Sostieni Accordo
  • Accedi o registrati
  • Info e contatti
    • FAQ
    • Fai pubblicità su ACCORDO
    • Politiche di gestione dei thread
    • Regolamento di Accordo
    • Contatti e info aziendali
    • Privacy
    • Banner e ad-block
    • Servizio consulenza
    • Servizio grafico per le aziende
  • Scrivi
    • ...un post su People
    • ...un articolo o chiedi una consulenza
    • Segnala un appuntamento
  • Pubblicità
SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE

Riflette gente, riflettete...

di killing_hand [user #20494] - pubblicato il 18 settembre 2009 ore 11:54
"Porco" mondo...

L'IRONIA NEL SUO MIGLIOR STILE

2000 persone contraggono l'influenza suina e ci si mette la mascherina... 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo...
 

PANDEMIA DI LUCRO
Che interessi economici si muovono dietro l'influenza suina? Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria. I notiziari di questo non parlano...
Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea, che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi. I notiziari di questo non parlano...
Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno. I notiziari di questo non parlano...
Ma quando comparve la famosa influenza dei polli...i notiziari mondiali si inondarono di notizie...un'epidemia, la più pericolosa di tutte, una pandemia! Non si parlava d'altro, nonostante questa influenza abbia causato la morte di 250 persone in 10 anni...25 morti l'anno!
L'influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo...mezzo milione contro 25.
E quindi perché un così grande scandalo con l'influenza dei polli? Perché dietro questi polli c'era un "grande gallo".
La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici.
Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione. Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.
Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell'inflluenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo. E allora viene da chiedersi: se dietro l'influenza dei polli c'era un grande
gallo, non sarà che dietro l'influenza suina ci sia un "grande porco"?
L'impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di George W. Bush, artefice della guerra contro l'Iraq...
Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani, felici per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute.
Se l'influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se l'Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret
Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?

Dr. Carlos Alberto Morales Paita, pediatra presso il "Children's Hospital" di Lima, Perù.


Dello stesso autore
E venne il giorno...
Aiuto connessioni midi...
Delusione Gibson Les Paul Traditional
Richiesta info Fender Stratocaster
Il ritorno...
Rivalvolare sì...
Shred vs. blues
Che sfiga!
Loggati per commentare

Riflettiamo. Poi se
di Cukoo [user #17731]
commento del 18/09/2009 ore 12:4
Riflettiamo. Poi se qualcuno ci rimette la pelle tutti in Perù a chiedere del pediatra Carlos Alberto Morales Paitan. Io mi vaccino e vado a Machu Picchu.
Rispondi
Re: Riflettiamo. Poi se
di Yasjater [user #19443]
commento del 18/09/2009 ore 13:1
Non credo che sia il punto di vista adeguato per questo tipo di cose.. E' ovvio che non è un' influenza di cui non preoccuparsi, ma dietro all' allarmismo generale non c' è il desiderio umanitario della Tv di salvarci tutti.. il giusto mezzo tra "moriremo tutti" e "mero interesse economico" ci sarà no? Ovviamente il tutto imho e senza alcuna voglia di offendere ;)
Rispondi
Re: Riflettiamo. Poi se
di Cukoo [user #17731]
commento del 18/09/2009 ore 13:5
Caro Yasjater, è chiaro che ci sono degli interessi economici. Ma se uno ha una malattia e non si cura per non arricchire la multinazionale o per non fare quel che dice la TV, è come quel signore che per far dispetto alla moglie si tagliò le palle. Fuor di metafora, mi sembra di aver capito che questa influenza può colpire una quota maggiore della popolazione rispetto alle tradizionali influenze. Con una mortalità del 1%, se metà degli italiani ne fossero colpiti, avremmo un incremento del 50% dei decessi complessivi (sul sito dell'Istat trovi i dati tipici, circa 1% della popolazione passa a miglior vita ogni anno qui in Italia). Se questi sono i presupposti, mi sembra corretto cercare di limitare al massimo la diffusione. Articoli come quello che hai postato, e che continuo a ricevere nella mia casella di posta, sono a mio modesto parere delle stupidaggini colossali.
Rispondi
Re: Riflettiamo. Poi se
di killing_hand utente non più registrato
commento del 18/09/2009 ore 14:3
Il senso del post era ben altro. Riflettevo sul fatto che le industrie farmaceutiche sono manovrate dai politicanti e che non c'è interesse nel trovare le cure a malattie che (guarda caso) colpiscono per la maggiore la popolazione del terzo mondo. Forse perchè non hanno i soldi per pagare le medicine? Bisognerebbe cercare di guardare al di là del proprio naso.
