Ho letto l'articolo sui Dream Theater e le nuvole, peraltro scritto con passione, ma la successiva discussione mi ha veramente lussato i testicoli: sembrava una discussione di calcio in bar tra ultrà: "I Dream Theater sono delle merde", "Se questo disco non vi piace non capite un cazzo"... Quindi mi sono ascoltato più volte "A rite of passage" mentre cazzeggiavo sul PC (il link del video l'ha postato lo stesso Pioneer), e sono arrivato ala conclusione che questa è una brutta canzone (oltre al fatto che il video fa ridere), per i seguenti motivi:
- Il pezzo sa di già sentito. I particolare, la linea melodica del cantato sa di trito e ritrito heavy metal nordeuropeo, ed il ritornello ha una seconda voce alla Megadeth veramente fastidiosa. Non valeva la pena lavorare un meno sull'arrangiamento e scrivere delle linee melodiche meno banali?
- La produzione è pessima. Non la pre-produzione, fase in cui si studiano gli arrangiamenti e le parti, che sono gli aspetti che i Dream Theater curano maggiormente, ma proprio "i suoni" sono bruttissimi. L'entrata, all'inizio, di quella chitarra distorta è comica: il suono è brutto, sgranato, per nulla amalgamato con basso e tastiera. Gli archi seminati qua e là, poi, sono quasi comici. Il fatto che i Dream Theater incidano per la Roadrunner tradisce il fatto che oramai non affascinano più le grandi platee. Difatti questo singolo (e quindi penso anche il resto del disco) tradisce una certa "economicità" del progetto. Non c'è un cazzo da dire, per fare grandi dischi ci servono grandi budget ed un grande produttore, oltre che grandi artisti. Si ascolti l'ultimo degli AC-DC: a me rompono dopo due minuti, ma i suoni conferiscono al disco un tiro incredibile.
Loro saranno bravi finchè si vuole, ma, a giudicare da questo pezzo (e dalle immediatamente precedenti prove discografiche), mi sembrano oramai più degli ottimi mestieranti, che degli artisti ispirati. Ed oramai anche la loro bravura incredibile è un mito logoro: non c'è niente di quello che fa il batterista che il batterista dei Tool non riuscirebbe a fare con una mano legata dietro la schiena, e su Youtube si possono trovare decine di ragazzotti di 16 anni più veloci di Petrucci. In sompenso, hanno perso la loro attitudine nella scrittura dei pezzi, che caratterizzava il loro capolavoro (Images e words), un disco veramente solido e fatto di grandi canzoni, che ascolto sempre molto volentieri.