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Blasone ed affidabilità

di gwynnett [user #9523] - pubblicato il 06 gennaio 2010 ore 15:47
L'ottimo articolo dell'amico Lorenzo sull'annoso problema delle tecniche di costruzione di un valvolare apre a diverse riflessioni. La prima: l'utente deve una buona volta convincersi che un PTP non è assolutamente più affidabile di un PCB, la seconda: è sempre e solamente il progetto che fa l'amplificatore, e questo è stato detto tante volte ma voglio ripeterlo.


La progettazione ed il disegno di un circuito stampato richiedono una perizia incredibile considerando la quantità di variabili in gioco ed il comportamento di alcune componenti in presenza di altre e delle linee di segnale o di tensione che li attraversano. Addirittura il dielettrico dei condensatori e l'impasto delle resistenze rendono a volte critico quello che dovrebbe essere un corretto funzionamento favorendo fenomeni di induzione o di oscillazione con le conseguenze che si possono immaginare. Poi c'è il dimensionamento delle piste in funzione della corrente che le attraversa ed il percorso della linea di massa, spessa e sempre aperta, che non dovrebbe intrufolarsi dovunque creando riccioli e spirali.

La stessa perizia ed una maggiore manualità si richiedono per un PTP dove oltre a posizionare correttamente le componenti bisogna fare i conti con una complessa filatura soggetta a regole ferree tipo la netta distinzione delle "zone" dove collocare le diverse sezioni dell'ampli distinguendo ed allontanando, ad esempio, l'alimentazione dagli ingressi e dal tonestack e ricorrendo, a volte, ad appositi schermi costituiti da lamierini che annullano fastidiosi ronzii di alternata.

Ci sarebbero moltissime altre considerazioni da fare per un corretto montaggio in ambedue le modalità ma la più importante è che un PCB ben progettato viene definito una sola volta ed è replicabile in migliaia di esemplari per un risultato pressochè identico a parità di componenti, mentre un PTP può riservare molte sorprese e basta una differenza di pochi centimetri di cavo per innescare un fruscio o una rumorosità in genere sempre indesiderata e molto difficile da eliminare.

Il discorso si complica quando si fa uso di pre cosidetti "spinti" dove il guadagno dell'intero circuito è tale da condizionare seriamente i modi di cablaggio richiedendo l'uso di molti cavi schermati per sopperire ad una rumorosità insita nel progetto con il valore aggiunto di collegamenti troppo lunghi.

E' questo il motivo per il quale i vecchi amplificatori presentavano notevoli diversità nel rumore di fondo sia in condizioni di assenza di segnale sia quando si dava volume con lo strumento inserito ed a proposito voglio menzionare le vecchie e meravigliose PLEXI.

 

Ma l'utente, il bravo e virtuoso chitarrista che suona animato da una passione inestinguibile, queste peculiarità non le conosce e nemmeno è dovuto a conoscerle se non per pura informazione e quando l'ampli smette di suonare o di suonare bene è costretto a rivolgersi ad un tecnico che rimaneggia l'elettronica a prescindere che sia cablata in un modo o in un altro e l'esito della riparazione è condizionata solo dalle sue capacità e non dal fatto che le componenti siano unite da cavi piuttosto che da piste di rame.

Quindi gli apparecchi a circuito stampato prodotti industrialmente sono, o almeno dovrebbero essere, praticamente identici, l'altro sistema invece li rende simili ma non uguali, quindi unici, ed è forse questo che anima il desiderio di possederli per un insanabile propensione alla diversità o, più propriamente, per non accomunarsi.

 

Allora limitiamoci a considerare lecita e propria dell'uomo questa spinta spesso pressante ed involontaria ma non accomuniamola ad un discorso puramente tecnico che è molto più complesso e distante.