Rispondi
Re: Riflettiamo. Poi se
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/09/2009 ore 22:0
Completamente d'accordo. Ineccepibile dal punto di vista epidemiologico. Allo stato l'unico problema connesso all'influenza A H1N1 sta nella elevata diffusibilità, che rende i valori assoluti di mortalità elevati non per virulenza del virus, ma per le grandi masse di popolazione coinvolta. La cosa si può dire anche in termini molto più cinici. E' prevedibile che l'influenza A H1N1 finirà per abbreviare la sopravvivenza di un elevato numero di Italiani già candidati all'exitus per altri motivi, patologici (malattie gravi preesistenti) o parafisiologici (senescenza). Potrebbe essere un'ecatombe di morituri.
Rispondi
Re: Riflettiamo. Poi se
di Cukoo [user #17731]
commento del 18/09/2009 ore 22:2
Allegria! direbbe Mike. In questo caso però la percentuale di decessi in più si ridurrebbe.
Rispondi
Re: Riflettiamo. Poi se
di killing_hand utente non più registrato
commento del 19/09/2009 ore 03:1
Premetto che io faccio geografia. E' vero che parte della popolazione abbrevia la propria sopravvivenza, però è anche vero che tutti quelli che sopravvivono svilupperanno nelle generazioni successive individui più "resistenti". E' il cinismo darwiniano della legge del più forte, purtroppo per noi vale anche per i virus.
Rispondi
Re: Riflettiamo. Poi se
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/09/2009 ore 22:0
:-)
Rispondi
Sono pefettamente da
di Yasjater [user #19443]
commento del 18/09/2009 ore 14:0
Sono pefettamente daccordo con te, sui dati non si discute.. tranne per il fatto che l' articolo non l' ho postato io! :D
Rispondi
Re: Sono pefettamente da
di Cukoo [user #17731]
commento del 18/09/2009 ore 14:4
Così imparo a leggere meglio. Scusami.
Rispondi
Re: Sono pefettamente da
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/09/2009 ore 22:0
Tranquillo. La presbiopia non è un fattore di rischio per l'H1N1 ;-) ;-) ,-)
Rispondi
Re: Sono pefettamente da
di Cukoo [user #17731]
commento del 18/09/2009 ore 22:2
... la miopia sì, però.
Rispondi
parliamone
di jimi_42del [user #14838]
commento del 18/09/2009 ore 14:1
è nell'interesse di ciascun governo cercare di limitare i danni alla popolazione, e su questo non ci piove. qualunque tipo di pandemia ha un margine di rischio difficilmente calcolabile, per cui, onde evitare il peggio, si sceglie la strada della prevenzione che in ogni caso è sempre la scelta migliore. il discorso dell'interesse economico poi è vero,ma è un discorso già affrontato con qualunque tipo di malattia facilmente trasmissibile di cui si dispone una cura o un'adeguata profilassi. quello che più mi fa riflettere è il bombardamento mediatico ai limiti della comicità con cui viene affrontata la cosa: non mi vengano a raccontare che un uomo affetto da cardiomiopatia e infezione da staffilicocco è morto (pace all'anima sua eh) di influenza suina!!! quello si che è terrorismo psicologico. un pò come quando in certi periodi ci bombardano di notizie sugli stupri. per ovviare al problema ho spento la TV e mi informo solo tramite giornali e internet. e comunque son d'accordo con te su fatto che vengano stanziati miliardi in malattie rare e nemmeno 1 euro su malattie devastanti di cui si conosce eziologia e cura. porco mondo.
Rispondi
Re: parliamone
di killing_hand utente non più registrato
commento del 18/09/2009 ore 14:3
quote: "e comunque son d'accordo con te su fatto che vengano stanziati miliardi in malattie rare e nemmeno 1 euro su malattie devastanti di cui si conosce eziologia e cura. porco mondo." Che altro aggiungere...
