Non so nulla della storia degli Oasis e credo di aver sentito non più di una ventina di loro pezzi, almeno la metà dei quali da un album live del 2001 su un iPod avuto in prestito tempo fa. Sono quindi totalmente libero da preconcetti nel mio giudizio, anche perché ascolto tutt'altro.
La mia impressione è di un gruppo molto professionale, con un buon sound postbeatlesiano, strumenti precisi e con una loro eleganza, arrangiamenti validi, ottima produzione, melodie non originalissime ma gradevoli.
Penso che il bello della musica sia che a me una cosa piace, a te ne piace un'altra, a lui un'altra ancora. Ed è meraviglioso che se alla radio o sull'iPod in prestito c'è un pezzo che non mi piace, lo faccio sparire con un click. Se invece mi piace lo risento, magari compro il DVD e addirittura vado al concerto. Le due sensibilità (quello a cui gli Oasis non dicono nulla o fanno schifo e quello a cui piacciono molto o moltissimo) possono convivere tranquillamente.
Per questa ragione trovo molto triste (e pure un pochettino macabro quando arriva da chi non è più giovanissimo) il tifo calcistico che alcuni fanno per la presunta fine del gruppo. Non ne capisco il senso, se non quello di fare un sberleffo a quelli a cui gli Oasis piacciono. Ma quella storia della grande famiglia dei musicisti, tutti amici, volemose bene, ecc ecc? Come se a me - che non capisco e quindi non so apprezzare la lirica - fosse venuto in mente di festeggiare la morte di Pavarotti. A volte faccio fatica a capire e mi viene pure un po' di malinconia.
PS peccato che questo mio diario numero 200 vada su un tema tristanzuolo. Me ne fossi accorto prima avrei aspettato giovedì che forse ci sarà modo di annunciare un notizione di quelli che ribaltano il mondo. Oppure no. Io incrocio le dita. Vuol dire che se c'è il notizione sarà il post 201.