 


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Parole l'oro
di Carlo_blues [user #3000]
commento del 06/01/2010 ore 15:5
Complimenti per l'articolo, condivido le tue parole una per una! CARLO
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Holy words
di gervasoni [user #11470]
commento del 06/01/2010 ore 16:3
Ottima, ottima riflessione! Va sottolineata più volte l'attenzione da porre sulla qualità costruttiva, non sul metodo. Si dà per scontato che la PCB sia sempre malfatta. Beh l'AC30 VOX già dagli anni 70 avevano le prime PCB, eppure nessuno inorridisce per questo! C'è una storiella simpatica, scritta da Jack Orman (muzique.com) riguardo all'isteria che spesso avvolge il mondo del sound processing.. ecco il link vai al link E' sempre un piacere leggerti gwynnett!
Rispondi
Come sempre,
di luvi [user #3191]
commento del 06/01/2010 ore 17:3
parole competenti, sagge ed equilibrate. :-) Un approccio similare esteso a tutto il settore porterebbe indubbiamente grande giovamento... Perlomeno contribuirebbe a far concentrare chi suona di più e meglio sulla musica che fa e potrebbe anche sedare i bollenti spiriti quando si parla di argomenti riguardo ai quali, per il solo fatto di suonare da un po', qualcuno pare sempre essere legittimato a rivelare presunte verità, che al contrario si rivelano spesso non verificate, frutto delle più disparate ed inverosimili supposizioni e per di più quasi mai assistite da alcun fondamento tecnico! L'importante è che tali "rivelazioni" non vadano controcorrente rispetto al "mainstreeam" dei luoghi comuni imperanti, di modo che possano essere accettate come normali ed assodate! Il point-to-point, le armoniche pari e dispari, il true bypass, la verniciatura nitro, la smagnetizzazione dei pickup, le solidbody che cambiano suono tenendole nelle custodie, la produzione del 2009 che fa schifo rispetto a quella del 2008, che però faceva già schifo rispetto a quella del 2007, sulla Luna non ci siamo mai stati, i cerchi nel grano, gli alieni che hanno fatto costruire le piramidi e la fine del mondo nel 2012... E intanto non sappiamo se è il caso di mettere il delay nel send e return, quanto sia importante curare la pronuncia delle note ed il tocco, cosa si possa suonare su una certa progressione armonica o chi sia mai stato Charlie Christian... Ehhh, che pazienza che cce vò... ;-)
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Re: Come sempre,
di plettrox [user #6758]
commento del 07/01/2010 ore 12:3
Intervento da stampare e mettere come manifesto in homepage,fuori dalle scuole di musica ecc. ;)
Rispondi
Quoto Gervasoni e Luvi !
di Kata_ts [user #2290]
commento del 06/01/2010 ore 18:1
in TOTO !!!!!!!! ;)) SaluToneS
Rispondi
Al posto delle valvole
di Cukoo [user #17731]
commento del 06/01/2010 ore 19:2
Per i curiosi e/o appassionati: date un'occhiata al TAS5630 della Texas Instruments (vai al link). E' un amplificatore in classe D integrato (nel senso che è un chip) con ingressi analogici, 4 uscite, 480 Watt max di potenza in uscita con distorsione inferiore a 1%.
Rispondi
Più chiaro di cosi.
di substratos [user #11149]
commento del 06/01/2010 ore 22:4
Più chiaro di cosi... Buon 2010 Gwynnett, continua a semplificare e chiarire anche per chi come me, non mastica elettronica e corre il rischio di farsi attirare dagli specchietti per allodole di immorali spacciatori di luoghi comuni. rock & roll forever
Rispondi
Re: Più chiaro di cosi.
di gwynnett [user #9523]
commento del 07/01/2010 ore 00:3
Ho capito quello che vuoi dire e ti ringrazio anche per gli auguri che ricambio di cuore ma attenzione, io non ho parlato di specchietti per allodole, ho solamente portato avanti un discorso prettamente tecnico iniziato nell'ambito di un altro articolo. Un produttore opera le sue scelte costruttive ed immette sul mercato apparecchi che pubblicizza in maniera mirata e corretta in un normale regime di concorrenza evidenziando con lettere grandi quelle che reputa note di distinzione.
Rispondi
Re: Più chiaro di cosi.
di substratos [user #11149]
commento del 07/01/2010 ore 07:4