Rispondi
ma solo gli animali che mangiamo?
di paolone11 [user #20712]
commento del 18/09/2009 ore 14:3
chi si ricorda della mucca pazza? e dell'influenza dei polli? ora c'è quella del maiale...non notate una cosa?...ma perchè si ammalano solo quei particolari animali che mangiamo? se i polli sono malati, la gente non mangia più pollo, quindi le aziende non vendo più pollo...in una situazione del genere vince chi è più forte; le piccole aziende asiatiche che allevano polli sono assorbite dalle grandi aziende europee. A questo punto il produttore che una volta stava in europa ora va nei paesi asiatici, col notevole beneficio di poter fornire lo stesso prodotto che produceva prima ma con minori costi di produzione (in europa è vietato l'allevamento in batteria, in asia no) e senza concorrenza. Nel frattempo la gente dimentica il pericolo dei polli infetti, anche perchè i media non ne parlano più. Finalmente il pollo torna ad essere venduto regolarmente. Negli ultimi anni c'è stata una notevole sensibilizzazione per quanto riguardo queste ipotetiche pandemie. Tuttavia non si sono mai verificate mi pare. Con un pò di fiducia nel prossimo potremmo pensare che ciò sia dovuto alla tempestività e notevole competenza di chi se ne occupato. Forse sbagli ma non penso che tutto l'allarmismo che c'è stato fosse giustificato da un reale pericolo per la gente.
Rispondi
Re: ma solo gli animali che mangiamo?
di killing_hand utente non più registrato
commento del 18/09/2009 ore 15:3
quote: "Forse sbagli(o) ma non penso che tutto l'allarmismo che c'è stato fosse giustificato da un reale pericolo per la gente." Al giorno d'oggi fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.
Rispondi
la mia idea sulla ma
di AndreaAmott utente non più registrato
commento del 18/09/2009 ore 16:3
la mia idea sulla maiala.. -concordo con te che qualcosa sotto sotto c'è, ma non che ci sia una sorta di governo sanitario mondiale, come il classico governo mondiale che ogni tanto salta fuori, roba più potente del presidente degli stati uniti, il quale sarebbe direttamente sottoposto a sto governo mondiale segreto.. -che la pubblica informazione abbia come sempre esagerato le cose, e noi umani molto suscettibili e poco ragionevoli non pensiamo troppo di testa nostra ma seguiamo spesso e volentieri i tg senza criticare.. -ne deriva che penso che ci sia un allarmismo spropositato e un'incoerenza assurda nei mass media che ad un tratto dicono "niente allarmismi, il tizio morto stava già morendo di suo" e poco dopo la notizia del giorno è "nuovo allarmante caso di influenza maiala qua e là" -penso che la maiala o suina o a-h1n1 sia una banale influenza, solo leggermente più contagiosa delle altre, non fa più o meno danni di una o l'altra; ci spaventa, anzi, spaventa che arrivi in estate all'emisfero nord -penso che ogni infulenza di ogni anno sia come questa, si sia originata da un certo posto nel mondo e di contagio in contagio è arrivata in tutto il globo, e così succede da millenni, a grandi linee (eventuali medici e biologi, non attaccatemi per il mio generalizzare!) -penso ancora che in questo assurdo allarmismo per queste poche morti si sia fatto poco per l'africa e le morti per malattie stupide e debellabili con poco sforzo dai governi più potenti mentre si faccia troppo per questa pandemia..come si dice nel testo sopra.. penso spesso che certe volte si fa un sacco di rumore per delle morti, quando per cose "simili", della stessa natura diciamo, dove di morti ce ne sono molte di più, non si dica niente, per ragioni a me ignote..e penso che l'informazione non sia libera =)
Rispondi
Posso?
