Del Pero. "Abbiamo notizia che forse due uomini della Guardia di Finanza si trovano ad Haiti, ma non abbiamo avuto nessuna conferma né sappiamo delle loro condizioni di salute". "Non riusciamo a metterci in contatto con Haiti. E' un problema nostro, dei colleghi francesi, americani, tedeschi e spagnoli con i quali stiamo collaborando. Nessuno ha davvero notizie per adesso.
09.10 - "Ci hanno detto che l'Hotel Le Montana sarebbe crollato". Ci hanno detto che c'erano 300 persone dentro e che solo cento ne sarebbero usciti, cosa che ci preoccupa moltissimo" ha detto ancora il responsabile francese. L'albergo si trova sulle colline che circondano la capitale haitiana non lontano dal quartier generale delle Nazioni Unite ed è considerato tra gli alberghi più lussuosi di Port-au-Prince. E' una costruzione moderna, bianca, con una piscina e grandi terrazze a dieci minuti dal centro abitato, ristrutturata recentemente perché costruita nel 1947. Joyandet ha anche detto di non aver per il momento informazioni sul numero esatto delle vittime e che "i militari stanno lavorando molto". Ad Haiti ci sono 1400 francesi di cui 1200 vivono nella capitale.
08.50 - Novemila uomini in missione Onu - E' di circa 9 mila uomini di numerosi paesi, tra militari e personale della polizia, il corpo internazionale della 'Minustah', la missione dell'Onu per la stabilizzazione di Haiti, il cui quartier generale a Port-au-Prince è stato distrutto dal terremoto. Lo rilevano i media del Brasile, paese che è alla guida della Minustah. Del totale del personale, circa 7 mila sono militari di diversi paesi (tra i quali, Usa, Brasile, Francia, Corea del sud, Argentina, Cile, Canada) e 2 mila poliziotti di quegli stessi stati più altre nazioni, molti dei quali africani e asiatici. Nell'elenco non è compresa l'Italia.
08.40 - Duecento persone sotto le macerie di un hotel - L'hotel si trova a Port-au-Prince ed è crollato in seguito al violento terremoto che ha colpito ieri la capitale haitiana: lo ha reso noto il Sottosegretario alla Cooperazione francese, Alain Joyandet.
08.20 - In corso saccheggi, corpi nelle strade - Scene di saccheggio nella Port-a-Prince devastata dal terremoto avvenuto ieri sera: i giornalisti dell'Agence France Presse giunti nella capitale haitiana hanno visto la folla portare via la merce da un supermercato rimasto parzialmente distrutto dal sisma. Lungo le strade del quartiere di Delmas giacciono morti e feriti: molti residenti della capitale stanno trascorrendo la notte in strada dopo aver abbandonato el loro abitazioni, molte delle quali crollate.
08.15 - Ad Haiti funziona un solo ospedale - Tre ospedali di Port-au-Prince sono crollati, e nella capitale haitiana colpita ieri da un violento terremoto è in funzione un solo nosocomio, che non è in grado di accettare ulteriori pazienti perché oramai collassato: lo ha dichiarato a SkyTg24 il vicepresidente della Croce Rossa Internazionale, Massimo Barra, spiegando che l'unica soluzione è l'allestimento di ospedali da campo. Tuttavia, con la viabilità della capitale in gran parte compromessa e l'aeroporto internazionale chiuso l'unica via di accesso è attraverso la confinante Repubblica Dominicana, dove non vi sono stati danni né vittime.
08.15 - Aiuti anche dalla Francia - Due aerei francesi con aiuti e squadre di soccorso sono in partenza oggi per Haiti, devastata da una serie di violente scosse di terremoto. Lo hanno reso noto fonti ufficiali a Parigi, precisando che un aereo decollerà da Fort-de-France e l'altro da Marsiglia.
08.00 - Si teme che i morti siano centinaia, il centro città è stato completamente distrutto, crollati numerosi edifici pubblici e anche la sede della missione delle Nazioni unite sull'isola. Le comunicazioni telefoniche sono interrotte. Gli Stati uniti si sono già mobilitati per inviare soccorsi e aiuti d'urgenza alla popolazione, tutte le capitali hanno preso contatto con le proprie rappresentanze diplomatiche sul posto.
07.58 - La Farnesina "sta verificando" la situazione, mentre il ministro degli Esteri Franco Frattini ha promesso che l'Italia "non lesinerà sforzi per essere in concreto vicina alla popolazione haitiana, e naturalmente agli italiani presenti nell'area del terremoto". Il sisma, magnitudo 7.0 che ha colpito Haiti è il più violento dal 1770, secondo i dati forniti dall'Usgs, l'Istituto di Geofisica americano. Il terremoto principale, seguito da diverse scosse di assestamento di magnitudo superiore a 5, si è prodotto alle 16.53 locali con epicentro a 15 chilometri ad ovest dalla capitale Port-au-Prince (due milioni di abitanti) e a una profondità di 8 chilometri.
07.45 - Allerta poi revocato - Il centro di prevenzione tsunami statunitense ha lanciato l'allerta per gran parte delle Antille - Cuba, Haiti, Repubblica Domenicana e Bahamas - e lo ha poi revocato. Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha espresso in un comunicato "tutta la sua solidarietà al popolo di Haiti dopo il devastante terremoto". Ban ha manifestato anche la sua più profonda preoccupazione anche per i numerosi componenti dello staff delle Nazioni unite, di cui non si hanno notizie. L'edificio di sei piani a Port au Prince che ospitava la missione delle Nazioni unite (MINUSTAH - Missions des Nationes Unies pour Stabilisation en Haiti) è stato quasi completamente distrutto dal terremoto.
07.45 - Fra i dispersi anche il capo della missione, generale Carlos Alberto dos Santos Cruz, di nazionalità brasiliana. Il presidente degli Stati uniti Barack Obama è intervenuto neppure un'ora dopo il sisma per esprimere il suo cordoglio: "I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutti coloro che sono stati colpiti da questo terremoto", ha dichiarato Obama in un comunicato. "Seguiamo la situazione da vicino e siamo pronti ad andare in aiuto del popolo di Haiti". L'Onu è presente ad Haiti dal 2004 con una forza di stabilizzazione di 9.000 uomini (Minustah) che ha contribuito alla riduzione della violenza in quello che è il paese più povero del continente americano.
13 gennaio 2010