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Relic botanico

di jebstuart [user #19455] - pubblicato il 19 agosto 2009 ore 00:48

Giorni fa postai nel diario una nota sul Gibber italicus, esempio di relic in canaricoltura.

Quale seconda puntata di questa carrellata sul relic extrachitarristico vi propongo il relic botanico. Si tratta di una particolare tecnica di coltivazione dei bonsai, tendente ad alterarne l'aspetto in modo da farli sembrare più vecchi di quanto siano in realtà e di conferire loro un aspetto vissuto, simulando cadute di fulmini, alluvioni, danni da vento forte. In pratica si creano parti di legno morto (che assumono colorazione chiara) e che hanno lo scopo di antichizzare la pianta, conferendole un aspetto vecchieggiante. I giapponesi, veri maestri nel campo, tra gli interventi destinati a reliccare un bonsai distinguono lo jin (rappresentazione di un ramo spezzato dal vento e ormai morto) e lo shari (frattura longitudinale del tronco, spezzato da un fulmine).

Ecco un jin in un Ginepro ...

 ...... ed uno shari, in un Pino.

Non vi ricorda qualcosa?


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Non esiste la vita
di lorenzof [user #17952]
commento del 20/08/2009 ore 01:1
Se esiste una vita oltre la mente, noi non lo sappiamo, perché è inaccessibile al nostro sistema. Ci sono fatti e cose. S può descrivere in termini matematici il comportamento delle cose, fino ad un certo livello di complessità, invero piuttosto basso. Poi ci sono i fatti, che sono posti in relazione tra loro, e l'affare si complica. Nel nostro vissuto emozionale, che è quello che ci fornisce energia e ci conferisce -o meno- equilibrio, i fatti sono di gran lunga più rilevanti delle cose. Gli alberi e le chitarre noi li introiettiamo dal mondo delle cose, li facciamo nostri, vogliamo che ci assomiglino, che abbiano come noi le cicatrici che segnano il tempo e testimoniano che abbiamo vissuto qualcosa di significativo. Umanizziamo le cose. In un certo senso il relic è un passo verso l'antropomorfizzazione della chitarra, che da strumento freddo diventa qualcosa di vivo e ne porta addosso il contrassegno evidente. Mi fermo qua sennò rischio di spararle grosse...Notte Jeb. Prima o poi voglio venire a stringerti la mano di persona :-)
Rispondi
Re: Non esiste la vita
di jebstuart [user #19455]
commento del 20/08/2009 ore 01:2
Te la stringerò con immenso piacere, amico mio :-) jeb PS: non le stavi affatto sparando grosse, ovviamente. Avrai capito che sono un fiero oppositore del relic. Tuttavia quello che hai scritto mi ha fatto pensare.... Notte a te Mauro
Rispondi
Re: Non esiste la vita
di mrc.mgg [user #198]
commento del 21/08/2009 ore 18:3
"Avrai capito che sono un fiero oppositore del relic." Azz... spero niente di personale, di relic ne ho 6 o 7 (anche se non mi definirei "un fiero sostenitore" :-). Marco. PS i bonsai mi fanno impazzire, non fosse che qualsiasi vegetale tocchi muore quasi istantaneamente, ne avrei la casa piena.
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Re: Non esiste la vita
di jebstuart [user #19455]
commento del 21/08/2009 ore 21:5
Niente di personale, ovviamente, ma non farmi vedere le tue relic o te le restauro immediatamente :-) I bonsai effettivamente hanno la salute di una libellula, però averne un po' dà l'impressione di avere in casa un pezzo di bosco... Non male, no? Mauro
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De rerum natura
di Cukoo [user #17731]
commento del 21/08/2009 ore 22:2
Jeb, dopo il relic nel regno animale e nel regno vegetale (quanta pena!) mi aspetto una tua uscita sul regno minerale. Queste tue pagine di diario sono assolutamente preziose.
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Re: De rerum natura
di jebstuart [user #19455]
commento del 21/08/2009 ore 22:5
In effetti sto pensando ad un'opera monumentale sul relic nell'universo, a fascicoli settimanali, di cui sarai il primo abbonato ad honorem. La terza uscita, la prossima settimana, sul relic mineralogico (non ho la minima idea su cosa inventarmi, ma va bene lo stesso).
Rispondi
Re: De rerum natura
di PierluigiMaisto [user #20005]
commento del 22/08/2009 ore 01:1
Purtroppo il relic mineralogico esiste,artificiale come una " '57 abused relic" del Custom Shop,dannoso e irreparabile come il rovinare un "two colour sunburst" a colpi di lima.Ora l'operato dell'uomo ristagna come sangue rappreso nelle ferite inferte al corpo del Monte Tondo,un tempo verde montagna,ora squallida cava. vai al link
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