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/09/2009 ore 19:3
Ciao a tutti. Una volta tanto non rispondo da Accordiano, ma da docente universitario. Mi scuso, ovviamente, per essermi qualificato (non l'ho mai fatto prima) ma ritengo possa essere utile a dar credibilità al mio intervento, volto a cercare di fare chiarezza su un argomento fin troppo dibattuto e, se possibile, dare tranquillità ad un gruppo di amici cari. Da alcuni anni (una quindicina, per la precisione) il mondo è alle prese con quelle che vengono chiamate "malattie infettive emergenti". Si tratta di entità che non erano mai state descritte in precedenza oppure rappresentano una variante "nuova", a diverso comportamento clinico, di una malattia già nota. Emergono non perchè il Padreterno abbia deciso di mandare sulla Terra una nuova piaga, ma perchè alcuni nostri nuovi comportamenti o stili di vita ne favoriscono la diffusione. Per fare un esempio, l'influenza H1N1 è diventata un emergenza planetaria semplicemente perchè il posto in cui si è sviluppato il focus epidemico era una meta del turismo di massa. Se si fosse verificato in Groenlandia, probabilmente sarebbe rimasto una curiosità scientifica. Invece è scoppiato in Messico e non c'è stato verso, nei mesi di aprile, maggio e giugno, di tenere a casa le migliaia di turisti che, col viaggio già prenotato, non se la sono evidentemente sentita di sacrificare in nome della salute pubblica i soldini anticipati. In effeti, il grosso degli eventi infettivologici non arriva a conoscenza dell'opinione pubblica semplicemente perchè non assume diffusione mondiale e per questo, da un punto di vista giornalistico, non fa notizia. Da anni, ad esempio, in Africa si muore per infezione da Virus Ebola, che determina un quadro clinico frequentemente mortale. L'infezione non si è diffusa perchè ha colpito una zona geografica in cui c'è miseria e solo miseria. I turisti non ci vanno e il virus non se ne va a spasso per il mondo. Tutto qui. E non basta. Da anni si stanno diffondendo nel mondo Stafilococchi meticillino-resistenti o MRSA (in pratica i comuni batteri che tutti abbiamo sulla pelle, ma in questo caso resi quasi immortali dal fatto di essere resistenti agli antibiotici). Nessun telegiornale ne parla mai, eppure gli antibiotici che comunemente noi usiamo per debellarli costano il triplo o il quadruplo del Tamiflu. Non se ne parla non perchè non ci sia qualcuno che comunque monetizzi, ma perchè la notizia, sul piano giornalistico, non è così fruibile come quella della suina o dell'aviaria. Troppe cose da spiegare, troppe conoscenze necessarie per comprendere l'allarme. Meglio tacere e buttarsi sulla storia dei porci, che in quanto porci nell'immaginario popolare ben si prestano a fare da untori. C'è un ulteriore considerazione. Quando una notizia scientifico-tecnologica raggiunge il mondo laico, dei non addetti ai lavori, la sua enunciazione perde il rigore tecnicistico e lo stile snello delle comunicazioni scientifiche, per assumere i toni coloriti, drammatici e spesso tragici del linguaggio di tutti i giorni. Quella che un ricercatore definirebbe "infezione a bassa letalità" è diventata "la febbre assassina". L'affermazione che in un articolo scientifico suonerebbe come "è da prevedersi un'indice di mortalità estremamente contenuto" diviene nei telegiornali "si prevedono centinaia di migliaia di morti". In senso strettamente medico il Virus H1N1 è un microorganismo a bassa virulenza ma ad alta diffusività. Questo vuol dire che colpisce moltissimi individui ma fa realmente male a pochissimi. La mortalità attuale è inferiore all'1%. Per darvi un'idea dimensionale, basti pensare che la comune influenza stagionale ha una mortalità da cinque a dieci volte superiore. Eppure nessuno se ne è mai curato, semplicemente perchè è un'entità consueta. Chiunque come me si occupi di malattie respiratorie, sa che ogni anno muoiono per complicanze della comune influenza migliaia di persone (in genere anziani, pazienti debilitati per altre malattie, neoplastici). Muoiono per così dire nell'indifferenza generale, semplicemente perchè non fanno notizia. L'H1N1 è di gran lunga meno pericoloso. Ma potrebbe fare più vittime se dovesse far ammalare più persone del consueto, per le banali leggi della percentuale. Questo è il motivo per cui, tutto sommato, non è male che gli Italiani imparino a guardare all'influenza non come ad una banalità, ma come ad una malattia seria, da cui è preferibile difendersi, col vaccino e con le pratiche igieniche comuni (lavaggio delle mani, contumacia in casa dei malati, protezione dall'esposizione al contagio dei soggetti più deboli). Può darsi che, adesso, si vedano meno vecchietti in fin di vita perchè contagiati dai nipotini raffreddati, Quello che in un giovane sano è un banale raffreddore, in un vecchio enfisematico può scatenare un'insufficienza respiratoria mortale. Ed io personalmente ne ho abbastanza di vedere i parenti che, alle mie proteste sulla loro leggerezza, mi rispondono: "Ma il bambino voleva salutare il nonno.....". Infine, io non credo che certi allarmi e certe notizie vengano diffuse dall'industia farmaceutica (anche se si tratta di un tormentone particolarmente gradito, visto che ritorna ciclicamemente alla ribalta), anche se è evidente che l'industria farmaceutica stessa si presti di buon grado a cavalcare la tigre. E questo è ovvio, visto che si tratta di organizzazioni commerciali e non filantropiche. Che poi il loro target sia la salute e non, ad esempio, l'abbigliamento, modifica la percezione emotiva che la gente ha del problema, ma non la sua sostanza. Faccio di nuovo un esempio. Quando Nokia o Samsung o Apple avviano una massiccia e planetaria campagna pubblicitaria per convincerci che non possiamo vivere senza touch screen, nessuno fa una grinza e tutti come percore corriamo a comprarci l'iPhone, muovendo un giro d'affari ben superiore a quello degli antivirali. In conclusione, aspettiamo l'influenza con vigile attenzione, ma senza terrore. E se proprio ce la beccheremo, resteremo a casa mostrando senso civico e di responsabilità, senza andare a sputacchiare il virus a scuola, in ufficio e nei locali pubblici. A noi Accordiani, poi, il domicilio coatto servirà comunque per imbracciare per qualche ora in più l'amata chitarra.