Mi assumo la responsabilita della frase e cerco di spiegarmi meglio: quando dico"specchi per allodole" mi riferisco a ciò che Luvi indica come "luoghi comuni", spesso utilizzati per magnificare un prodotto a prescindere da qualsiasi merito progettuale come se una ciofeca true bypass o col chip magico in germanio, debba per forza suonare meglio. Ti assicuro che sia nei negozi che in rete c'è chi in maniera mirata e scorretta usa questi luoghi comuni che non fanno presa su chi è già smaliziato, bensì su chi alle prime armi mette come discriminante l'essere point to point o true bypass a prescindere dalla qualita assoluta e progettuale. rock & roll forever
Rispondi
Grazie
di lorenzof [user #17952]
commento del 06/01/2010 ore 23:4
Chiaro, utile, sintetico. Grazie!
Rispondi
*** Il discorso si c
di smilzo [user #428]
commento del 07/01/2010 ore 09:3
*** Il discorso si complica quando si fa uso di pre cosidetti "spinti" dove il guadagno dell'intero circuito è tale da condizionare seriamente i modi di cablaggio richiedendo l'uso di molti cavi schermati per sopperire ad una rumorosità insita nel progetto con il valore aggiunto di collegamenti troppo lunghi. *** Essendomi cimentato per un po' negli hi-gain... 1) I pre spinti "di serie" sono pre con tanti stadi in serie, ognuno distorce un po' di più 2) ogni stadio genera rumore, e può causare oscillazione 3) i cavi schermati sono "rimedi" ad una situazione malata... vuol dire che qualcosa non è fatto bene 4) negli ampli hi gain si trovano soluzioni geniali e soluzioni da far cader le braccia... probabilmente dovute a pressioni economiche 5) esistono circuiti alternativi che non vengono portati nel mercato, forse per paura di non essere accettati dai chitarristi, parecchio conservatori. Vedremo cosa riserva il fututo. ;)
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di gwynnett [user #9523]
commento del 07/01/2010 ore 10:2
Ciao Emanuele e buon anno. Il cavo schermato è un mezzo ampiamente contemplato in elettronica analogica e si usa quando serve. Ultimamente preferisco assemblare in PTP dato che sono stanco degli acidi che colano e che sporcano ed uso lo schermato per i collegamenti canonici tipo dagli ingressi alla prima griglia o dal tonestack alla seconda ma ne facccio un uso discreto estendendolo al massimo al fx-loop. Per l'hi-gain è come dici tu, l'amplificazione è progressiva, ma se, ad esempio, da un punto del pre bisogna prelevare una uscita per il mixer come si fa? Usando un pcb si può installare una presa din ma al pannello ci si va sempre con lo schermato, con la filatura è uguale, ci solleviamo dalla piastra ed andiamo ad un jack o ad un altro circuito e con quel tipo di connessione siamo a posto. C'è un articolo di un accordiano che lamenta la presenza di frequenze indesiderate nell'ampli tipo trasmissioni in citizen band o normali stazioni radio, la causa risiede quasi sempre nell'uhm delle preamplificatrici o nella cattiva schermatura della chitarra per cui le corde ed il cavo fanno da antenna ma anche una connessione all'interno "troppo nuda" può essere causa di questo fenomeno.
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di smilzo [user #428]
commento del 07/01/2010 ore 11:5
Buon anno, carissimo! Chi ben comincia è a metà dell'opera! ;) I disturbi possono essere esterni o interni. Per i disturbi esterni ci si affida al telaio, e la sua messa a terra. I disturbi interni vanno relegati quanto più possibile vicino alla fonte che li genera. Se bisogna passare con un cavo sopra parti sensibili del circuito, vuol dire che l'ampli non è stato progettato bene. Può capitare ad esempio nelle grandi aziende, dove un reparto progetta il PCB, un altro il layout. Allora un cavo schermato è una bella pezza, ma indica che quel cavo sta comunque immerso in campi elettromagnetici dannosi per la performance. La schermatura è sempre utile, mai necessaria. Qual'era quel fender che aveva il jack da una parte ed il primo stadio dall'altra, ed era attraversato dal cavo schermato lungo tutto il frontale? Me lo ricordo ancora! :) Una volta amplificato dal primo (e secondo) stadio, il segnale non dovrebbe esser soggetto a disturbi, rapportati al segnale portato.
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di strato78 [user #17091]
commento del 07/01/2010 ore 11:1