Rispondi
Re: Posso?
di killing_hand utente non più registrato
commento del 18/09/2009 ore 20:5
Ringrazio Jeb (o dott. Jeb), i cui interventi non risultano mai banali. Insomma, dici cose su cui riflettere o da cui si impara sempre qualcosa. L'argomento del post non era però l'analisi della pericolosità di questo piuttosto che di quel virus. Il mio spunto voleva essere una riflessione su quanto sia davvero crudele la ragione economica che determina la vita (o la morte) delle persone. Riflettevo su quanto siamo suggestionabili e manipolabili noi ricchi occidentali, bastano un paio di titoloni sui giornali e l'emergenza è bell'e che servita. Riflettevo su quanto facciamo schifo perchè decidiamo di spendere "preventivamente" per dei vaccini (la cui commercializzaizone arricchisce sempre le stesse persone) mentre nell'Africa nera praticamente una persona su due muore di AIDS. Riflettevo su quanto siamo meschini: riusciamo a creare dei trend anche in merito alle malattie.
Rispondi
Loggati per commentare

Re: Posso?
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/09/2009 ore 21:3
Avevo compreso la sottile vena polemica, che in via teorica condivido appieno. Quando dalla pura discussione si passa all'applicazione pratica, tuttavia, le cose possono non essere così risolvibili a breve termine. Sicuramente le complesse strategie economico-finanziarie del mondo occidentale appaiono meschine ed egoistiche se paragonate alle sofferenze di chi ha avuto la sfortuna di nascere nel sud del mondo. Tuttavia non si può, in un malinteso spirito di equiparazione, essere tentati di omettere scelte di politica sanitaria disponibili e riconosciute come valide da comitati di esperti (che ovviamente, come tu dici, possono essere anche non in perfetta buona fede) per "equiparare" il mondo sviluppato a quello non sviluppato o con l'intento (encomiabile, ma praticamente irrealizzabile nella pratica) di stornare parte considerevole della ricchezza del proprio Paese a favore di una o più nazioni più povere. Questa cosa riusciva bene a quel Signore con la barba che un paio di millenni fa calcava le pietraie della Galilea, ma ti sconsiglierei di aspettarti di vederla applicata, nei fatti e non solo a parole, da un uomo moderno. L'obbiettivo dovrebbe essere piuttosto quello di elevare, per quanto di può, gli standard anche nei Paesi in via di sviluppo. Questa cosa, che in via teorica può apparire ovvia e realizzabilissima, a patto che la si voglia realmente, nella pratica non è così semplice, dovendo fare i conti non solo con la naturale tendenza dell'Umanità a perseguire i propri interessi, ma anche con oggettive resistenze (spesso ovviamente del tutto inconsapevoli) da parte di chi dovrebbe beneficiare dei provvedimenti di salute pubblica adottati. E' un argomento lungo, e forse esula dai fini e dagli spazi di un post su Accordo. Per dirla nel modo più rapido possibile, quando ad esempio si tenta di debellare la tubercolosi nell'Africa sub-sahariana, si deve fare i conti non solo con l'emorragia dei fondi inizialmente stanziati, ma anche con l'ingerenza dei governi o di potentati locali, e, non ultima, con la scarsa compliance dei malati, che vuoi perchè diffidenti verso gli stranieri, vuoi perchè lontani decine di miglia dai Dispensari, vuoi infine perchè troppo occupati a tentare di non morire di fame per aver tempo di andare in ambulatorio, spesso sfuggono al reclutamento o interrompono volontariamente i cicli di cura. Questo, ovviamente, non per coinvolgere i nostri sfortunati fratelli africani nel processo di responsabilità di un fallimento, ma per sottolineare come certi progetti siano improbi non solo per la solita tiritera dell'uomo bianco disonesto, approfittatore e colonialista, ma anche perchè per garantire un vero sviluppo ad un Paese, bisogna per prima cosa elevarne il livello culturale ed il senso civico. E questo è un processo attivo e non passivo, che spesso richiede decenni per avviarsi stabilmente. Infine, dovrebbe essere la gente e non solo i Governi dei Paesi ricchi a farsi parte attiva in un progetto planetario di aiuto e fratellanza. Ed anche qui, come tu mi insegni, le note sono dolenti. Sento il dovere di dire, però, che il fatto che si postino interventi e topics come il tuo e che tanti di noi intervengano, sottolinea che una buona parte di noi sente il problema come vicino al proprio vissuto ed alle proprie aspettative etiche. Poi, ovviamente, dopo aver denunciato ed anche urlato il nostro sdegno, si tratta di rimboccarsi le maniche e fare realmente qualcosa, .
Rispondi
Re: Posso?
di killing_hand utente non più registrato
commento del 19/09/2009 ore 03:0
quote: "Poi, ovviamente, dopo aver denunciato ed anche urlato il nostro sdegno" Per me è importante.
Rispondi
Re: Posso?
di nick74 [user #15609]
commento del 18/09/2009 ore 21:1
eh no, non ci sto! io da rappresentante del mondo farmaceutico già mi trovavo bene nelle funzione manzoniana dell'untore! Se poi si pensa che sono di Lecco, la parte calzava a pennello! Non avrei saputo esprimere meglio un concetto che strapprovo! I tuoi allievi hanno un grande professore! dove eravate professori chitarristi di Italia quando l'unuiversità la frequentavo io? mi hai visceralmente incuriuosito... ci dici dove insegni, per piacere? Basta anche solo la materia... dai!
Rispondi
Re: Posso?
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/09/2009 ore 21:1
Nessun problema: Malattie dell'Apparato Respiratorio. Università Federico II, Napoli.
Rispondi
Re: Posso?
di nick74 [user #15609]
commento del 18/09/2009 ore 21:2
Grazie, mitico! ti vedevo già la manne addosso, ma tant'è! questo è OT comunque complimenti per i tuoi interventi che sono tra i più interessanti del sito... tra l'altro Strato78 (Napoli mi sembra), Gwinnett (Ponza) ed ora anche tu partenopeo, ma io che cosa ci sto a fare qui al freddo da solo? :) e sì che ci sarebbero tante jam che mi aspettano... mi sa che prima o poi un giretto da quelle parti! è che mi spaventa il detto vedi Napoli e poi muori, di influenza A... naturalmente! :DDD non devo averlo capito afondo il detto e neanche il post!
Rispondi
Re: Posso?
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/09/2009 ore 21:5
Eh eh eh ... Veramente a noi ci pagherebbero proprio per non far morire nessuno di Influenza A. Quindi venite pure tranquilli. Grazie per la storia della Manne. Mi lusinga sentirtelo dire, ma non era nelle mie aspettative. Peraltro, avrete notato (e se non lo avete notato ve lo dico io) che le mie competenze chitarristiche sono solo dilettantesche. Non saprei (e neanche ci tengo) discettare di legni e pick-up al di là del banale bagaglio culturale di un uomo che ha imbracciato la prima chitarra nel '72. Credo fermamente, però, nella poliedricità della cultura e nella capienza infinita della mente umana. I pochi e banali articoli che ho inviato erano un tentativo di far da ponte tra diversi mondi, cercando di indagare non tanto sul come si suoni una chitarra, quanto piuttosto sul perchè si senta il bisogno di suonarla. Ed in questa ottica, sinceramente, non mi aspettavo nè ritenevo di meritare alcun riconoscimento ufficiale. Mi fa molto piacere, però, ricevere il tuo.
Rispondi
Re: Posso?
di nick74 [user #15609]
commento del 18/09/2009 ore 22:0
non dirlo a me che antibiotici e farmaci per il respiratorio li propongo da mane a sera. uno dei miei più vecchi amici del mio paese è pneumologo! è una persecuzione. ;) E' proprio per questo motivo che i tuoi pezzi sono piaciuti. dilettante... se Accordo fosse fatto solo da professionisti gli iscritti sarebbero un quarto della metà! :)
Rispondi
Seguici anche su:
Cerca Utente
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster

Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964