Ciao Smilzo! Il terzo punto del tuo discorso è corretto in linea teorica, ma forse presenta un incompletezza, non contemplando la necessità di rendere il più possibile silenzioso un apparecchio anche in assenza di messa a terra, condizione purtroppo ancora ricorrente nonostante siamo nel 2010. In assenza di un'adeguata messa a terra attraverso l'impianto, anche i cavi del tonestack captano disturbi, cosa che non sto certo spiegando a te, ma a terzi lettori di queste righe. In condizioni ottimali (impianto con messa a terra, anche senza cavi schermati si possono ottenere ottimi ampli con un livello di rumorosità pressochè trascurabile se non completamente silenziosi (come facevi giustamente notare tu) ed un uso intensivo di schermati potrebbe essere indice di quanto da te descritto qualora senza gli stessi l'apparecchio risultasse rumoroso nonostante la messa a terra.
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di smilzo [user #428]
commento del 07/01/2010 ore 11:5
Neanche contemplo l'assenza di messa a terra e impianto a norma. ;)
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di strato78 [user #17091]
commento del 07/01/2010 ore 11:5
Qui, nel Regno delle Due Sicilie non averla è quasi la regola... solo qualche parente benestante e lo zio prete ce l'hanno! Inoltre molti locali che offrono musica live, da questo punto di vista sono ancora simili ai peggiori bar di Caracas nella pubblicità del Pampero e non è difficile ritrovarsi su un solo di SRV con un Gigi D'Alessio in sottofondo sull'ampli!!! Ne canes quidem! :)
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di smilzo [user #428]
commento del 07/01/2010 ore 12:2
Qui al Nord (impero Austro-Ungarico) è impossibile trovare un locale senza terra. Che sia funzionante lo diamo per scontato. Se D'Alessio fa capolino quando si suona la chitarra, l'unico metodo efficace per eliminarlo è spaccargli la chitarra in capo. Lo so, fa molto rock e poco blues, però funziona! ;) Il problema della messa a terra NON è il diminuire i disturbi, ma limitare i danni alle persone. Un circuito ben fatto non dovrebbe avere problemi sonori anche senza terra, solo che in caso di corto... siamo noi musicisti a farne le spese! Captare la radio è una cosa che la chitarra fa perchè è di fatto un'antenna! E lo farà sempre! Si può schermare la cavità, i cavi fino all'ingresso dell'ampli, e aggiungere un filtro. Il rumore residuo (che in questo caso è la radio) sarà inudibile nel 99% dei casi, ma se l'intensità è elevata (radio Maria ha avuto negli anni parecchi esposti per eccessivi livelli di emissione)... l'amplificatore fa il suo dovere e riesce a filtrare ed amplificare la radio! :)
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di strato78 [user #17091]
commento del 07/01/2010 ore 12:3
...almeno ci mandasse la Tatangelo!!! :) La messa a terra diventa indispensabile anche per i trasformatori con il secondario per i filamenti con il centrale a massa, altrimenti il ronzio ti si mangia. Radio Maria nella musica del diavolo resta un must!!!
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di strato78 [user #17091]
commento del 07/01/2010 ore 14:0
Qualche costruttore più smaliziato potrebbe addirittura annoverare il problema come optional.... "vendesi ampli 40W con radio incorporata"
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di slowfingers utente non più registrato
commento del 08/01/2010 ore 02:2
Forse con le ferriti si può risolvere, un pò di radiofrequenza la filtrano
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di strato78 [user #17091]
commento del 08/01/2010 ore 10:1
Credo dipenda dalla posizione in cui collocarla, ma è da provare...
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di slowfingers utente non più registrato
commento del 08/01/2010 ore 22:5
sui vox mi pare siano presenti, dovrei controllare
Rispondi
Re: *** Il discorso si c
di gwynnett [user #9523]
commento del 07/01/2010 ore 14:0
Bellissimo
Rispondi
Esempi
di Floyd [user #143]
commento del 07/01/2010 ore 10:4
il PTP per eccellenza? Hiwatt metà anni 70, mai visto niente di meglio. PCB eccellenti? Guardate dentro un amplificatore Masotti... grande Gwinnett, come sempre. Buon 2010
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Re: Esempi
di luvi [user #3191]
commento del 07/01/2010 ore 13:3
:-)) La frase chiave è che il progetto fa l'amplificatore! Mi spingerei oltre dicendo che a fronte di un progetto di qualità anche la tecnologia impiegata per amplificare non costituisce più una discriminante qualitativa... Ho ascoltato ampli a FET distorcere in maniera musicalissima e suonare con dinamica entusiasmante!
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